Cambogia lungo il Mekong river

Donnavventura in Malesia

Paesi che si susseguono, paesaggi che cambiano, immagini che si alternano, uomini e donne dai lineamenti che mutano…ma una costante, la vista del Mekong River.
Da ieri lo sfondo sui cui sfrecciano i nostri pick up è cambiato, la sottile linea di confine della frontiera col Vietnam, ha demarcato un netto distacco.
Il primo sguardo alla Cambogia: la guglia di un tempio, l’eleganza di un monumento, l’oro che luccica tra le tegole di un palazzo, è lo sfarzo di una cultura millenaria.
Ma pochi metri più in là, il nulla, un’immensa prateria con palme che svettano scosse dal vento, è il deserto e l’oblio, la sensazione che di lì non sia passato nessuno per anni…

Una terra dunque di contrasti, anche nella sua capitale, Phnom Penh, una macchina di grossa cilindrata ti sorpassa sulla destra, mentre nello specchietto vedi attraversare un elefante, un giovane uomo in giacca e cravatta da un lato, un bimbo nudo sull’asfalto a giocare.
Ma i contrasti non finiscono qui, nel sociale, ce ne sono di ben più marcati, sono i colori, che catturano l’attenzione, il verde della vegetazione, la terra rossa, il sentiero giallo e polveroso, il bianco delle mucche posteggiate fuori casa come utilitarie, il marrone del Mekong.

Un marrone che abbiamo osservato nelle sue sfumature e andature nei precedenti paesi, un marrone che abbiamo desiderato veder apparire alla nostra sinistra oggi, quando alla ricerca di una pista nascosta, la posizione del fiume era l’unica cosa certa, un centinaio di chilometri percorsi allontanandosi per poi riavvicinarsi tra mille baracche, capanne e villaggi.

L’intenso marrone di un fiume che dà la vita, che rende fertili i campi, e li rende ottima la coltivazione de riso, un marrone, unica risorsa per i mille villaggi sulle sue rive addormentati, lontani da noi centinaia di anni, ma con in comune la stessa reciproca sorpresa negli occhi nel vederci passare; siamo in fondo anche noi per loro creature così contrastanti, i rossi pick up sollevano una nuvola di polvere che svela fanciulle dalla pelle bianca, dagli occhi grandi..

.che emozione il diverso, le persone, il cibo, il paesaggio, scambiare uno sguardo e un sorriso, e precipitare in un altro universo…per tornare a casa con qualcosa in più tra le mani!

Racconto di Elena Papuzzo