Tour Thailandia e Koh Samui

Racconto di viaggio in Thailandia

Dopo l’esperienza dello Sri Lanka, io e Filippo abbiamo deciso di conoscere più da vicino i luoghi, le genti e i costumi del Sud Est Asiatico, scegliendo la Thailandia.
Volo di linea China Airlines, con ogni comfort, e soggiorno 4gg/3 notti a Bangkok, 1 settimana tour Tutta Tailandia ed 1 settimana soggiorno mare a Koh Samui (con Settemari-amo l’Oriente).
Tutte le escursioni erano comprese nel ns. tour, con bus privato con A/C e con guida locale parlante italiano.

TOUR DI BANGKOK E DINTORNI

Bangkok è una città incredibile, con un traffico caotico anche per i tuk-tuk e dal quale non si riesce a svicolare, dove si alternano due realtà completamente differenti: i centri commerciali super affollati del World Trade Center ed i monasteri silenziosi.
Abbiamo iniziato con la visita al Grande Palazzo (Phra Borom Maha Rajawang) che riassume, nelle sue composite architetture due secoli di storia, e di seguito con il Wat Phra Keo, grande recinto che racchiude diverse costruzioni tra le quali, la più nota, è il tempio del Buddha di smeraldo, massima sede religiosa del Paese.


Poi siamo passati al Wat Traimit: che ospita una statua alta 3 mt. del Buddha d’oro e al Wat Po: dove giace il Buddha disteso, lungo 46 mt e alto 51 mt, tutto ricoperto di foglie d’oro e con gli enormi piedi ricoperti di madreperla.
Poco distante abbiamo visto il Wat Beanchambophit, con il Buddha di marmo.
Tutti questi luoghi sacri per i buddisti, anche ai nostri occhi di occidentali cattolici hanno fatto un certo effetto, soprattutto per l’atmosfera surreale creata dai profumi degli incensi, dalle candele, dalle luci soffuse, dai petali di fiori sparsi sul pavimento, ma anche dal grande silenzio e dal raccoglimento dei tanti fedeli che durante le nostre visite abbiamo trovato in preghiera e nel momento di offerta dei loro doni al Buddha (è infatti tradizione depositare ai piedi delle statue ciotole con acqua, cibo e fiori, oltre che foglietti d’oro da appiccicare sulla statua come per ricoprirla).
Chinatown è affascinante, come in ogni città in cui la comunità cinese ha creato il suo ghetto: i mercati strapieni di frutta e cibi stranissimi, la stradina dei tagliatori di pietre preziose, le gioiellerie ed un sacco di altre curiosità (farmaci tradizionali, indovini ecc.).
Patpong è il mercato notturno di Bangkok, molto pittoresco sia per la frutta ed i cibi che per i prodotti contraffatti di ogni genere, dai CD, alle borse, all’abbigliamento.
E’ anche molto “in auge” per essere la zona dei locali a luci rosse: verrete infatti avvicinati da decine di ragazzi che vorranno condurvi a vedere sexy show anche e soprattutto in compagnia del vostro fidanzato/marito o fidanzata/moglie, o da altri che con alla mano un vero e proprio menù con disegni esplicativi vi proporranno ogni tipo di massaggio erotico o prestazione particolare a seconda delle vostre esigenze!!!
Proprio sui lati del mercato e lungo tutto l’isolato, vi sono dei tuguri ammuffiti simil-garage/disco-bar dal cui interno proviene musica house a palla, e semplicemente passandovi davanti potrete scorgere le schiere di giovanissime tailandesi che ballano seminude sui cubi o appese ai pali da lap-dance in attesa di offrirsi a clienti.
Per tornare a qualcosa di pittoresco ma sicuramente più interessante, c’è il mercato galleggiante di Damnonensaduak: vale la pena fare la levataccia all’alba e le due ore di bus per arrivare a questo villaggio dove ci si imbarca su lance velocissime che sfrecciano nei canali tra le palafitte del villaggio e che conducono al centro del mercato galleggiante, dove i contadini vendono le loro mercanzie direttamente dalle loro barchette, affiancandosi gli uni agli altri, e addirittura c’è chi vi cucina carne e pesce e li vende pronti per il consumo sia a locali che ai turisti.

