Bangkok, Ayuthaya, Koh Samui

Racconto di viaggio in Thailandia

“Proust dice che il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi…”

Personalmente il sud est asiatico non mi ha mai ispirato ma devo ammettere che la Thailandia non si è rivelata il “solito luogo comune”. Questa terra è un vero e proprio caleidoscopio di emozioni e contraddizioni tra opulenza e miseria, devozione e prostituzione, sfruttamento e dignità, misticismo e consumismo, sorrisi e povertà …ecco la mia scoperta!

Al contrario dei viaggi precedenti, io (Ilenia) e Giusy ci lasciamo convincere da un amico tour operator che ci organizza un “pacchetto last minute” per Bangkok-Ayuthaya-Koh Samui dall’8/08 al 21/08.
Col senno di poi rifarei tutto, ma senza passare per il tour operator perché la Thailandia è davvero un posto tranquillo ed è davvero facile spostarsi in piena autonomia.

Lunedì 8 agosto
Ore 10.30 ci mettiamo in auto (in ritardo come sempre, e non perché siamo napoletane ma semplicemente perché siamo donne!!) dirette a Roma Fiumicino da dove, alle 14.00, un volo della China Airlines ci porterà direttamente a Bangkok. Arriviamo al check-in 20 min prima della chiusura, e… chi lo dice che chi tardi arriva male alloggia??? Non ci sono più posti in economy, saremo sistemate in business!!!! E vaiiii! La vacanza comincia nel miglior modo possibile. Un aereo bellissimo, delle poltrone comodissime con televisorino personale dal quale è possibile vedere film, giocare (calcio, sci, addirittura Mario bros!!!), ordinare da bere ed avere sotto controllo la rotta ed il punto esatto in cui ti trovi.
Il volo dura circa 11h e il tempo sembra non passare mai! Conosciamo Massimiliano e Maurizio (anche loro sistemati in business come noi) e da bravi napoletani improvvisiamo uno scopone scientifico per ammazzare il tempo.

Bangkok

Martedì 9 agosto
Ore 06.00 finalmente arriviamo a Bangkok, prendiamo i bagagli e via verso il “Century park hotel” (www.centuryparkhotel.com). Bangkok ci accoglie con un traffico tremendo, un cielo plumbeo e un’afa insopportabile. Arrivate in hotel posiamo i bagagli, una doccia veloce e, via.. euforiche e pronte per conoscere questa città. Decidiamo di percorrere a piedi la “Ratchparop” per immergerci da subito nell’atmosfera di Bangkok, ma l’impatto non è dei migliori, dopo circa 500/600 metri necessitiamo d’ossigeno e aria pulita. Entriamo in un piccolo centro commerciale, una sosta al bar, una boccata d’aria condizionata e… si, ci riproviamo! Su entrambi i lati dei marciapiedi si snodano tante piccole viuzze da dove arrivano odori di cucinato, puzze, gente che mangia, gente che va a lavoro, venditori, turisti, tutto ciò concentrato in pochi metri quadrati. Per la prima volta ci sentiamo smarrite e prive d’orientamento. Dopo aver visitato un mercato turistico (per queste cose le forze si trovano sempre!) decidiamo di raggiungere la zona del Siam in taxi. Lo stomaco comincia a brontolare, è ora di pranzo, io comincio a preoccuparmi su cosa mangerò, anzi su cosa non mangerò! (la cucina asiatica non mi piace!) Ci facciamo portare al “Siam center” dove, all’ultimo piano come ci dice la ns. fedelissima Lonely Planet c’è una pista di ghiaccio, oltre a diversi posti dove poter mangiare. Sembra un buon modo per refrigerarsi, no? peccato che ci addormentiamo vergognosamente su un divanetto del centro commerciale!!! E’ il caso di tornare in albergo, il jet-lag c’ha fregato!
Dopo una bella dormita, un’altra doccia e una bella (si fa per dire) mangiata ci facciamo portare da un tuk-tuk al mercato notturno di Patpong, che figata! Cominciamo il nostro “ciopping” come dicono loro. C’è di tutto, tutto falso chiaramente, orologi d’ogni marca, scarpe, jeans, borse, abbigliamento, quadri.. Inutile dire che la contrattazione e d’obbligo, quasi un rituale. La parola d’ordine che apre la contrattazione è “ok, for you best price!” ma il prezzo che sparano è sempre 4/5 volte superiore a quello finale. Ad ogni tentativo di ribasso la loro risposta sarà sempre “give me more, give me more!!!” e se si cerca di andar via perché non interessati alla contrattazione sicuramente una voce s’alzerà urlando: Madame!! Madame!!! A far da cornice a queste bancarelle colorate sono gli innumerevoli “go-go bar” dove ragazzine, donne e travestiti t’invitano a bere e vedere i loro spettacoli. Noi non siamo entrate, ma da quello che ci hanno raccontato certi numeri sono davvero da circo!
Il ns. giudizio sulla città comincia a cambiare positivamente, decidiamo di ritornare in albergo sempre col “tuk tuk. Gli autisti corrono come dannati, non rallentano in curva, se ne fregano se la strada è bagnata dalla pioggia e a noi questa cosa piace troppo!!!

