Il Sorriso del Kenya

Racconto di viaggio in Kenya

di traporny@hotmail.com

Ciao mi chiamo Ornella,sono tornata dal Kenya da poco e già sento il bisogno di trasmettere quello che ho provato.Sono stata a Malindi per circa 10 giorni soggiornando a casa di Mariam,un’italiana che vive lì da 3 anni e che mi ha ospitato affittandomi una casetta veramente accogliente e carina.Io non conoscevo Mariam finchè non sono atterrata all’aereoporto di Malindi;mi sono affidata per istinto,avendola conosciuta soltanto via internet su diversi link del kenya. Ho scoperto così una persona disponibilissima ed esperta del posto,generosa e simpatica.Da subito sono entrata in una realtà che mai avrei creduto di vivere,a contatto con le persone del posto e non rinchiusa in un villaggio come molte persone per vari motivi decidono di fare.

E’ una realtà difficile da vivere,i bellissimi villaggi si contrappongono alle case fatiscenti degli abitanti del posto di cui molte fatte di fango e paglia,il luccichio dei gioielli e i bei vestiti dei turisti ricchi di accessori (e io mi sentivo così nonostante portassi cose semplici)spiccano ai vestiti semplici e anche a volte logore delle persone ma niente equivale al loro sorriso puro e sincero.Quello che più mi ha colpito non è stato tanto il safari che ho fatto allo Tsavo est (bellissimo) o il mare ma proprio le persone stesse del posto che convivono con problemi ormai per noi da tempo sorpassati (dalla mancanza di cibo,ai servizi e alle semplici malattie) ma che per loro sono ancora questione di vita e di morte.Immaginavo di farmi affascinare dalla vista degli animali durante i safari,dai paesaggi,dai rossi tramonti e dal mare cristallino (tutto in effetti stupendo) e invece sono rimasta colpita dai singoli volti,dai loro occhi e dai timidi sorrisi.

A dire il vero mi aspettavo che Malindi e Watamu fossero due città turistiche di mare come qualunque persona si immagina,tutte belle e carine e invece ho scoperto che convivono nella lotta alla giornaliera sopravvivenza attaccata morbosamente ai turisti,che per loro sono una fonte importante e veloce di sostentamento.

Sicuramente i Beach boys sono asfissianti e mentre te desideri decicarti al relax e alla tintarella cercano in ogni modo di venderti qualsiasi cosa (collanine,parei,batik,statuette,sandali,safari ed escursioni varie)ed è incredibile che si trovano anche in mezzo al mare!!! nella lingua di sabbia chiamata Sardegna due che affiora nelle ore di bassa marea.

E’ stato emozionante prendere i loro pulmini locali (matatu), i tuk tuk (delle api a 3 ruote) e i boga boga (le bici taxi),attraversare i loro villaggi, mangiare nei loro locali caratteristici i polletti alla griglia (buonissimi),gli spiedini di carne,il riso e i fagioli e soprattutto salutare tutti e in continuazione con un JAMBO!

Ho imparato tanto da questa vacanza,sono partita da sola con tanti timori,soprattutto con i genitori e gli amici che mi davano della pazza ad avventurarmi così lontano,ma dentro di me qualcosa mi diceva che dovevo farlo;e così sono tornata con un bagaglio di ricordi e di emozioni in più.Ho trovato delle persone con un cuore grande ad accogliermi e attenti alle esigenze e ai problemi del posto,saluto con tanto affetto Mariam,Said e Katia che organizzano ottimi safari e aiutano per quel che possono gli abitanti del posto, chiedendogli di continuare sempre così ed aiutare i bambini del Kenya a sorridere ancora.(Un saluto particolare va anche a baba il signore che teneva la casa pulita ed era un vero personaggio)

Dimenticavo di dire che io non ho fatto nessuna profilassi antimalaria e sono stata benissimo,ero un po’ preoccupata ma in effetti non serve.Jambo a tutti da Ornella!!! e un consiglio,cercate di vivere il Kenya guardandolo attraverso i loro occhi e a contatto il più possibile con loro!!