Bruxelles in tre mosse

Racconto di Viaggio a Bruxelles

di lullaby6@libero.it

Belgio

Ciao a tutti, siamo Chiara e Mauro e vogliamo raccontarvi il nostro week-end a Bruxelles-Brussels!

Siamo partiti da casa alle 2 di notte di venerdì 18 ottobre e siamo ritornati alle 2 di notte di lunedì 20 ottobre. Abbiamo preso l’aereo alle 7 del mattino da Bergamo e siamo atterrati all’aeroporto Charleroi, vicino a Bruxelles, intorno alle 8. Abbiamo viaggiato con la Ryanair prenotando i biglietti più di un mese prima per cogliere al volo un’occasione: andata e ritorno 40 € a persona! Fuori dell’aeroporto di Charleroi c’è un autobus che parte circa mezz’ora dopo l’atterraggio del volo e porta in centro a Bruxelles (50 km) al costo di 10 € a persona.

Bruxelles ci ha accolto con un sole strepitoso e una temperatura di 4-5°! Per fortuna che mi ero prevenuta e avevo portato con me sciarpa e guanti.
L’autobus ferma alla Gare du Midi, la stazione dei treni più grande di Bruxelles, e da lì, dopo aver preso diverse volte il tram sotterraneo sbagliato, siamo riusciti a raggiungere l’albergo a Place Rogier. Anche l’hotel lo avevamo prenotato su Internet (www.expedia.it) e si è rivelato una buona scelta.

Appoggiati i bagagli siamo partiti alla scoperta della città a piedi. Siamo passati davanti all’edificio della Borsa con lo scopo di arrivare alla famosa Grand Place: è una piazza molto suggestiva e ricca di un passato storico. Tutt’attorno ci sono: l’Hotel de Ville, i palazzi delle corporazioni, la Maison du Roi, il museo della birra, il museo del cacao e del cioccolato. Avevamo con noi un’ottima guida di Bruxelles (Rough Guide) su cui sono illustrati nei dettagli i singoli palazzi delle corporazioni e la storia della Grand Place. Quel giorno si celebravano pure due matrimoni nell’Hotel de Ville.

La guida consigliava di fare una tappa nella più antica pasticceria di Bruxelles, Maison Dandoy, per assaggiare gli speculoos, dei biscotti scuri alla cannella di svariate forme. Non ho potuto fare a meno di acquistare un pacchettino e una confezione di pasticcini da portare a casa ai miei. Successivamente ci siamo diretti verso il Manneken Pis, ovviamente foto di rito con il bambino che fa la pipì sulla mia testa. Poi siamo ritornati verso le Borsa e abbiamo visitato la zona verso Place S.Chaterine, non molto interessante. Abbiamo pranzato in Rue de Bouchers, piena di ristoranti soprattutto di pesce, si vedevano teglie di cozze cucinate in tutti i modi.

Dopo un breve riposino pomeridiano in albergo che ci ha rinvigoriti, siamo ripartiti passando davanti al Jardin Botanique, alla Colonne du Congres, dalla cui piazza si gode una vista dei tetti di Bruxelles, per arrivare alla magnifica Cathedrale di San Michele e Santa Gudula. La cattedrale gotica risale al XIII secolo e all’interno ci sono le foto dei matrimoni dei principi del Belgio e del Papa.
Abbiamo curiosato nelle vetrine delle Galeries Saint Hubert e poi siamo ritornati verso la Grand Place dove abbiamo cercato un posto per cenare. Entrambi abbiamo scelto delle specialità belga: Crevettes grises e Carbonnade flamande.

Altra specialità belga sono i cioccolatini: le vetrine di Leonidas, Godiva e Neuhas erano il paradiso dei golosi! I negozi erano sempre pieni di persone in coda per portarsi a casa confezioni di cioccolatini di tutte le forme e gusti. Ovviamente non potevamo sottrarci al richiamo del palato e ci siamo portati a casa un bel po’ di cioccolato. Così siamo andati a dormire sazi e soddisfatti della prima giornata a Bruxelles.
Il giorno dopo sveglia alle 8, rapida colazione in albergo e con la metro (la fermata era a pochi passi dall’albergo) siamo arrivati al Parc de Bruxelles. Abbiamo acquistato la tessera giornaliera per metrò e tram del valore di 3,70 € a persona, prevedendo di girare perlopiù in metro, visto anche il freddo che faceva.

Da lì ci siamo diretti verso Mont des Arts, Place de l’Albertine, Musèe Royaux des Beaux Arts, Place Royale e giù verso il Palais de Justice facendo una tappa a Notre Dame du Sablon. La chiesa è molto caratteristica e merita una visita. Il Palais de Justice è un edificio molto imponente e cupo, anche dalla piazza dinanzi si gode una vista dei tetti della città. Tornando indietro ci siamo fermati in Place du Petit Sablon e ci siamo diretti verso il Palais Royal.

