Isola di Bali

Racconto di viaggio a Bali

A prima vista la spiaggia di Kuta non è bellissima, anche perché sono abituato ai Carabi ed al Sudamerica che è tutta un’altra cosa.
Molto spoglia, non c’è un riparo se non sotto le piante (distanti dalla riva), ma lì non è il massimo della pulizia.
Il mare è mediocre, ma quello che attira di più sono le onde adatte per chi ha voglia di provare il surf o anche per chi è già bravo (non è il mio caso).
Ci sono onde di tutte le altezze e forza. Nei negozi specializzati si può trovare una tabella con gli orari delle onde più alte (dipende dalla marea).

Appena arrivato, mi “spaparanzo” al sole e poi si vedrà. C’è la solita mare di venditori con ogni tipo di merce ma ormai è così dappertutto.
Per il giorno dopo mi metto a cercare le cose più interessanti da vedere. Fitto una macchina con autista (e poi vi spiego il perché) per l’intera giornata (250.000 rupie) e mi faccio portare dove penso di trovare qualcosa di buono ed interessante. Seguendo anche il suggerimento di Kadek (carina e simpatica organizzatrice di tour), sono stato al Royal Temple, ma essendo io uno che non ha molta “coesione” con le chiese (di tutti i tipi), l’ ho trovato spoglio, insulso e con niente di coinvolgente.

Ho deciso allora di passare al parco dei rettili anche per vedere un animale che io reputo una fantastica testimonianza di anello di congiunzione tra la preistoria ed oggi.
Sto parlando del varano di Comodo. Vederlo è stato difficile anche perché insieme agli altri (coccodrilli, serpenti) erano immobili. Li capisco. Il caldo era forte. L’unica maniera per farli smuovere era allo stesso tempo crudele ed impietosa. Avrei dovuto comprare per 50.000 rupie un’anatra viva da sbattere nel loro recinto, così da scatenare una lotta impari. Proprio non me la sono sentita, tanto più ho visto la paura negli occhi delle anatre al passare della guida. Le ho viste schiacciarsi sul lato opposto a quello di apertura della piccola gabbia, in cerca di uno scampo che sarebbe stato solo un ulteriore rinvio alla loro tragica destinazione finale.

Con una battutaccia potrei dire che avevano la pelle d’oca!
Ma qualcun altro non avrà nessuna pietà e diventerà il loro boia.
La guida mi ha detto che gli italiani hanno queste “remore”, mentre i più crudeli sono i russi (soprattutto i bambini) e gli australiani, ma credo perché (da dati di fatto) sono sempre “abbirrazzati” (ubriachi di birra).
Per fare muovere i coccodrilli, oltre alla solita anatra, c’è anche uno spettacolo di wrestling con l’uomo che può essere simpatica come esibizione.

Io amo tutti gli animali, specialmente quelli non “domestici viziati”, e vederli da vicino mi fa entusiasmare.
Dopo sono voluto andare a Bedugul, ma dopo un sacco di strada ho anche dovuto prendere una barca sul lago che mi ha portato ad un tempio. Ho imparato la lezione: visto un tempio, visti tutti.
Ho deciso allora di conoscere la Bali reale, mescolarmi alla gente anche approfittando del fatto che nel periodo (la settimana dopo l’attentato alle torri del WTC), c’erano pochi turisti (parecchie disdette per paura).
Però prima ho visitato le piantagioni di riso a terrazza, una sopra l’altra, in una bella opera di architettura agricola. Quindi subito doccia, tuffo in mare ecc. ecc. e alla ricerca della Bali quotidiana. Subito uscendo dall’hotel ho conosciuto dei ragazzi che si esibivano con tre pitoni di 5 mt. l’uno ed ho fatto da interprete a degli italiani che erano convinti che parlando lentamente e con il verbo all’infinito, questi li potessero capire….

Li capivano, ma non per questo linguaggio alla “Toro Seduto”, solo perché i balinesi masticano un po’ tutte le lingue dati i turisti.
Per la vita notturna non ci sono problemi, si esce sicuri fino a notte inoltrata e non ci sono problemi di sicurezza. Locali ce ne sono a centinaia, in tutta l’isola.

La prima sera sono andato ad Ubud (40 km. all’interno), perché dovevo incontrare due mie amiche di Jakarta. Sono passato al Jazz Cafè (con musica jazz dal vivo), dove oltre ai normali tavoli ci sono delle palafitte di legno sopra ai tipici giardini balinesi in cui si sale (scalzi) e ci si siede attorno ai tavoli bassi (stile ristorante giapponese). Ci si siede sui cuscini non sapendo bene se inginocchiarsi, stendere le gambe sotto al tavolo o (preferibile) sedersi su di un fianco.

CONSIGLIO: cambiare lato di tanto in tanto se non si vuole avere problemi al momento di rialzarsi.
La vita ad Ubud inizia presto (e finisce anche presto), e così abbiamo avuto il tempo solo di andare al Putra Bar con musica reggae ( a BALI !!!!!) veramente ottima.

