Tre settimane in Giamaica

Racconto di viaggio in Giamaica

A gennaio 2006 abbiamo realizzato il ns piccolo sogno…., io e il mio ragazzo, ci siamo regalati tre settimane in Jamaica!
I “preparativi” sono iniziati per tempo e già qualche mese prima della partenza ci siamo documentati in merito al volo e all’itinerario che avremmo voluto seguire.
Il ns è stato un viaggio “fai da te”, unica ns compagna di viaggio l’insostituibile Lonely planet, dall’Italia abbiamo acquistato solo il volo aereo (della British con scalo a Londra, 850 euro a testa tasse incluse) e il pernottamento per la prima settimana.
Non sono state poche le persone che, di fronte al ns programma di viaggio, hanno storto il naso mettendoci in guardia su di un paese, dove, a parere di molti, è pericoloso mettere piede fuori da un villaggio turistico….Fortunatamente non ci siamo limitati ad ascoltare solo i pareri di chi aveva trascorso una o due settimane in un all inclusive, facendo prettamente escursioni organizzate, o di chi invece, dall’altra parte della scrivania..di alcune agenzie turistiche, ha cercato di sconsigliarci in tutti i modi l’acquisto del solo volo.

Fortunatamente ci siamo documentati, abbiamo (grazie a questo sito!) contattato persone che la Jamaica l’avevano vissuta come noi avremmo voluto fare, in quanto non crediamo che si possa sindacare sulla criminalità, sulla sicurezza, e sulle problematiche di quel paese se lo si è guardato solo dall’interno di un villaggio turistico
Siamo partiti con le reticenze che si possono avere prima della partenza verso qualsiasi paese povero e con una cultura diversa dalla ns, e siamo tornati convinti e contenti che la ns scelta di viaggio sia stata esattamente quello che cercavamo!
Noi abbiamo fatto il giro completo dell’isola, spostandoci con i route taxi, facendo la spesa nei caotici mercati, organizzandoci personalmente le ns escursioni od affidandoci a persone conosciute sul posto, non ci siamo mai sentiti in pericolo, ci siamo affidati al ns buon senso, parlando con le persone abbiamo capito di chi potevamo fidarci e di chi meno, vivendo la loro realtà in modo diretto abbiamo compreso il loro modo di fare…innegabile il fatto che per qualche dollaro farebbero di tutto…innegabile il fatto che nella maggior parte dei casi..dietro ad un comportamento ospitale si cela la speranza di ricavarne qualcosa in cambio ma…questo è il comportamento di un paese povero, con un forte disagio sociale…noi…, qualsiasi siano le ns condizioni economiche in italia, rappresentiamo pur sempre il turista..ed ai loro occhi siamo senza subbio fonte di ricchezza e l’unico modo per avere qualcosa in più a fine giornata…
Detto questo mi sento di dire anche che la vacanza in Jamaica non è una vacanza economica…o meglio…di certo non è paragonabile a molti paesi del centro/sud america, nei quali una vacanza di 3 settimane sarebbe di certo meno dispendiosa…Reduci da una precedente vacanza in Messico abbiamo appurato personalmente che a partire dagli alloggi la Jamaica è sicuramente più cara…e così per i ristoranti…senza tralasciare il fatto che nei supermercati la maggior parte dei prodotti è importato e di conseguenza i prezzi non sono di certo bassi…Ma, la scelta di un viaggio “fai da te” non è sempre finalizzata esclusivamente allo “spendere di meno”..o meglio…in molti casi è così ma in un caso come la Jamaica si spenderebbe sicuramente meno acquistando un last-minute e rimanendo fermi nella stessa città e nello stesso albergo per 15/20 giorni…ma si tratterebbe di un tipo di vacanza molto diverso da ciò che avevamo in mente…e non so se ci avrebbe regalato tutte le emozioni che, ora tornati da questa esperienza, custodiamo nel ns cuore con tanta gioia e immancabile nostalgia.
Dopo questa premessa, inizio a raccontarvi il ns itinerario:

