Malesia e Singapore

MALAYSIA PENINSULARE, ISOLE E SINGAPORE

ORGANIZZAZIONE: FAI DA TE con l’aiuto della Bibbia “LONELY PLANET”, tutti i siti internet sulla Malesia, e tutte le persone del forum di TPC che mi hanno fornito utili consigli.

Perché Malaysia? Perché ho letto un articolo sulla rivista mensile “Partiamo” e abbiamo pensato “perché non partiamo anche noi?”….

Dopo quasi un anno a progettare questo viaggio finalmente il 24 Giugno è arrivato!
Decolliamo alle 14.30 con 45 minuti di ritardo e le bellissime hostess con la divisa tipicamente orientale distribuiscono le salviettine umide ! E ci danno anche il foglio da compilare e consegnare poi al controllo passaporti(potete tranquillamente evitare di dichiarare i soldi). Sono quasi 12 ore di viaggio nelle poltrone della classe economica, una tortura, veramente scomode, e fra un film, qualche giochetto e qualche sonnellino eccoci a Kuala Lumpur alle 7, 30.

Kuala Lumpur

In aeroporto cambiamo subito qualche euro per acquistare i biglietti del trenino “KLIA EXPRESS” (35 ringgit solo andata più o meno 7 euro)che in 28 minuti ci porterà in città.
Arriviamo alla stazione di KL Sentral, questa grande stazione sarebbe un’estensione dell’aeroporto dove è possibile fare il check in e dove partono le metropolitane e i treni locali, qui cambiamo il nostro primo travellers cheque e dove l’uomo del cambio ci chiede” where are you from?” e noi “Italy, Rome” e lui “ah yes! Francesco Totti!” e così abbiamo scoperto anche per il resto della vacanza che se vi chiedono da dove venite basta rispondere Francesco Totti e anche il malese che vive nella capanna nella jungla capirà che siete italiani!!

Bene, il secondo mezzo di trasporto che prendiamo è la monorotaia,( la tariffa dei biglietti è a seconda della fermata)e così arriviamo nei pressi del nostro albergo prenotato da internet, dopo qualche minuto camminando vediamo l’enorme Swiss Garden Hotel, un hotel di 4 stelle che si trova fra la zona di Bukit Bintang e Chinatown.
Conquistata la camera crolliamo letteralmente dal sonno e quindi ci facciamo un pisolino di circa.. 2 ore e poi via per le strade di Kuala Lumpur, ben presto ci rendiamo conto che il clima è pesante, aria afosa che toglie il respiro.
Prendiamo la jalan Bukit Bintang pieno zeppo di ristoranti per tutti i gusti e accalappiatori di clienti per massaggi di riflessologia plantare, ci infiliamo nel centro commerciale LOT 10 a fare strepitosi acquisti e da qui usciremo solo alle 18 per poi prendere un taxi e dirigerci verso le grandiose Petronas tower. Le torri sono veramente spettacolari soprattutto di notte quando sono illuminate, all’interno c’è il Suria shopping center degno di un saltino e anche di un “acquistino”!