Mercoledì 10 agosto
La giornata comincia presto, armate di telecamera e fotocamera digitale, alle 08.00 siamo già pronte per la ns. prima escursione, visiteremo i templi più importanti ed il palazzo reale. Cominciamo con il il Wat Traimit che ospita il Buddha d’oro, poi proseguiamo alla volta del Wat Pho con il suo enorme Buddha reclinato, 15m d’altezza per 46m di lunghezza, davvero suggestivo. Sembriamo delle “giapponesi”, fotografiamo e filmiamo ogni minimo particolare.
Un aria calma e mistica ci avvolge, la vista di alcuni monaci ci fa sentire davvero in un’altra dimensione, ma ecco che la “sfiga” (chiamiamola così per non fare nomi..) ci riporta sul pianeta terra, la mia digitale è morta! Non mi può abbandonare proprio adesso, penso e prego, e invece lo fa… Altro che nirvana, ora mi girano proprio le scatole! Un maledettissimo “error18” mi rovina la giornata, soprattutto perché muoio d’invidia per tutte le foto che vedo scattare, mentre noi dobbiamo accontentarci di vedere il palazzo reale senza poterne scattare neanche una! Per protesta mi verrebbe voglia di rovinare le foto altrui passando davanti l’obiettivo al momento dello scatto, ma sono “buona” ..ci arrangeremo con la telecamera!
Il palazzo reale sembra una città nella città circondato da alte mura merlate, guglie, pagode il tutto accompagnato da una dolce melodia in filodiffusione.
Visitiamo poi il Wat Phra Kaew con il Buddha di smeraldo, qui non si possono fare foto, mi sembra giusto, un po’ di solidarietà nei ns. confronti!!! E poi Wat Benchamapophit interamente costruito con marmo di Carrara.
Il pomeriggio lo passiamo nel centro assistenza canon (invece di andare in un bel centro massaggi..) dove mi comunicano che per riparare la macchina ci vogliono circa 2giorni e circa 200euro per un problema alla lente dell’obiettivo. Il centro ass.za di Napoli mi suggerisce di non farla riparare lì perché pare si tratti invece di un problema d’elettronica. Chi avrà ragione?? Boh! .. Io mi arrendo: 1-0 per la sfiga! Da oggi in poi mi arrangerò con una macchinetta usa&getta.
Il centro assistenza non si trova in una zona centralissima, la raggiungiamo in metro (il famoso “sky train” –mi raccomando, imbabuccatevi perché l’aria condizionata è messa ad una temperatura siberiana!!- questo contrattempo ci permette di vedere anche l’altra faccia della città, quella meno turistica. E’ incredibile vedere come può cambiare l’atmosfera che si respira, basta allontanarsi un po’ dal centro, magari anche solo girare l’angolo e rendersi conto che le vere tradizioni, la vera Bangkok è un’altra. Molto più semplice e meno frenetica di quello che avevo percepito finora.

