Mauritius 1999

Racconto di viaggio nelle Mauritius

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Tour Operator: International Travel – Dixie Bird
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Breve cenno storico: L’isola era conosciuta dagli Arabi fin dal 10° secolo. Scoperta nel 1505 dal navigatore portoghese Pedro Mascarenna, fu successivamente occupata dagli Olandesi ( 1638-1710 ), dai Francesi ( 1715-1810 ) e fu poi ceduta alla Gran Bretagna nel 1814. Il 12 Maggio 1968 Mauritius arrivò all’indipendenza: Il Giorno della Repubblica fu proclamato il 12 marzo 1992.
Nell’alternarsi delle dominazioni stabili non sono mancati “padroni” temporanei: pirati, filibustieri, corsari, in particolare francesi, che con le loro audaci scorrerie, più o meno legalizzate da “Patenti di Corsa”, inflissero danni enormi all’ East India Company con l’assalto delle navi che tornavano dalle Indie cariche di gemme, metalli preziosi, merci rare.
Oggi Mauritius appartiene al Commonwealth, la sua Costituzione è basata sull’esempio di Westminster dove il potere rimane al Primo Ministro ed al capo di Gabinetto.

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Info pratiche : il clima di Mauritius si può dividere in due aeree geografiche, quella a Nord ed Ovest caratterizzata da un buon clima “relativamente” secco durante i mesi da Maggio ad Ottobre e quella a Sud ed Est generalmente più piovosa ( dove ci sono gli hotel più famosi perchè vicini all’ isola dei Cervi). Il periodo afoso che va da da Dicembre ad Aprile è caratterizzato da monsoni con cicloni nei mesi di Gennaio e Febbraio. L’isola, come si può notare anche dal colore verde delle aree non coltivate a canna da zucchero per la verità poche !), è soggetta a sporadiche piogge anche durante i periodi “buoni”.
+ 3 ore rispetto l’Italia (+ 2 durante l’ora legale)
La popolazione è un crogiuolo di razze in convivenza apparentemente pacifica. In realtà i singoli gruppi etnici vivono distaccati l’uno dall’altro senza una reciproca integrazione con i problemi che ne conseguono.
La maggioranza della popolazione è indiana (60 %), la restante è creola, araba, cinese, francese, etc.
Anche le lingue parlate sono tante: tutti conoscono almeno l’inglese (ufficiale), il creolo (quindi anche il francese , più la lingua del gruppo di appartenenza.
E’ segnalata nelle zone rurali lontane dal turismo un debole rischio di malaria nella forma benigna (Plasmodium vivax).
Le strutture ospedaliere sono buone.
Mauritius si raggiunge dall’Italia con un volo diretto di circa 11 ore oppure dalle Seychelles (ottimo complemento) in due ore e mezzo.
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Immaginate una grande isola verde tappezzata di canna da zucchero disseminata da piccoli borghi dove gente di tutti i colori si affanna nelle proprie faccende quotidiane. Immaginate di prendere un vecchio autobus “Tata” di linea fumoso e rumoroso e guardare fuori del finestrino e vedere scorrere tra una casa e l’altra shivalas Indù, chiese cristiane, templi buddhisti, moschee musulmane, koulls Tamil e negozietti di ogni tipo : questa è Mauritius.
Mauritius è molto diversa da quella che immaginavo fosse, riferendomi ai semplici depliants o spot televisivi. E’ un’isola tropicale che secondo me ha poco di tropicale ( mi riferisco alle tipiche incontaminate spiagge bianche orlate di palme ) tranne in quei luoghi dove questa “tropicalità” è stata portata artificialmente ( gli hotel più blasonati ).
Fanno eccezione le sabbie bianche dell’Isola dei Cervi che purtroppo per questo è diventata meta di un turismo di massa “mordi e fuggi” che l’hanno resa affollata e super-turistica…ma ne parlerò più avanti.
Per questo ed altri motivi personalmente mi sento di consigliare Mauritius solo ai viaggiatori più esperti e quindi più attenti agli aspetti etnico-popolari e non a chi decide di avvicinarsi per la prima volta ad una “esperienza tropicale” ( pena: la delusione ), decisamente più “tipica” nelle altre isole dell’Oceano Indiano come le Seychelles o le Maldive.