Kuala Lumpur

Dopo una grandiosa colazione decidiamo di andare a Chinatown all’agenzia NKS e prenotare il Taman Negara , passiamo davanti alla stazione PUDURAYA da dove partono tantissimi pullman per varie direzioni della Malaysia e qui inizia il vero casino di gente, macchine, smog, confusione per lo più è domenica e c’è tantissima gente in giro, arriviamo alla conosciuta “Petaling street” la via pedonale di Chinatown dove c’è di tutto di più, carretti con frutta e cose da mangiare dall’aspetto indecifrabile, e stand di scarpe, orologi, magliette, erbe medicinali cinesi ecc.(molto caratteristico). In tutta la passeggiata ci accompagna una terribile puzza, puzza di che? Bò! Di tutto quello che c’è per strada , i marciapiedi sono terribilmente zozzi forse i più zozzi che abbiamo visto in Malaysia….comunque, arrivati all’Hotel Mandarin Pacific dove c’è l’agenzia ci rendiamo conto che, essendo Domenica, l’agenzia è chiusa, bella fregatura perché avevamo programmato di partire il giorno successivo per il Taman Negara, quindi ci tocca un altro giorno a Kuala Lumpur così già che ci siamo prenotiamo una camera qui per il lunedì notte dato che il punto di partenza del pullman per il parco è di fronte a questo hotel.(116 ringgit a camera deluxe con prima colazione).
La giornata continua con l’arrivo di un “coccolone”presumo da aria condizionata che mi costringe a stare in camera purtroppo fino alle 15 del pomeriggio…dopo di chè mi riprendo e andiamo a vedere la famosa “Merdeka Square” dove fu proclamata l’indipendenza dagli inglesi nel 1957. E’ una piazza ben curata e molto grande facilmente riconoscibile dall’altissima asta portabandiera. Di fronte c’è un parco dove un tempo gli inglesi giocavano a cricket. Superata la piazza volevamo visitare la “masjid Jamek” la moschea, a detta della L.P. “la più bella di KL” ed effettivamente l’architettura ci colpisce, è un mix di stile coloniale e moresco con belle cupole ed archi , ma purtroppo non ci è possibile entrare in quanto è DOMENICA e chiude prima rispetto agli altri giorni della settimana, eh eh che fortuna eh?! Che si fa? Prendiamo un taxi e andiamo ai Lake Gardens.
Non ricordo il punto esatto dove ci ha scaricato il taxi, comunque abbiamo camminato tanto per raggiungere o il “Bird Park” o il Taman Rama Rama” (parco delle farfalle), gira gira raggiungiamo invece il “National Monument” su un colle circondato da una fontana…(carina) continuiamo a seguire le indicazioni finchè incontriamo due ragazzi ai quali chiediamo quanto ancora avremmo dovuto camminare per il parco delle farfalle, e come se si volessero accanire su di noi ci dicono che praticamente mancavano 100 metri, che il parco aveva appena chiuso e che è uno spettacolo meraviglioso…va bè, ci arrendiamo alla sfiga della giornata e ce ne torniamo al centro per lo più a piedi perché l’unico taxi che si è fermato ci voleva spillare 15 ringgit e quando abbiamo tirato a 7 ci ha detto “you can go walking ,bye”!! ragazzi, a Kuala Lumpur in certe zone i taxi usano il tassametro in altre fanno proprio gli gnorri e per farvi portare da un posto all’altro del centro bastano 6 o 7 ringgit, sono proprio paraBIP!!! Comunque i Lake Gardens assomigliano un po’ alla nostra Villa Borghese a Roma, e c’è un po’ meno afa rispetto al centro.
La serata si conclude in un ristorante cinese e poi in hotel!

27 Giugno Kuala Lumpur

Giornata dedicata all’organizzazione dei prossimi giorni.
Ci trasferiamo con i bagagli al Mandarin Pacific, camera pulita e con affaccio sul tempio hinduista Sri Mahamariamman con tante decorazioni coloratissime, la L.P. ha ragione sull’hotel, economico e pulito.
Prenotiamo finalmente i 3 giorni al Taman Negara, e poi ci dirigiamo verso l’agenzia Ping Anchorage che vende pacchetti per le isole a buon prezzo (sempre come dice la L.P.). Con un taxi arriviamo in una zona molto fuori mano direi pure bruttina che non ispirava proprio tanta sicurezza, saliamo le scale di un edificio fatiscente e che bello ecco l’agenzia!! Quindi, prenotiamo 6 giorni a perhentian besar e 6 a Redang.
Non ci resta che andare a prendere i biglietti della Berjaya air per il volo da Redang a Singapore. Mentre il volo interno compreso nel nostro biglietto aereo non abbiamo potuto sfruttarlo in quanto la Malaysia airline non può fare cambiamenti di nessun genere perché la tariffa di acquisto è economica….
Concludiamo con un po’ di shopping al centro commerciale Sungei Wang Plaza e BB Plaza e passeggiando per Jalan Sultan e Bukit Bintang.

