Vietnam a sirene spiegate

Donnavventura in Malesia

Il Laos sembrava senza fine
Invece eccoci giunti li al confine,
la soglia del Vietnam abbiam varcato
e una scorta poliziesca abbiam trovato.
All’inizio ci sembrava un peso al piede,
perché se hai qualcuno che davanti a te si siede,
il paesaggio vedi meno bene,
il silenzio della natura rotto dalle lor sirene,
e la fiducia nelle donne poca,
li faceva andar a velocità di foca.
Noi lì dietro in carovana,
mentre tra le rocce facevam la ginkana,
il 30 allora non riuscivam a sopportare,
e al volante non potevam non sbadigliare.
All’inizio il servizio scorta non abbiam apprezzato,
ma poi utile è tornato,
quando nel traffico delle città ci siam imbattuti,
per averli con noi li scongiuri abbiam compiuti.
In Vietnam la gente si muove col motorino,
miloni te ne stanno vicino,
e star attaccate tra pick up è davvero un casino,
da ogni lato cercan di sorpassare,
non esiste la “filosofia del frenare
ma sol quella dell’ostacolo schivare;
se ne van coperti con mascherine,
contro smog, sole e tossine,
ne hanno di tutti i colori
su fino al naso per non sentire gli odori.
La sorta presente ha un motivo soppresso
ma con la pericolosità del paese non è connesso,
per quanto il nostro ’itinerario sia duro,
il Vietnam è un paese davvero sicuro,
in realtà non c’è un motivo che strida..
semplicemente sulla destra abbiamo la guida,
mentre in Vietnam tutto è uguale alla maniera occidentale
volante a sinistra, e guida normale.
Abbiam assistito a scene suggestive,
svegliate all’alba da regole mai lascive,
al cammino dei monaci di primo mattino,
che passavano tra le strade con un ciotolino,
dove i fedeli sembra che diano il cibo così alla leggera,
ma in realtà è una serissima forma di preghiera,
in onore di coloro che se ne sono andati,
i giovani monaci di cibo vengon omaggiati.
Sulla costa il paesaggio è cambiato,
da montuoso e verde, marittimo è diventato,
baie, reti barche e barchette,
ma anche bufali e caprette,
il bucolico al marinaro alternato,
da un lato il gamberetto allevato,
dall’altro il riso coltivato..
Il nord e il sud abbiam visitato,
il confine al 17° parallelo marcato,
in carovana abbiam varcato
e differenze tra i 2 abbiam notato,
in cibo gente usanze e civilizzazione,
prima di politica era una questione,
ed è rimasta una latente suddivisione.
Hanoi e Ho Chi Min le 2 città principali,
come roma e milano entrambe capitali,
simili per certi versi
per altri 2 lontani universi.
Più di una cosa da ricordare,
nella baia di Ha long navigare,
aspettando il drago che dorme nel mare,
al centro del mercato galleggiante sostare,
gli scambi di frutta osservare.
Il Vietnam è da sempre per tutti sinonimo di guerra
ma è davvero tutt’altro questa terra,,
i suoi abitanti son gentili e cordiali,
cibi, frutti dai sapori fenomenali,
scorci e paesaggio sono speciali,
con la nostra scorta l’abbiam girato tutto
e niente davvero c’è sembrato brutto,
la sua storia in bunker e musei abbiam rivisitato
ed un brivido sulla schiena ci è passato,
le scene di film in mente ci sono riaffiorate,
e nello scenario vero le abbiam immaginate..
ma tutto questo è il passato,
il paese da allora è rinato,
e per raggiuger la mandiale notorietà
ha davvero ogni potenzialità!!

Racconto di Elena Papuzzo