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Il nostro viaggio verso Mauritius iniziò il 17 Agosto 1999 come continuazione di una vacanza che era iniziata una settimana prima nelle Seychelles. Il volo Air Seychelles HM055 ci portò in due ore e mezzo da Mahè all’aeroporto internazionale di Sir Seewoosagur, nella parte sud-est dell’isola a due ore di auto dalla capitale Port Louis .
Caricammo le nostre valigie sul pulmino e partimmo verso Nord-Ovest. La superstrada che tagliava l’isola era abbastanza trafficata soprattutto di mezzi pesanti. Lungo la strada vedemmo alcune fabbriche di modellini di antichi galeoni, una vera e propria ossessione per i turisti. I mauriziani cercano di venderne il più possibile ( e ci riescono ! ) lungo le strade, nei mercatini, ovunque a prezzi non proprio popolari ( da 300.000 per le più piccole fino a milioni ! ) e sono organizzatissimi ! impacchettano le navi con un imballo particolare ben riconoscibile che da la possibilità sull’aereo ( un’ eccezione e concessione di Air Mauritius ) di essere portato con sè ( nonostante l’enormi dimensioni ) in cabina in aggiunta al normale e più piccolo bagaglio a mano. Ma torniamo alla nostra meta: uno degli hotel più sconosciuti alla maggior parte dei “depliants”: il Colonial Beach ( 2 stelle ). Nonostante me lo avessero sconsigliato per la spartanità della struttura ( ma soprattutto per la mancanza di notizie rispetto al resto degli hotels famosissimi in tutto il mondo ) mi ero impuntato per ottenerlo in quanto le poche informazioni in mio possesso ( tutte “internettiane” ) riportavano la spiaggia annessa come una delle pochissime aventi una pseudo-barriera corallina praticamente “a riva”…ed era vero.
Ma le sorprese ( positive ) furono molte.
Il Colonial era una struttura modesta e decisamente “tipica” a conduzione quasi famigliare. Riuscì subito a darmi un impressione positiva e più “vera” rispetto gli elegantissimi hotels dove avevo soggiornato alle Seychelles.
Era costruito su due piani fronte mare ( praticamente costruito sull’arenile ), formato da una serie di casette ammassate lungo la stretta spiaggia in maniera apparentemente disordinata ma molto accogliente. Sembrava di alloggiare nelle casette dei pescatori in Grecia. Tutte le camere con bagno erano costruite in muratura e legno con la porta d’entrata vetrata con tenda. Il tetto era fatto di canne e le suppellettili di legno “arrangiato” spartanissime e dipinte a mano con colori sgargianti. Anche gli esterni ( finestre, porte, balconi e ballatoi ) erano di legno celeste, giallo e rosso.
L’Hotel era privo della “canonica” reception, sostituita da un modesto bancone all’aperto con un ristorantino informale semi-aperto direttamente sul mare che fungeva anche da sala ballo e spettacolo. Al piano di sopra c’era una specie di discoteca attrezzata in maniera che faceva un pò sorridere. Gli ospiti erano tutti locali e mi spiegarono che era il classico posto dove di solito gli stranieri non venivano e dove passavano le vacanze i Mauriziani che per motivi economici non potevano certo permettersi viaggi all’estero ! ( i più ricchi al massimo riuscivano ad andare in India ). Lo “staff” faceva quasi tenerezza per come si dava da fare per rendere tutto il più perfetto possibile ed in effetti ci riusciva. Di fronte, la piccola spiaggia grigia con pochi ombrelloni deserti tradiva la presenza a pochi metri dalla riva di formazioni rocciose e coralline. Purtroppo il mare mosso non mi permise i primi giorni lo snorkelling ma fu il paradiso per un gruppo di ragazzi del luogo che si divertirono pericolosamente ( scogli ) a praticare surf.
Un andirivieni di uomini dai classici vestiti islamici e le nenie musulmane che risonavano nell’aria mi fecero accorgere di una piccola moschea vicino la spiaggia. Nel mare c’era pure adagiata su uno scoglio una scultura di una “sirenetta” scolpita chissà da quale mano e perchè !