Taman Negara

Ore 8.00 a.m. il pulmino della NKS si riempie di giovani di varie nazionalità con direzione Taman Negara.
Dopo 3 ore di viaggio e una sosta arriviamo alla squallida cittadina di Jerantut dove mangiamo all’hotel Sri Emas, una catapecchia vera e propria dove aleggia la puzza del durian, ma si mangia benino, qui fa base la NKS dove c’è una gentile ragazza e Mr Zimi che ci spiegano tutto quello che faremo, pullman, barche, guide ecc.
Qui acquistiamo il biglietto del pullman per Kuala Besut che costa 25 RM anziché 55 perché abbiamo organizzato tutto con NKS.
Si parte per Kuala Tembeling dove ci vengono consegnate il permesso per entrare al Parco e le licenze per fotografare, ci raccomandano di tenere sempre con noi il permesso perché altrimenti potremmo essere duramente multati ed espulsi dal Parco (paura!!).
A Kuala Tembeling ci imbarchiamo sulla lancia per solcare le acque del sungai tembeling, il panorama ci emoziona, il fiume è marrone e tutto intorno ci avvolge una verdissima vegetazione: la jungla!
Bene, trascorriamo 3 ore e mezzo su questa lancia prima di arrivare a kuala tahan, il clima è ancora più pesante e l’aria calda che arriva con la barca in velocità ci da un po’ di respiro, riusciamo persino a sonnecchiare (per noi la giornata è iniziata con sveglia alle 6.30 a.m.). Lungo il fiume si fanno vedere alcuni gruppi di bufali indiani pigramente sdraiati sulle sponde, e alcuni bambini che si fanno il bagno e ci lanciano baci, saranno “orang asli”? mah…
Alle 18 arriviamo a Kuala Tahan dove c’è la sede del parco, scendiamo tutti e scarichiamo gli zaini, ci accoglie una guida che ci fa sedere tutti intorno al tavolo per spiegarci il luogo, le escursioni e dove si trovano gli alloggi.
Quindi prendiamo di nuovo una barchettina per andare dall’altra parte del fiume dove c’è il Mutiara Taman Negara resort da noi prenotato, e qui ritiriamo la chiave del nostro bungalow dopo aver lasciato una cauzione di 200RM che ci sarà restituita quando riconsegneremo la chiave, la cosa ci sembra assurda visto che abbiamo già saldato tutto…mah…
Il nostro bungalow è il 96 moolto lontano dal corpo centrale del resort, è tutto ben curato, lungo il tragitto si sentono versi di uccelli di ogni tipo e i ronzii dei motori delle barche che passano in continuazione lungo il fiume. Il nostro bungalow è molto carino e soprattutto fresco grazie all’aria condizionata, siamo tutti e due completamente bagnati di sudore, ci facciamo un doccia e ci riprepariamo per andare a mangiare.Ci serviamo delle barchettine che per 50 sen a persona trasportano i turisti da una sponda all’altra del fiume, dovete sapere che rispetto al Mutiara T.N. tutti i ristoranti galleggianti e il resto degli alloggi e la strada principale si trovano sulla riva opposta, siamo stati contenti della scelta, 1) perché è carino 2) perché è ben integrato nella vegetazione, praticamente ci sono solo i bungalow e la jungla.
Dopo la cena a base di pollo e riso e dei buonissimi succhi all’ananas e alla carota naturalmente con ghiaccio, inizia l’istruttivo filmato sul Parco che praticamente non viene filato da nessuno…noi compresi!
Facciamo poi conoscenza con la nostra mitica guida Herman , un ragazzo dalla costituzione molto esile, con il suo inglese sgangherato ma comprensibile ci seguirà per tutti e tre i giorni spiegandoci ogni cosa che vedremo.
Alle 21.30 iniziamo la passeggiata notturna nella jungla armati di torce e pronti ad illuminare ogni cosa che fa rumore e che si muove!la prima tappa è un capanno di osservazione da cui avvistiamo alcuni cervi che la notte vengono a cercare cibo, e poi lungo il sentiero Herman ci fa notare gli insetti della notte: un ragnone peloso e grosso della famiglia della tarantola, scorpioni e altri insettoni(scusate ma non ricordo neanche un nome “tecnico” delle specie viste). Per qualche minuto spegniamo le torce e rimaniamo in silenzio, la jungla è un concerto di rumori emessi da insetti, pipistrelli e chissà quali animali, da brivido, una sensazione magnifica, ci sentiamo un po’ Indiana Jones nella jungla maledetta!!
E dopo questa passeggiata notturna torniamo nel bungalow di nuovo completamente bagnati di sudori e….buonanotte.(mega temporale notturno…aiuto! Mi viene da pensare”usciranno le sanguisughe domani?”)

