Baviera: non solo castelli fabieschi

Racconto di viaggio in Germania

C’era una volta un giovane re che, disinteressato dagli affari di stato, si rifugiò in un mondo di favole… Purtroppo non tutte le favole hanno un lieto fine e il re Ludwig II di Baviera morì prematuramente all’età di 41 anni, dopo essere stato deposto dal trono per infermità mentale, senza aver realizzato tutti i suoi sogni… Suicidio, incidente, omicidio? Probabilmente resterà per sempre un mistero. Tuttavia prima di morire, il “re folle”, come veniva chiamato, lasciò alla Baviera un’eredità preziosissima: fece costruire tre meravigliosi castelli che da più di cent’anni fanno sognare le persone che li visitano: NeuschwansteinLinderhof Herrenchiemsee.

I castelli da fiaba di Ludwig II sono stati per noi e una coppia di amici lo spunto per un viaggio di 9 giorni in Baviera nel periodo post natalizio. L’itinerario ha toccato anche Lindau, sul lago di Costanza, la Romantische Strasse, e infine le città di Norimberga e Monaco.

Per chi volesse fare lo stesso viaggio, ecco il percorso dettagliato con tutte le tappe e i km giornalieri:
28 dic.: Milano – Lindau, con breve tappa a Vaduz, Liechtenstein. Notte a Lindau – ca 330 km
29 dic.: Lindau – Schwangau. Castelli Hohenschwangau & Neuschwanstein. Notte a Schwangau – ca 100 km
30 dic.: Castello Linderhof, Monastero di Ettal, Oberammergau, Wieskirche, Füssen. Notte a Schwangau – ca 110 km
31 dic.: Romantische Strasse: Landsberg am Lech, Augsburg. Notte ad Augsburg – ca 95 km
1 gen.: Romantische Strasse: Donauwörth, Harburg schloss, Nordlingen, Dinkelsbühl. Notte vicino a Rothenburg ob der Tauber – ca 160 km
2 gen.: Rothenburg ob der Tauber, Norimberga. Notte a Monaco – ca 250 km
3 gen.: Monaco
4 gen.: Monaco
5 gen.: Castello Herrenchiemsee e rientro a Milano – ca 590 km

Alcune indicazioni pratiche:
Abbiamo costatato che la maggior parte delle pensioni, piccoli hotel e ristoranti non prendono la carta di credito, quindi munitevi di contanti.
Si possono prenotare gli alberghi/pensioni autonomamente in quanto quasi tutti hanno l’email e non richiedono numero di carta di credito o altro, tranne nelle grandi città come Augsburg o Monaco.
Cercate di imparare i nomi di alcuni piatti base della cucina bavarese in modo da poterci capire qualcosa quando i menù non sono tradotti in lingue straniere, cioè molto spesso…
I Bavaresi sono per la maggior parte molto simpatici e calorosi, imparate alcune parole, tra cui il saluto tipico “Gruss Gott” (quando si entra in un posto), sarà molto apprezzato!
E’ meglio andar a cena sul presto, ossia verso le 20, in quanto tanti locali chiudono presto e ad una certa ora non fanno più da mangiare.
Questo è un viaggio che si può intraprendere in qualsiasi stagione, ognuna regala un’atmosfera diversa e paesaggi totalmente differenti. D’inverno è sicuramente molto suggestivo con i paesaggi imbiancati di neve fresca, ma ci sono alcune limitazioni per quanto riguarda le visite dei castelli: tutte le statue esterne vengono impacchettate per proteggerle dal gelo, inoltre i giardini, che d’estate sono una meraviglia per gli occhi, d’inverno sono ovviamente tutti coperti di uno spesso manto nevoso. Inoltre le strade possono essere ghiacciate, quindi i trasferimenti sono più lenti.

Ed ora il racconto…
Il 28 dicembre quando partiamo da Milano piove, peccato! Mi avevano detto che la strada fino a Lindau fosse molto bella… magari siamo fortunati e migliora… e no! Peggiora! A Chiasso siamo sommersi dalla neve e si viaggia a 60 km/h. Bene, siamo già inseriti nell’atmosfera bavarese!
