Calcutta

Diario di viaggio a Calcutta, India

Un cuore forte per sopportare e superare la povertà che ti travolge, un cuore tenero per regalare con dolcezza sorrisi e strette di mano a chiunque ne senta il bisogno….ecco cosa occorre non dimenticare di portare quando si arriva in questa terra perché capisci di averne bisogno dal primo momento che metti piede nelle strade umide brulicanti di uomini, donne, bambini…
Sei preparato al peggio: tanta teoria, tanti racconti e la tua voglia vera di cibo e d’Amore che presto non manca a farsi conoscere….
Ho prestato servizio a Kalighat la casa dei moribondi, e qui davvero ho incontrato Dio negli altri e ora ho capito cosa significa …piccoli corpi denutriti, a volte sofferenti che non mancavano di ringraziarmi con la loro benedizione anche solo quando porgevo loro un bicchiere d’acqua o facevo loro un po’ di compagnia tenendo e accarezzando la mano con un sorriso….Questo per me è stato l’unico linguaggio di comunicazione, anche se loro mi raccontavano spesso un po’ di loro, in lingua angla,per me solo bisbigli veloci di tenerezza…..
C’era poi chi non parlava più, chi non mangiava e per loro noi volontari eravamo una presenza rassicurante prima di spegnersi….
Ho capito più che mai quanto possa essere brutta la solitudine in certi momenti, e quanto una mano amica non cambi il destino, ma allevi un po’ la sofferenza….
Qui c’è tanto da fare sia dal punto di vista umano che pratico: i piatti e i vestiti da lavare, stendere e piegare, la verdura da preparare…niente è lasciato al caso e tutto perfettamente coordinato dalle suorine di Madre Teresa e dai volontari più pratici.
Si respira un’aria di complicità e di aiuto reciproco fra i volontari, ti senti amico perché condividi qualcosa di grande, nessuno ti obbliga a fare qualcosa, tu guardi e fai quello che puoi, o che vuoi, di bisogno ce ne è sempre , con tanta umiltà….
A Calcutta la vita e la morte sono più presenti che mai….lo sguardo fiero della povertà dapprima ti incuriosisce poi ti fa tanto riflettere obbligandoti a farti un esame di coscienza…
E’ stata davvero un’esperienza che mi ha dato tanto: ora vedo tante piccole cose in modo diverso da come le valutavo prima, peccherò di presunzione ma dentro di me mi sento un po’ migliore e ho tanta voglia di dare e di ricevere!
Ora capisco bene quando Madre Teresa diceva di ringraziare anche i poveri per averci accettato, per aver accettato il nostro amore e per averci dato il loro….
PER TUTTO QUESTO…GRAZIE CALCUTTA…!
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