Camerun istruzioni per viaggiatori

Camerun: miniguida per viaggiatori di Raffaella Milandri

Come viaggiatrice in solitaria e come fotografa, sento doveroso raccogliere alcuni consigli che sono orientati più al viaggiatore che al turista, a colui o colei che intende il viaggio come esperienza di vita e full immersion in una realtà molto diversa dalla nostra. Il Camerun è la quintessenza dell’Africa: una fitta giungla verde, strade rosse e polverose come su Marte, Pigmei in fila indiana nel fitto della foresta. Viaggiare richiede tempi e flessibilità, e un grande spirito di adattamento, richiede di vivere alla giornata, pronti a cambiare rotta e programma ; a meno che non si abbia un budget illimitato e si noleggi un aereo privato. Non si può ignorare, nel viaggiare in Camerun, che il Paese ha lo stesso uomo alle redini del Governo, il Presidente Paul Biya, da trenta anni: questo condiziona moltissimo l’aria che si respira all’interno del Paese. Polizia e esercito dappertutto, infiniti posti di blocco e controlli, regole che vanno dall’incredibilmente severo all’enormemente indulgente. Yaounde, la capitale, è una città da girare con estrema precauzione a causa di una delinquenza dilagante. Viaggiare in modo indipendente non è facile, e occorre molta diplomazia e senso di adattamento. La gente del Camerun ama ridere, scherzare e ama un rapporto umano basato sul contatto fisico: pesanti pacche sulle gambe, sulle spalle, strette di mano molto energiche. Una risata e una pacca sulla spalla ammorbidiscono molte situazioni. Una regola importante, qui come in tutti i Paesi in via di sviluppo: niente si spreca. Soprattutto cibo e acqua! Contattare l’Ambasciata Italiana a Yaounde per informazioni, prima di partire, è altamente raccomandato. Per i viaggiatori che non siano più che esperti, consiglio vivamente di scegliere un viaggio organizzato.
Ecco la mia miniguida divisa per argomenti:

DOVE ANDARE E COME SPOSTARSI : La stagione delle piogge rende le strade dell’interno fangose, irriconoscibili e impercorribili da aprile fino ad agosto; nella stagione secca si può andare quasi ovunque via terra, senza mai dimenticare una scorta d’acqua rigorosamente in bottiglia, da bere senza aggiunta di ghiaccio di dubbia provenienza, anche a costo di bere acqua quasi bollente. L’unica zona prettamente turistica è sulla costa, a Kribì e dintorni. Andando da Yaounde a est, verso il Congo, ci sono parchi nazionali eccellenti, ma da visitare solo con guide esperte. I Pigmei? E’ un discorso lungo. Questo antico popolo va aiutato e non visitato, specie se qualche agenzia turistica li sfrutta e li costringe a vestirsi e a danzare come selvaggi solo per denaro. Per spostarsi, l’autobus può essere una buona soluzione, a patto che si accetti un orario di partenza molto flessibile: si parte solo quando l’autobus è completamente pieno; bisogna inoltre adattarsi a viaggiare tra caldo ed eventuali polli e animali vivi tra i sedili. Il taxi è una buona soluzione per spostamenti di 100/200 km, e si può anche dividere il taxi con altri passeggeri, riducendo la spesa. Noleggiare un auto è molto costoso,-a causa dei molti incidenti e furti d’auto- e non vi sono molte compagnie di autonoleggio: un auto con autista è più economico. Il pericolo numero uno in Camerun è sicuramente viaggiare in auto: la velocità è alta, i guidatori spesso stanchi per lunghe ore alla guida, e sorpassare in piena curva è un punto d’onore, come un duello nel Far West. Il posto vicino al guidatore non è solo pericoloso come “posto del morto” in caso di incidente, ma anche perché, guardando il tachimetro, si può rischiare un infarto. A Yaounde c’è anche da fare attenzione al toto-taxi: se va bene, ti porta a destinazione. Se va male, ti porta chissadove e ti derubano o ti stuprano. Basterà guardare attentamente- ma molto attentamente- il tassista negli occhi per capire se ci si possa fidare?

DOVE DORMIRE: Per dormire , nelle città (Yaounde, Douala, Kribì) vi sono molte soluzioni. Al di fuori, è consigliabile dormire in case missionarie, parrocchie e conventi: un’ottima scelta, anzi molto spesso l’unica. Ve ne sono quasi ovunque, in piccole cittadine o minuscoli villaggi. Qui c’è sempre pane e caffè caldo per colazione, e, a prezzi ragionevoli, un pasto alla mensa; memorabile il mio pranzo a base di elefante alla mensa di un parroco.

DOVE E COSA MANGIARE: mentre in città abbondano buoni ristoranti e boulangerie a prezzi ragionevoli, pasto all you can eat sui 15 euro a testa( in realtà molto esosi per i camerunensi, stipendio medio pro capite sui 200/300 euro), al di fuori, nel Paese, bisogna adattarsi: dalle “trattorie” che offrono stufato di scimmia o vipera ai venditori ambulanti con spiedini di bruchi alla brace. Portarsi delle barrette energetiche da casa è una precauzione che, nel mio caso, mi ha evitato di saltare diversi pasti. Ma ho assaggiato tutto l’assaggiabile. In Camerun si mangiano tutti i tipi di animali e selvaggina, accompagnati da banane e manioca in tutte le salse. Per i più avventurosi, una vera esperienza! Per acquistare cibo come un camerunense e non un turista, bisogna andare in “spacci alimentari” dove i prezzi, dal sale all’olio al caffè sono più alti che in Italia, a causa della importazione dall’estero di tutti questi beni di prima necessità. Mi ripeto: sempre portarsi una buona scorta di acqua in bottiglia. Mai accettare acqua filtrata dei pozzi, il nostro organismo da europei potrebbe soccombere.