Nevica fino al tunnel del San Bernardino, in Svizzera, il paesaggio dovrebbe essere stupendo ma scorgiamo soltanto i pini carichi di neve ai bordi della strada. Alcune macchine hanno difficoltà ad andare dritto e scivolano! Meno male che abbiamo montato le gomme da neve, ve le consiglio fortemente se intendete recarvi in Baviera d’inverno, sono molto efficaci, infatti non abbiamo mai dovuto mettere le catene.
Comunque, dopo il tunnel del San Bernardino troviamo la strada asciutta e possiamo proseguire ad un ritmo un po’ più veloce. Facciamo una breve tappa nel Principato del Liechtenstein, la quarta più piccola nazione d’Europa. A Vaduz, la capitale, non c’è nulla da vedere se non il castello arroccato sul fianco della montagna. Noi ci accontentiamo di una foto, la nostra meta è oltre… Mangiamo al Mc Donald’s, mi vergogno quasi a dirlo, purtroppo è l’unico posto che mostri segni di vita in questa città deserta!
Proseguiamo il viaggio ed arriviamo a Lindau verso le 15.30. La posizione è stupenda, sul lago di Costanza, alcuni cigni sono intrappolati nel lago ghiacciato e cercano con alcune difficoltà di raggiungere l’acqua che è rimasta liquida sotto il ponte che collega la terra ferma a Lindau Insel, la penisola dove si trova il centro storico.
Andiamo subito in hotel (Pension Seerose, 65€ la doppia con colazione) a scaricare i bagagli ed usciamo ben coperti per un giro della cittadina. Sono le 16 circa e fra poco sarà buio, dobbiamo sbrigarci! Per fortuna il centro è piccolissimo e vediamo velocemente tutti i punti di interesse: il Rathaus (municipio) riccamente affrescato, la via pedonale principale con le sue case colorate, il bellissimo porticciolo con il faro e la statua del leone, simbolo della Baviera. Sullo sfondo, le montagne innevate intorno al lago rendono lo scenario molto suggestivo. Sono le 17 ed è già buio, decidiamo quindi di andare a bere una birra e ci infiliamo nella prima birreria che incontriamo, sul porto: il Mar Mor Saal. Il locale, molto ampio, arredato con colori caldi, ha un enorme lampadario di cristallo che scende sopra i tavoli e il bancone ricavato in un altare di chiesa, è un po’ particolare! Tutto bene finché la cameriera non porta il vassoio con i bicchieri di birra, e praticamente me lo rovescia quasi addosso! Piccolo disastro sul mio piumino, meno male che c’è un termosifone nelle vicinanze! Ecco, il mio piumino è stato battezzato dalla birra! Non male… Più tardi, la sera andiamo a cena al Weinstube Frey, ristorante situato in un edificio del 1560, è molto carino e mangiamo le prime tipiche pietanze del viaggio! Dopo cena facciamo due passi fuori, non c’è un’anima, sembra una città fantasma! A questo punto torniamo nella birreria del pomeriggio, ma ci rendiamo conto che al piano superiore, c’è un altro locale da dove due ragazze straniere stanno uscendo barcollando, queste ci consigliano vivamente di entrarci prima di immergersi in un taxi! Saliamo le scale ed entriamo nel locale, il Nana Lounge, ed ecco che scopriamo che tutto il paese è riunito qui! Scoppiamo in una bella risata! Quindi se capitate a Lindau e cercate un locale dove andare a bere qualcosa dopo cena, siete costretti ad andare al Nana Lounge! Arredamento etnico, tavolini, cuscini, divanetti, tendaggi, vetrate con vista sul lago, musica underground/dance mixata da un DJ nero in cappotto color cammello, con cappellino nero e scarpe da ginnastica bianche, un look interessante!… Prima di mezzanotte siamo a nana…

29 dicembre
Dopo la colazione partiamo in direzione di Schwangau, paesino vicino a Füssen dov’è situato il castello più famoso del mondo: Neuschwanstein (ci vuole allenamento per pronunciarlo correttamente e quindi ogni tanto lo chiamerò il “castello bianco”, anche se in realtà è grigio chiaro).
