Jambo Mama Kenya

Racconto di viaggio in Kenya

di Fabiana Raffani

Il mio primo viaggio con destinazione AFRICA.. quella vera, equatoriale, magica, selvaggia e maledettamente povera!
Ero ancora una bambina quando mia zia, con il bagliore negli occhi mi raccontava quel suo viaggio in Kenya negli anni 80; il fascino per questa terra si era alimentato ancor di più dopo gli appassionanti romanzi letti di Kuki Galman una donna italiana che con estrema dolcezza racconta le sue “notti africane” in questo angolo di paradiso chiamato Kenya.
Ora dentro di me c’è l’aspettativa di osservare un luogo dove la fauna e’ rappresentata da animali unici e particolari, contorniati dall’oceano indiano, maestoso e cristallino, che mi cullera’ per tutta la vacanza.

Non so da dove cominciare, per via delle emozioni che si accavallano le une dalle altre; inizio nel dirvi che ho scritto il mio diario di viaggio dalla terrazza della mia stanza kenyota, arredata con divani di legno di mogano e tetto in macuti e davanti a me il mare che ti culla con l’infragersi delle onde e con il vento africano che ti fa sognare…
L’arrivo a Mombasa dopo 7 ore di volo è’ stato devastante per la sensibilità di una ragazza occidentale. Baraccopoli di terra, fango, lamiera e legno; migliaia di persone che correvano per prendere i mezzi pubblici, che altro che non erano che pulmini arrugginiti bianchi e gialli che trasportavano il doppio delle persone rispetto alla loro capienza; bimbi scalzi, sporchi, immondizia ovunque, un aria afosa e viziata che a stento riesci a respirare… il trasferimento dall’aeroporto dura 2 ore in strade dissestate, ma è proprio lungo il tragitto che si assapora l’Africa! I kenioti che passeggiano lungo la strada portandosi sopra la testa praticamente di tutto, dai caschi di banane alle taniche d’acqua; il paesaggio e’ splendido! Alberi di baobab e palme da cocco ovunque, e la mitica terra rossa dei masai che fa da cornice.
Il Kenya e in particolare i suoi alberghi, vanno visti con occhio da viaggiatore e non da turista, perche’ la semplicità e i possibili disservizi rispetto ai resort europei possono essere molti, ma secondo me vanno presi con un sorriso, visto la povertà e le condizioni di vita che hai fuori dal villaggio.
Ho soggiornato al Jacaranda Beach Resort, il cartello che sta per strada scrive “ fra 5,2 Km inizia il paradiso” ed e’ proprio così…. Isolato dal villaggio di Watamu, mantiene intatta ogni caratteristica di villaggio in stile africano, rispetto ai vari barracuda inn, aquarius, blue bay, temple point che si trovano in piena citta’ (se così la si vuol chiamare) questi ultimi confinano con le baraccopoli della popolazione locale e con le caprette che gli pascolano davanti.
Per arrivare al Jacaranda invece bisogna fare ulteriori 20 minuti di pulmino, per una strada sterrata con i bambini nudi e sporchi che correndo verso di te, escono dalle loro case di fango e ti salutano ulrlando “Jambo!!!!!”… non mi vergogno nel dire che mi sono commossa, perche’ non mi aspettavo veramente tutta quella povertà e gioia nello stesso tempo nell’accoglierci!