AYUTTHAYA

AYUTTHAYA: è la vecchia capitale distrutta dai Birmani ma ha ancora il fascino del passato glorioso seppur ormai quasi tutta in rovina; durante la nostra visita le pagode e le statue di Buddha erano tutte ricoperte da drappi gialli per una celebrazione che gli conferivano ancora di più un’atmosfera particolare.
BANG PA: è il Palazzo d’Estate, ovvero la residenza estiva dei reali, con un giardino curatissimo con enormi cespugli potati a forma di elefanti e un gusto particolare per l’arredamento inglese dell’800.
Quando lo abbiamo visitato noi era da poco passata una celebrazione per il compleanno della Regina, motivo per cui tutto il palazzo era stato tirato a lucido e addobbato con ogni genere di orpello e fiori freschi in ogni angolo.
LOPBURI: nei resti dei templi e delle pagode khmer si riflettono gli echi della regnanza cambogiana che vi fu fino al XII secolo, prima dell’avvento del Thai, anche se purtroppo i tailandesi non brillano per la conservazione del loro patrimonio storico/architettonico.
Da PHITSANULUKE a SUKHOTHAI ci si trova veramente a contatto con la Tailandia rurale e più tradizionale. Una lunga distesa senza soluzione di continuità di colorati campi di riso, palme da banana e altre coltivazioni tropicali si susseguono fino a SUKHOTHAI, la prima capitale del Siam.
Bellissimo il tempio dell’antico Grande Palazzo ed una statua del Buddha alta 15 mt; fuori dal Tempio si trovano ambulanti che nei loro banchetti vendono tartarughe acquatiche e serpenti d’acqua nei pacchettini di nylon e uccellini in gabbia; i fedeli li acquistano e li portano a benedire dentro il tempio dopodiché una volta terminato il loro rito religioso escono e liberano le tartarughe ed i serpenti in acqua e gli uccellini in volo, in segno di offerta al Buddha.

LAMPANG

LAMPANG: ha forme architettoniche originali e distintive, con bellissime pagode e templi, finemente e riccamente decorati, influenzati dall’antico Regno di Lanna di cui Lapang fece parte per un lungo periodo.

CHIANG MAI

CHIANG MAI: viene detta la rosa del Nord, qui si incontra la Tailandia più vera, dove vivono le minoranze etniche ancora oggi legate alle loro antiche tradizioni.
Il tempio Doi Suthep sorge sulla vetta di un monte e lo si raggiunge tramite una lunga scalinata di oltre 300 gradini affiancata da due serpenti Naga, dove sono custodite le reliquie di Buddha; il tempio è costituito da tante piccole pagode decorate con draghi e campane dorate (tra l’altro questo è il tempio che appare all’inizio del film Rambo III, quando il reduce dal Vietnam John Rambo si ritira in un monastero buddista e si dedica alla ricostruzione dello stesso insieme ai monaci, se vi capita di rivederlo fateci caso).
Dietro il tempio si trova un punto panoramico, dalla cui sommità si scorge il famoso triangolo d’oro: il confine tra Tailandia, Laos e Mayanmar segnato dal fiume Mekong; molto suggestivo.