Ma la parte più interessante fu le serate allegre che trovammo. Ogni sera infatti c’era uno spettacolino diverso e si toccò l’apice quando ci fu la serata “segà” , la tipica danza degli schiavi africani purtroppo oggi spesso inquinata dai ritmi di discoteca.
In questa occasione però fu abbastanza “pura” ed i ritmi delle belle e sensuali creole vestite dei tipici costumi coloniali dai colori sgargianti ci coinvolse fino a parteciparvi ( ma non al punto di acquistare a fine serata un loro Cd a prezzi polinesiani ! ). Questa fu la massima espressione della cultura mauriziana che insieme ad un recente passato colonialista non offre altro di specifico ( le altri aspetti culturali infatti sono legati alle singole etnie che vi abitano ).
Ottimo anche il servizio “mangereccio”. Ogni cena infatti fu diversa ed organizzata in base alle varie tradizioni: si alternarono menù indiani, creoli, cinesi, “marini” ( e corrispettivi aspetti musicali e scenografici ) ed addirittura in nostro onore tentarono una serata all’italiana con pastasciutta simulata con gli spaghetti di riso, qualche motivo sonoro italiano ( tipo …lasciatemi cantare…sono un italiano vero di T.Cotugno, l’unica canzone conosciuta in tutto il mondo tropicale ! ) e perfino bandiere e tovaglie artigianalmente cucite con stoffe tricolore ( ce la mettevano proprio tutta ! ).
La base della cucina però rimase sempre quella indo-cinese con predominanza di carne di cervo. Già di “cervo” che fu importato ( e intensamente ancora allevato/macellato ) dagli europei che presero i cervi dall’isola di Giava ( Indonesia ) per farli inselvatichire in luoghi come l’Isola dei Cervi ( ora non ci sono più su quest’isola ) e fare di Mauritius un’ immensa riserva di caccia. Mi hanno spiegarono che la carne di cervo era perfetta per la multi-etnica Mauritius in quanto metteva d’accordo tutte le religioni ( infatti gli Indù non mangiano carne di bue, i Musulmani non mangiano il maiale…e così via ! )
Dell’isola primordiale ( così come la trovarono i portoghesi ed olandesi ) purtroppo rimane poco a causa della selvaggia deforestazione ( a favore della coltivazione della canna da zucchero ) e dall’ estinzione di animali endemici come il “dodo” ( simbolo dell’isola ), una specie di grande gallina terrestre dal becco possente ed appuntito soppresso per sempre dalla caccia selvaggia dei “bianchi” e dalla distruzione delle sue uova per “bocca” dei maiali e dei cani importati dall’Europa.
Il miglior modo per visitare l’isola è, per i tratti più brevi, con gli autobus di linea economicissimi ( portarsi soldi spicci ) oppure con i taxi ( abbastanza esosi ) che si affollano fuori gli alberghi, mentre per i percorsi più complicati consiglio di partecipare alle varie escursioni che a prezzi ragionevoli riescono ad organizzare delle gite tematiche spesso anche in lingua italiana ( ci sono delle scuole linguistiche private e molti indiani hanno vissuto per un periodo in Italia ).
Anche lungo le spiagge si possono trovare personaggi ( i vù cumprà sono frequenti ) che conoscono la lingua italiana ed addirittura le inflessioni dialettali…vi racconto un aneddoto.
Un giorno mentre prendevo il sole in una spiaggia “non turistica” mi si è avvicinato un venditore di collanine & affini. Subito iniziò con la “tattica da attacco”, dicendomi in inglese : < > …ed io < >…e lui < > ed io < > e lui: < > …era chiaramente erudito sulle espressioni tipicamente romanesche !
Qualche nota sul clima che ho trovato. Provenivo dalle Seychelles che pure essendo “relativamente” vicine avevano una temperatura decisamente diversa ( calda e costante nelle 24ore ). A Mauritius durante il giorno c’era la classica temperatura tropicale ( intorno ai 23 gradi ) ma di sera era impressionante come calasse improvvisamente un freddone da inverno romano ( per fortuna essendo ben informato dei 10-12 gradi repentini ci eravamo portati delle pesanti felpe per la cena all’aperto ! ). Anche la mattina a colazione non si scherzava ! così come anche nelle giornate particolarmente nuvolose. Per quanto riguarda le piogge fummo abbastanza fortunati finchè non ci spostammo nell’altra zona climatica. Infatti ogni volta che andammo in escursione verso la parte Est incontrammo acquazzoni.