ABBIGLIAMENTO: assolutamente pratico, e anche senza avventurarsi in sentieri o arrampicate, è opportuno avere dei buoni scarponi , pantaloni robusti e abituarsi all’idea di essere continuamente ricoperti di polvere rossa . L’acqua scarseggia nel Paese, quindi è possibile che non si riesca a lavarsi per giorni. Un cappello per il sole, e parastinchi per proteggersi da eventuali morsi di serpenti nella foresta.

VACCINI E MEDICINE: Obbligatorio il certificato di vaccino per la febbre gialla. Altamente consigliati i vaccini per tetano, colera, meningite e, se si va nella foresta, anche l’antirabbica in caso di morsi di scimmie o altri animali. Fondamentale una buona assicurazione sanitaria, ma fuori dalle città, bisogna cavarsela da soli. Indispensabile una buona farmacia da viaggio (antibiotico, antipiretico, antidiarroico, sali minerali, antistaminico, pomata al cortisone etc) . Qui la profilassi antimalarica non è un optional: ho incontrato molte persone affette da malaria. Qui pullulano zanzare, pappataci, e insetti vari , incluse formiche che mordono e cimici nei materassi (non all’Hilton!!). Al top della precauzione, ho portato con me anche un kit per l’estrazione del veleno di serpenti; poi, prima di ripartire, ho donato tutte le medicine residue ad un medico del posto. A causa di morsi di pappataci sulle braccia, al mio ritorno non ho avuto pace per oltre quattro mesi.

SOLDI : carta di credito e bancomat possono essere inutili fuori dalla città. Una buona scorta di denaro contanti adeguatamente riposta e suddivisa tra tasche, zaino etc è raccomandata. Per cambiare euro o dollari, le case missionarie sono affidabili e applicano buoni tassi. Attenzione, in Camerun non c’è molta comprensione per noi occidentali, per il nostro stile di vita, i nostri vizi e le nostre debolezze. Un occidentale è visto spesso come un essere debole e inferiore fisicamente, che cela però una superiorità nel portafogli.

GUIDE: non andate MAI nella foresta da soli, o nei villaggi senza saper parlare francese o un dialetto bantu. Al mio arrivo a Yaounde, in Ambasciata mi hanno raccontato di alcuni italiani di una “avventurosa” agenzia che sono stati presi a colpi di machete e sono sopravvissuti per miracolo.

FOTO: Chiedete SEMPRE il permesso prima di fare una foto , e rispettate la dignità delle persone. Vietato fare foto ai militari , alle caserme, e in taluni casi anche i camionisti che trasportano carichi di legname possono essere molto rudi e violenti. Per non parlare di gente del posto che a fine giornata potrebbe avere bevuto un paio di birre in più.

LINGUA: Il francese è indispensabile. L’inglese è parlato molto poco fuori dalle città. Noio vulevam savuàr, diceva Totò in un film. Solo francese e dialetti bantu, come ewondo, bulu etc. Per un impulso innato, o forse un tic nervoso, in Francia mi rifiuto di capire o parlare il francese. Qui invece non ho scelta: il mio inglese è quasi inutile e certo le assonanze dell’italiano col francese sono molto utili. Quando mi serve qualcosa, lo chiedo in inglese, poi in un maccheronico francese, e alla fine faccio il mimo. Ma dopo pochi giorni passati in Camerun, le nubi si diradano, e il francese mi diventa chiaro e perfettamente intellegibile, grazie anche alla grande gestualità ed espressività delle persone che incontro.

CLIMA: Informatevi bene prima di scegliere il periodo del viaggio e la zona da visitare. La stagione delle piogge , nella foresta pluviale, fa pensare ad una gigantesca tinozza che versa acqua di continuo.

TELEFONO E INTERNET: Telefonare non è un problema: qui le compagnie telefoniche si sono sostituite al fornaio. Folle di gente in attesa, impiegati che sembrano alte cariche del Governo, dieci posti di lavoro per fare il lavoro di una persona. Cellulari dappertutto. La copertura di rete fa invidia a quella europea, c’è segnale anche nei posti più impensati, non solo per il telefono ma anche per internet, con una chiavetta wi-fi e un portatile non si resta -quasi-mai isolati. Può mancare l’acqua, la corrente elettrica, ma le compagnie telefoniche camerunensi assicurano i loro proventi con un ottimo servizio e le rivendite sono diffusissime. Raccomandato procurarsi una sim prepagata di un operatore locale.

DONNE SOLE: Pur se io ho visitato il Paese da sola, adottando mille precauzioni, sconsiglio a donne sole di avventurarsi senza guide o senza un autista fidato. L’abbigliamento non deve dare nell’occhio né dare l’idea di essere benestanti. Meglio non mostrare soldi o macchine fotografiche con troppa disinvoltura. Come in molti paesi, non sono abituati a trattare con una donna straniera che viaggia da sola: ad esempio, si crea sempre il panico quando chiedo dov’è la toilette, spesso inesistente.

Foto tratte dal libro “Io e i Pigmei. Cronache di una donna nella foresta”
Autore: Raffaella Milandri
Editore: Polaris