29 Giugno: Taman Negara

Sveglia alle 7.45a.m. , colazione e appuntamento con Herman, ci aspetta il “Canopy walkway” e un po’ di trekking e per fortuna l’unica sanguisuga si è attaccata alla caviglia di Herman risparmiando le nostre….
L’attraversamento dei ponti è stato veramente emozionante e per me drammatico, quando ci si trova a metà si vorrebbe correre per scendere il prima possibile….tutti mi sembravano tranquilli come se l’avessero già fatto chissà quante volte, forse fingevano?!mah….

Dopo i ponti facciamo un po’ di trekking verso “Bukit Teresik hill” per vedere il panorama della jungla, l’unica cosa che incontriamo è un scorpione verde molto grande ma niente scimmie o altra forma animale, a parte noi eh eh!

Il pomeriggio andiamo a visitare un villaggio degli Orang Asli, una visita alquanto deludente, queste minoranze etniche stanno perdendo le loro tradizioni e peculiarità perché per andare incontro al “progresso” e al turismo e quindi ai soldi devono fare una messa in scena per far credere ai turisti che loro vivono nel villaggio sostenendosi con le sole risorse della jungla…però per accendere il fuoco si servono di un accendino perché con il legno non ci riescono, e questo è quello che abbiamo visto lo giuro!!
Abbiamo proseguito l’escursione andando in barca sulle rapide, e poi ci siamo fermati su una spiaggia lungo il fiume per fare il bagno, l’unico coraggioso è stato un texano mentre noi ci siamo comunque bagnati perché ha cominciato a piovere a dirotto, è stato l’unico momento nella jungla in cui abbiamo sentito freddo!!

30 Giugno: Taman Negara – Perhentian Besar

Ore 8.00 a.m. , stiamo aspettando il pullman della NKS che ci porterà al Perhentian jetty di Kuala Besut…ore 8.15 il pullman non se vede, per fortuna ci sono altri 2 ragazzi inglesi ad aspettare oi che ci confermano che gli hanno detto anche a loro che il punto di partenza era proprio davanti all’Ekoton resort”, ore 8.20 ecco arrivare il coordintore della NKS a piedi e un po’ affaticato che quasi quasi ci cazzia perché ci aspettavano sulla strada principale, e quale cavolo era la strada principale??mahh..comunque saliamo sul pullman e passiamo 4 ore con l’aria condizionata e il volume del televisore a palla, per giunta stiamo agli ultimi posti dove non ci sono le poltrone ma una specie di panca che contribuirà a rendere il viaggio insopportabile! Siamo talmente stanchi che ci prende la ridarella….

Alle 13 circa facciamo la sosta per il pranzo e alle 14 si riparte, e ci dividono in due gruppi, uno va alle Cameron Highlands e l’altro(noi compresi) a Kuala Besut.
Visto che il pulmino per KB è pieno viaggiamo su una macchina con altre 2 ragazze svedesi, saranno 3 ore di panico, il signore che guida dalle origini cinesi, compie dei sorpassi a rischio, ogni sorpasso le nostre facce si deformano dalla paura ma lui ci guarda dallo specchietto e ci dice” don’t worry, trust in me” e ci siamo dovuti fidare per forza, comunque a destinazione ci siamo arrivati e ci siamo rilassati solo quando siamo saliti sulla barca della Simphony di cui il conducente cinese era il proprietario( a capito eh?! Er cinese…)

Perhentian Besar

Eccociiii, vediamo il nostro resort da lontano il TUNA BAY RESORT, siamo i secondi a scendere, una barchetta ci viene incontro, facciamo il trasferimento bagagli da una barca all’altra e un secondo trasferimento dalla barchetta alla spiaggia. Ci consegnano la chiave e ci offrono il “welcome drink”, andiamo dritti dritti nel bungalow, piccolino ma pulito e luminoso, subito ci spogliamo e finalmente ci buttiamo nelle acque del bellissimo mar cinese!