In aereo durante il ritorno in Italia parlammo con due coppie di ragazzi che mi raccontarono del loro soggiorno nel lussuosissimo ed europeissimo Le Touessrok ( Est ) dicendoci di avere trovato piogge quasi continue tutti i giorni ! ( erano arrabbiatissimi ! e non solo per la pioggia ma anche per non aver visto le danzatrici di segà ! ).
Il periodo a Mauritius fu breve ( una settimana ) ma abbastanza intenso ( se si è tipi dinamici non consiglio di più ! ).
Durante il giorno si facevano o escursioni organizzate ( parlerò più avanti ) oppure si esploravano le spiagge limitrofe.
Un giorno ci consigliarono di andare a vedere una delle spiagge più belle dell’isola: Trou aux Biches. Nonostante fosse a 3-4 km dal nostro albergo decidemmo di cedere alle lusinghe dei vari taxi che lungo la strada cercavano di accalappiarci seguendoci a passo d’uomo…risultato: dopo un quarto d’ora di trattative: 10.000 lire ! Un prezzo altissimo per paese che ha un tenore di vita bassino. Al ritorno decidemmo di prendere l’autobus ed in effetti dopo solo 20 minuti sotto il sole riuscimmo a prenderlo pagando poche centinaia di lire a testa ! ( riuscii questa volta a non farmi impressionare dai tassisti che mentre aspettavo l’autobus pur di prenderci a bordo ci dicevano: < > e così via !
Vi faccio notare che nonostante l’insistenza ( a motore acceso ) dei taxi e nonostante fossimo in quella zona gli unici turisti, nessuno volle scendere ( a costo di andarsene a mani vuote ) di sole 1000 lire, rispetto le 10.000 che parevano essere lo standard per ogni breve tratto. Invece l’autobus fu divertente e lo consiglio anche per spostamenti più lunghi come per esempio ( per chi è in quella zona ) andare nella trafficata ma pur sempre provinciale e colonialissima capitale Port Louis, animata da un grande mercato all’aperto o bazar ( lo consiglio ma occhio ai borseggiatori ! …ed all’insistenza dei venditori ) nel quale si vende di tutto a poco ( famose le spezie ).
Altri centri di interesse nella zona Ovest sono verso Nord Pamplemousses, con il grandioso orto botanico e verso Sud, all’interno Curepipe conosciuta per l’artigianato ed in genere come il centro di shopping più famoso.
Ma torniamo alla nostra Trou aux Biches. La spiaggia non era affollata…ma sinceramente era una “normale” spiaggia come ce ne sono molte in Italia con fidanzatini pomiciosi, grandi comitive di indiani intenti a mangiare ogni ben di Dio attrezzati di pentole e pentolini, bambini giocosi, ombrelloni, sabbia chiara ma non bianca, ville ed alberghi.
A largo in mare dei piccoli gruppi isolati di corallo in pessimo stato erano abitati da qualche piccolo pesce. Nella sabbia a pochi metri dalla riva, in mare, grandi accumuli di alghe morte popolatissime da esseri della famiglia delle oloturie lunghi anche un paio di metri intenti a mangiare con i loro barbigli.
Improvvisamente una potentissimo frastuono sulle note di “Jingle bells” interruppe il silenzio. Una folla di bambini ( di tutti i colori ) si precipitò verso l’assordante fonte sonora ! Era il camioncino del gelato ( come quelli che si vedono nei film del dopoguerra ) dipinto di un bel rosso con le immagini di Babbo Natale …in Agosto ? boh !?
Lungo la spiaggia fui di nuovo fermato dai vari venditori ambulanti e dai padroni delle barche ormeggiate che offrivano escursioni di snorkeling alla barriera corallina che si intravedeva da lontano con la sua caratteristica striscia di schiuma bianca ( un turista mi disse però che i fondali non erano molto belli, nè molto limpidi ).