Ayuthaya

Giovedì 11 agosto: Ayuthaya
La sveglia oggi suona ancor prima del solito perché visiteremo le rovine della vecchia capitale del Siam, Ayuthaya, a circa 80km a nord di Bangkok dove visiteremo il palazzo di Bang Pa-in, un tempo residenza estiva dei re della Thailandia.
Bang pa-in sembra più un enorme campo da golf, grandi giardini, laghetti e poi delle costruzioni tipicamente europee (la guida ci dice che il re Rama 6° amava molto l’architettura europea), sarà il caldo insopportabile e il dover necessariamente essere coperte dalla testa ai piedi (l’accesso è vietato a chi non indossa un abbigliamento adeguato e non vi dico come ci siamo dovute conciare), ma questa residenza non ha nulla di caratteristico. Assolutamente da non perdere, invece, le antiche rovine di Ayuthaya, il Wat Chai Wattanaram e il Wat Yai Chai Mongkol. La guida ci racconta brevemente della storia di questa città fondata da Ramathibodi nel 1350 e fu capitale del Siam fino al 1770 finché non fu saccheggiata e distrutta dai Birmani. Le rovine più importanti sono delle pagode che formavano il Wat Phra (principale tempio della città). Purtroppo la visita è molto veloce ed il rientro a Bangkok è previsto con un battello a motore che risalirà, in circa 3h di navigazione , il fiume Chao Phraya.
Il pranzo a buffet viene servito a bordo del battello, provo anche questa volta ad “osare” con qualche tipica pietanza thai ma.. che ci posso fare se odio la cipolla e l’aglio!!!?? Invece Giusy, Gianluca e Marco (2 ragazzi di Roma conosciuti oggi) trovano il pranzo davvero buono. . . (de gustibus non disputandum est ! ).
Bangkok vista dal battello è davvero spettacolare, lungo le sponde del fiume si alternano casupole e baracche su palafitte a moderne costruzioni, il tutto, come sempre, in un’ovvia contraddizione che contraddistingue quest’enorme megalopoli..
In serata decidiamo di andare in zona Lumphini per visitare il relativo mercato e per, finalmente, mangiare qualcosa di più.. “familiare” (w la pizza!!).

Venerdì 12 agosto: mercato galleggiante
..Ma siamo o non siamo in vacanza?? Uffa anche oggi la sveglia suona presto, alle 7.00 siamo già pronte per essere condotte al mercato galleggiante. E’ necessario arrivare di buon ora poiché alle 11.00 il mercato chiude. Il pullman ci lascia in uno spiazzale nei pressi del canale, da questo momento in poi proseguiremo con una lancia a motore, una sorta di navetta che ci condurrà attraverso fetidi canali, nella zona in cui si tiene il mercato. Man mano che ci avviciniamo, innumerevoli imbarcazioni di venditori locali di frutta, ortaggi e souvenir affollano i canali e poi.. poi ci siamo noi i “turisti”, tutto e tutti stipati all’interno di queste piccole imbarcazioni. Arrivati al capolinea visitiamo il mercato dalla terra ferma, basta osservare questa gente 5 min. per capire quanta energia, pazienza e con quanta semplicità vivono; mi domando cosa penseranno mai di noi….
L’escursione procede per il “Rose Garden”, ricostruzione di un villaggio tailandese, dove ci verrà servito il pranzo e dove assisteremo ad uno spettacolo folkloristico ed uno spettacolo di elefanti. Povere bestie costrette a “ballare”, rotolare e fare tante moine al fine d’intrattenere il pubblico. Lo spettacolo più divertente, però, è stato quando, a “circo” concluso, un elefante ha pensato bene di fare i suoi bisognini al centro della pista. Servizio completo: una cascata d’acido ed una tonnellata di m… (e non avete idea che puzza!!!).

In città si respira aria di festa, oggi è il compleanno della regina; con molto dispiacere dobbiamo rifiutare il suo invito, preferiamo andare a cena con Marco&Gianluca e poi questa è la nostra ultima sera, non possiamo andar via da Bangkok senza aver fatto un altro salto a Patpong, dove, sorpresa delle sorprese, incontro mio cugino Gigi che non vedevo da circa 1 anno. Quant’è piccolo il mondo!!!

