Cambogia, Thailandia e Malesia

CAMBOGIA, THAILANDIA, MALAYSIA CAPODANNO 2005

Viaggio pianificato da circa 2 anni, la Cambogia, Angkor…un sogno, finalmente si parte!

Volo da Roma Fiumicino alle 6:30 per Amsterdam con la KLM , arriviamo puntuali alle 9:20, subito cerchiamo una libreria per comprare la L.P. della Malaysia, la trovo, mi avvicino alla cassa per pagare e… squilla il cellulare: è mia mamma che preoccupata ci dice che c’e stato un terremoto e 400 morti a Puket. Rimaniamo per qualche minuto con la LP in mano davanti alla cassa come due cretini un po’ disorientati dalla notizia, passano altri due minuti e alla fine ci decidiamo a pagare.

Il nostro prossimo volo parte alle 12.00 per Kuala Lumpur dobbiamo aspettare tre ore, camminiamo qua e là per i negozi e di mezz’ora in mezz’ora andiamo alla ricerca di un area fumatori. La situazione con il passare del tempo si fa strana, cominciamo incrociare parecchi italiani preoccupati, ci incolliamo alla CNN, le notizie parlano soprattutto di Phuket e dell’isola di Sumatra, ci rendiamo conto che la situazione è più grave del previsto, parlano di circa 2000 morti. Il nostro cellulare comincia ininterrottamente a ricevere telefonate e messaggi di amici e parenti che ci chiedono di non partire, li tranquillizziamo dicendo che la prima tappa è Kuala Lumpur e dalle notizie dovrebbe essere sicura.

Spegniamo il cellulare e ci imbarchiamo, conosciamo una coppia di ragazzi di Milano simpaticissimi che hanno la stessa borsetta con il nome del nostro tour operator, hanno più o meno lo stesso itinerario nostro, Cambogia, Thailandia e… noi la Malaysia, loro Puket! Si parte, viaggio di 12 ore con la Malaysian allucinante, abbiamo due bambine dietro che non stanno ferme un minuto, in compenso i film non erano male, Babbo bastardo mi ha fatto ridere!

Scendiamo con il sedere a pezzi, qui sono le 23:30, urge sigaretta! Ci incontriamo nuovamente con i “nostri amici di viaggio”. Arriva una telefonata di un nostro amico dall’Italia che ci dice di aver telefonato al ministero degli esteri e ci comunica che l’aeroporto di Kuala Lumpur è chiuso. Ci guardiamo allucinati tra di noi e andiamo a tentare di capire cosa sta succedendo, ci connettiamo ad internet, andiamo al banco della Thai e ci mettiamo in una saletta (fumatori) per vedere le ultime dalla CNN. La situazione qui sembra tranquilla, l’aeroporto sembra molto aperto… partono dei voli per Giacarta e anche per Puket! Da Roma ci dicono che il nostro è stato l’ultimo volo, dopodiché sono state chiuse tutte le partenze per le zone colpite. Il nostro volo successivo è per Siem Reap, sul tabellone è in orario, purtroppo è tra quattro ore, tra un caffè e una sigaretta e paranoie allucinanti tipo torniamo indietro e cose varie è ora di imbarcarsi. Sempre con la Malaysian dopo circa 2 ore e 40 arriviamo a Siem Reap, sistemate le formalità e recuperati i bagagli ci incontriamo con una ragazza che ci porta tutti e quattro in albergo, all’Angkor Hotel. Subito un meraviglioso benvenuto, tutti sorridenti ci regalano una sciarpa e ci mostrano le nostre camere, bhè che dire…magnifica!

Sono le 4:30, siamo tutti stanchi morti, ci facciamo un bel tuffo in piscina e alle 7:00 una favolosa cena in albergo, spring rolls buonissimi e riso khmer favoloso.

