Kenya – Il primo mese di Donna Avventura

Donnavventura in Africa

Ho perso la concezione del tempo. Non mi domando più che giorno della settimana sia, che ora sia, so solo che quando cala il sole sono le sei o le sei e mezza di sera. Tempi e spazi dilatati, l’Africa ti assorbe. E piano piano perdi lo sguardo stupito del turista e cominci ad entrare in sintonia con lei, con la natura, con le sue genti. Abbiamo dormito in posti dove era normale vedere ippopotami, scimmie e coccodrilli davanti la propria camera. Era normale percorrere centinaia di Chilometri tra strade sterrate e villaggi sperduti per raggiungere una meta scelta guardando la cartina la notte prima.

Passare i confini tra uno stato e l’altro, mangiare nelle capanne degli indigeni, partire all’alba-salutando scorci di vita appena incrociati. La fatica si fa sentire la sera quando ci fermiamo. Di giorno sei troppo teso e concentrato per pensarci. La cosa più bella è la sinergia di questo gruppo. Ci aiutiamo, ci confortiamo, ci divertiamo. Purtroppo Marie e Daria sono tornate a casa. All’ospedale di Iringa, in Tanzania, gli hanno diagnosticato un principio di malaria. Che giorno triste quello della loro partenza. Ho perso due ottime compagne d’avventura, ma soprattutto due amiche. Il giorno dopo avevo in macchina (al posto di Marie!) un Masai, Nganami, conosciuto il primo giorno in Kenya, lui ci condurrà sotto il Kilmangiaro, nel suo vilaggio. Passeremo qualche giorno con i Masai prima di ritornare nella zona Nord della Tanzania.

Abbiamo già attraversato quattro Stati: Sud Africa (dove torneremo), Mozambico, Malawi, Tanzania e siamo appena entrate in Kenya. Quasi 10.000 Km percorsi e rimane solo il rammarico per non poter vivere certe realtà fino in fondo. Non c’è tempo per metabolizzare quanto passa sotto i nostri occhi, come un boccone che ti strozza, un amore vissuto a metà. Realizzerò quando sarò di ritorno; ora dobbiamo proseguire, ci sono solo due mesi e ancora tante mete.

DAI COMPAGNE! NON SI MOLLA!!!

Kenya, Tsavo West N.P., 05-09-2005

Racconto di Francesca Minieri