Dalla Malesia alla Thailandia

Donnavventura, Grand Raid della Malesia

Il viaggio continua verso Fraser’s Hills e Cameron Highland, alla scoperta delle più importanti ed antiche piantagioni di the della Malesia. Sulla strada per Fraser’s Hills provo un’ emozione indescrivibile. Per la prima volta in vita mia vedo ed attraverso la jungla. I suoni, i colori, i profumi sono nettamente diversi e si imprimono indelebilmente nella mia mente. Sopraggiunge la sera e subiti dopo è l’alba del nuovo giorno. Si riparte per Cameron Highland, antica colonia inglese. Rinomata per le sue piantagioni di the e coltivazioni di fragole. Visitiamo entrambe, e non poteva mancare la degustazione di un ottimo the e di una buonissima marmellata di fragole. Dal giorno successivo parte il vero viaggio all’insegna dell’avventura. Incontriamo una piccola comunità aborigena. Un uomo del villaggio ci dimostra come si usa la cerbottana per andare a caccia. Mentre alcune di noi si cimentano nell’utilizzo dell’arma, altre fanno amicizia con i bambini o visitano le umili e povere abitazioni di questa comunità. Subito dopo aver lasciato il villaggio, saliamo con i nostri pick up per le piste dissestate della jungla. Finalmente le 4 ruote motrici e le ridotte. Non ci sono parole per esprimere lo stato d’animo. Una giornata volge al termine ed un’altra ha inizio. Percorriamo le ultime tappe in direzione del confine. Tra gli aspri rimproveri di Mauri, l’attenzione e la curiosità dei posti da visitare arriva il 23 luglio. Siamo in dogana dove,dopo un’infinita attesa, ci lasciamo alle spalle la Malesia ed entriamo in Thailandia. La prima impressione non è delle migliori. Povertà è la parola che mi esce dal cuore. Da Krabi a Phuket, dove alloggiamo nel hotel che tutto il mondo ha visto nelle tristi immagini della devastazione dello Tsunami. Con la fortuna che contraddistingue DONNAVVENTURA assistiamo alla prima simulazione di evacuazione in caso onda anomala. E’ stato tutto così realistico da far venire la pelle d’oca. Il suono agghiacciante delle sirene, i finti feriti per strada, una torma di gente che scappava.veniva da piangere. Alla fine del finto incubo riusciamo ad intervistare il governatore di Phuket . Ed anche la sosta nel paradiso di Phatong è terminata. Alla ricerca di una famiglia indigena che ci accoglie con grande calore. Offrendoci frutti e bevande per rifocillarci. Ripartiamo anche da qui, e le tappe stabilite vengono saltate per avvantaggiarci sulla tabella di marcia. Così da Thung Wua Laen Beache le sue spiagge incantate, ci spostiamo verso Petchaburi. Sempre più vicini al confine con il Myhanmar.

 

Racconto di Giusy Criscuolo