Il giudizio appena arrivati è stato molto buono, non mi aspettavo di trovare un posto così, dall’Italia devo dire la verità mi avevano terrorizzato tra le malattie e il posto che dicono tutti che non è sicuro, le zanzare, ecc… mi aspettavo di trovare una vera e propria cambogia! Andiamo a dormire presto, domani alle 8:30 ci viene a prendere la nostra guida per vedere finalmente Angkor! In camera accendiamo la tv, la situazione comincia ad essere una vera e propria strage CNN e BBC non parlano d’altro, arrivano immagini terrificanti, siamo un po’ preoccupati tra tre giorni dobbiamo andare a Bangkok, già si parla di epidemie.

Sono le 8:00, facciamo tutti colazione e conosciamo la nostra guida, un ragazzo molto simpatico che parla italiano molto bene ma con un none impronunciabile e impossibile da scrivere.

Saliamo sul nostro pulmino e attraversiamo alcune strade della città e un mercato, notiamo tantissimi bambini tutti vestiti uguali, molti di loro in bicicletta che stanno andando a scuola. Circa 10 minuti e arriviamo alla “biglietteria” per entrare ad Angkor, la nostra guida con in mano le nostre foto tessere ci compra il biglietto, valido 3 giorni al costo di $40, torna con i biglietti plastificati, ci spiega di tenerlo sempre con noi perché andrà mostrato all’ingresso di ogni tempio. Finalmente si prosegue, il primo tempio è l’Angkor Vat, le strade sono state tutte asfaltate e ci impieghiamo pochissimo ad arrivare, mi scappa un “porca puttana”… davanti a me finalmente… un luogo tanto sognato quanto studiato! Scendiamo dalla macchina, mi manca il fiato e come una cretina mi viene anche da piangere! Anche Antonio (mio marito), che non era entusiasta del viaggio è rimasto a bocca aperta e a fine viaggio mi ha promesso che ci torneremo! Non vi starò a raccontare la storia, i bassorilievi, le credenze popolari o i dettagli archeologici, ma le emozioni che si provano visitando i tempi, ognuno diverso dall’altro, ognuno un emozione diversa!

Impieghiamo tre ore per visitare più o meno con calma Angkor Vat, l’arrampicata sulla torre è spaventosa, Antonio sale per primo senza difficoltà, anche gli altri non hanno problemi, io invece che soffro di vertigini un po’ ci penso, poi mi convinco e mi arrampico, da qui la vista è meravigliosa. Il mio problema adesso è scendere! La guida ci dice che su una delle quattro scalinate hanno messo un corrimano, è vero, più o meno… è un pezzetto di ferro attaccato… non voglio sapere come, comunque meglio di niente… scendono tutti, resto solo io e Antonio che cerca di aiutarmi, ho le ginocchia che tremano a una velocità paurosa, che paura, piano piano mi attacco alla ringhiera e comincio a scendere con le spalle girate verso la scalinata, la discesa è interminabile ma alla fine tocco terra. Proseguiamo la visita, resto incantata davanti all’enorme bassorilievo della frullatura dell’oceano di latte, tanto studiato e decantato come uno dei più belli…a parole non è possibile descriverlo! La visita di Angkor Vat finisce, mi fermo per vedere le bancarie all’uscita del tempio e una marea di venditori, la maggior parte bambini, ci viene incontro con magliette, braccialetti, cartoline, ecc… morale, mi ritrovo con 50 cartoline, 20 magliette, 2 quadri meravigliosi e una testa di Buddha. Riprendiamo il pulmino e in cinque minuti ci ritroviamo in un ristorante con menù fisso, zuppa di non so che, spring rolls, riso e pollo in salsa di ginger, tutto buonissimo.

