Borneo e Malesia

Racconto di viaggio in Malesia

Borneo Malese – Perhentian
(Kota Kinabalu \Sandakan\ Kota Baru \Kuala Lumpur \ Perhentian)

Dopo circa 11 ore di volo a bordo di un Boeing 767 della Malaysia Airlines eccoci finalmente arrivati all’aeroporto di Kuala Lumpur, dove dovremo attendere ancora tre ore prima di imbarcarci sul nostro volo per Kota –Kinabalu (nostra prima tappa in Borneo) Non appena arrivati all’aeroporto di KL si rimane letteralmente incantanti dall’estrema pulizia e tranquillità dell’aeroporto stesso mantenuto in perfetta pulizia da donne che non appena poggi la mano su di un vetro o su di un corrimano eccole che alle tue spalle con straccio e alcol cancella ogni traccia (eccezionale ma quasi imbarazzante). Veramente un bellissimo aeroporto!

Inganniamo l’attesa del volo andando a sedere ed a berci una bibita in un bar all’interno dell’aeroporto, apparentemente messicano, e così trascorre la prima ora d’attesa. Dopodiché ci dirigiamo verso lo shuttle interno che collega il Terminal dei voli internazionali con quello dei voli nazionali. Ed eccoci vicino alla nostra porta d’imbarco dove ci appisoliamo, ormai stanchi e sfiniti, su di una poltroncina nei corridoi.

Veniamo svegliati dalla chiamata del volo per Kota Kinabalu, dopo circa tre ore di volo si sorvola il Borneo ove si riesce a malapena a scorgere la terra da quanto il suolo sia ricoperto da una fitta vegetazione.

Dopo il nostro arrivo all’aeroporto ecco che scorgiamo la nostra guida che ci accompagnerà al “Promenade Hotel” di Kota Kinabalu, dove non appena fatta una doccia eccoci nuovamente in strada a curiosare in questa città semideserta (forse perché è il 15 Agosto) e poiché non sembra esserci nulla di particolarmente interessante in strada, c’intrufoliamo all’interno di un centro commerciale, anche qui si respira un’aria strana, si trovano gioiellerie che vendono Rolex, a fianco di negozietti che vendono scarpe d’orribile qualità e gusto, il tutto senza la minima separazione tra un’attività e l’altra, quasi ad essere un mercato.
Una volta visitato il centro commerciale decidiamo di dirigerci verso l’albergo per una breve pausa e doccia. Dopodiché
Scendiamo nuovamente alla ricerca di un ristorante, che troveremo nell’albergo stesso dove dopo un veloce pasto al buffet (di dubbio gusto) ci ritireremo in camera, poiché domani ci attenderà una giornata molto movimentata

2° Giorno

Alle 7.00 appuntamento nella reception dell’albergo, dopodiché ci dirigiamo verso l’aeroporto, dove dovremo imbarcarci sul volo per Sandakan. Arrivati a Sandakan una guida ci viene a prendere con un pulmino per condurci a visitare la cittadina per poi lasciarci in centro libero di scorrazzare dove più preferissimo. E siccome ci trovavamo vicini il mercato coperto pensammo bene di farvi visita. Ma già lungo la strada si poteva notare il degrado e la sporcizia che ci avrebbe aspettato in seguito; scarafaggi, degni di far parte dei film Spilberg, che passeggiavano indisturbati sui marciapiedi, bambini che tranquillamente camminavano scalzi in strada.Ed eccolo finalmente il Mercato coperto, provammo a addentrarci per vedere di che si trattasse, tutto ok fino a che camminiamo tra i banchi di frutta verdura, ma quando ci avviciniamo alla zona carni………ci assale un odore forte! Di carne sicuramente avariata, appesa a fili all’aperto, sotto il sole, con mosche che svolazzavano da un pezzo all’altro indisturbato e gente che tranquillamente acquistava la carne per la famiglia. Decidemmo così di andarcene velocemente verso il nostro pulman cercando di non respirare quell’odore terrificante che si propagava per decine di metri dal mercato..Chissà perché da queste parti esistono ancora malattie come la malaria? Adesso capisco! Una volta arrivati sul pullman continuiamo in direzione del porto. Qui c’imbarchiamo su di una lancetta da sei posti che ci porterà verso il “Turtle Island Park” che raggiungiamo dopo un paio d’ore di navigazione nel bel mezzo del Mar di Sulu, tratto di mare divenuto famoso quest’estate per il rapimento dei nove turisti da parte di ribelli Filippini. Di fatti questo è uno dei pochi luoghi al mondo dove ancora esistano “ Pirati “ ormai attrezzati di fucili, assaltano le imbarcazioni di turisti od operai Malesiani che fanno i pendolari da un’isola all’altra per lavorare. Arrivati sull’isola che ospita il parco (che accoglie un massimo di 15 turisti al giorno) veniamo condotti alle nostre stanze.C’è dato appuntamento una mezz’ora più tardi alla veranda del ristorante per partecipare ad un Briefing, dove ci sarà spiegato l’opera che conducono i Rangers del parco e ci sono fornite le regole di comportamento per non disturbare la natura: è assolutamente vietato circolare nel ristorante con le scarpe, aggirasi lungo la spiaggia tra le sei di sera e le sei di mattino, fare foto con i flash ed infine ironicamente ci si sconsiglia di fare il bagno sul versante nord dell’isola siccome vi sono forti correnti e visto il vicino confine con le isole Filippine, che si vedono a occhio nudo, ci dicono meglio portarsi il passaporto in caso una corrente ci spingesse troppo oltre. Finito il briefing curiosiamo in giro e notiamo che davanti al ristorante vi è una specie di “orto “ con centinaia di buche, e ci spiegano, che ospitano ognuna le uova di che giorni prima la mamma ha depositato sulla spiaggia. Vengono quindi “Rubate” dal vero nido e custodite in questo “orto “ in maniera da essere riparate dall’attacco d’uccelli ed altri animali.. Ogni buca contiene mediamente 60/70 uova che saranno tenute in incubazione per circa 40/45 giorni dopodiché le tartarughine sbucheranno da sole dalla. E qui di nuovo saranno raccolte e custodite per poi essere liberate in mare.