Il paesaggio che attraversiamo ci immerge già in un’atmosfera fiabesca, ha nevicato di recente, è tutto bianco intorno a noi. Percorriamo la Deutsche Alpenstrasse, che vi consiglio; in certi punti il panorama è quasi irreale e ci fermiamo ogni cinque minuti per scattare delle foto. E quindi tra le pause foto e la neve sulla strada, impieghiamo due ore per fare 70 km! Di conseguenza perdiamo anche la prenotazione che avevamo fatto per ritirare i biglietti del castello. Per fortuna al Ticket Center, che si trova sotto il castello Hohenschwangau (che chiamerò il “castello giallo” per le stesse ragioni di cui sopra), la coda è inesistente e prendiamo i nostri 4 King’s Ticket da € 15 l’uno che permettono la visita dei due castelli nella stessa giornata. In realtà, il King’s Ticket non è proprio un vero affare: fa risparmiare soltanto € 1 rispetto al prezzo totale dei due biglietti! Altra condizione, il primo castello che si visita è quello giallo, ovvero il castello dei genitori di Ludwig II (il principe ereditario Maximilian II e la principessa Maria di Prussia). Questo castello viene visitato da molta meno gente rispetto al più famoso Neuschwanstein ma secondo me non è da trascurare per diversi motivi: 1- per arrivarci ci vuole una camminata in salita ma facile di soli 10 minuti (o il calesse trainato dai cavalli per i più pigri), 2- da lì si gode un magnifico panorama sul lago Alpsee e sul castello bianco, 3- è il castello dove il giovane re ha passato tutta l’infanzia e l’adolescenza tenendo sotto controllo la costruzione dei suoi castelli. Infatti in una stanza, c’è un binocolo puntato sul castello di Neuschwanstein. Degna di attenzione è soprattutto la sua camera da letto, riccamente decorata con affreschi raffiguranti la storia di Tristano e Isotta, il soffitto è dipinto con un cielo stellato; da questo intuiamo già l’indole molto romantica del re. Dopo la visita, che dura circa 25 minuti, torniamo giù vicino al Ticket Center e ci mettiamo in coda per prendere un calesse per salire al castello bianco, che si trova molto più lontano. Il foglietto che danno all’ufficio turistico indica una camminata di 40 minuti e siccome inizia a nevicare vorremmo star all’asciutto. Purtroppo la coda è piuttosto lunga e i calessi che arrivano sono pochissimi, rischiamo di saltare l’orario della nostra visita, quindi decidiamo di salire a piedi. Di un buon passo ci vogliono meno di 25 minuti fino all’ingresso del castello, quindi è fattibilissimo! Il passaggio in calesse costa € 2,50 a testa e ci impiegherete probabilmente lo stesso tempo. Arrivati in alto, ci compriamo dei Pretzel perché moriamo di fame, sono le 14.40 circa. La visita inizia alle 14.55.
Un’informazione pratica: i biglietti si comprano unicamente al Ticket Center quindi non affaticatevi a salire fino al castello senza biglietto perché vi rimanderanno indietro. C’è un sistema di codici per scaglionare le partenze delle visite. Sul biglietto c’è un numero, quando viene indicato quel numero sul pannello luminoso (sembra di essere all’A.S.L.) dovete passare attraverso i cancelli automatici e raggiungere il gruppo, dopodiché all’interno del castello, ad ognuno vengono date le audio guide per seguire la visita nella lingua desiderata.
