Viaggio a Zanzibar

Racconto di viaggio in Tanzania

Siamo partiti da Milano Malpensa il 13 dicembre 2005 con la voglia di scoprire quel piccolo angolo di Africa chiamato ZANZIBAR, comunemente conosciuta come isola delle spezie. Siamo atterrati all’aeroporto di Stone Town verso le dieci di mattina ora locale e già scendendo dall’aereo si avvertivano nell’aria mille piacevoli profumi. E’ un’isola meravigliosa: siamo rimasti affascinati dalla cordialità della gente, dai sorrisi, dai colori…insomma un po’ da tutto! Appena arrivati, dopo la trafila dei visti di ingresso, dei bagagli e delle mance siamo stati accompagnati al nostro villaggio situato sulla spiaggia di Kiwengwa.

E’ la spiaggia più grande dell’isola ed è magnifica: la sabbia sembra borotalco, è bianchissima talvolta accecante. Il mare è una favola, turchese, limpidissimo, che cambia colore a seconda delle maree. Zanzibar, infatti, è caratterizzata dal fenomeno delle maree: il mare ogni mattina si ritira per quasi 800 mt. ed è possibile raggiungere la barriera corallina a piedi.
E’ molto curioso vedere tutti i singoli personaggi che popolano la spiaggia: i pescatori che per guadagnare qualche soldo in più ti accompagnano a piedi o con i dow (imbarcazioni locali costruite con il legno delle mangrovie) fino alla barriera corallina mostrandoti ogni conchiglia, ogni animaletto che si nasconde sotto la sabbia; i beach boys che sono davvero in gamba e che organizzano escursioni e vendono oggetti d’artigianato locale; i bambini, a cui abbiamo portato un po’ di matite colorate che è bello poterli veder sorridere dando loro dei semplici oggetti, che oramai nella nostra società non hanno alcun valore…; i masai, le loro mogli e i loro bambini un popolo particolare e molto diverso dagli abitanti di zanzibar, con i loro vestiti colorati e sgargianti e con i loro altissimi salti!
Sono state tutte persone magnifiche, simpatiche che, pur vivendo in miseria, hanno sempre regalato il loro sorriso!
Siamo rimasti senza parole, affascinati dall’Africa, dalla semplicità della gente, dalla vegetazione rigogliosa e dagli spettacoli che la natura incontaminata ci ha riservato. A distanza di 2 mesi è ancora vivo in noi il ricordo di ogni angolo di quel paradiso.
L’escursione più bella è stata la visita a Stone Town (la città di pietra) che rappresenta l’unica vera città dell’isola, infatti in periferia esistono solamente villaggi con case costruite con il fango e la paglia e con i caratteristici tetti in makuti.
La gente nei villaggi è davvero povera, la vita media è di circa 45 anni e molto scarse sono le strutture sanitarie. Il medico italiano del nostro villaggio, infatti, offriva gratuitamente servizio alla popolazione locale e ogni sera aveva una fila di 20-30 persone che attendevano di essere visitate. Scarseggiano anche i medicinali, tant’è che alla fine del soggiorno abbiamo lasciato in infermeria tutti i medicinali che avevamo portato dall’Italia.
Che altro dire? E’ stato un viaggio che rimarrà sempre nei nostri cuori specialmente i colori, gli odori e i sorrisi della gente! Bisognerebbe ricordare ogni singola persona conosciuta su questa isola caratteristica e sicuramente ci ritorneremo!!