Riprendiamo la visita ai tempi…è l’ora del Ta Phrom, ad ogni angolo spuntano bambini con braccialetti e cartoline che ti seguono quasi ovunque, è impossibile non comprare di tutto, biglietti alla mano entriamo nel tempio, lo spettacolo è affascinante, è meglio di come me lo aspettavo, questo intreccio di alberi e pietre, non a caso la chiamano la foresta di pietra, è veramente suggestivo. La cosa quasi assurda, forse per come siamo abituati noi a concepire le opere d’arte, sempre chiuse nelle vetrine antiproiettili dei musei o transennate dove non ti più avvicinare a più di 2 metri, è che qui puoi toccare tutto addirittura ti puoi arrampicare sui blocchi dei templi caduti (solo in alcune aree non puoi accedere e solo per una questione di sicurezza, ti potrebbe crollare una porta in testa). Proseguiamo e la guida ci indica un signore… lo riconosco si! È quello della copertina della L.P… si è proprio lui, la gente qui lo chiama il re del Ta Phrom, sorride e si lascia scattare una foto. Si continua, non fa particolarmente caldo ma il sole picchia abbastanza forte, la nostra guida ci racconta di quando qui hanno girato scene del film di Tomb Raider, deve essere stato stupendo. Alle 4:00 finiamo anche il giro di questo tempio, visitiamo altri templi stupendi, il Bakheng, il Takoe e il Pre Rup, finita per oggi la visita di Angkor ci dirigiamo al centro di Siem Reap perché Antonio ed io dobbiamo cambiare dei soldi. La sera prima avevamo visto un volantino in albergo di una festa che si sarebbe tenuta il giorno dopo al Bayon e avevamo prenotato quattro posti, si tratta di uno spettacolo tradizionale di balli Khmer e fuochi artificiali sulla terrazza degli elefanti e poi al Bayon, in mezzo una cena a buffet.

Arrivati al centro di Siem Reap Antonio insieme alla guida vanno a cambiare dollari (lo spettacolo costa 70$ a persona), siamo nel bel mezzo di un mercato locale, dal finestrino vedo una marea di cose strane e tra la frutta riconosco il Durian (non so se si scrive così), un frutto grande, verde e con le spine, tipico della Malaysia (credo) che è vietato portarlo in albergo da quanto puzza. Tornano in macchina, cambio effettuato, la guida mi conferma che il frutto è proprio quello e gentilissimo (come tutti i cambogiani) scende dalla macchina e ne compra uno per farcelo assaggiare. Resto delusa… non profuma ma l’odore non è così tremendo, anzi il sapore è buono! Prossima tappa il Bayon, passiamo in macchina senza fermarci sotto la famosa porta con gli Dei e I Demoni che visiteremo bene domani, arriviamo scendiamo dalla macchina e… è buio, il Bayon è completamente illuminato l’atmosfera è da levarti il fiato!

Sulle scale ci sono delle danzatrici, bellissime con questi vestiti coloratissimi e i gesti così armoniosi, danzano per 20 minuti, lo spettacolo si interrompe e andiamo a mangiare al buffet! Dei tavoli apparecchiati in grande stile, un buffet enorme e la terrazza degli elefanti illuminata alle spalle, a pochi metri, un ambiente magico! Ceniamo, al tavolo ci sono oltre a noi, due signore di Bologna con due ragazze, simpaticissime, ci si consiglia su cosa mangiare e cosa bere e finita la cena arriviamo sotto la terrazza e ci sediamo per lo spettacolo che dura circa 1 ora. Torniamo in auto il Durian ha colpito… l’odore è veramente di fogna! (l’autista non deve essere stato molto contento, gli abbiamo ridotto la macchina una discarica) Arrivati in albergo la guida ci dà appuntamento alla mattina seguente dicendo che non ci sarà lui ma un altro ragazzo, appuntamento come oggi, lo salutiamo dandogli una lauta mancia e lo ringraziamo di tutto. Ci salutiamo con gli altri ragazzi e andiamo a dormire, in camera accendiamo la televisione che ci riporta alla tragedia, parlano di 30.000 morti non si parla d’altro in tutti i canali e in tutte le lingue ancora non si sa bene cosa aspettarsi dal futuro, si parla di spostamento di asse terrestre. Sveglia ore 7:30 mi sbaglio, mi lavo i denti con l’acqua del rubinetto (di norma li lavavo con la bottiglia sigillata) mi preoccupo, però alla fine penso… e chissene frega! A colazione bevo anche l’aranciata e il caffè che avevo evitato visto che tutti gli altri ne facevano un uso smodato e stavano bene. Fumo una sigaretta, arriva la nostra nuova guida, si chiama Soch, questa mattina partiamo per Angkor Thom. Arrivati alla famosa porta scendiamo per farla a piedi, 54 dei da un lato e 54 demoni dall’altro, è inquietante camminarci in mezzo, mi sento osservata… (e ancora non ho visto bene il Bayon!).