La visita dura meno di mezz’ora, purtroppo, infatti si visitano poche stanze perché la costruzione del castello non è mai stata portata a termine. In questo castello si respira un’atmosfera molto più romantica e fiabesca rispetto a quello dei genitori. Gli arredi sono sbalorditivi, ispirati alle opere più famose di Wagner! Rimango particolarmente colpita dalla sala del trono in stile bizantino (dove però manca il trono, non è mai stato terminato); la stanza da letto (con un letto a baldacchino in legno intarsiato: una vera opera d’arte!); la grotta artificiale e annesso piccolo giardino d’inverno con vista sulla pianura; la sala dei Cantori che venne utilizzata solo dopo la morte di Ludwig. Anche le stanze per gli ospiti sono arredate con gusto nello stile di una baita. Mi spiace non potermi soffermare di più in ogni stanza, ci sono migliaia di dettagli da osservare, e mentre cammino, cerco di immaginarmi Ludwig più di 100 anni indietro, camminando nelle stesse stanze che stiamo ammirando. Certo che era proprio fuori di testa! :) La visita si conclude con il piano inferiore dove si trova la cucina, ultra moderna per l’epoca, e dotata di tutte le attrezzature tecniche: acqua corrente fredda e calda, forno, spiedo automatico, ecc…
Dopo la visita, decidiamo di andare fino al Marienbruecke, passerella metallica costruita nel 1866 da dove si ha una delle viste migliori sul profilo del castello. L’accesso al sentiero è sbarrato causa pericolo, ma siccome siamo molto coraggiosi passiamo lo stesso!… Dopo alcuni minuti capiamo perché era sbarrato: il percorso è innevato e piuttosto ghiacciato ma è divertentissimo, ci aggrappiamo a qualunque cosa ci capiti e ci facciamo delle belle risate quando uno di noi scivola! A parte questo aspetto tecnico, il percorso è stupendo e non rimpiango di essermi avventurata! Scattiamo le più belle foto del viaggio! E’ difficile descrivere questi momenti, siamo eccitatissimi all’idea di trovarci in un posto così bello e affascinante! A rendere lo scenario ancora più suggestivo è la neve, abbondantissima sia per terra che sui rami degli alberi e sui pini. Ci sembra davvero di essere nel paese delle fiabe! Capisco che Walt Disney ci abbia trovato l’ispirazione per il castello della Bella Addormentata. Ad un certo punto si ha una vista spettacolare sulla vallata: in mezzo il castello Hohenschwangau vicino al lago Alpsee e tutt’intorno le montagne innevate che si riflettono nel lago: praticamente un puntino giallo in mezzo all’immensità bianca! Davvero incantevole! Mentre i miei compagni di “spedizione” cercano di restare in piedi sulla neve io sono tutta agitata e tiro fuori la macchina fotografica febbrilmente saltando di gioia per le foto stupende che sicuramente farò! :) Dobbiamo però continuare perché la luce si fa meno e rischiamo di fare la strada del ritorno al buio (ovviamente nessuno di noi ha una torcia). Dopo alcune peripezie, arriviamo finalmente alla passerella. Premessa: io soffro di vertigini e la passerella, oltre ad essere piuttosto datata, è situata a 92 m d’altezza sopra l’orrido di Pöllath, già solo il nome mette i brividi! Però decido di superare la mia paura e mi avventuro sul ponte stretto cercando di non guardare sotto! La visione in effetti merita! Non è una di quelle belle giornate di cielo azzurro e limpido, anzi, tutt’altro, il cielo è grigio e la nebbia inizia ad avvolgere il castello. Ma questo rende il panorama ancora più misterioso e affascinante. Ho letto che Ludwig II amava venire qui la sera ad osservare il suo castello illuminato dentro da migliaia di candele accese apposta. Chissà cosa pensava in quei momenti…