Approfitto per segnalare tra le attività marine la zona di Grand Baie nella quale si può organizzare una passeggiata sott’acqua ( a circa 3 metri di profondità ) per i non-sub, affittando dei caschi che una volta indossati sono riforniti d’aria tramite un tubo collegato alla barca ormeggiata a largo nei pressi del reef.
Tutto sommato uno dei migliori posti per lo snorkeling era proprio sotto casa ( come speravo ) e gli ultimi due giorni ( quando si calmò il mare ) lo sperimentai. A pochissimi metri dalla riva ( più vicino che alle Maldive ! ) c’erano enormi banchi di corallo rosa e celeste ( quindi vivo ! ) con tantissimi pesci. Ricordo che già a tre metri di profondità ed una ventina dalla riva c’erano dei giganteschi banchi di pesci chirurgo gialli e tanti pesci pappagallo. Anche le murene erano frequenti nei vari buchi della roccia vulcanica o in acque libere. Pesci scorpione, palla e trombetta completavano l’allegra banda. Da segnalare un lungo serpente colorato di mare che ci ha sfiorato non curante di noi dirigendosi praticamente a riva ed una grande razza che sono riuscito a spingere quasi sulla spiaggia per farla vedere ad alcuni bambini, per poi ovviamente liberarla !
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Le escursioni :
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Passiamo ora alle escursioni fondamentali per tentare di conoscere almeno un pò questa isola. Sono prenotabili ovunque, anche nelle modeste pensioni, a prezzi ragionevoli tutto-compreso. La varietà di soluzioni è molto ampia. Molto spesso si può addirittura trovare guide ed assistenza in lingua italiana ed in ogni caso i mauriziani-indiani si daranno molto da fare per soddisfare ogni vostra richiesta con la loro innata simpatia che fa di loro, in tutto il mondo, i più abili commercianti/venditori ( mi riferisco agli indiani ).
L’organizzazione dei servizi turistici locali ( pulmini, escursioni, consulenti ) è affidata alla White Sand Tours, un grande azienda addirittura certificata Iso9002 !
Indispensabili durante i mesi invernali ( Giugno-Agosto ) un maglioncino/felpa pesante ed un K-Way.
Cocktail alla Mauriziana : ( 545 rupie ) Classica gita spenna-turisti. A parte una parentesi culturale come la visita al giardino botanico di Pamplemousse o il fortino di Port Louis ( Citadelle ), si viene “dirottati” verso i vari negozi “convenzionati” con le guide. Durata: mezza giornata.
L’incanto del Sud : ( 1225 rupie ) – Consigliata – Un bel giro della parte meridionale di Mauritius con tappa al cratere del vulcano spento di Trou aux Cerfs ( i cervi ricorrono spesso…), alla cittadina di Curepipe ( per il solito shopping pilotato compreso il duty free di diamanti ), al lago sacro per gli induisti ( Grand Bassin ), al ristorante per mangiare ed alle famose “terre colorate” ( Chamarel ) che dicono avere i colori dell’arcobaleno a causa di un fenomeno geologico ( non vi aspettate grandi cose…i colori sono molto attenuati ). Cascate e panorami molto belli completano la gita.
Durata: intera giornata.
La seduzione/esplorazione del Nord : ( 1400 rupie ) Questa volta il giro in pulman ( + taxi per raggiungere il pulman ) è rivolto al Nord, quindi Port Louis ( con tanto shopping ), Cittadella ( l’antico fortino della capitale ), piccola crociera sino a Grand Baie, punti panoramici vari, fabbrichetta di modellini di velieri e Pamplemousse. Durata : intera giornata.
Ai tempi della Colonia : ( 1900 rupie ) una grande escursione lungo le montagne e le fattorie coloniali perfettamente restaurate. Visita a centri di artigianato locale, distilleria di rhum e piantagioni di canna da zucchero.