Port Antonio

La prima settimana a Port Antonio ci ha regalato sicuramente l’impatto visivo più forte di tutta la vancanza: il Portland corrisponde ad una natura meravigliosa, dai colori forti, impossibile non provare stupore e forti emozioni mentre si passeggia sulla splendida long bay o mentre si attraversa la laguna blu e ci si ferma un attimo a guardarsi intorno…vedendo nient’altro che la natura in una delle sue massime espressioni…o quando, in compagnia di una guida locale e senza la presenza di nessun altro turista, ci si addentra nella giungla e ci si ritrova di fronte alle Reach falls, maestose, “solitarie”, immerse in una quiete di acqua blu, alberi maestosi e canti di uccelli.
Le spiaggie sono tutte diverse, ognuna con un proprio fascino, una propria caratteristica: la ns preferita è stata sicuramente Winnifred, forse la più selvaggia..un’accogliente spiaggetta dal mare dai tipici colori caraibici, la barriera corallina, pochissimi turisti e un buon ristorantino dove pranzare.
Ma non dimenticheremo nemmeno la romantica frenchman’s cove…san san beach o dragon bay…insomma qualsiasi luogo del portland ti resta immancabilmente nel cuore!
Noi non abbiamo fatto il rafting sul rio grande, ma ci siamo limitati ad una passeggiata nel parco nazionale tra alberi del pane, platani, fiori…accompagnati da una guida Maroon, una giornata carina ma credo che il rafting possa regalare immagini ancora più suggestive.
A rendere indimenticabile la ns prima settimana non è stata solo la bellezza caraibica…sicuramente l’ospitalità del Drapers San ha avuto la sua buona parte, è stata l’unica sistemazione prenotata dall’Italia. In questo sito avevamo letto alcune esperienze di viaggiatori che consigliavano questa guest house…così ci siamo messi in contatto con Carla, la proprietaria, e possiamo dire di avere fatto un’ottima scelta! Al Drapers San si respira un’atmosfera molto familiare, Carla è una signora intraprendente, piena di risorse e simpaticissima. Ci ha dato dritte su come muoverci, su cosa vedere e consigli utili su tutta la Jamaica, visto che Port Antonio rappresentava solo la prima tappa del ns viaggio. Per non parlare della cucina…squisita…l’abbiamo rimpianta per tutto il resto del viaggio!
Consigli sul Portland? I classici che troverete sulla lonely planet e in tutti i racconti di viaggio: non perdetevi la long bay… una sosta a Boston bay dove assaggiare il famoso jerk pork/chiken… una nuotata nella laguna blu…..un’escursione nella valle del Rio Grande……impedibili sicuramente le reach falls…e una cenetta romantica da Dickin’s (più per l’atmosfera che per la qualità del cibo e del servizio)…(forse il nome non è proprio corretto…ma cmq è indicato anche sulla Lonely planet)….e insomma…la lista potrebbe non finire mai!

Ocho Rios

La seconda tappa ci ha portato ad Ocho Rios, sinceramente la città in sè ci ha un pò deluso…troppo caotica per i ns gusti, qui abbiamo sicuramente percepito quella sorta di invadenza e “pressing” di cui spesso si sente parlare in riferimento al popolo giamaicano…ci bastava uscire dall’albergo per essere assaliti da ogni genere di proposta…o entrare in banca per ritrovarci all’uscita tempestati da richieste di qualche dollaro….i taxi volevano portarci ovunque…insomma impossibile godersi una passeggiata tranquilli per le vie di Ocho Rios. Noi abbiamo soggiornato al Coral Seas (50 dollari a camera per notte), è un hotel carino, molto grande con camere spaziosissime. Abbiamo usato questa tappa più che altro come base di partenza per vedere Nine Mile e le famose cascate Dunns River falls.

Per muoverci ci siamo affidati al “portiere” dell’hotel che ci ha fatto da guida-autista. Nine mile è poverissimo, in mezzo alle montagne, la visita alla casa di Bob Marley con guida rastafariana è interessante, sicuramente una tappa che merita essere inclusa nel viaggio. Le cascate non ci hanno entusiasmato quanto credavamo, forse perchè pochi giorni prima avevamo avuto la fortuna di vedere le reach falls..molto più modeste in termini di dimensioni ma sicuramente più suggestive e meno commerciali.