Torniamo indietro. La strada del ritorno è ancora più comica in quanto in discesa, sembriamo quattro pinguini! I primi faretti si accendono sotto il castello e creano delle visioni da sogno con i rami innevati e la facciata imponente dell’edificio illuminati. Sembriamo proprio nel mondo delle fate e degli elfi! Non so come sia d’estate ma vi posso assicurare che d’inverno questo posto è davvero magico! Inoltre siamo quasi da soli, la maggior parte dei turisti non si è avventurata sul sentiero per raggiungere la passerella, e noi siamo felicissimi di aver corso il rischio! Torniamo giù al paese a piedi, ormai è buio ma la strada è strapiena di persone che stanno scendendo come noi, ci sono gruppi di ragazzi che fanno battaglie di palle di neve, c’è un’atmosfera molto allegra! Anche il castello giallo ora è illuminato da faretti che gli danno un effetto dorato molto bello. Siamo distrutti fisicamente, abbiamo camminato molto oggi, è ora di andar a prendere possesso delle nostre stanze nella pensione (Romantic Pension, € 64,40 la doppia con colazione) che ho prenotato via web, sperando che sia carina come sulle foto! Si trova a cinque minuti di macchina dal parcheggio di Hohenschwangau, la troviamo rapidamente perché sul sito c’era una foto che mostrava la casetta con il castello bianco sullo sfondo, e in effetti la realtà supera quasi la foto! E’ bellissima, bianca con le imposte di legno azzurro chiaro, il tetto spiovente, sul davanti un giardinetto innevato (sembra una casa di bambole!) e sullo sfondo eccolo qua: il castello Neuschwanstein in tutto il suo splendore notturno, con un alone quasi verde intorno, che dà l’idea di essere inaccessibile, misterioso… La nostra padrona di casa, Frau Strass, ci accoglie con un camicie bianco lungo che la fa sembrare una farmacista! Salendo le scale ricoperte di moquette per raggiungere le nostre stanze, mi dice che la casa ha cento anni! Le stanze sono incantevoli e hanno un balconcino con vista sul castello! Non potevamo sperare di meglio per questo soggiorno di due notti. Dopo un paio d’ore di relax (praticamente ci siamo tutti abbioccati pesantemente!), usciamo ed andiamo fino a Füssen, a un paio di km, per cenare. Stesso scenario di Lindau, non c’è nessuno in giro! Praticamente mi accorgo che i Tedeschi cenano dalle 18 in poi, non c’è altra spiegazione, infatti tante birrerie e ristoranti chiudono prestissimo, quindi vi consiglio di andar a cena non più tardi delle 20. Noi andiamo in un ristorante chiamato Gasthof Krone, atmosfera medievale e cameriere in costumi d’epoca molto allegre! Ecco il menù (non ci facciamo mancare nulla!): zuppa di patate servita in una grossa pagnotta di segale scavata, vari piatti di carne dalle proporzioni pantagrueliche, patate, sformato di verza, strudel, frittelle di mele, mini bignè con salsa alla vaniglia. Alle 22.30 siamo a letto, stanchi morti e con la pancia piena!

30 dicembre
Dopo un’abbondante colazione servita dalla nostra Frau Strass, sempre in camice bianco, partiamo con la macchina in direzione di Linderhof, dove si trova il castello preferito di Ludwig II, l’unico portato a termine e dove lui abbia vissuto per un po’. Percorriamo una strada che passa attraverso l’Austria in Tirol, è stupenda, per alcuni km costeggia un lago ora ghiacciato, il Plamsee, circondato dalle montagne. Oggi siamo fortunati, il cielo è a tratti azzurrissimo e ci sono alcuni bei raggi di sole. La stradina, stretta e ghiacciata è quasi deserta per fortuna, possiamo quindi goderci il panorama e fermarci ogni tanto. Siamo immersi in un paesaggio bianco/azzurro, è davvero spettacolare! Alle 10 arriviamo a Linderhof. Qui ci sono molti meno turisti rispetto al castello di Neuschwanstein, facciamo i biglietti in un attimo. Purtroppo la facciata del castello è ricoperta da un telone in quanto il castello è in ristrutturazione, è un vero peccato perché dalle foto sembra un vero gioiellino. Se ci andate in primavera o d’estate potrete vedere anche le statue e fontane (ora ricoperte), visitare i giardini, la grotta artificiale ed altri piccoli edifici sparsi nel parco. D’inverno e dopo le abbondanti nevicate, tutto è ricoperto di uno spesso manto bianco.