Saliamo in auto e arriviamo appunto al Bayon, sulla strada vediamo passare tre elefanti, scendiamo e cominciamo la visita, la guida ci fa subito notare che alcuni bassorilievi a forza di essere toccati sono diventati lucidi, è incredibile! La bellezza di questo monumento è sconcertante, commovente, ci arrampichiamo sulle scale strette, rovinate, le “facce” con quel sorriso strano ti fissano ovunque tu vada, sembra che ti stiano comunicando un qualcosa in un’altra dimensione. Un signore cambogiano ci saluta, parla un po’ di italiano ma poi prosegue in inglese, ci racconta che era a Puket il giorno dello tzunami, dice di essersi salvato perché era in alto mare a pesca, ci ha raccontato di uno scenario di devastazione senza fine.

Proseguiamo la nostra visita alla terrazza degli elefanti e a quella del re lebbroso, piene di leggende e di misteri, camminiamo per circa tre ore, riprendiamo il pulmino e ci dirigiamo per il pranzo. Attraversiamo alcuni villaggi, le strade sono sterrate, la gente abita sulle palafitte, alcuni al nostro passaggio ci salutano proseguiamo così per 40 minuti, arriviamo al ristorante. Pranziamo, solito menù fisso e comperiamo da un ragazzo un bellissimo documentario su cd in inglese che parla di tutti i templi, compro anche due pacchetti di sigarette Angkor, il pacchetto è bello da morire ma non è fumabile!

Usciamo dal ristorante e a piedi ci dirigiamo verso un altro tempio, il Bantey Srei con quel suo colore rossiccio diverso dagli altri, magnifico, il tempio non è enorme (rispetto agli altri e la visita duro poco), all’uscita siamo assaliti dai venditori, altre cartoline e magliette sono d’obbligo! Proseguiamo il giro di altri 3 templi Preah Khan Neak Pean, purtroppo non abbiamo fatto in tempo a vedere gli altri (il complesso di Rolouse e il fiume dei mille linga, dove hanno girato molte scene del film Due Fratelli, che è circa a 100 km da qui!), alle 6:00 torniamo a Siem Reap per il giro in battello sul Tonle Sap al villaggio dei pescatori per vedere un meraviglioso tramonto. Attraversiamo la città e arriviamo al villaggio, una povertà sconvolgente, non hanno niente e nonostante questo ti sorridono e ti salutano, abitano in 4 o 5 in mezzo metro di palafitta, non hanno la luce, l’unica ricchezza che hanno è il fiume e alcuni di loro allevano i coccodrilli.

Saliamo su questo battello e arriviamo al lago, aspettiamo il tramonto… nel frattempo Soch ci racconta qualcosa di tremendo, (fino a quel momento non avevamo osato chiedere nulla) faceva parte di un gruppo di militari della resistenza contro i Khmer rossi, ci dice di aver vissuto circa due anni nella giungla in condizione disperate e ci racconta che non poteva neanche fumare, la sigaretta accesa ti poteva uccidere, ci parla di un suo amico a cui hanno sparato in faccia per colpa del mozzicone acceso…allucinante, ci dice di andare nella capitale per poter capire!