Koh Samui

Sabato 13 agosto-Domenica 21 agosto: Koh Samui
Oggi si parte, quasi mi dispiace andar via, mi piacerebbe restare ancora un paio di giorni, ma questa è la fregatura di un viaggio organizzato. Pazienza! Prima o poi ci ritorno a Bangkok!!
Alle ore 13.30 un volo della Bangkok Airways ci porta in poco più di 1h a Samui. Atterriamo puntuali e già respiriamo un aria diversa, + pulita e decisamente “esotica”. L’aeroporto è costruito in legno con tetto in paglia, una sorta di grande gazebo privo di zone “chiuse”. Carico-scarico bagagli, check-in, sala attesa.. tutto nello stesso ambiente, immerso nel bel verde che circonda l’aeroporto. Sembra d’essere protagonista del telefilm “Fantasilandia”, manca solo l’uomo col completo bianco e il nano ad attenderci all’uscita. Ritirati i bagagli ci facciamo condurre al “Seascape Beach Resort” di Chaweng. (www.seascapebeachresort.com).
Arrivate in albergo ecco il primo intoppo, ci chiedono di dormire per una notte in un bungalow poiché la stanza “oceanview” che avevamo prenotato dall’Italia sarà disponibile dal giorno seguente. Accettiamo nonostante la seccatura di dover aprire&chiudere nuovamente le valigie. Non l’avessimo mai fatto!!! Per cominciare la porta non ha la serratura, ma la stanza, peggio ancora è sporchissima!!! Possiamo adattarci a tutto ma non alla poca igiene! Chiamiamo la signorina della reception che all’improvviso non capisce più una sola parola del ns. inglese. Non sa che davanti a lei ci sono 2 teste dure, anzi, come si dice a Napoli “due cap tost”. La lotta è dura, ma alla fine si arrende e quasi per “magia” si libera una stanza dell’albergo.
Finalmente possiamo disfare le valige e organizzarci il pomeriggio! Andiamo subito alla ricerca di uno scooter, (7gg per 1400 bath); Velocemente ritorniamo in albergo perché la voglia di fare un bagno è tanta, ma.. un improvviso acquazzone ci sorprende. Siamo in vacanza, lontane dal lavoro e dai problemi, non sarà certo una pioggia a toglierci il sorriso, no? Pioggia o non pioggia cominciamo il ns. primo giorno di mare e mentre gli altri ospiti si allontanano dalla spiaggia noi, a dispetto di tutto, ci tuffiamo in questo mare caldissimo dalla sabbia sofficissima. Scende la sera ed il mio primo pensiero è trovare un buon ristorante dove poter finalmente mangiare qualcosa che mi piaccia.
Decidiamo di cenare in un ristorante “italian-thai”, il Chilly, dove dei ragazzi di Torino ci suggeriscono di provare il “padthai”. Mmh; Il giorno successivo provo invece i noddles ma niente da fare, sta cucina thailandese proprio non mi piace!! Aglio e cipolla, salsine agrodolci in tutto, anche nell’aria, giuro! Credo che cederò agli innumerevoli ristoranti italiani di Chaweng, ma ecco che arriva il miracolo, scopro finalmente un piatto “decente” che diventerà il MIO PIATTO. Da oggi in poi la parola d’ordine sarà: “ Thai fried rise, no onion, no garlic, please!”; Via Vai, Mamma Roma sono alcuni dei ristoranti dove abbiamo sempre mangiato bene; chiaramente “thai fried rice” per andare sul sicuro, ma anche sea food: gamberi, aragoste, squalo (praticamente un pesce spada solo meno saporito..).
Per quanto riguarda i locali notturni, Chaweng è piena! I più frequentati sono il “Green Mango”, il “Solo” ed altri ancora, tutti situati in una via che dà sulla strada principale. (Tant’è che quasi non li avevamo notati). Un angolo pieno di locali, luci e musica sparata ad altissimo volume, noi l’abbiamo soprannominata scherzosamente “Sodoma&Gomorra’s street” anche se in realtà alcune situazioni non ci hanno fatto per nulla ridere, anzi! Uomini di ogni età in atteggiamenti così volgari, offensivi se non addirittura da veri e propri maniaci sessuali nei confronti di queste donne (e chissà quante bambine) che ci hanno lasciate disgustate; E’ triste ammetterlo, ma dopo qualche giorno si fa l’abitudine… Le nostre serate passano, così, tra “sodoma&gomorra’s street” e il Raggie pub una discoteca nei pressi del lago dove ogni sera si esibisce un gruppo locale che suona e canta davvero bene, poi, intorno l’una comincia la musica di “Dj Gigi” from Bari… Un tipo davvero strano che si sente molto Bono Vox…