3° Giorno

Dopo una notte passata al Lodge dell’isola la mattina ci svegliamo alle sei per la colazione dopodiché fu consegnato ad ognuno di noi un recipiente con all’interno centinaia di tartarughine. Tartarughe che dovremo liberare sulla spiaggia.Uno spettacolo meraviglioso! Centinaia di tartarughe che corrono verso il mare scomparendo poi tra le onde ed ognuna lasciate al proprio destino, e molto probabilmente alcune di loro torneranno in età avanzata a depositare le proprie uova di nuovo su quest’isola.
Dopo questo meraviglioso spettacolo i tutti di nuovo in barca per tornare verso Sandakan.

Arriviamo a Sandakan in mattinata.Qui ci dividiamo in gruppi.

Io Mary ed altri due inglesi saliamo su di un Minivan in direzione di Sepilok. Sepilok è uno dei tre ed unici centri di riabilitazione al mondo di cui due sono in Borneo ed il terzo a Sumatra in Indonesia.Il centro è nel bel mezzo della giungla qui gli Orang_Utani con problemi di salute sono portati dall’interno della giungla, curati e nutriti sempre in maniera naturale (prevalentemente banane) Da fare attenzione poiché gli animali sono tenuti liberi nella giungla e torneranno da soli a prendere il cibo.
Ci è raccomandato di evitare di portare oggetti vistosi quali bracciali, collane e di cercare di tenere nascoste macchine fotografiche e telecamere siccome gli Orang-Utani sono curiosi e siccome si avvicineranno a distanze inferiori al metro da noi.Qualora volessero prendere le nostre macchina fotografiche o collane non sarà possibile opporsi, caso contrario si arrabbierebbero e visto la loro forza farci del male.

Dopo circa una mezzora si intravedono i primi esemplari muoversi sugli alberi, alcuni con appesi al collo i loro piccoli
( uno spettacolo commovente e mozzafiato!). Dopo qualche minuto eccoli scendere, alcuni vengono in mezzo a noi per poi risalire di nuovo sugli alberi dove i Ranger avevano lasciato loro, su apposite piattaforme di legno, caschi interi di banane che divoreranno in un batter d’occhio. E così continua per circa un’ora dando vita a scene veramente eccezionali, dopodiché si ritireranno di nuovo tutti nella giungla, e noi tristi di dover rinunciare ad un tale spettacolo della natura ci dirigeremo verso l’uscita del centro, in attesa di proseguire verso la nostra prossima destinazione.

Si prosegue a bordo di un minivan con altri due turisti inglesi si percorre una strada non asfaltata e polverosa per circa due ore, attraversando pozzanghere enormi e villaggi locali costruiti su palafitte.
Ed eccoci arrivare sulla riva di un fiume dove veniamo fatti salire su di una piccolissima imbarcazione che a malapena riesce a non affondare, lungo un fiume con l’acqua di color marrone.Dopo circa un’ora di barca si intravede un piccolo molo immerso nella fitta vegetazione.Siamo arrivati al “Rain Forest lodge” qui ci sono assegnati i bungalow (pieni d’insetti) veniamo informati che alle 22 sarà tolta la corrente per risparmiare la corrente, siccome la corrente è prodotta da un generatore.
La cena si fa rigorosamente scalzi, seduti su di un’unica tavolata con gli altri 10 unici residenti del resort, e poi tutti a nanna presto….

