Carnevale a Telfs

Racconto di viaggio in Austria

TELFS è una normale cittadina austriaca, distesa in una vasta piana attraversata da un fiume luccicante nel sole pomeridiano e circondata da una corona di montagne. Tra tutte quelle cime, una colpisce particolarmente per la sua imponenza ed eleganza, è l’Hohe Munde che compare e scompare tra leggere velature. C’è il sole infatti, ma da quelle nubi sfilacciate ogni tanto nevica e guardando in controluce si vede, a tratti, uno straordinario turbinio di scintillanti stelline.

Tutto è bianco. Neve, tanta neve caduta da poco rende il paesaggio straordinario, è ancora candida e soffice e ancora perfettamente poggiata su ogni tetto e su ogni ramo.
La cittadina non ha niente di eccezionale anche se l’atmosfera è tipicamente tirolese, il centro è grazioso e lungo la via principale ci sono alcune case storiche con affreschi e legni scolpiti.
Ma c’è un evento che la fa diventare straordinaria, lo Schleicherlaufen, uno dei più tipici e tradizionali carnevali dell’arco alpino, che si tiene ogni cinque anni.
Per alcuni giorni la città si anima di maschere particolari e di una folla di visitatori che partecipano alla festa che si svolge con un preciso e complesso rituale .
La giornata clou inizia all’alba, con la “passeggiata” del Sonne (sole).
Un gruppetto di uomini in costume accompagna il “sole” lungo la via principale del paese per propiziare la giornata, perché sia bella e luminosa, calda ma non troppo per non far morire di calore i partecipanti. Certamente non quest’anno, semmai si rischia di morire di freddo, la temperatura è rigidissima e ci è voluto molto coraggio per essere in strada alle 7 di mattina.
E’ a quell’ora che sfila il “sole”, accompagnato dai paggi, da un cerimoniere, che a tappe precise si ferma e recita un’orazione e dai rappresentanti di arti e mestieri: il fornaio, il fabbro, il macellaio, il contadino con in spalla un maialino vivo, l’oste. I loro costumi non sono molto pesanti e ad ogni tappa si riscaldano con vino e grappa, il povero maialino invece, con le orecchie viola per il freddo, viene premurosamente coperto alla fine di ogni recita. Al pubblico ogni tanto vengono regalati pane e salsicce.
Alla fine del percorso il sole, quello vero, è ormai sorto. La prima ad essere illuminata è la cima del maestoso Hohe Munde e dopo un po’ i tanto bramati raggi arrivano anche in valle, riscaldando lievemente l’aria.
Per il paese intanto cominciano a vedersi isolati gruppetti di maschere che si stanno radunando alla partenza del corteo. Qualche Baren (orso), alcuni Wilden (uomini selvatici), e poi, trasportati in graziosi carrozzini, trainati da coppie di robusti ma eleganti cavalli, arrivano anche gli Schleicher,

vestiti di raso e velluto con il volto coperto da maschere in maglia di ferro e con in capo gli imponenti cappelli.
Si radunano nel soleggiato e alberato cortile di una casa tipica. Sotto i meli ci sono due lunghissimi tavoli dove le maschere espongono il loro cappello prima di iniziare la sfilata.
Il raduno è festoso e sereno, non ci sono rumori, se non voci discrete, il suono degli zoccoli e delle ruote all’arrivo dei carrozzini.
Per i turisti è tempo di prendere posto dietro alle transenne e aspettare che inizi lo spettacolo. C’è molta gente e primi posti vanno presto occupati.
Per primi arrivano decine di Wilden, vestiti di licheni, con spaventose maschere in legno. Si muovono con andatura pesante, brandiscono nodosi bastoni e lanciano grida minacciose.
Poi, preceduti dal Laterntrager che danza roteando una enorme e colorata lanterna, sfilano gli Schleicher,
in fila, ordinati e silenziosi, ma ritmicamente, all’ordine del cerimoniere, fanno un piccolo balzo per scuotere tutti assieme l’enorme campana che portano dietro la schiena. I loro costumi sono molto colorati e anche se simili sono tutti diversi, ma sono i cappelli, elaborati e coloratissimi, ad esprimere tutto l’estro, la fantasia e la capacità tecnica per realizzare complesse architetture, decorate con rami, fiori, animali, foglie, statuine. Maschere che come tasselli di un puzzle umano, rappresentano la loro comunità e testimoniano l’appartenenza ad un mondo ancora ricco di tradizioni.
Dopo la processione ordinata degli Schleicher, arriva la sarabanda degli Orsi e degli Esotici, dei Cacciatori e dei Saltimbanco che con capre, asini, un cammello, un elefante e una enorme tartaruga riempiono l’aria di movimento, fuoco, fumo, giochi e vivacità.

Questi sono personaggi più vitali, aggressivi e rumorosi di tutto il corteo. Sparano e urlano, corrono e saltano. A loro il compito rituale di mettere in fuga i demoni e gli spiriti malefici, scacciare il gelido inverno, sterile e freddo e svegliare la primavera fertile e ricca di fiori e di frutti.

Dunque, Carnevale come rito propiziatorio, come forza rigeneratrice, retaggio di una tradizione secolare, forse millenaria che, nonostante la società sia fortemente cambiata, per la comunità che la vive così fedelmente resta un momento di forte coesione e per noi spettatori il piacere della scoperta di uno spettacolo carico di serietà e allegria, di provocazione e di rigore.
Note e informazioni
TELFS (Austria) è a circa 20 km da INNSBRUCK e si raggiunge passando il valico del Brennero.
La prossima festa sarà nel Carnevale del 2010.