1,2,3,4,5,6 LUGLIO

Trascorriamo questi giorni oziando sulla spiaggia, facendo snorkeling e passeggiando. Quest’isola è un paradiso, i turisti sono ancora pochi, il personale del resort è affettuoso e sempre disponibile. Davanti la spiaggia c’è una bella barriera corallina dove vivono molti pesci colorati, ogni volta sembra di stare in un acquario. Con la barca siamo andati a shark point due volte ma non abbiamo visto neanche uno squalo, mentre a turtle point abbiamo fatto il bagno con le tartarughe, è stato bellissimo ed emozionante.
Poi siccome non avevamo cambiato abbastanza soldi siamo andati al Perhentian Island resort percorrendo un breve tratto di jungla il cui sentiero si trova dopo il “NEWCOCOHUT CHALET” ci abbiamo messo un po’ per trovarlo perché non era molto visibile, si sbuca al Coral View e poi si passa davanti al Mama’s per poi uscire davanti alla bellissima e ampissima spiaggia del PIR , il cambio del denaro non è stato molto conveniente ma siamo stati obbligati altrimenti rimanevamo a secco!

Accanto al Tuna c’è il “seahorse diving” dove si possono fare corsi di sub a pochi soldi, noi purtroppo non l’abbiamo fatto, e poi c’è “ABC Chalets” che ha un aspetto abbastanza trasandato sembra quasi che la struttura stia per cedere…Invece alla destra del resort ci sono piccoli chioschetti che vendono sia parei che dei buonissimi shake alla frutta.
L’unica cosa da fare la sera era tornare sulle sdraie su cui si oziava fino a qualche ora prima della cena e guardare gli straordinari lampi in lontananza oppure passeggiare sulla spiaggia e ammirare le stelle.

ULTIMO GIORNO : sveglia alle 7 a.m., alle 8 partiamo per Kuala Besut ma non prima aver salutato il nostro PG, un ragazzo dello staff a cui ci siamo affezionati durante la nostra permanenza.
A Kuala Besut c’è un ragazzo della Ping Anchorage molto gentile che ci chiede se siamo stati contenti del soggiorno e poi ci carica gli zaini in macchina e un tipo penso di origine cinese che non parla neanche inglese ci accompagna fino a Merang per prendere l’altra barca per Redang. Dopo circa un’oretta di viaggio con aria condizionata a palla a rischio paresi (come al solito)arriviamo a questo desolato “porto fluviale” del Redang Beach Resort . Per andare a Redang bisogna necessariamente comprare un pacchetto all inclusive in uno dei resort dell’isola in quanto ogni struttura ha il suo traghetto, insomma è tutto in mano ai tour operator!

6,7,8,9,10,11,12 Luglio REDANG:

Arrivando con la barca vediamo in lontananza il colore turchese del mare che bagna la spiaggia di Pasir Pajang, non vediamo l’ora di buttarci in acqua!!

Quindi inizia il rituale bagagli, check in e trasferimento in cameraaaaaaa!
Qui è tutto diverso da Perhentian Besar, si capisce subito da come è strutturato il resort, questo è un vero e proprio villaggio con mini market, negozi di souvenir, gente che va gente che viene, ehh risulterà molto difficile adattarci a questi ritmi e a questi rumori dopo la tranquillità di Besar…

La cosa più squallida del villaggio è il ristorante da noi ribattezzato “la mensa” è tutto a buffet (il cibo non è così male)ci si apparecchia e sparecchia da soli, si depositano i piatti, i bicchieri(di plastica dura lavati e rilavati), e le posate nelle apposite grosse vasche di plastica piene di acqua .

Ci consoliamo facendo un lungo bagno nel mare caldissimo e oziando anche qui sulle sdraie di legno…

La sera dopo aver cenato ci buttiamo sfiniti a letto e..sorpresaaaa: musica a tutto volume, è la serata disco che figo, non dormiremo almeno fino all’una, hic hic come rimpiangiamo il Tuna Bay!

Mattina seguente : sono isterica e voglio cambiare resort, ne visioniamo alcuni lungo la spiaggia compreso il Coral che è decisamente di classe, ma arriviamo al Redang Holiday Villa
praticamente l’ultimo resort alla fine di long beach dove parliamo con la gentile Signorina Florence, che tanto gentile non sarà e poi vi spiegherò, e blocchiamo un bungalow, naturalmente dopo averlo visto, carino, pulito, un po’ buio ma sicuramente più silenzioso visto che è arroccato sugli scogli nella jungla.