Montego Bay

Da Ocho Rios abbiamo intrapreso un lungo viaggio fino a Negril, fino a Montego bay abbiamo contrattato con un taxista conosciuto a Ocho rios una tariffa veramente irrisoria considerati i tempi di percorrenza…a dir la verità gli accordi erano che con 30 dollari a testa avrebbe dovuto portarci a destinazione (in realtà la tariffa std sarebbe almeno il doppio)…ma arrivati a Montego bay..ha pietosamente inscenato un guasto al motore….ci ha lasciato alla “stazione” dei route taxi e qui ha pagato un taxista di minibus per portarci a Negril….insomma un gran caos….ma inutile discutere con un jamaicano….abbiamo cercato di fargli capire che a quel punto doveva restituirci una parte del denaro (che furbamente ci aveva chiesto in anticipo con la scusa di fare benzina!!!)…ma non c’è stato niente da fare e…considerando che cmq in fin dei conti con 30 dollari a testa avevamo cmq percorso una distanza per la quale generalmente il costo con un taxi autorizzato è almeno il doppio….,ci siamo messi l’anima in pace…
A Negril ci siamo dedicati a 5 giorni di assoluto relax….il mare è innegabilmente bellissimo, ogni giorno presenta sfumature di colore diverse, in generale l’impatto con questa città è stato positivo….in molti ci avevano assicurato che non vi avremmo resistito a lungo in quanto saremmo stati presi di mira dall’insistenza dei venditori…ecc…ecc….noi fortunatamente ci siamo vissuti questi 5 giorni decisamente indisturbati, ci è bastato un semplice “no, thanks” per far desistere qualsiasi giamaicano volesse venderci qualcosa. Per la ns esperienza è stata sicuramente meno vivibile l’atmosfera di ocho rios!
Lo svantaggio di questa tappa è che è sensibilmente più cara del resto della Jamaica, sia per quanto riguarda gli hotel, sia per quanto riguarda bar e ristoranti o il semplice venditore di frutta sulla spiaggia. Noi abbiamo alloggiato al Sunrise, il proprietario è Luca un ragazzo italiano. Siamo stati sicuramente benissimo, la camera era semplice ma accogliente…con tv…aria condizionata…ventilatore…biancheria pulita tutti i giorni e pulizia impeccabile! Buonissime le colazioni e i piatti del ristorante.
Da non perdere un aperitivo al Rick’s (è stato il max della ns vita mondana…..), ma i tramonti sono cmq indimenticabili ammirandoli semplicemente dalla spiaggia!

Treasure Bech

Da Negril ci siamo spostati verso la ns ultima tappa…Treasure Bech…: arrivando da Negril…l’impatto non è semplice….Treasure è “fuori dal mondo”…subito si percepisce una sorta di immobilità e di pace decisamente unica. E questa “desolazione” può far nascere indubbiamente un pò di perplessità…: la banca più vicina è a 16 km…ci sono pochissimi ristoranti e qualche mini market….la spiaggia è grigia e di conseguenza il mare non ha i tipici colori caraibici per il quale è famosa la Jamaica…il paesaggio è più brullo, la vegetazione sicuramente meno rigogliosa…insomma si cambia decisamente “scenario” e stile di vita…
Anche la camera….confronto al Sunrise…il Golden Sands lascia al quanto a desiderare….la camera molto spartana, senza acqua calda…2 asciugamani striminziti…e nessuna pulizia nei ns 5 giorni di permanenza…
Ma ben presto ci si rende conto che…..lo stile “essenziale” fa parte della vita di treasure beach….si trovano sicuramente soluzioni più accoglienti ma….per noi già i 50 dollari a camera del Golden Sands sono sembrati tanti….quindi possiamo ben immaginare che soluzioni più “lussuose” avessero sicuramente costi troppo alti per il ns budget. (a parte l’alloggio cmq la vita a Treasure beach è decisamente meno costosa rispetto alle altre mete Giamaicane)
Cmq, superata la “perplessità” iniziale….(aumentata dal fatto che, sentendoci sperduti in un luogo così poco turistico e…non avendo l’auto…ci sembrava difficile riuscire a intraprendere qualsiasi escursione…) ci siamo affezionati anche a questo luogo…anzi abbiamo vissuto nei veri ritmi caraibici…dedicandoci tra l’altro ad escursioni pienamente degne di essere vissute. Le ns giornate iniziavano immancabilmente con una lunghissima colazione da Morris…un simpatico signore che gestisce una sorta di bar/market proprio davanti al golden sands…sono state sicuramente le migliori colazioni di tutta la ns vacanza.