Il villaggio e’ una meraviglia, gestito da un toscano, è contornato da buganvillee fucsia, baobab e palme; si mangia divinamente (gnocchi, brasato, tagliatelle..) e’ stato scelto da me per via della posizione invidiabile sul mare…il più bello del Kenya.. in una zona pensate chiamata Sardegna2, poiché in bassa marea escono dall’acqua isole bianchissime e il mare intorno e’ di un cristallino e di un turchese che lo si può paragonare a quello delle Maldive!
Un vento fresco e costante ti accompagna per tutto il giorno, un clima, quello di ottobre, splendido, nemmeno un giorno di pioggia, mai una nuvola, e pensate che si riesce a prendere il sole anche a mezzogiorno! Il periodo migliore dicono esser questo, semplicemente perche’ si e’ vero che da dicembre a marzo non ci sono le alghe (che poi io non ne ho viste molte!) ma l’aria non e’ piu’ mitigata dal monsone, quindi fa parecchio caldo (anche se secco!).
Le giornate scorrono lente, fra chiacchierate con i beach boys, partite a beach volley, bagni stupendi in quell’acqua cristallina, e cocktail a base di cocco… la sera c’è sempre qualche spettacolo tipico, dalle danze masai, ai cori gospel, agli acrobati… ma per quelli come me che anche inAfrica non vogliono rinunciare al divertimento c’è………MALINDI!!!!
Malindi dista 45 minuti da Watamu, ha dei locali notturni molto molto belli, frequentati da persone (il 50% italiani) molto fashion, il lunedì e il giovedì ci sono delle feste sulla spiaggia strepitose, proprio di fianco al sea club di francorosso.
I locali sono pieni di prostitute Keniane, bellissime e che parlano principalmente l’italiano, chissà com’è?! La prima volta nella mia vita che vado a ballare in un posto dove ci sono più donne che uomini!!!!
Comunque una sera sono andata a cena in periferia a Malindi, sembrava di stare nel Bronx, i quartieri sono molto degradati, la delinquenza è alta e la sporcizia regna sovrana… ma nonostante tutto ci siamo voluti fidare della nostra guida locale (con un pochino di incoscienza) e siamo andati in questa locanda, pesce, gamberoni, calamari ed aragoste a volontà, freschissime e buonissime tutto con soli 10 euro!!!!
Non può mancare in un viaggio in questa favolosa terra il safari! Ho scelto la Tsavo est, perché è il piu’ accessibile dalla costa, dicono che il Masai Mara è più bello ma bisogna prendere il volo interno e si perdono 3 giorni, ho pagato 170 euro, ma si trovano a partire dai 130. io ho speso di più perché ho voluto la Jeep (e non i pulmini, che tra le altre cose erano sempre fermi nel parco per via delle ruote bucate!) e soprattutto ho voluto dormire al Voi Safari Lodge, venduto anche nei safari di francorosso.
Partiamo alle 6 del mattino con la nostra jeep, durante il tragitto, di circa 3 ore, non avevo ancora idea di cosa da li a poco mi si sarebbe giunto davanti agli occhi.
Arriviamo all’ingresso dello tsavo est, una distesa sconfinata di terra rossa, con alberi e cespugli di tanto in tanto, la prima sosta e’ stata lungo un fiume, ecco che avvistiamo subito un coccodrillo, grandissimo e direi anche molto agitato!
Da li in poi e’ stato un susseguirsi di emozioni fortissime, di stupore, di meraviglia e di gioia. Lo tsavo è il regno indiscusso degli elefanti, per cui se ne possono avvistare numerosissimi, di fronte a loro tutto è più piccolo, e l’immagine dell’elefantino fra le gambe della sua mamma e in assoluto la più tenera. Poi non sono mancate gazelle, antilopi, bufali, zebbre, struzzi, cinghiali, lupi, babbuini, e le giraffe, l’animale piu’ particolare, che visto da 2 metri di distanza e veramente strano! Questo collo che supera gli alberi e con molta eleganza ondeggia per la soleggiata savana… ma l’avvistamento piu’ emozionante è stato quello avvenuto sotto un albero… leone, leonessa e leoncino a prendere un po’ di fresco all’ombra, la guida locale si ferma per 2 minuti vicinissimo a loro.. ingrana la marcia, piede sull’accelleratore e ci urla “dai dai sbrigatevi a fare le foto…” e con occhio vigile controllava ogni minimo spostamento degli animali, pronto a partire al minimo agitarsi del re della savana! Veramente splendido!!! Dopo altre 3 ore arriviamo al Voi Safari Lodge, una meraviglia, con tanto di piscina, idromassaggio, e un laghetto artificiale, che ci ha permesso di ammirare durante il pranzo gli elefanti che erano arrivati fin li ad abbeverarsi! Avevamo scelto le tende, molto confortevoli, ma poiche’ piene di insetti, siamo stati costretti a cambiare con i lodge, molto molto puliti e con una vista nella savana da mozzare il fiato!