Torniamo al villaggio e ci dirigiamo nuovamente a Siem Reap dove abbiamo un ristorante e uno spettacolo folcloristico che ci aspetta. Il ristorante è enorme e pieno di turisti, è praticamente la prima volta che ci capita durante questi giorni di trovare così tanti occidentali, il cibo è ottimo, mi distraggo e finisco per bere acqua con ghiaccio, come se non bastasse mangio verdura cruda….speriamo bene!

Lo spettacolo è più o meno come quello di ieri sera con la differenza che questo è un palco normale, non la terrazza degli elefanti… bello ugualmente. Si torna in albergo… domani mattina abbiamo un aere alle 8:00 per Bangkok.

Mi viene da piangere, sono le 6:00, ci vengono a prendere per portarci all’aeroporto, vorrei rimanere qui ancora un po’ di giorni. Atterrati a Bangkok ci incontriamo con l’autista che ci porta al nostro hotel, il Rembrant. Sistemate le varie formalità, ci dicono che oggi il palazzo reale chiuderà alle 3:00 e che domani e dopodomani sarà chiuso, non ci voleva, sono gia le 12:00.

Lasciamo immediatamente i bagagli in camera, anzi nella camera dei nostri amici, visto che la nostra ancora non si è liberata e, guida L.P. alla mano mi offro di fare da guida a tutti visto che non c’era modo di organizzare qualcosa di meglio. Prendiamo un Taxi per arrivare al palazzo reale, c’e un traffico impressionante, ci impieghiamo 45 minuti (29 tassisti su 30 rifiutano di usare il tassametro e preferiscono concordare prima, se ci riuscite beccate quel singolo individuo! Risparmierete parecchio!).

Arrivati finalmente al palazzo reale ci mettiamo in fila e prendiamo i biglietti, fa un caldo infernale e come se non bastasse è pieno di gente. L.P. alla mano tento di capirci qualcosa, (come guida mi hanno detto che faccio schifo, però devo dire che su Bangkok la L.P. non è molto facile da capire!) cominciamo a girare per il palazzo reale, finalmente arriviamo al Bhudda di smeraldo, portatevi il binocolo per vederlo, la sala è piena e appena entri non puoi nemmeno rimanere in piedi, ti devi inginocchiare, morale lo vedi meglio sui libri! Giriamo in lungo e in largo tra dipinti magnifici e pagode dorate, qui tutto brilla, è uno spettacolo veramente bello (se devo dire la verità, dopo aver visto Angkor niente ti potrà mai più impressionare!).

Usciamo dal palazzo reale e decidiamo di prendere un tuk tuk per andare a vedere il Buddha dormiente, saliamo in quattro su questo coso… non vi dico come siamo comodi, l’autista è un pazzo psicopatico omicida, corre come un matto serpeggiando nel traffico, abbiamo l’impressione di cappottarci da un momento all’altro, nonostante le scommesse arriviamo sani. Entriamo e facciamo il biglietti, ci leviamo le scarpe ed entriamo alla scoperta di questo monumento.

E’ veramente enorme, peccato che la stanza che lo ospita sia piccola, non rende bene di come potrebbe se inserito in un contesto diverso, molto più grande. Lo spettacolo comunque è affascinante, molti fedeli accendo incenso e offrono frutta alla divinità. La parte più bella sono i piedi, tutti lavorati in madreperla, una vera meraviglia. Riprendiamo le scarpe ed usciamo alla ricerca di un posto dove pranzare, appena fuori una marea di autisti di taxi e tuk tuk si offrono di accompagnarci ovunque, chiediamo ad un autista di tuk tuk dove possiamo trovare un ristorante per pranzare (errore pauroso da non fare!!!!), ci dice che per 50 bath ci porta in un ristorante dove si può mangiare pesce e cucina thai, accettiamo, rimaniamo altri 40 minuti bloccati nel traffico masticando praticamente smog. Finalmente arriviamo al ristorante, entriamo dentro, sembra una pescheria, arriva un omino che parla inglese come io parlo giapponese e quasi a gesti scegliamo il pranzo per un totale di 6 gamberi, 1 calamaro, 2 granchi e una bistecca, (Antonio non mangia pesce di nessun tipo) beviamo due birre e due coca cole. Arriva il conto, 100 euro a testa (bhè… stavolta il porca puttana scappa a tutti!) Tentiamo di chiedere spiegazioni ma qui nessuno ti capisce, o meglio, ti capiscono tutti (secondo me) ma fanno finta di niente, come fanno altrimenti a fregarti? Paghiamo con carta di credito e inviperiti usciamo dal locale, il cibo non era nemmeno niente di che!