Di giorno invece, ci dedichiamo all’abbronzatura e, nei giorni di pioggia alla scoperta dell’isola (il giro completo si fa in circa 1h) tra cascate, spiagge incontaminate, rocce dalle forme stranissime (con le famose “grandmother&grandfhater rock”)e il big Buddha: un’imponente statua situata nei pressi dell’aeroporto che, chi decolla o atterra non può non notare. Personalmente è uno dei luoghi sacri che mi è piaciuto di più. Pochi turisti, molto silenzio ma soprattutto una veduta mozzafiato. Ah, un monaco di sua spontanea volontà ci ha benedetto e ci ha legato al polso con 3 nodi un braccialetto arancione. Ignoro il significato di questo gesto, m piace credere che il monaco abbia voluto intercedere per noi…
Insieme a Marco e Gianluca, che ci hanno raggiunto a Koh Samui alcuni giorni dopo, prenotiamo l’escursione per l’isola di Koh Tao. Davvero bella, da non perdere! Un catamarano ci porta anche su un isolotto creato dalla marea; Un lembo di sabbia che quando c’è bassa marea congiunge le 2 parti di terra facendo emergere gli innumerevoli coralli, conchiglie e spugne che questo mare stupendo cela.
Samui è famosa anche per il “full moon party”, la festa della luna piena che si tiene sulla spiaggia di Hat Rin a Koh Pha-Ngan. Siamo davvero fortunate perché sabato 20 (il giorno prima della ns. partenza) c’è la luna piena. Wowwww.. Ci dicono che questa festa è un vero e proprio “rave party”. Non potremmo concludere la vacanza in un modo migliore.
Insieme ad Andrea e Riccardo, 2 ragazzi napoletani ospiti anche loro del Seascape, acquistiamo presso una delle tante agenzie di viaggio di Chaweng il biglietto della festa. Un pick-up dall’albergo ci porterà al porto di Bo-puth dove un’imbarcazione ci condurrà a Koh Pha-Ngan; Fortuna ha voluto che Xuan amica tailandese di Andrea è venuta con noi perché dal momento in cui il pick-up ci ha prelevato è cominciata la ns. avventura.
1)Il pick-up può accogliere max 10 persone, noi eravamo circa il doppio
2)Il porto al quale ci conducono non è quello dal quale parte la ns. imbarcazione e fra 5 min. la ns. partirà!
3)Due scooter ci vengono a recuperare, dopo circa 20 min. ma ciò solo grazie all’intervento di Xuan che chiama l’agenzia altrimenti la ns. festa sarebbe finita lì.
4)Arriviamo al porto di Koh Pha-Ngan con un catorcio poiché la ns. imbarcazione era già partita, ma le sorprese chiaramente non finiscono qua!
Signori e signore ecco a voi “GIOCHI SENZA FRONTIERE”
Non c’è posto per attraccare sul molo, dovremmo raggiungerlo passando di barca in barca; Immaginate una banda di ubriachi che devono cimentarsi in prove di equilibrio, alcune imbarcazioni sono distanti l’una dall’altra anche mezzo metro. Non so come ma raggiungiamo la meta. Vittoria!
“…E’ qui la festa??!!” Si, decisamente! La musica è assordante, la gente è stravolta e anche noi ci lasciamo andare. Cerchiamo di non perderci con i ragazzi ma alla fine è stato inevitabile.. L’unica cosa che ricordiamo bene è che abbiam fatto di tutto per non inciampare in chi, ubriaco o altro s’era addormentato sulla spiaggia.
Stravolti, io, Giusy, Riccardo, Andrea e Xuan ritorniamo in albergo. Abbiamo il tempo di riposare solo qualche ora, tuffarci per l’ultima volta in questo mare verde smeraldo per poi salutare a malincuore la Thailandia. Purtroppo la ns. vacanza è finita ed il viaggio di ritorno sarà davvero lungo..

Sono passati 2 mesi esatti da quando sono partita, sento già la necessità di ripartire.. proxima parada COLOMBIAAAA(devo solo convincere le mie amiche), avete qualche suggerimento???

Ilenia