CHIANG RAI

CHIANG RAI: è la città che segna il confine con il Myanmar (l’ex Birmania) ed ha proprio l’aspetto del villaggio di confine, pieno di gente che passa i controlli alla dogana (un ponte con 2 poliziotti!) con sacchetti e borse della spesa e con carrettini carichi di generi di conforto, che entra ed esce dal Paese.
Nei dintorni ci si ferma a visitare alcuni villaggi, centri di produzione artigianali di lacche e articoli in legno intagliato.
Inoltre nelle vicinanze si trova “la scuola degli elefanti”, dove viene insegnato agli elefanti a lavorare, a trainare i tronchi e a portare i carichi.
Un’escursione degna di nota è quella a Mae Hong Son: dopo un breve giro al mercato ricco di prodotti tipici e di artigianato locale, si risale il fiume Ping e si raggiunge un villaggio ai confini con il Myanmar dove vive una popolazione di etnia Akha, famosa per “le donne giraffa”.
A tutte le femmine fin dall’età di cinque anni vengono messi al collo anelli di ottone allo scopo di allungarlo come simbolo di bellezza e di anno in anno ne vengono aggiunti.
Questa pratica era stata vietata dal governo, infatti una volta rimossi i cerchi, il collo non era più in grado di reggere il peso della testa causando la frattura del collo e quindi la morte delle donne.
Purtroppo però, dato l’afflusso di turisti che ogni anno si reca nella zona attirata dalla particolarità di queste donne, il governo ha nuovamente autorizzato la pratica del cerchiaggio del collo, al fine di garantire gli introiti economici derivanti dal turismo.
Quindi nel villaggio si possono vedere bambine di pochi anni, ragazze e donne nel loro variopinto costume tipico con lunghi colli ornati con anelli in bronzo.

Ora veniamo agli hotel dove abbiamo soggiornato.

TWIN TOWERS HOTEL BANKGOK: modernissimo, centrale, vicino a Siam Square e ai centri commerciali; le stanze nuove e ben curate, piscina all’aperto, 3 ristoranti con cucina sia orientale che europea, palestra e centro benessere, shopping arcade.
Alla reception sono gentilissimi e si prodigano per ogni esigenza; addirittura a causa di un disguido con il tour operator non risultava una cena che in realtà avevamo già pagato dall’Italia e il giorno successivo ci hanno fatto recapitare in camera un biglietto di scuse per il disagio causato e un buono per una cena supplementare oltre a quella già prevista.
C’è personale in ogni angolo e ad ogni ora del giorno e della notte: c’è l’addetta che chiama gli ascensori per i clienti, c’è chi svuota i posacenere nei corridoi, chi spolvera, che pulisce e semplicemente chi saluta!
Il ristorante a buffet era ben fornito anche fino a tarda sera e per la colazione non mancava nulla rispetto alle migliori colazioni continentali a buffet.

LAMPANG RIVER LODGE HOTEL: bellissimi lodge in legno, indipendenti, immersi nella foresta, forse troppo immersi e con troppi insetti, ma molto caratteristici.
SHERATON HOTEL CHANG MAI: bellissimo, la nostra camera era al 14° piano, si affacciava sulla piscina al 4° piano, era moderna ma dotata di ogni comfort.
Il ristorante era ricchissimo, con buffet di cucina italiana, francese, cinese, tex-mex, thai e sushi.
Abbiamo davvero mangiato benissimo ed il servizio era ottimo.
DUSIT ISLAND HOTEL: con una lancia abbiamo risalito il Mekong ed abbiamo attraccato direttamente al pontile dell’hotel che sorge su un isolotto sul fiume. Hotel da sogno.