Abbiamo poi ripreso la metro per andare al Parc du Cinquantenaire dove si trova l’arco di trionfo eretto da Leopoldo I. Dopo una passeggiata per il parco e una visita al Musèe Royal du l’Armèe et d’Histoire militaire (c’è un hangar molto fornito all’interno) abbiamo ripreso la metro per andare al quartiere Heysel a vedere il simbolo di Bruxelles: l’Atomium.

Pranzo in una paninoteca del Brupark, una specie di parco dei divertimenti, e poi visita all’Atomium. L’ingresso è di 6 €, alquanto esagerato rispetto a quello che offre l’interno, ma la vista della zona dalla “palla” più alta merita la visita. Vicino all’Atomium c’è lo stadio di Heysel tristemente famoso per l’incidente che avvenne nel 1987 in cui persero la vita diversi tifosi italiani durante la partita Liverpool-Juventus.

A piedi ci siamo poi diretti verso il quartiere di Laeken, che ospita l’omonimo Parc de Laeken; abbiamo percorso l’intero parco (incontrando pure un coniglietto!) per arrivare allo Chateux Royal. Il parco è molto esteso e per attraversarlo tutto ci abbiamo impiegato un bel po’, trovando sul nostro cammino anche un monumento dedicato a Leopoldo I. Lo Chateux Royal è poco visibile dalla strada poiché circondato da molti alberi e la zona è molto trafficata e poco turistica. Stanchi di camminare ci siamo messi alla ricerca di un fermata del tram, passando davanti al Pavillon Chinois e alla Tour Japonaise, due stravaganti strutture fatte costruire da Leopoldo I; il nostro commento è che non hanno alcun senso!

Con il tram siamo tornati al Heysel e abbiamo ripreso la metro che ci ha riportato in centro; altra capatina alla Grand Place dove ci siamo fermati a bere qualcosa nei tavolini all’aperto di un bar che si affaccia sulla piazza. L’atmosfera era davvero serena e rilassante. E quel pomeriggio mi sono gustata un delizioso gaufre acquistato in un negozietto accanto al Manneken Pis: sono dei dolci il cui sapore e simile alla frittella ma vengono cotti in particolari piastre a quadretti e vengono venduti con sopra la marmellata, il cioccolato fuso, il cocco, il gelato, la panna….una vera golosità!
Per tornare verso l’albergo abbiamo attraversato le vie più popolose piene di negozi alla moda e abbiamo notato che i prezzi sono praticamente identici all’Italia.

Il terzo giorno il sole ha giocato a nascondino tra le nuvole ma non ha piovuto per fortuna. Con la metro ci siamo diretti al Parlamento Europeo con l’intenzione di visitarlo e, senza saperlo, siamo arrivati giusto alle 10, ora in cui parte il tour audioguidato. Eravamo una decina di persone in tutto, di diverse nazionalità, la guida ci ha accompagnato in un minitour illustrato da un registratore fornito ad ognuno di noi; abbiamo visitato anche l’Aula principale in cui si riuniscono i deputati dell’Unione Europea. Usciti dal Parlamento abbiamo passeggiato per il Parc Leopold, adiacente ad esso, in cui facevano ricreazione diversi alunni delle scuole.
Riprendendo la metro ci siamo diretti verso i quartieri di St.Gilles e Ixelles abbelliti da diversi edifici in stile Liberty. Sempre con la guida alla mano abbiamo cercato gli edifici indicati, tra cui Casa Tassel, ideata dall’architetto Victor Horta, Hotel Solvay e altre dimore in Avenue General de Gaulle. Abbiamo passeggiato un bel po’ per questi quartieri ben poco turistici e, se non avessimo avuto una guida così dettagliata, sicuramente non ci saremmo mai recati da quelle parti.

Siamo poi ritornati verso Grand Place, abbiamo gironzolato per le stradine adiacenti e curiosato in diversi centri commerciali. Siamo andati a dare un’occhiata a Place des Martyrs, segnalata dal libro, bella piazza ma molto desolata. Poi ultimo gaufre e ultimo saluto alla Grand Place prima di tornare in albergo a prendere i bagagli.

Con la metro siamo tornati alla Gare du Midi e aspettato l’autobus per l’aeroporto che parte 2 ore e mezza prima del volo. Siamo decollati alle 21:30 e atterrati a Orio al Serio verso le 22:40 dove ci attendeva la lunga strada verso casa (e il salato parcheggio dell’aeroporto: circa 30 € per tre giorni).