Bene, abbiamo preso la prima fregatura da turisti cretini! Proseguiamo a piedi, siamo nella zona di Siam square, fa caldo, optiamo per un centro commerciale, entriamo in uno proprio di fronte al Siam shopping center, sono sei piani, li giriamo praticamente tutti, conclusa la visita, ci buttiamo in quell’altro e verso le 9:00 di sera prendiamo lo sky train con fermata al mercato notturno più tipico di Bangkok (non mi ricordo il nome!). Giriamo tra queste bancarelle, sono tantissime, non finiscono più, compro qualche vestito e vestaglie tipicamente thai, ogni 5 metri ci sono locali con donne nude che fanno tipo lap dance, in realtà c’e ben di più, avete mai sentito parlare di spettacoli “strani” tipici thai? Noi si, è per questo che dopo aver girato quasi tutto il mercato entriamo in uno di questi locali.

Il locale è normale, ci sono cinque o sei ragazze che ballano sul palco completamente nude, ad intervalli di 10 minuti c’è lo show. Abbiamo assistito a tre numeri dopodiché ce ne siamo andati anche un po’ tristi, è uno spettacolo squallido! Morale, durante lo spettacolo vedi prima una ragazza che fuma una sigaretta (immaginate con cosa, il bello che poi la sigaretta la finiscono di fumare quelli del pubblico), un’altra che usa una cerbottana, sempre posizionata nelle parti basse per scoppiare dei palloncini, e un’altra ancora che prima mette e poi si leva (sempre da lì) un filo con 20 lamette legate. Che dire, eravamo curiosi di vederne uno dal vivo!

Stanchi morti prendiamo un taxi e torniamo il albergo, il bello di questa città è che puoi mangiare a tutte le ore e quindi decidiamo di provare al Rembrant il tanto decantato (dalla stessa L.P.), ristorante messicano giudicato come uno dei migliori di tutta Bangkok, è vero. Si mangia benissimo! Andiamo a dormire, domani mattina il primo che si sveglia chiama l’altro.

Sono le 10:00, ci incontriamo al bar dell’albergo per un caffè, è il 31, questa sera festeggeremo capodanno, in maniera molto soft, tutte le feste sono state annullate per rispetto al dramma che sta vivendo il sud est asiatico. Prendiamo un taxi e ci facciamo portare allo Shangri la hotel, dove ci sono quelle signore di Bologna conosciute a Siem Reap, sono quattro anni che festeggiano il capodanno li e ci propongono di aggregarci, accettiamo e prenotiamo, contenti di passare un’altra serata insieme.

Dallo Shangri là partono delle crociere per il fiume, decidiamo di prendere quella per la visita dei canali rurali, saliamo su questa barchetta e cominciamo la navigazione, siamo contro vento, ci arrivano tutti gli schizzi in faccia, (devo dire che mi ha fatto un po’ schifo, ho pensato, se non mi prendo qualcosa così…non mi prendo più niente!)

