Col Kenya nel Cuore

Racconto di viaggio in Kenya

di Marzia&Pier

Sono passati ormai sei mesi da quando io e il mio ragazzo Pierluigi siamo ritornati dal Kenya. Abbiamo da tempo ripreso la vita di tutti i giorni; ma se con la mente ritorno a quei momenti trascorsi in Africa, non riesco a trattenere un sospiro di malinconia. Perché il Kenya, seppure in quella piccola parte che ne abbiamo visto, ci ha colpiti, ci ha emozionato, ci è entrato nel cuore lentamente e progressivamente rendendo la nostra vacanza indimenticabile.

Siamo partiti il 4 gennaio per una vacanza di relax, tanto attesa dopo mesi intensi di lavoro senza momenti di pace. Siamo partiti, per la verità, con addosso tutta l’apprensione di chi ci aveva considerato dei pazzi a partire dopo quello che era successo per via dello Tsunami, dato che i media avevano affermato avesse toccato anche le coste del Kenia, seppure marginalmente. Il viaggio in totale è stato lungo: circa 24 ore tra spostamenti e attese varie (Bari – Roma Termini – Aeroporto Fiumicino – Mombasa – Karibuni Village a Malindi). Ma poi, superato lo stress del viaggio e scoperta infondata la paura dello tsunami, i quindici giorni passati in Kenia sono stati meravigliosi!

Grazie ai tanti consigli e ai tanti racconti letti proprio sulle pagine di questo sito, ci siamo organizzati e preparati al meglio per la nostra vacanza. Per questo ora vorremmo contribuire anche noi, col dire e ribadire alcune cose:

PROFILASSI: Lariam o Malarone? Da un lato ci sono i tanti effetti collaterali del Lariam, dall’altro l’eccessivo costo del Malarone. Pier ha scelto di non prendere niente. Io invece ho cominciato la profilassi col Lariam, senza per altro avere grosse conseguenze (solo un po’ di debolezza e indolenza alcune ore dopo aver ingerito la pillola). Comunque, visto che zanzare non ce n’erano quasi per niente e che comunque sul posto ci hanno detto che il periodo non era pericoloso per la malaria, ho smesso anche io: ci siamo però affidati all’autan che portavamo sempre con noi.

CAMBIO: nel villaggio il cambio era 95 scellini per 1 euro, invece per le strade, ma soprattutto in spiaggia (noi ci siamo appoggiati ad un simpatico Beach Boys chiamato Bancomat!) ti cambiano gli euro in modo molto più vantaggioso: 100 scellini per 1 euro. Ricordate però che non accettano le
monete di metallo ma solo quelle di carta. Comunque a Malindi un po’ ovunque accettano gli euro, tranne nelle zone dove è più sviluppato il turismo inglese (a noi è capitato ad esempio a Watamu, all’Hemingway, dove parlavano solo inglese e non accettavano gli euro. E tra l’altro lì il cambio era peggiore: 1 euro 92 scellini!)

SAFARI ED ESCURSIONI: così come avevamo letto sul sito, sapevamo già che potevamo fidarci dei cosiddetti BEACH BOYS, ragazzi del posto che sulle spiagge ti propongono safari ed escursioni a prezzi davvero vantaggiosi rispetto a quelli del villaggio. Appena arrivati al villaggio, c’è stata quasi subito la riunione in cui le guide del Karibuni ci hanno proposto i vari safari. Pretendevano subito delle risposte e ci hanno messo in guardia dai beach boys che, a loro dire, non hanno le coperture assicurative. NON E’ VERO: i ragazzi delle spiagge sono tutti legati a delle vere e serie agenzie turistiche, con tanto di assicurazione. Grazie al nostro beach boy di fiducia Mohammed (conosciuto sulle spiagge del Karibuni) abbiamo fatto il safari di 2 gg nello TSAVO EST, con pernottamento nel campo tendato NDOLOLO, + safari marino a SARDEGNA 2 con tanto di grigliata di aragoste e branzino (tutto in abbondanza) + giro a Malindi alla fabbrica del legno: il tutto per 160,00 euro a testa (al villaggio ne volevano 240,00). Mohammed è un ragazzo di 25 anni, molto simpatico, serio, affidabile e davvero intraprendente. E’ legato ad un’agenzia di Malindi, è super disponibile e parla benissimo l’italiano. Ci siamo affidati a lui in seguito per ogni altra escursione (Ghedi, Sabaky, spiaggia dorata, Watamu) e in più ci ha accompagnato volentieri anche per ogni spostamento, lasciandoci ad esempio all’Internet Point, al supermercato, al mercato di Malindi. Insomma ve lo raccomandiamo col cuore: lo trovate sulle spiagge del Karibuni Villas, e questi sono i suoi recapiti: MOHAMED AHMED, email: jotembotours@swiftmalindi.com
TEL. +254 721 258967