Seguiamo la visita con una registrazione in italiano che parte ogni volta che entriamo in una stanza. L’avremmo seguita anche con la Guida (reale) inglese ma una signora napoletana ci costringe quasi a rimanere con lei e i suoi parenti per fare gruppo ed avere così una guida in italiano!… No comment.
Questo castello è ancora più incredibile di quello visitato il giorno prima. Se Neuschwanstein è all’insegna del sogno e del romanticismo, il castello di Linderhof è molto kitsch ed è il trionfo del barocco e del rococò, in omaggio a Versailles di cui il re Ludwig II era rimasto colpito durante un suo precedente soggiorno. Molto carine sono le stanzette rotonde color pastello, poste agli angoli del castello, e che servono di passaggio tra una zona e l’altra. La stanza più impressionante è la camera da letto, con un maestoso letto a baldacchino dai tendaggi blu di Prussia! Tutte le stanze sono decorate con dipinti della vita a corte di Luigi XIV di Francia, che Ludwig II invidiava moltissimo per il potere che lui non avrebbe mai posseduto nel suo paese. Dettaglio interessante: nella sala da pranzo, il tavolo poteva essere calato giù in cucina e di nuovo innalzato apparecchiato in modo che il re potesse mangiare da solo senza essere disturbato. In quel periodo iniziava già ad avere alcuni turbi della personalità… E sembra che fosse rimasto anche senza denti, ecco il motivo per cui non sopportava di essere osservato mentre mangiava! Che peccato, i ritratti di Ludwig II mostrano un tipo davvero affascinante e io stessa sono rimasta colpita dal carisma che emanava. Alto, moro, con occhi azzurri intensi, immaginarlo senza denti mi viene difficile. Nei suoi ultimi ritratti invece, poco prima di morire, era quasi irriconoscibile e molto ingrassato, una specie di Elvis Presley bavarese! :)
Mentre visitiamo il castello, mi viene un po’ di malinconia per questo re che passava le sue giornate da solo, ad ammirare le stanze del castello, i suoi dipinti, i suoi vasi… Era circondato da centinaia di oggetti preziosissimi ma è chiaro che in fondo fosse molto triste e si sentisse incredibilmente solo. Si rifugiava in un mondo immaginario attraverso i suoi castelli fiabeschi. Nel castello di Linderhof c’è anche una stanza per gli ospiti arredata con cura e un pianoforte che aveva fatto realizzare apposta per l’amico Wagner, di cui Ludwig II era un fervente ammiratore e anche finanziatore… purtroppo non ricevette mai visite e Wagner non mise mai i piedi nel castello.
Dopo la visita e un giretto nel parco, andiamo al Monastero benedettino di Ettal, a pochi chilometri. L’edificio è imponente e mi ricorda un po’ la basilica di Superga a Torino. All’interno lo stile è barocco, molto carico, ed è opera dell’architetto del 700 Dominikus Zimmermann.
In seguito, ci rechiamo nel paese di Oberammergau, famoso per le sue case affrescate, alcune rappresentano delle fiabe celebri come Hansel e Gretel o Il Cappuccetto Rosso. E’ piacevole fare una passeggiata tra le sue vie. Mangiamo un gulasch di cervo in una gastronomia, in piedi.
Proseguiamo la giornata con la visita della Wieskirche, chiesa trionfo del barocco bavarese inserita dall’Unesco nel Patrimonio dell’Umanità. La chiesa è stata costruita e decorata da… Dominikus Zimmermann (ancora lui!) e suo fratello Johann Baptist. Rispetto alle fotografie che avevo visto, è diversissima: invece di una chiesa chiara con bel tetto scuro in mezzo ad un prato verdissimo, qui è tutto bianco!… Non si distingue il tetto dall’edificio e dal paesaggio circostante!… Però l’effetto è molto bello lo stesso anche se un po’ triste.
Non stanchi, proseguiamo il nostro viaggio e chiudiamo il “loop” tornando a Füssen dove facciamo un giro. Anche questa graziosa cittadina possiede un castello arroccato, molto carino, ma questo viene piuttosto ignorato dai turisti a favore del più famoso Neuschwanstein, a 2 km da qui. All’ora in cui arriviamo purtroppo è chiuso e la luce comincia ad affievolirsi ma riusciamo a penetrare nel cortile e ad avere una bella vista sui tetti di Füssen.