Il giro è durato circa due ore, è stato veramente bello, tutta la gente che vive su palafitte che abbiamo incontrato ci salutava e ci sorrideva. Scesi dalla barca, visto il caldo ci rinchiudiamo in un altro centro commerciale, il World Trade Center, sono alla ricerca disperata di un vestito per questa sera, non avevo calcolato di festeggiare l’anno in un posto come quello e non sono organizzata. Nel giro di trenta minuti il mio problema è risolto, trovo un vestito magnifico perfetto per questa sera, ora il problema è la borsa! Niente paura altri dieci minuti e risolvo pure questo! Totale della spesa 20 euro e devo dire che il vestito è veramente bello! Dopo altro shopping sfrenato andiamo in albergo, mi devo preparare e fare un bel bagno gelato! Arriviamo allo Shangri là, il nostro tavolo si affaccia sul fiume, da qui vediamo tutte le barche illuminate che passano, tra quattro chiacchiere, un salto sulla pista da ballo e frequenti incursioni al buffet brindiamo al nuovo anno. Siamo nel 2005!

La mattina dopo, come al solito… caffè, oggi è l’ultimo giorno insieme, noi andremo a Kuala Lumpur e loro dopo varie peripezie, (dovevano andare a Puket) sono riusciti a trovare posto a Ko Samui. Oggi capito male è la giornata dedicata si allo shopping, ma a centri commerciali che vendono solamente elettronica. Entriamo in uno di questi, sono quattro piani, solo cellulari, computer e robaccia supertecnologica. Sono quasi disperata! Passiamo qua dentro metà della giornata, la sera facciamo un passeggiata in giro per mercatini, tra i vari banchetti ne notiamo uno, ci sono dei giganteschi (ma grossi veramente) scarafaggi fritti, cavallette, ragni, larve e rane, non è che ci viene fame vedendo quel “tipo di cibo” ma decidiamo comunque di andare a mangiare thai.

Dopocena proseguiamo la passeggiata per questo mercato, ci fermiamo a comprare cd musicali e su una bancarella trovo la mitica t-shirt di Jackass, è mia, non vedo l’ora di sfoggiarla! Prendiamo un taxi e torniamo in albergo, ci fermiamo a bere qualcosa al bar, scriviamo le cartoline (comprate ad Angkor) e ci salutiamo con i nostri compagni di viaggio. E’ il 2 Gennaio, il nostro volo è alle 9:00, si riparte per Kuala Lumpur, arrivati li, solito appuntamento con l’autista che ci porta dopo un’ ora di macchina al nostro albergo il Renaissance Kuala Lumpur Hotel, magnifico dalla vetrata si vedono le Pedronas!

Lasciamo tutto in camera e andiamo a piedi proprio sotto alle torri, entriamo nel centro commerciale e giriamo tutto il piano dedicato alla ristorazione, alla fine entriamo in un ristorante giapponese,ho mangiato talmente tanto sushi e tempura che non riuscivo ad alzarmi da tavola. Giriamo due o tre piani, sono pieni di cose carine ed i prezzi rispetto a noi sono la metà, Antonio non ne può più di questo tipo di shopping, mi porta a forza fuori dalle torri e chiede ad un tassista di portarci in un centro commerciale dedicato all’elettronica. Dopo circa cinque minuti di corsa scendiamo in una via molto movimentata, fa un caldo incredibile, entriamo in questo centro, rimaniamo stupiti! Sono cinque o sei piani solo di computer, telefonini e cd/dvd rimasterizzati pirata! Antonio quasi sviene, non sa più dove guardare, c’e di tutto, alla fine passiamo circa quattro ore qua dentro girando come trottole da un negozio all’altro (ora capisco quanto si annoia quando mi accompagna a fare shopping!), usciamo con pacchi di cd e dvd, cavi e cavetti, robaccia da pc però almeno rimedio anche il regalo di compleanno, un cellulare della Nec con lettore mp3, bellissimo (l’unico problema è che in Italia ancora non esiste e se non esce… ho preso una fregatura, non posso sfruttare tutte le funzione e nemmeno caricarci gli mp3!).