Quindi dopo aver parlato con l’altro resort ci trasferiamo al Redang Holiday Villas e da qui in poi non mi dilungo a raccontarvi le disavventure che abbiamo avuto…però questa ve la devo dire: appena spenta la luce sentiamo dei rumori e da dietro la tenda della finestra ecco comparire un topone dalle dimensioni non indifferenti, lottiamo, anzi il mio ragazzo inizia a lottare con una scopa contro il topo, ma quest’ultimo ha la meglio e come per magia si dilegua nella camera e adesso? Bè, abbiamo cambiato stanza tre volte finchè siamo ritornati al Redang beach senza ricevere neanche un soldo indietro, che gentile la signorina Florence eh?!!!

In compenso durante i tre giorni passati nel bungalow nella jungla abbiamo visto un bel gran varano, tanti scoiattoli, le scimmie un bellissimo panorama e che altro? Il TOPONE!

Ma parliamo di natura, la barriera corallina di fronte a long beach è meravigliosa, coralli stupendi e una miriade di pesci strani, grandi e colorati, squaletti e barracuda. Senza accorgercene riamanevamo in acqua anche più di due ore con la faccia in giù ad ammirare e qualche volta toccare questo meraviglioso mondo sott’acqua.
Siamo stati al Parco marino (si pagano 5 ringgit) dove c’è un house reef molto bello ma secondo noi deturpato da un lungo ponte di cemento dove attraccano i barconi che portano i turisti.
Redang è frequentata soprattutto da comitive di giovani cinesi, coreani, e penso anche giapponesi. Sull’isola è stato girato un film che ha avuto molto successo ad Hong Kong e quindi ha destato un forte richiamo turistico, difatti vicino all’enorme e un po’ pacchiano Laguna Redang resort c’è una ricostruzione fedele di uno dei più importanti set del film che si chiama “more more tea inn” dove tutti obbligatoriamente scattano almeno una foto (anche noi..).

A Redang ci si arriva tramite pacchetti all inclusive, tant’è vero che l’unico ristorante aperto ai clienti esterni che abbiamo trovato è stato quello del Coral (buffet a 30 ringit) e un chiosco di un altro resort dove per 5 ringit abbiamo mangiato del “wester food” cioè hamburger e patatine fritte!
Gli ultimi giorni ci siamo abituati all’atmosfera “turistica” dell’isola ma soprattutto ci siamo goduti il mare stupendo, ci siamo crogiolati al sole sdraiati sulla sabbia bianca (attenti ai moscerini ci hanno massacrato le gambe!)…..hic, mi sto commuovendo…..:-(

12 Luglio: Redang – Singapore

Partenza alle 8.00 in barca per l’aeroporto di Redang, ci attende un addetto della Berjaya air (non ce l’aspettavamo!) che ci carica in macchina e ci porta all’aeroporto da dove partiamo alle 9.50 per Singapore con un 4 motori da 48 posti.
Arriviamo a Singapore con la pioggia, anzi che dico, con il diluvio! Il tempo di raggiungere l’interno dell’aeroporto e siamo completamente bagnati da capo a piedi nonostante l’incerata e l’ombrello.
Saliamo in taxi bagnati e infreddoliti(aria condizionata a palla come al solito) il taxista ci da il benvenuto in città facendo uno specie di show promozionale di Singapore, “Singapore is a safety city, Singapore is beautiful” ecc ecc. e ci dice anche che siamo stati fortunati che ha piovuto perché la polizia dell’aeroporto ha chiamato i taxi sufficienti per tutti i passeggeri visto che normalmente nell’aeroporto di SELETAR non ci sono taxi e bisogna chiamarli telefonicamente(menomale!).

Singapore

Arrivati in albergo il “the Elizabeth” cambiamo al volo qualche euro in Dollari di Singapore per pagare il gentile taxista. Dopo una breve attesa ci comunicano che la camera non è disponibile in quanto molte persone hanno prolungato il soggiorno e l’albergo è pieno e che saremo trasferiti in un altro hotel , difatti ci pagano il taxi e ci spediscono all’Orchard Parade Hotel di categoria superiore proprio su Orchard Road che fortuna un’altra volta!!
E finalmente siamo in camera, sistemate un po’ di cosette scendiamo subito per andare in giro per la BEAUTIFUL SINGAPORE yeah!
Dopo vari giri nei numerosissimi centri commerciali prendiamo un taxi e andiamo nel quartiere di Clarke Quay, lungo il fiume ci sono un ristorante dietro l’altro dalla cucina italiana a quella spagnola, messicana, giapponese abbiamo l’imbarazzo della scelta, è tutto colorato e molto vivace, sul fiume ci sono le barcone tipiche per poter fare una romantica escursione, è tutto così perfetto che sembra finto! Ci fermiamo da “Hooters” dove ci servono delle graziose cameriere in mini pantaloncini.

