Jamaica… alone on the road

Racconto di viaggio in Giamaica

Ciao a tutti.
Quest’ estate ho visitato la Jamaica da solo, zaino in spalle, sono stato laggiù 24 giorni (da metà luglio al 10 agosto di quest’ anno), ed ho praticamente fatto il giro completo dell’ isola, arrivando fino a posti come Alligator Pound o Mansfield Town, completamente dimenticati dal turismo di massa…anzi, oserei dire, dove non v’ è alcun tipo di turismo occidentale. Partendo da Montego Bay mi sono fermato a Negril, Black River, Treasure Beach, Port Antonio (passando per Mandeville sulle colline), Long Bay sulla costa a est, sono stato a Kingston…perciò, volevo condividere questa mia esperienza con chi ha in mente di fare un viaggio simile, sperando possa essergli utile.

Più che descrivere il mio viaggio,però (se volete indicazioni o consigli su mete belle da visitare o buoni posti in cui stare, scrivetemi pure alla mia mail, non ci sono problemi), ci tenevo a spendere due parole sul tema molto dibattuto sui forum di questo paese: “Jamaica no problem”, “Jamaica many problems”…
Questo perchè chi leggerà le testimonianze lasciate in questi forum si troverà di fronte a notizie del tutto contrastanti…chi dice che è un posto bellissimo pieno di gente splendida, chi invece la descrive come una delle esperienze più deludenti di tutta la sua vita (gente scortese, atmosfera tesa e pericolosa…).

Io mi sono semplicemente innamorato di quest’ isola e della sua gente…l’ ho girata in lungo ed in largo, senza incontrare mai rilevanti tensioni nei miei confronti ed anzi trovando persone meravigliose, che si sono comportate benissimo.
Eppure, capisco anche chi s’ è trovato di fronte ad episodi sgradevoli, perchè potenzialmente la Jamaica può essere anche questo…

La questione è che dipenderà solo da voi…io non ho la superbia di pensare di potervi spiegare la Giamaica ed i Giamaicani…ci sono un sacco di cose che sinceramente ancora non ho capito di questa folle isola…ma voglio solo condividere, sperando possa essere d’ aiuto appunto, cosa credo d’ aver appreso di questa cultura complessissima.

Dipenderà solo da voi, come dicevo, coquistarvi il vero e sincero “respect” della Giamaica…a Negril vi vedrete salutare con questa parola almeno venti volte al giorno, ma vi apparirà subito chiaro come questo atteggiamento sia in realtà il più delle volte interessato e finto.
Il vero rispetto, laggiù, lo si deve conquistare pian piano.
Il Giamaicano medio ha un atteggiamento rude, pacato, molto cool, anche scostante in certe occasioni e gli piace che anche voi lo siate…dimenticatevi l’ immagine del rasta giovialone e bonario trasmessa dai nostri spot televisivi di succhi tropicali…il turista medio con cui si trovano ad avere a che fare è del resto una persona che passa 15 giorni a Negril in un albergo all inclusive, preoccupandosi solo di spendere e spandere nel giro di quei pochi giorni di vacanza tutti i soldi che ha in tasca (soprattutto se è uno statunitense), e questo in un economia veramente povera, dove un’ atteggiamento simile non può chiaramente né essere condiviso, né rispettato…e rendetevi conto, che finchè non dimostrerete l’ opposto, per loro non sarete nient’ altro che uno dei tanti turisti del genere.

Dipenderà solo da voi, dunque…loro lo chiamano avere “the right moving”, o essere “smart people”, persone brillanti…
Da quel momento in poi potrete passeggiare di notte senza più problemi, viaggiare dove e come volete, senza che nessuno vi scocci o vi dia problemi…
Quando spiegavo alla gente del luogo il viaggio che avevo in mente di fare, i posti visitati e quelli che volevo andare a vedere, che stavo girando l’ isola a bordo dei loro scalcinati Route Taxi pieni di gente, vedevo sempre sorrisi spalancarsi sulle facce di quelli con cui stavo interagendo e ricevevo solo pacche sulle spalle seguiti da: “Ya mon! Have a good travel, enjoy Jamaica!”…e questo da soggetti che spesso mi avevano avvicinato solo per chiedermi soldi…

Ho incontrato persone meravigliose, gente che mi ha dato una mano quando ero in difficoltà…mi sono messo a parlare a bordo di uno di questi Route Taxi con un tizio che poi, pur avendo sicuramente meno soldi in tasca di me, ha voluto a tutti i costi pagarmi il viaggio (“Ya mon, you’ re a smart person!”)…
Non andate in Jamaica col fare di chi sta andando alle Haway o alle Maldive…non cercate solo spiaggete, traminti ed indigeni che vi allietano con stucchevoli musichette caraibiche…siete su un isola dove c’ è una cultura pulsante, orgogliosa, rude e…sì, ok, talvolta anche difficile…
…ma se mostrerete di voler conoscere questa cultura, di accettare di essere ospiti e non nuovi colonialisti, di essere comunque persone scaltre e brillanti e non il classico pollo da spennare…ebbene, questa cultura si aprirà a voi, dandovi soddisfazioni grandissime.
Enjoy Jamaica!

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