Altri orari a Kuta ! Si inizia anche presto nei bar lungo la Legian street, ma si trovano anche discoteche che aprono alle 2 per chiudere alle 7.
Ottima musica l’ho trovata all’Hard Rock Cafè, dove si esibiva una band filippina (i Resalt) veramente brava e coinvolgente con un vasto repertorio moderno, anni ’70 e rock. Ottima strumentazione, arrangiamento e sia la solista che il solista molto bravi a coinvolgere il pubblico.Alcune sere si esibivano i locali “Siluet”. Musica più “metallica” ed atteggiamento da star del rock (non mi sono piaciuti).

Quello che sconvolge di Bali sono i prezzi. L’ingresso con consumazione (se non si è cenato al piano di sopra) costa 40.000 rupie, la seconda consumazione 15.000.

Pochissimo per noi italiani!
Figuriamoci per i giapponesi ( a migliaia, ma dove non ci sono???) e gli australiani (che devono devono devono devono e basta).
Sono stato (discoteche) Peanuts (appena riaperta dopo un incendio), Double 66 ecc.ecc.

Il brutto è che quando si cammina per la strada si è sempre oggetto di tassisti (con clacson di invito) che conoscono solo queste parole: transport (anche per pochi metri), marijuana, young lady, massage!
Un continuo tutto il giorno (anche quando ero accompagnata da una ragazza).

Sono anche stato affiancato da un ragazzo che si è offerto di farmi “compagnia”.
Mi è venuto un dubbio: ma sembro un “arrapato bisex in astinenza da droga con problemi di deambulazione??? MAH !!!!
E’ peggio che a Rio, ma lì sono direttamente le donne a “proporsi”. In Indonesia è vietata la prostituzione ed allora c’è un “intermediario” che favorisce gli incontri.
Ma si vedono nei locali persone un pò andate con gli anni, in compagnia di splendide fanciulle giovanissime che si esibiscono da playboy con la loro conquista.
Io su questo ho una filosofia personale. Ci sono poche cosa belle nella vita e soprattutto gratis…..
Perché dovrei pagare per fare sesso???
Sarebbe come pagare ogni respiro che faccio…

Bali si può anche definire il paradiso del “pezzottato” (falso d’autore). Si trova di tutto!
Bisogna però contattare e questo non mi piace.
Volevo comprare (costretto da un balinese che mi ha quasi spinto nel suo negozio) una t-shirt.
Me l’aveva proposta a 50.000 ma non avevo soldi con me. Le ho poi trovate in un bazar sul lago di Budugul già pre-contrattate a 13.500 – 15.000 rupie.
Il proprietario si era evitato una fatica ed aveva il negozio pieno. E aveva anche evitato a me di sudare per spuntare il prezzo.
(Noi italiani paghiamo una cifra per arrivare lì e poi ci facciamo scannare per mille lire in meno per una t-shirt).

Per quanto riguarda il cibo, è ottimo anche per un non-vegetariano come me (non mangio verdura, ma mangio tutto il resto ed in tutti i modi).
Si pone molta attenzione all’estetica del piatto (ma non come in Giappone dove ho trovato delle “paranoie” nei piatti). Anche una semplice fetta di anguria deve essere tagliata ed intagliata come la prua di una gondola veneziana.

Buono il nasi goreng (riso fritto con gamberi) con la variante mie goreng (spaghetti fritti con gamberi), nasi goreng ikan asin (col pesce). Da provare i krupuk udang (crackers: una specie di chipster enormi di spuma di gamberi). Tutto gamberi: il paese di Bubba di “Forrest Gump”.
Ma qui non mancano i vari McDonald (ogni 50 mt.), KFC , Pizza Hut, Planet Hollywood (vicino all’eroporto, Hard Rock Cafè (uno dei più belli che ho visto della catena).

Ogni mattina tutti, davanti al negozio, sulla scrivania, sulla loro auto, ecc.ecc. mettono un cestino di foglie intrecciate con pezzettini di riso, crackers, pannocchie, fiori, frutta, soldi, come rito propiziatorio agli dei (induisti).

Alla mattina è bello vedere i marciapiedi tutti così colorati, ma alla sera si vedono ormai dappertutto, spinti dal vento, dalle auto, dai piedi, montagne di questi “voti” in avanzato stato di decomposizione per il caldo.
Il caldo è forte, ma lo si sopporta benissimo. Mediamente secco, la sera si sta benissimo.

Mi avevano detto che il sole picchiava forte. Ho trovato un sole “vecchi tempi”. Come tanti anni fa quando non mettevo tutte queste cremine per prevenire i danni della mancanza d’ozono.
Qui non ho usato nulla.

Un ultimo consiglio: attenzione a quando camminate per la strada !
Qui si guida come in Inghilterra: si tiene la sinistra ed il volante sta a destra. Quando attraversate guardate prima a destra. Questa è anche una ragione per la quale ho evitato di guidare oltre al fatto che c’è molto traffico e le strade sono strette.

CIAO E A PRESTO CON NUOVI VIAGGI!