La notte nella savana è così romantica, non esagero nel dire che sembra di toccare le stelle con un dito, essendo all’equatore, sembrano enormi, grandi come tappi di bottiglia… tutto questo con l’aggiunta di una cena a luna di candela, con cicogne e aironi che volano indisturbadi sul nostro laghetto… nei lodge, ti addormenti con il rumore degli animali… veramente l’esperienza piu’ bella della mia vita!!!!
La mattina, alle 6 pronti per fare colazione, le scimmiette ti rubano le banane dal tavolo, e poi di nuovo in jeep… per salutare gli ultimi animali, prima di arrivare nel villaggio masai.
Alti, affascinanti, adornati di bracciali e collane con perline, vestiti di rosso gli uomini e di blu le donne,i masai ti accolgono con la tipica danza saltellata, i bimbi incuriositi ti sorridono… le loro case in fango e escrementi ne fanno da sfondo; la loro vita e basata sulla caccia, e per alcuni di loro a questo punto sul turismo. I bimbi che giocano nella terra con le caprette, il loro viso è marchiato a fuoco con dei cerchietti su fronte e guance, le orecchie sono bucate con dei bastoncini di legno, in eta’ adulta in alcuni di loro i lobi arrivano fino sopra le spalle! Le scarpe sono fatte con i copertoni delle auto, e le donne portano i loro neonati in sacche dietro la schiena.
Una realtà diversa che ti stimola a pensare a come la diversità delle razze e delle condizioni di vita e sociali, possano trovare un punto di incontro nel 2005!!!
Si rientra nella Watamu dopo altre 3 ore, con il cuore pieno d’Africa!
Sono rimasta colpita quando sono entrata in una scuola di bambini che avevano al massimo 8 anni, ci cantavano la canzoncina “Jambo Jambo” e sono stata invitata a sedere fra loro, erano tutti sporchi, pieni di graffi, bolle, con gli occhi gonfi, alcuni di loro sentivano un odore in me (che era l’autan) e mi passavano le manine sul braccio, si odoravano e poiché pensavano che era profumo se lo strofinavano addosso! Dio mio mi scendevano le lacrime come una bambina!
Ora non mi rimaneva che crogiolarmi al sole per il resto dei giorni, con in mente immagini di vita quotidiana, della savana, dell’oceano indiano che hanno cambiato il mio modo di essere, un viaggio che veramente ti cambia la vita, e che va vissuto appieno, perche’ è inutile nascondere la testa sotto la sabbia, bisogna vivere e capire la diversità e la povertà per apprezzare di più quello che abbiamo.
La situazione sanitaria è precaria, in Kenya tutta la popolazione locale ha preso almeno 1 volta la malaria, le zanzare ci sono e anche molte, la profilassi e’ consigliatissima.. magari da evitare il Lariam, visto gli effetti collaterali molto brutti che ho potuto costatare nelle altre persone che erano con me in viaggio; si preferisce il Malarone, io non ho fatto nulla… perche’ pensavo che l’autan mi avrebbe protetto, ma in realta’ mi hanno punto, e ora ho una scorta di medicinali comprati in una farmacia locale pronti in caso l’abbia contratta, con tanto di test da fare fra 10 giorni!!
Da fare assolutamente per chi soggiorna più di 15 giorni la febbre gialla (non da effetti collaterali), anticolera e antitifo.
Un viaggio fatto con il cuore, in un periodo della mia vita particolare, che mi ha aiutato a restare serena, perché ti accorgi che i problemi che hai qua non sono nulla a confronto dei loro.
Lo consiglio a tutti… io ci tornerò magari in Gennaio… il mal d’Africa esiste e io lo sto provando!

Fabiana