A proposito: un giorno chiesi ad un tassista di assaggiarla e tirando fuori un coltellaccio ne tagliò una in mezzo alla strada, la sbucciò e me la diede. La masticai ( come una gomma da masticare…poi si sputa ! ) e vi posso assicurare che era succosissima e buonissima ( sembrò di avere in bocca una fetta di melone invernale, quello dalla polpa zuccherina bianca ! ). La gita continua con il classico trenino coloniale, uno spettacolino, una buona mangiata al ristorante e l’immancabile shopping ( penso di essere stato l’unico straniero che riuscì a non comprare nulla, forse più per sfida che per disinteresse…e poi avevo già fatto shopping alle Seychelles e non entrava più nulla nelle gonfie valigie ! ).
Durata: intera giornata.
La magia della vela : ( 2000 rupie ) una gita in catamarano nelle lagune sino all’isola dei Cervi con abbuffata annessa.
Durata: intera giornata.
Crociera nella acque turchine : ( 1560 rupie ) Come la precedente gita ma senza lo sbarco all’isola dei Cervi. Possibilità soprattutto di snorkeling vicino qualche piccolo scoglio dove il catamarano attracca.
Isola paradisiaca : ( 700 rupie ) Gita all’isola dei Cervi ( Ile aux Cerfs ).
Durata: intera giornata. E qui volevo aprire un capitolo.
Si dice che andare a Mauritius senza vedere sarebbe come andare a Roma e non vedere il Colosseo ma non vi aspettate grandi cose ! La fama non è più all’altezza dell’attuale realtà.
Partimmo in pulman e dopo molto tempo arrivammo all’entrata di un noto e costoso albergo nel quale vi era il molo da dove partivano i piccoli e lenti motoscafi che raggiungevano in 5 minuti l’isola navigando nelle calme e basse acque della laguna circondata da mangrovie.
Una volta arrivati sull’isola dei Cervi ( che è molto meno paradisiaca di come appare nel famoso spot pubblicitario del “caldobagno”…si era proprio lei !!! ) trovammo una spiaggetta di sabbia chiara e un mare con un fondale molto basso ( tanto che con la bassa marea uscì completamente fuori ! ). Nessun posto per nuotare, niente snorkeling e tantissime barche che sfioravano la massa enorme di turisti ( sotto la pioggia come in una bolgia dantesca ) nell’unico punto navigabile profondo poche decine di centimetri e per questo con una forte corrente a causa del flusso e reflusso dell’acqua all’interno della piccola laguna. Addirittura trovammo la fila per scendere e salire sulle barche, la fila nei bar, la fila nei bagni, la fila lungo il viottolo dopo il molo ( corridoio obbligato zeppo di bancarelle ), la fila per correre a ripararsi dalla pioggia. Non avevo visto niente di più aberrante ! Praticamente tutti i turisti si trovavano li ! ( …attenzione se ci andate agli effetti personali ! sono a rischio di furto a causa della confusione ).
Cosa fare all’isola dei Cervi ? A parte prendere il sole ( quando si può fare ) l’unica cosa degna di un pò di
interesse può essere l’escursione alle cascate ( non compresa nella normale gita e gestita da abusivi ) che appena sbarcati sull’isola dei Cervi vi vedrete offerta con un insistenza quasi scocciante da un sacco di gente ad ogni vostro passo ! Moltissimi padroncini di barche e barchette con in mano un album di foto sul contenuto della breve gita ( una mezz’oretta ) vi convinceranno a salire per poche decine di mila lire ( contrattare…sempre contattare ed unirsi con altri turisti per ottenere maggiore sconti ).
Noi accettammo ( dopo una lunga trattativa e molti rifiuti ) e ci portarono lungo un pittoresco fiordo nella vicina costa dell’isola madre ( Grand Riviere ), dove una piccola cascata si gettava in mare. Ci fecero scendere per ammirare la cascata da sopra ( una schiera di locali ci aiuterà a scendere dalla barca come pure a risalire dietro mancia ! ) e ci consigliarono ( altra persona, altra mancia! ) di farci il bagno ( faceva freddo ) in una piscina naturale idromassaggiata da varie mini-cascatelle formate dal fiume. Anche qui ( nonostante fosse una giornata di pioggia e le barche non erano riparate, per fortuna c’eravamo portati i k-way !!! ) c’era folla, tanto che i motoscafi facevano ordinatamente la fila per avvicinarsi alla cascatella. Tornammo alla spiaggia dell’Isola dei Cervi. Un potente raggio di sole spuntato all’ultimo momento ci permise di asciugarci prima di risalire frettolosamente in pulman ( iniziava di nuovo a piovere ).