4° Giorno

Ci svegliano alla nove e veniamo condotti ad un’escursione nella giungla muniti di stivaloni, dove ci viene raccomandato di stare attenti a dove si mettono i piedi poiché la giungla è popolarissima di serpenti velenosi e strani insetti, non per ultime le odiose sanguisughe che cadono addosso dagli alberi specialmente durante i violenti temporali.Un silenzio emozionante rotto solamente dà frusci delle foglie e i rumori degli animali della giungla, uccelli, scimmie, ecc, ecc.
Poi si rientra per il pranzo ed il pomeriggio a bordo della solita barchetta risaliamo il fiume alla ricerca delle scimmie proboscidate che vivono solamente qui in Borneo, ed eccole sugli alberi con una lunga coda ed un lunghissimo naso (forse sono mie parenti), poi ancora continuiamo infilandoci attraverso la fitta vegetazione alla ricerca dei serpenti, che debbo dire sono mimetizzati cosi bene sui rami che malgrado ogni ramo n’ospitasse uno si riusciva a malapena a vederli e come se non bastasse veniamo condotti lungo la riva dove stazionano numerosi i coccodrilli che spesso, mangiano le scimmie che cadono dagli alberi tentando di saltare da un ramo all’altro per attraversare il fiume, e cosi dopo avere scattato quattro rullini di foto facciamo ritorno al lodge per la cena e il nostro ultimo pernottamento nella foresta…….Peccato, é stata una bella esperienza che varrebbe la pena ripetere.

5° Giorno

Sveglia presto e via ,di nuovo prima in barca e poi 3 ore di Minibus per andare alle caverne di”Gotbung” caverne abitate da centinaia di pipistrelli ,io odio i pipistrelli, e cosi cerco di coprirmi con una camicia , ma all’interno si sente solamente il loro rumore,sono migliaia appesi alla roccia ,il pavimento della caverna è totalmente coperto di insetti che si nutrono degli escrementi dei pipistrelli di cui il pavimento è pieno (che schifo)e ad ogni passo si sente..cric….croc…in quanto camminando calpestiamo ed uccidiamo questi schifosi insetti.
Una volta usciti ci viene fatto notare che all’interno di notte vi sono dei guardiani che vigilano per evitare il furto dei nidi dei pipistrelli stessi che verrebbero poi venduti per la cucina dei ristoranti cinesi, se sul menu di un ristorante cinese leggerete “nido d’uccello” quello sarà sicuramente un nido di pipistrello. CHE SCHIFO…
E dopo di nuovo sul pulmino per tornare a Sandakan do rivoleremo fino a Kota Kinabalu, dove trascorreremo l’ultima notte in Borneo.

5° Giorno

Sveglia alle sette, trasferimento all’aeroporto, alle 9.30 decolliamo alla volta di Kuala-Lumpur dove trascorreremo i prossimi giorni.
Ed eccoci finalmente arrivati, Kuala Lumpur, quante volte n’avevamo sentito parlare e neanche a farlo apposta sull’aereo da Roma avevano trasmesso il film “Intrampment” girato proprio a KL, come la chiamano i malesi.
Città veramente incantevole con un mix tra futuro e passato, con enormi grattacieli nella parte centrale, nuova e casette malconce nei sobborghi.
Alloggiamo presso l’Hotel Hilton, che sorge in un’ottima posizione centrale.Il mattino seguente ci dirigiamo verso le “Twin Tower” due enormi torri gemelle collegate al 40° piano da un ponte d’acciaio e cristallo.Incredibile!
Scopriamo che i primi tre piani sono occupati da un megalattico centro commerciale, mentre gli altri 98 piani sono adibiti ad uffici, perlopiù della compagnia petrolifera “Petronas” costruttrice delle torri stesse.
Centro commerciale con centinaia d’attività, negozi di grandi firme Europee, fast food, sushi bar, ipermercato alimentare, e tutto ciò che in una città italiana si può trovare dislocato in decine di Km quadrati di vie e viette qui è tutto accorpato in un’unica struttura.Eccezionale!
Dopo aver trascorso l’intero pomeriggio nel centro, pian piano torniamo verso l’albergo.Doccia e via pronti per la cena, dove andare?….. ma certo dopo giorni di cucina Malese meglio cercare un ristorante italiano, ed eccone bello grande il “Piccolo Mondo “ dove peraltro scopriremo più tardi ci hanno clonato l’American Express, quindi molta attenzione!
Non male la pizza, che ormai sembrava un vecchio ricordo.

6° Giorno

Di nuovo trascorriamo la giornata a scorazzare tra centri commerciali, anche perché il caldo fuori è asfissiante quindi meglio rifugiarsi in un ambiente climatizzato.Non poteva mancare nella patria dei microchip e componenti elettronici, tutti rigorosamente assemblati in Malesia, un negozio di software, ma stranamente notiamo che è di Software non originale ma masterizzato, dove si può trovare veramente ogni sorta di programma per pc.