Da non perdere:
-l’escursione in barca fino al black river (famoso per i suoi coccodrilli) con una sosta al pelican bar (una palafitta/ristorante costruita su di una secca in mezzo al mare)
-la long bay…vicino ad Alligator Pond: una spiaggia incontaminata, dove perdersi in lunghe passeggiate raccogliendo splendide conchiglie…e accanto una sorgente naturale che sgorga tra le rocce assumendo colori da foto-ritocco…dove immergersi in un suggestivo bagno rinfrescante : attorno l’assoluta desolazione…cactus altissimi…nessun’anima viva….un paesaggio davvero surreale….Al ritorno sosta ad Alligator Pond…gustanto ottimi gamberi piccanti in un caratteristico ristorante sulla spiaggia….e infine sosta sulla scogliera di Lover Lap fotografando il sole fare capolino tra le nuvole dopo un acquazzone tropicale…
– una visita all’ Appleton Estate Rum, l’azienda Leader in Jamaica per la produzione di rhum
Consigliamo un romanticissimo aperitivo da Jake’s mentre per la cena il Jake’s sprat cafè o uno dei ristorantini sulla strada.

Avremmo voluto vedere altri mille luoghi…a Treasure Beach come in tutto il resto della Jamaica… ma il tempo non è mai abbastanza, con i route taxi si arriva praticamente ovunque, ma ci sono molte soste per caricare il maggior numero di passeggeri, spesso bisogna cambiare taxi e in altri casi è necessario contrattare un prezzo per farsi portare in una zona al di fuori dell’ ordinario tragitto…di conseguenza si perde sicuramente più tempo di quanto effettivamente occorrerebbe per raggiungere un determinato luogo, i viaggi (seppure sicuramente divertenti) non sono di certo all’insegna della comodità…ci si ritrova in 7/8 stipati in un auto 5 posti….tra bambini urlanti…donne che cantano….insomma prendendola con lo spirito giusto ci si diverte, l’importante è non farsi troppi problemi…d’altronde questo è lo spirito della jamaica…
E fortunatamente, per quanto ci riguarda, questo è stato lo spirito della ns vacanza.
La Giamaica è bellissima e di questo ci se ne rende conto in qualsiasi tipo di vacanza si desideri fare…. ma siamo estremamente contenti di non esserci fatti convincere all’acquisto di un pacchetto all inclusive…siamo contenti di aver ben filtrato tutti gli avvertimenti, spesso esagerati, che ci sono stati dati prima di partire… Noi abbiamo praticamente fatto il giro completo dell’isola, spostandoci con i mezzi locali, non abbiamo mai “comprato” escursioni presso agenzie del luogo, ci siamo per lo più arrangiati raggiungendo i luoghi con i mezzi locali e trovando le guide sul posto…o mettendoci d’accordo con le persone che abbiamo incontrato nelle guest house o negli alberghi…a Port Antonio ci siamo affidati ai consigli di Carla…a Ocho rios abbiamo conosciuto il “portiere” dell’albergo che ci ha fatto da autista per le ns escursioni…a Treasure Beach abbiamo usato i route taxi e cmq al golden sands vengono giornalmente proposte escursioni nei luoghi più interessanti.
Inutile negare che la Giamaica è un paese nel quale si avverte un forte disagio sociale, e prima di partire per un viaggio come il nostro è consigliabile documentarsi e capire quali luoghi è meglio evitare…ma credo che in ogni paese esistano luoghi dove non è consigliabile addentrarsi….la povertà è dilagante e c’è chi farebbe di tutto per pochi dollari, ma affrontata con buon senso, spirito di adattamento e senza pregiudizio, la Jamaica viene vissuta nel modo in cui merita.
Noi non ci siamo mai sentiti in pericolo, né nel caos dei loro mercati, né su un taxi sgangherato su strade disastrate, né quando, accompagnati da due rasta del luogo, siamo andati a vedere una piccola coltivazione di marijuana nel paese di nine mile….