Nota gastronomica: vi consiglio di assaggiare le Schneeballen, una specialità bavarese. Li potete trovare in diversi posti, noi le abbiamo trovate in una pasticceria ai piedi del castello, sono dolci stranissimi, praticamente sono delle chiacchiere (o bugie o frappe) arrotolate su se-stesse a forma di palla e ricoperte di cioccolato, zucchero o glassa. Assaggiatele se vi capita di passare da quelle parti! Un consiglio: una schneeballen in due sarà ampiamente sufficiente!
Torniamo poi nella nostra Romantic Pension per rilassarci un po’ prima di cena. Vado subito ad affacciarmi al balcone, purtroppo il castello bianco è avvolto nella nebbia, che sfiga!… Prima di uscire, verso le 20, mi affaccio di nuovo e… il castello come per magia si è liberato dalle nuvole e dalla nebbia per farsi ammirare in tutto il suo splendore! Scattiamo alcune foto con tempi di apertura diversi, per essere sicuri! Mentre usciamo dalla pensione, mi accorgo che anche il castello Hohenschwangau è completamente libero dalle nuvole, pertanto prima di partire verso Füssen per cena, sistemiamo la macchina fotografica con il treppiede sul tetto dalla macchina per fare alcuni scatti. La posizione della nostra pensione si rivela decisamente vincente: a due passi dai due castelli, immersa nel silenzio e a cinque minuti in macchina da Füssen. Un indirizzo davvero da conservare!
Füssen non è più animata di ieri -ormai ce ne siamo fatti una ragione- e quindi andiamo direttamente in una birreria/ristorante (Franziskaner) dove assaggiamo altre specialità bavaresi.

31 dicembre
Oggi nevica tantissimo. Do un’occhiata dal balcone: il castello sembra quasi sparito! Siamo stati fortunati a visitarlo due giorni fa, quando il tempo non era troppo brutto…
Dopo la colazione e dopo aver salutato Frau Strass, partiamo in direzione di Augsburg sulla Romantiche Strasse, che inizia a Füssen e finisce circa 350 km più nord a Wurzburg.
Per strada passiamo in mezzo a Schongau, cittadina fortificata che sembra molto carina, ma non scendiamo dalla macchina in quanto nevica fortissimo.
Alcuni chilometri più avanti, ci fermiamo a Landsberg am Lech, altra cittadina fortificata e arroccata con case colorate e alcune belle chiese nonché una Rathaus (=municipio) dalla facciata affrescata molto bella. Facciamo una passeggiata ma nevica tantissimo e non è piacevole, pertanto dopo un’oretta torniamo verso la macchina e proseguiamo fino ad Augsburg.
Questa è la città che abbiamo scelto per trascorrere la serata di Capodanno. Lasciamo i bagagli in albergo (Ost Am Kö, € 80 la doppia con colazione) ed usciamo per fare un giro. Continua a nevicare ma non abbiamo voglia di stare rinchiusi in albergo quindi muniti di ombrelli e cappucci affrontiamo la neve. Degna di interesse è la bellissima Rathaus, con le sue guglie gemelle color verde scuro a forma di bulbo. Se visitate un sito web dedicato ad Augsburg vedrete sicuramente rappresentato il municipio, solo che noi lo vediamo sotto la neve e con un cielo bianco che non fa particolarmente risaltare l’edificio. Pranziamo in una birreria piena di Tedeschi allegri e chiassosi. Dopo, usciamo di nuovo e facciamo due passi nella Maximilianstrasse, la via principale della città dove mi hanno detto che questa sera la gente si riunirà per sparare fuochi d’artificio a mezzanotte. Andiamo poi nel quartiere chiamato Fuggerei, creato da Jokob Fugger nel 1521. Questo quartiere, chiuso da portoni alle estremità delle sue vie fu uno dei primi esempi di edilizia popolare. Forniva per una cifra simbolica alloggi di tre stanze per i cattolici indigenti, che in cambio dovevano recitare una preghiera al giorno. Ospita tuttora alcune famiglie con poche risorse. Il piccolo quartiere è formato da lunghissime casette a due piani di colore ocra con le imposte verdi e i tetti spioventi. I portoni che di notte vengono chiusi, danno un certo senso di claustrofobia, ma anche di sicurezza per chi ci abita. In effetti è rimasta la tradizione di chiudere i portoni dopo una certa ora la sera e per chi torna dopo l’orario c’è una piccola multa!