BAMBINI E REGALI: i bambini sono tantissimi! Li trovi dovunque e subito ti vengono incontro, ti sorridono e ti chiedono (soprattutto i + piccoli) delle caramelle, colori, penne, quadern, oppure tutto quello che vedono addosso a te (magliette, scarpe, fermagli, cappelli, ecc.). Per questo ad ogni escursione ed ogni volta che girate per le strade vi consigliamo di portare con voi tutto quello che potete donare. Li farete davvero contenti! Solo in pochi chiedono soldi (e tra l’altro qualche furbetto, soprattutto tra i + grandi, c’è sempre), molti ti danno invece l’indirizzo della loro scuola chiedendo di inviare quaderni, penne e libri. Anche gli adulti chiedono spesso qualcosa (denaro o vestiti), ma molti ricambiano regalandoti qualcos’altro (frutta od oggetti in legno), quindi con lo “scambio merce” puoi avere degli oggettini d’artigianato molto belli.

SOLE: bisogna tenere presente che il Kenya si trova in prossimità dell’equatore, quindi i raggi solari sono molto forti. Il problema è che era sempre parecchio ventilato almeno dove siamo stati noi, e quindi il sole picchia senza che te ne rendi conto! È consigliabile quindi portare protezioni solari molto alte, almeno per i primi giorni. Abbiamo conosciuto una signora di circa 45 anni che sosteneva di non aver mai utilizzato creme solari in tutti suoi viaggi (Cuba, Caraibi, ecc.) e di non essersi mai scottata: il giorno dopo si era praticamente ustionata!!! Io che ho la pelle chiara ho utilizzato per i primi giorni la protezione totale (e mi sono ugualmente abbronzata) e per i successivi non sono scesa al di sotto della 15 (crema baby).

Dopo di che, prima di concludere, ci piacerebbe condividere con voi la nostra esperienza. Senza fare un resoconto dettagliato del nostro viaggio e prima che il tempo sbiadisca in parte le emozioni e le sensazioni provate, vorremmo ora solo ricordare quei momenti, quelle persone, quegli aspetti del Kenya e quelle immagini che ci hanno colpito più di tutte e che hanno reso quei giorni così speciali. A cominciare da quel clima stupendo, caldo (ma sopportabile) di giorno e appena fresco di sera, che ci ha fatto dimenticare per un po’ il freddo che avevamo lasciato (e poi ritrovato!) in Italia; poi quel vivere tranquillo, calmo, “pole pole” della gente del posto, mai stressata dalle incombenze quotidiane e sempre così cordiale, ospitale, sorridente e (apparentemente) senza troppe preoccupazioni (akuna matata!).