Ogni viaggio è diverso, personale, e ogni viaggio presenta aspetti, contrattempi, emozioni che non possono essere previste…per quanto riguarda la ns esperienza possiamo consigliare di prestare attenzione alle contrattazioni con i taxisti e di pagarli sempre e solo al raggiungimento della destinazione…loro si offriranno di portarvi ovunque a prezzi cmq molto superiori ad una normale corsa nella quale caricano e scaricano altre persone…a volte noi sinceramente ci siamo lasciati convincere, un po’ per stanchezza…un po’ perché, zaino in spalla, e 30 gradi…non vedevamo l’ora di arrivare a destinazione….e qui ci è capitato di avere a che fare con qualche taxista che poi a fine corsa ci ha chiesto 10 dollari in più per aver sbagliato strada (eh sì…perché secondo lui…dovevamo essere noi ad indicargli la strada giusta..)
Altri consigli….non saprei…in fondo valgono li stessi consigli che possono essere dati per qualsiasi viaggio “fai da te”in qualsiasi luogo del mondo…l’impatto con il popolo jamaicano è piuttosto forte e ci si rende conto che la loro ospitalità è finalizzata nella maggior parte dei casi ad attenere qualche dollaro in cambio…ma come già detto all’inizio bisogna capire il loro stato…capire che siamo noi i turisti e cosa rappresentiamo per loro in quanto tali. Prendete quindi una vacanza in jamaica con lo spirito giusto, rispettateli, conosceteli, parlate con loro, solo così capirete di chi è meglio fidarsi e chi è meglio evitare…è l’unico modo per comprendere il loro modo di essere e per vivere la vacanza serenamente, senza timori.
Concludo dicendo cosa ci rattrista pensando alla jamaica…:il renderci conto che quando si parla di questo paese molti non riescono a vedere al di là della marijuana o del turismo sessuale! Questa limitazione ci sembrava assurda prima di partire…adesso….freschi di ricordi e colmi di emozioni per averla vissuta…osservazioni simili ci infastidiscono e rammaricano ancora di più……
La Jamaica non è nemmeno solo nel mare caraibico o nelle Dunns river falls…la jamaica è il rasta che vive ai piedi delle cascate in mezzo alla giungla…è il furgoncino che al mattino carica sul cassone un gruppo di bambini per portarli a scuola, bambini bellissimi con le divise impeccabili e le treccine perfette….la jamaica è nel profumo del caffè delle blue mountain che sorseggi al mattino in un barettino sgangherato mentre mangi ottimi pancake o frittelle di banane….la jamaica la vedi nelle persone vestite a festa la domenica mattina per andare a messa….o nelle vecchiette al mercato con le loro coloratissime bancarelle di frutta…..la respiri nell’odore della ganja presente in ogni luogo, ma la jamaica è anche il poveraccio che ti aspetta fuori dalla banca per chiederti qualche soldo, o nel vecchietto che ti segue per strada e vuole indicarti qualche ristorante per avere un dollaro in cambio….nel tassista che per qualche dollaro in più rimarrebbe a discutere per ore…
E’ tutto questo e molto di più…
Se dovessi dare consigli sui luoghi più belli…bè…secondo noi la parte più bella della Jamaica è sicuramente il Portland, per il resto..ci sono luoghi interessanti in tutta l’isola e di conseguenza ogni itinerario che si sceglie di percorrere è molto soggettivo…
Che dire…non possiamo che ricordare con tanta emozione la ns vacanza augurando a tutti i turisti per caso,in viaggio per questa meta, di tornare a casa con il ns stesso bagaglio di ricordi e d emozioni.
One Love.
Lara e Emanuele

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