13 Luglio: SINGAPORE

Dopo una colazione in ambiente chic da film americano, chiediamo alla reception informazioni per i pullman per tornare a Kuala lumpur, ci propongono di comprare i biglietti per nostro conto, il costo del servizio è un po’ caro quindi decidiamo di andare in stazione e comprarli noi stessi. La stazione si trova a Lavender street dove acquistiamo i biglietti della Transnational per l’”economic bus” che costano 25$S a testa, abbiamo decisamente risparmiato un sacco di soldi provvedendo da soli.
Quindi dedichiamo la mattinata al quartiere cinese per acquistare qualche souvenir e dove ci facciamo fare un bello quanto doloroso massaggio di riflessologia plantare.
Visitiamo un tempio induista dove rincontriamo una coppia di francesi che erano al Taman negara con noi, che bello quando si vedono facce conosciute!ma loro avrebbero continuato il viaggio in Indonesia, e noi?…siamo quasi alla fine, non ci posso pensare!

SENTOSA ISLAND

Pomeriggio a SENTOSA ISLAND, eravamo così contenti di prendere la cable car….e invece arrivati al monte Harbour ci dicono che la cabinovia è chiusa per manutenzione, ammazza che sfiga, ci siamo rimasti troppo male.
Vabbè, andiamo in pullman, il biglietto per entrare a Sentosa si fa quando ci si arriva, ci sono tre o 4 linee di pullman colorati che portano alle varie attrazione dell’isola, noi prediamo la blu line per andare all’underwater worl. Rimaniamo delusi dall’acquario, si, è bello il tunnel lungo 85 metri dove squali, mante e creature marine mostruose ti passano sopra la testa, ma non c’è altro, abbiamo letto che era l’acquario asiatico più grande…mah….
Nel frattempo diluvia di nuovo, aspettiamo che spiova un po’ e poi andiamo alla “fontana musicale” dove assistiamo ad un meraviglioso spettacolo di luci, suoni, fuoco e acqua, siamo rimasti incantati più dei bambini!

La serata si conclude con un’altra cena a Clarke Quay poi nanna.
Consiglio: prendete sempre il taxi è più conveniente dei mezzi che comunque funzionano benissimo, sia bus che metropolitana . Il massimo che abbiamo speso è stato 6 dollari (3 euro circa)di notte.

La mattina seguente ci rechiamo alla stazione da dove partiamo in pullman in perfetto orario. Ma prima ci danno lo stesso modulo che abbiamo compilato la prima volta in aereo per entrare in
Malesia. Scendiamo alla dogana in uscita da Singapore lasciando i bagagli sul pullman, passiamo il controllo passaporti e risaliamo sul pullman poco più avanti. In tutto il viaggio siamo sempre assistiti da un addetto della Transnational che controlla sempre che tutti siano risaliti sul bus.
La seconda tappa è la dogana in entrata per la Malesia, qui scendiamo con tutti i bagagli e consegnamo il modulo, poi risaliamo tutti in pullman e via verso KL.

Arriviamo a Kuala Lumpur alle 16,30, andiamo subito a KL Sentral dove facciamo il check in liberandoci dei bagagli e poi rimaniamo in giro aspettando che il tempo passi (siamo troppo stanchi per gironzolare in città).

Ore 23.59 stiamo sull’aereo destinazione Roma, vacanza finita, già sta diventando tutto un bel ricordo, questa volta chiudiamo gli occhi e li riapriremo proprio all’arrivo a Fiumicino……

CONCLUSIONI:
paese interessante, ma senza una propria identità, il mix di etnie non da un carattere di unicità e fascino alla nazione come invece si sente in altri luoghi. E’ senz’altro un posto che offre numerosi richiami a livello naturalistico, e comunque la gente locale che sia cinese, indiana o di altre razze si è sempre dimostrata gentile e disponibile.

CONSIGLI: partite con la borsa vuota, vi sbizzarrirete in acquisti nei numerosi mega centri commerciali di Kuala Lumpur.

Che altro dirvi? Andate in Malesia ne vale veramente la pena.
Buon viaggio a tutti!!!

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