Solo natura : ( 1375 rupie ) Escursione sull’isola Aux Aigrettes per vedere rari uccelli come il Kestrel ed il piccione rosa nonchè in genere la natura di questa isoletta. Poi si va all’antico porto olandese di Mahebourg e sbarcando si visita il museo navale ed altri siti coloniali. Shopping. Durata: intera giornata.
Terra e mare in duo : ( 1900 rupie ) Gita marina e volendo “snorkelliana” su un catamarano verso Vieux Grand Port. Poi proseguimento via terra verso i parchi naturali nella zona di Domaine du Chasseur popolati di molti animali selvatici.
Durata: intera giornata.
Shopping alla follia : ( 625 rupie ) no comment ai centri commerciali delle cittadine di Curepipe e Floreal.
Durata: mezza giornata.
Passeggiata sottomarina : ( 1400 rupie ) come vi avevo anticipato questa è l’esperienza sottomarina che i mauriziani reclamizzano con il motto ” ideale dai 7 ai 77 anni !”. In effetti si tratta di camminare in un fondale sabbioso ed un pò torbido vicino a banchi di corallo dove poche razze di pesce vengono attirate in quantità dal pane spesso offerto loro dagli uomini. Indovinate dove finisce la gita ? ma naturalmente nelle buotiques di Grand Baie. Durata: mezza giornata.
Odissea insulare : ( 2300 rupie ) Un revival dei tempi passati. A bordo di un’ antica goletta si parte da Grand Baie e si arriva ad Anse aux Filaos ( snorkeling ). Tanta musica, pic-nic e mance.
Durata: intera giornata.
Mauritius selvaggia : – consigliata – ( 1700 rupie ) Un ottimo riassunto della parte Sud dell’isola. Si parte dalla costa di Souillac per visitare la Rountree House, una residenza coloniale ben tenuta con giardini curati e soprattutto visitabile con ancora tutte le suppellettili originali intatte dove si può sorseggiare un tè nell’atmosfera di un altro secolo rivolgendo lo sguardo sulle scogliere a picco non protette dal reef dove l’oceano si presenta in tutta la sua reale potenza.
Poi si continua a bordo di un trenino-trattore attraverso un parco naturale dove vivono molte piante esotiche ed animali come struzzi africani, lemuri del Madagascar, cervi indonesiani, rane toro americane e tartarughe giganti seychellesi. Infine si arriva all’allevamento di coccodrilli ( del Nilo ) che arrivati ad una modesta taglia ( un paio di metri ) vengono trasformati in borsette, scarpe, sopramobili e quant’altro può interessare i turisti meno “ecologici” ( e più danarosi ! ). Ovviamente la rivendita è annessa alla fattoria ( La Vanille ).
Ottimo pranzo creolo presso la famosa casa coloniale di St. Aubin ( una specie di agriturismo in stile coloniale dove mangiai veramente bene…rimasi soprattutto colpito dal gusto delicato dei “cuori di palma millionnaire ” ) con limitrofa serra di Anthurium ( Mauritius è leader nel mondo nell’esportazione di questa pianta soprattutto verso l’Europa ) e …rivendita.
Durata: intera giornata.
La vasta gamma di servizi ( ci sanno fare davvero ! ) è completata dall’offerta di crociere al crepuscolo ( 850 rupie ), pesca d’altura, escursioni naturalistiche notturne, passeggiate equestri, battute di caccia la cervo, voli in elicottero ( dell’Air Mauritius ! ), trekking sulle montagne, cartoni di frutta esotica da riportare in Italia, acquisti duty free ( di gioielli ) ed estensioni di soggiorno alle vicine isole di Rodrigues e Reunion.
La nostra permanenza a Mauritius terminò il 23 Agosto con un volo Air Mauritius MK020 ( un comodo Airbus 340 con schermi lcd sulle poltrone, ottimo servizio e regalini/gadget per tutti ) di circa 11 ore e mezzo.

Stefano Ruffini ( Steve )