Come dimenticare poi quel cielo stellato della savana, che risplendeva nel buio assoluto del campo tendato (‘ndololo), così fitto di stelle come non lo avevamo mai visto. E la savana stessa, lì nello Tsavo Est, così immensa, sterminata, con i suoi tanti colori (il rosso della terra, le tante tonalità di verde), la sua vegetazione a volte rada, a volte folta e rigogliosa. E soprattutto i suoi tanti e diversi animali (elefanti maestosi, agili gazzelle, branchi di bufali, uccelli variopinti, struzzi, ippopotami, coccodrilli, babbuini, la splendida leonessa con i suoi due cuccioli, John, la scimmietta dispettosa del campo tendato, i simpatici dik dik, ecc.) magari già visti negli zoo o nei documentari, ma mai così, liberi nel loro ambiente naturale: è stato davvero affascinante!

E come dimenticare quel mare limpido e quella sabbia bianchissima di Sardegna2 o di Watamu, la grigliata sulla spiaggia e quella scorpacciata di dolcissime e squisite aragoste. Poi le nostre lunghe passeggiate lungo l’immensa spiaggia del Karibuni, la suggestiva “spiaggia dorata”, il Sabaky, fiume rosso, con i suoi ippopotami, le suggestive rovine dell’antica città di Ghedi, i coloratissimi e pittoreschi Masai.

Indelebili rimarranno soprattutto però tutti quei volti di gente del posto che il nostro sguardo ha incrociato durante la nostra bellissima vacanza. Volti curiosi che ci scrutavano da lontano, grandi occhi scurissimi ma luminosi, visi sorridenti e gioiosi quando mostravi interesse per quello che ti dicevano. Persone vitali nonostante circondate da tanta, tantissima povertà. Come quella di “Francesco” (il suo vero nome era Mohammed), un ragazzino di 12 anni, e della sua famiglia. Lo abbiamo conosciuto in spiaggia, asieme agli altri Beach Boys. Un ragazzo timido, dolce, dai grandi occhi brillanti, che parlava poco l’italiano ma si faceva capire. Si è affezionato a noi, ci accompagnava in tutte le nostre passeggiate sulla spiaggia, era incuriosito dalla nostra macchina fotografica e dalla nostra videocamera, tanto che ha voluto andassimo a casa sua per fotografare la sua sorellina.

Un giorno lo abbiamo seguito a Mambrui, piccolo villaggio proprio accanto al Karibuni. Ci ha portato nella sua casa, piccolissima, fatta di legno e fango, dove vive con la sua numerosa famiglia, compresi gli animali domestici. Sua madre e i suoi fratelli ci hanno accolto, sorridenti, ci hanno fatto sedere su piccolissimi sgabelli e Francesco è andato a comprarci la Coca Cola (con quei pochi che aveva!). Il fratello più grande parlava l’italiano abbastanza bene e faceva da interprete. Abbiamo passato un’ora circa, all’inizio con un po’ a disagio, ma poi ci siamo sentiti (anzi ci hanno messo) completamente a nostro agio. Abbiamo fatto tante foto e riprese. Avendo la digitale, facevamo vedere subito le foto e questo scatenava tanta allegria da parte dei bambini e un po’ di imbarazzo da parte degli adulti. È stata una bella giornata. E poi ci siamo tornati ancora prima di partire, a trovare Francesco e i suoi tanti fratelli: abbiamo portato farina, biscotti (che abbiamo mangiato lì con loro) e tanti vestiti che avevamo portato con noi dall’Italia che abbiamo distribuito ai bambini.

Come poter dimenticare tutto questo? Al ritorno avevamo il cuore pieno di tante emozioni, piacevoli ma anche tristi. Perché è difficile tornare qui e fare finta di niente, dopo aver visto un Paese così bello ma anche così povero. Ma la ricchezza interiore della gente, il suo modo di affrontare la vita, la sua gioia di vivere, il suo accontentarsi di poco, la dignità con cui porta abiti stracciati e logori, ci hanno fatto riflettere tanto sulle contraddizioni del vivere nella nostra società, così piena di cose futili. Certo ora il ritorno nella nostra realtà, dopo tanti mesi, ci ha fatto ri-immergere in pieno in queste contraddizioni, ma con la certezza che un giorno torneremo in quella bellissima terra.

PS: Se volete, potete contattarci per ogni informazione.

Marzia&Pier