Il nostro soggiorno mare l’abbiamo fatto a KOH SAMUI.
E’ un’isola splendida, viene chiamata l’isola delle palme e fa parte di un parco marino nazionale.
E’ coperta da una vegetazione rigogliosa, piantagioni di cacao e palme da cocco.
Abbiamo soggiornato al FAIR HOUSE REACH & RESORT HOTEL, affacciato su una baia isolata della spiaggia di Chaweng.
Sebbene il resort fosse fornito di ristorante, abbiamo scelto di fare solo pernottamento e colazione, ed è sicuramente stata un’ottima soluzione, infatti la colazione a buffet era ricchissima, a pranzo sgranocchiavamo qualcosa venduto dagli ambulanti locali sulla spiaggia (frutta fresca, spiedini di pollo con riso, pannocchie) e la sera cenavamo in paese, approfittandone poi per finire la serata gironzolando tra le bancarelle o a bere qualcosa di fresco nei dehors dei vari locali, dal pub al disco-bar.
Il resort offre anche campi da tennis e campo pratica di golf.
La nostra camera era nel corpo centrale, al piano terra, proprio affacciata sulla piscina a cascata, con due bei balconcini e molto ampia e ben arredata.
In alternativa si poteva alloggiare in casette/bungalow in muratura che dal giardino rialzato scendevano fino a bordo spiaggia.
Il resort è anche dotato di una piscina a lato del ristorante ed essendo poco fuori dal paese, per pochi bhat il servizio navetta conduceva gli ospiti in paese e ritorno.
Per poche decine di Euro abbiamo affittato una moto da enduro per tutta la settimana (anche se il 99% dei turisti affittava gli scooter!) e con la nostra Honda 450 ci siamo spostati per tutta l’isola, facendo le escursioni per nostro conto nei giorni in cui il tempo non era bellissimo.
Siamo stati alle cascate di Na Muang (alte fino a 80 mt), dove abbiamo risalito la montagna su un sentiero in mezzo alla foresta per alcuni chilometri, per giungere ad una piscina naturale di acqua gelida ma turchese e dove abbiamo fatto un bagno refrigerante.
Poi siamo stati a Bo Phut Beach, dalla parte opposta dell’isola, zona abitata dai pescatori di fede buddista (mentre tutto il resto dell’isola è di fede islamica) e dove si erge sulla collina una statua del Buddha chiamata Big Buddha, che si scorge distintamente anche dall’aereo in quanto è proprio su un promontorio sulla costa e abbastanza vicina all’aeroporto.
Tra le escursioni organizzate siamo stati al Parco Nazionale Marino di ANG THONG; con un motoscafo veloce in circa due ore si arriva all’isola di Koh Mae, riserva naturale, dove attraverso un sentiero strettissimo tra le rocce e la fitta vegetazione si raggiunge un lago salato verde smeraldo e turchese.
La fitta vegetazione nasconde tutti gli animali che vivono nella foresta, invisibili ma che fanno sentire la loro presenza. Arrampicandoci su quei sentieri, in assoluti silenzio, si possono sentire i versi degli uccelli, lo scroscio dell’acqua delle cascate, il cantare delle cicale, le foglie mosse dal vento, le grida delle scimmie…sembra di essere soli, inghiottiti da giungla, una sensazione unica.
Abbiamo fatto snorkeling, poi con i kajak le nostre guide ci hanno accompagnati a scoprire le piccole isolette circostanti; al ritorno ci hanno cucinato pollo e riso sulla spiaggia attrezzata ed abbiamo trascorso il resto del pomeriggio nuotando e sollazzandoci sulla spiaggia e sotto le palme.
Il cuore del villaggio di Koh Samui è costituito semplicemente da una lunga strada, sui cui lati sorgono senza interruzione hotel, ristoranti e negozi di souvenirs.
C’è un’ampia scelta di locali, quindi per mangiare non si corrono pericoli: vi si trova la pizzeria italiana (un’invasione!), il tex-mex, la churrascaria brasiliana con tanto di ballerine, il locale argentino che serve l’asado, il giapponese-fusion, e ovviamente la stragrande maggioranza di locali cinesi/thai, dalla semplice bancarella a bordo strada al ristorante di livello medio-alto.
I prezzi sono veramente abbordabili e vale la pena di provare ogni sera un posto diverso.
Come in ogni angolo sperduto del mondo, ovviamente non mancano i Kentuky Fried Chicken, il McDonald, la sala da bowling e il minigolf, oltre che ogni genere di mini-market (dai 7-eleven a Boots). Da non perdere gli incontri di Muai-Thai (box tailandese) allo stadio della Boxe, proprio nel centro del paese.
L’isola non è ancora completamente attrezzata per la grande ricettività turistica ed inoltre si vedono ancora i segni di uno tsunami che colpì l’isola oltre 15 anni fa’ e a seguito del quale molte attività non sono mai state riprese.
Tuttavia i locali si prodigano con le loro poche disponibilità e con il loro sorriso, cercando veramente di fare il possibile per soddisfare ogni esigenza dei turisti.
Questa loro predisposizione oltre che la naturale ed incontaminata bellezza dell’isola la rendono sicuramente un luogo affascinante e da ricordare.

di Paola Cresto

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