Sono le 8:00, siamo stanchi morti, torniamo in albergo e dopo una rinfrescata andiamo a mangiare a uno dei ristoranti dell’albergo e andiamo a dormire.
Oggi dopo una passeggiata per la città, prendiamo un taxi e ci facciamo portare a Chinatown, è pieno di gente, le bancarelle sono piene di vestiti e borse, tutte contraffazioni, addirittura ti mostrano prima i cataloghi, per esempio dell’ultima collezione di borse di Dior, tu la scegli e te la vanno a prendere.

Camminando sentiamo odore di cucina cinese, giriamo per circa tre ore, ci siamo riempiti di buste, abbiamo comprato di tutto, stanchi e accaldati usciamo dal mercato ed entriamo in un centro commerciale di fronte dove le buste raddoppiano. Carichi come somari prendiamo un taxi e torniamo a scaricare le buste in camera, tempo venti minuti e siamo di nuovo in strada a passeggiare, la sera dopocena ci facciamo portare da un tassista in una zona centrale e frequentata, anche li purtroppo i negozi sono aperti, anche se è quasi mezzanotte, usciamo e entriamo da un negozio all’altro, camminiamo parecchio e alla fine ci ritroviamo in una zona forse non tanto bella, non c’e più nessuno e i pochi che ci sono ci guardano male, non tanto Antonio (che poteva confondersi visto che è tutto abbronzato capelli e occhi scuri!) quanto a me che sono bianchissima rossa con gli occhi azzurri! Ci sentiamo osservati e il primo taxi che passa lo fermiamo e torniamo in albergo.

Questa mattina ci siamo svegliati tardi e abbiamo saltato la colazione, questa sera alle 23:45 partiremo per tornare a casa. Lasciamo la camera alle 12:00 e ci facciamo accompagnare alle Pedronas per passare qualche ora nel centro commerciale visto che alle 20:00 abbiamo appuntamento in albergo con l’autista che ci accompagnerà in aeroporto. Trascorriamo tutta la giornata in giro per negozi, a pranzo mangiamo in un sushi bar dove in due abbiamo speso 11$, incredibile, verso le 6:00 torniamo nuovamente carichi in albergo dove riprendiamo i bagagli e ci mettiamo al bar ad aspettare. Vi chiederete perché non siete saliti sulle Pedronas? Perché sono cretina, ma vista la situazione… la paura terremoto ha vinto!!! Cerco in tutti i modi di far entrare gli ultimi acquisti nella valigia che sta letteralmente per esplodere, dopo circa venti minuti ci riesco. Arrivati in aeroporto vediamo che le nostre valigie pesano in totale 60kg (il limite consentito sono 20kg a persona) ma l’omino del check in non ci dice nulla, che fortuna, normalmente si paga la penale per ogni kg in più!

L’aereo ritarda e arrivati ad Amsterdam il nostro volo per Roma è già partito, il solito culo! Aspettiamo così sei interminabili ore in aeroporto e alla fine arriviamo a Roma.

E’ stato un viaggio bellissimo nonostante il momento che purtroppo passerà alla storia, mi considero veramente fortunata, anche perché un mese prima di partire non ci confermavano una tratta e stavamo per prenotare con Francorosso un tour Cambogia e Thailandia che prevedeva Puket proprio durante i giorni del maremoto!

Per quanto riguarda la Cambogia è stata una vera e proprio scoperta, in senso positivo, abbiamo trovato gente meravigliosa e naturalmente luoghi incantevoli.

Prima di partire erano tutti preoccupati, le informazioni che ti danno le agenzie e i ministeri non sono secondo me corrette, la situazione non è così catastrofica come la descrivono (parlo di Siem Reap), anzi è molto meglio di tanti altri paesi, le malattie si, magari ci sono però con un po’ di attenzione si possono prevenire, per quanto riguarda la malaria non ho visto una zanzara, se avevo fatto la cura contro la malaria mi sarei distrutta il fegato per niente (quasi tutti, medici compresi ti dicono di farlo!), tutto questo è solo un mio pensiero e spero che prima o poi sia una meta consigliata soprattutto dalle agenzie viaggi visto che è un posto unico al mondo!

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