Livingstone

Donnavventura in Africa

Come morire tre volte in un giorno: Livingstone
Alla fine di tutto abbiamo saputo che le rapide dello Zambesi sono tra le più pericolose al mondo, nonché sito per i campionati mondiali di rafting: sconcerto!
Ci siamo affacciate alle sponde dello Zambesi con fare spavaldo del turista medio. Personalmente ascoltavo l’istruttore con la finta attenzione che prestavo alle lezioni di diritto privato all’università. Devo dire però che ho captato bene i consigli in caso di ribaltamento, forse perché strani presagi aleggiavano nella mia testa!
Siamo entrate nel gommone e chiacchierando con la foga di suocere indispettite abbiamo affrontato la rapida numero uno e due.

Tutto bene, anzi, divertente. Pausa in una caletta quieta, bagnetto, un po’ di sole e terza e quarta rapida. E’ salita l’adrenalina: velocità, schiuma, corrente e braccia forti per affrontarle, ci siamo piaciute e forse ci siamo rilassate troppo! Di nuovo pausetta e tra una chiacchierata e l’altra ho sentito dire a uno dei due istruttori; “It will be a long day“. Non capivo a cosa alludessero, ora lo so! Prima della settima rapida gli istruttori ci hanno detto che era importante non sbagliare nessuna mossa ed eseguire perfettamente ogni comando.detto, non fatto

Loro urlavano al vento come muovere i remi e ognuna di noi eseguiva distrattamente in modo diverso. Ora, sicuramente la colpa è nostra, ma se avessimo saputo che per affrontarla ci voleva tecnica ed esperienza saremmo rimaste sulla riva a scattare foto agli ippopotami! Fatto sta che ci siamo ribaltate e tutte, per un attimo, abbiamo pensato di morire! Ognuna non vedeva più l’altra e tentava di salvarsi come poteva.personalmente la prima cosa che ho pensato è stata: non devo bere acqua! Ho chiuso bocca e naso, senza chiudere mai gli occhi perché l’altro mio pensiero fisso era: cerca la corda che circonda il gommone!

Bè, ho avuto sangue freddo e raziocinio come mai in vita mia, ero ancora vicino all’imbarcazione e prima che la corrente mi portasse lontano mi sono lanciata in avanti e ho afferrato la corda, non chiedetemi come, ma l’ho fatto e il terzo pensiero era: se lasci la corda è finita! Sono rimasta incollata e appena ho visto Chris (l’istruttore) mi sono trascinata dal lato che mi indicava aspettando che rigirasse il gommone. Non ho ben chiaro quello che è successo e quanto tempo sia passato. So che quando sono salita ho visto la paura negli occhi di tutte e ho avuto la forza di tirare su Bianca che ancora era in acqua!…

Quando tutto era finito siamo state in silenzio per minuti, qualcuna piangeva, altre non avevano neanche la forza per farlo. Siamo ripartite e una volta toccata la riva ci siamo stese a riprendere fiato. Nessuno di noi immaginava che quel fiato sarebbe servito per fare la salita più estenuante dello Zambia (almeno così ci sembrava)! Erano le due di pomeriggio e vi assicuro che in Africa alle due fa’ caldo!!! Salivo, inciampavo, salivo, mi fermavo, risalivo, non vedevo mai la fine!! Avevo le visioni di casa mia, di me inerme sul divano a guardare un film e di birra fresca! Quanto ho impiegato ad arrivare in cima non ricordo, l’ho fatta a testa bassa e a chi mi guardava cercando conforto e coraggio rispondevo con sguardo altrettanto eloquente: vorrei aiutarti, ma non posso!!.

In cima siamo arrivati tutti, chi mezz’ora prima chi mezz’ora dopo, qualcuno è svenuto all’ultimo scalino, qualcuno in iperventilazione, comunque sembrava finita per davvero. Invece no!!! Saliamo sul camion che doveva portarci all’albergo quando a un tratto del viaggio, su una discesa, il mezzo prende velocità in modo sconsiderato. Urla di panico, un paio di persone già pronte a saltare, si erano rotti i freni. Io avevo affianco il cameraman bloccato dai crampi e prefiguravo la scena del ribaltamento: per me Ale (il cameraman) era il primo a rimetterci le penne dato che era immobilizzato, avevo già in mente di farmi scudo del suo corpo!!!.. Invece l’autista è riuscito a reggere il volante e ad evitare il disastro. Siamo scesi tutti dal camion increduli di quello che ci stava capitando!!… A venti all’ora siamo tornati in albergo e mi sono rinchiusa in camera, non era giornata!!! Poi mi sono concessa un bagno in piscina, scaletta, acqua bassa e braccioli..non era il caso di perseverare..!!

Zambia, Livingstone

Racconto di Francesca Minieri