Torniamo in hotel nel tardo pomeriggio, per darci una sciacquata, poiché la sera abbiamo un appuntamento con Un amico italiano che lavora all’Ambasciata Italiana di KL.Ed eccolo puntuale che ci viene a prendere alla reception, per condurci in un locale di sua conoscenza.Locale rigorosamente italiano, gestito da un ragazzo di soli 26 anni di Latina che qui ha fatto fortuna aprendo ben 12 locali in Malesia ed uno a Singapore “MODESTOS” chi è stato a Kl sa bene di ciò che parliamo, un mix tra un ristorante ed una discoteca che alle 22.30 diventa una mega sala da ballo frequentata da migliaia di persone.Vista la persona che ci accompagna e di cui siamo ospiti, c’è riservato un tavolo speciale che domina la sala.Rimaniamo esterrefatti dall’accoglienza riservataci e scopriremo più tardi che si trattava di un saluto speciale per l’amico dell’ambasciata che ci accompagnava che da cinque anni risiedeva qui a Kl e che ora si trasferiva altrove.Sorprendente lo spirito di corpo che vi è tra gli italiani all’estero.
Dopo una serata allegra eccoci di nuovo di ritorno in albergo …e buona notte.

7° Giorno

Trasferimento all’aeroporto per la nostra prossima destinazione “Kota Baru”.
Tre ore di volo ed eccoci arrivati, dove ci attende un pulmino che ci condurrà verso un piccolo molo che raggiungiamo dopo altre tre ore d’auto.C’imbarchiamo su di una piccola imbarcazione che ci porterà all’isola di “Perhentiane”.

Un’ora di navigazione e finalmente giungiamo a destinazione.Rimaniamo incantati dalla straordinaria bellezza dell’isola che per certi aspetti supera notevolmente le Maldive e Seyschelles.
C’è assegnato un bungalow fronte spiaggia (un incanto).Qui trascorreremo altri sette indimenticabili.
Curioso …qui gli abitanti dell’isola vicina, veramente pochi, attendono in spiaggia per fare servizio di “TAXI” con sole 15.000 lire ci accompagnano in spiagge nascoste e deserte per poi rivenirci a a prendere la sera.
La prima cosa che faccio una volta arrivati sull’isola è cercare il DIVING gestito da un Divemaster Tailandese.E subito la mattina seguente eccoci con Bombole ed erogatori in spalla per visitare questo tratto di mare.Le immersioni sono abbastanza agevoli di fatti sarà sufficiente un’oretta di barca per raggiungere bei punti di immersione.Immersione in cui non mancano, per fortuna, incontri con squali pinna bianca, tartarughe, e anche in una sola occasione uno squalo balena.
Le immersioni sono abbastanza semplici con una profondità media di 20 \25 metri.Anche se in superficie la corrente è piuttosto forte quindi in caso si debba riemergere prima del gruppo rimane piuttosto difficile farsi localizzare dalla barca d’appoggio, e come nel mio caso non è molto piacevole attendere 12\15 minuti in mezzo all’oceano con onde, che anche con mare calmo, sono alte qualche metro e t’impediscono di nuotare in superficie e specialmente nel caso, mio, in cui non appena prima di emergere s’incontra un gruppo di 4\5 squali, e sapere che sono lì sotto di te senza poterli tener d’occhio…..non nascondo che sopraggiunge un pò di agitazione anche se so benissimo che non nutrono il benché minimo interesse della mia presenza…..ma non si sa mai.
Adoro il mare e se dovessi scegliere di reincarnarmi vorrei esser un pesce per godere nella più totale integrità dello spettacolo che un fondale marino può offrire.

E cosi si susseguono le giornate, trascorse per metà sotto la superficie del mare e per la rimanente metà su qualche spiaggetta isolata. L’isola è completamente disabitata con solo tre piccolo resort su altrettante rispettive spiagge.Niente strade, auto, negozi, nulla di nulla, solo mare e sole ….INDIMENTICABILE!!!!.

Purtroppo ecco arrivare il nostro ultimo giorno di mare e molto tristemente dobbiamo abbandonare con un’imbarcazione l’isola per poi affrontare ventitré ore consecutive di viaggio.Tanto è il tempo totale necessario per arrivare a Roma da questo paradiso

FINISCE QUI LA NOSTRA VACANZA, CI SCUSIAMO PER EVENTUALI ERRORI NEL TESTO MA L’EMOZIONE NEL RACONTARE I NOSTRI VIAGGI E’ SEMPRE DIFFICILMENTE CONTROLLABILE E CI PORTA A………

Fulvio & Mary

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