Inizia ad essere buio e non sappiamo ancora cosa faremo questa sera. Entriamo quindi in tutti i locali che incontriamo per chiedere se hanno un tavolo per stasera. Purtroppo l’impresa si rivela ardua. Tutti i ristoranti sono al completo, oppure chiusi per ferie, proviamo pure in un locale dove si esibiranno delle Drag Queen (poteva essere molto divertente!) ma anche questo è già tutto prenotato… Cominciamo a scherzare sul fatto che per capodanno probabilmente ceneremo con un bel Kebab, quando sulla strada del rientro verso l’albergo, notiamo un ristorante in un ampio cortile e con grandi vetrate illuminate, che sembra molto carino. Guardiamo il nome sulla nostra guida che ci indica che questo locale è stato ricavato da un’antica caserma dei pompieri! Entriamo e parliamo con uno che sembra il proprietario. Miracolo, c’è posto! Ma chiudono alle 23… ah ecco dov’era la fregatura, ma ch’importa, dopo cena andremo in giro nella Maximilianstrasse…
Visitiamo poi la Ste Anne Kirsche, una chiesa protestante dove Lutero pernottava quando si trovava ad Augsburg, e torniamo infine in albergo per rilassarci un po’. In TV guardiamo le riprese dei festeggiamenti dall’altro capo del mondo, in Australia. In questo momento più che di festeggiare avrei voglia di dormire! Ma non facciamoci prendere dalla pigrizia! Alle 20 usciamo ed andiamo a piedi nel nostro ristorante, sperando che non fosse una bufala. Il tizio di prima è lì ad accoglierci. In seguito scopriamo che è turco ed è effettivamente il proprietario di questo ristorante nonché di un altro locale, e parla benissimo l’italiano. Siamo piacevolmente sorpresi dall’atmosfera molto delicata e calorosa del posto, dalle tavole addobbate con gusto ed eleganza, e anche la cena si rivela essere di ottimo livello! Finalmente qualcosa di diverso dai soliti piatti a base di stinco e patate! :) Nel locale c’è pochissima gente ed è piuttosto silenzioso, fa uno strano effetto, non sembra di essere il 31 dicembre. L’unico “episodio movimentato“ avviene quando la cameriera rovescia un bicchiere di champagne addosso al nostro amico Enrico! Allora è un vizio!… Decretiamo che i camerieri tedeschi non sono capaci a reggere vassoi con bibite! Il proprietario si scusa tantissimo e per punizione manda la cameriera in cucina! Non la rivedremo più per due ore! Alle 23, veniamo gentilmente invitati a trovarci un altro posto per proseguire la serata :) Per fortuna ha smesso di nevicare, l’atmosfera è irreale e ovattata, tutte le strade sono imbiancate e le luci dei palazzi e dei lampioni contribuiscono a dare un’impressione davvero strana. Passiamo da Maximilianstrasse, dove i ragazzi hanno già iniziato a spiegare i loro arsenali di botti e fuochi d’artificio. Decidiamo che restare in strada potrebbe essere pericoloso per le nostre vite e ci infiliamo in un bar per bere un cocktail e attendere la mezzanotte. Dal locale, dotato di ampie finestre, possiamo osservare in tutta sicurezza (speriamo!) i ragazzi e ragazze che in strada si stanno scatenando con i loro razzi che farebbero invidia ai Napoletani! Due tipi dall’apparenza poco incoraggiante hanno pure una pistola per sparare i razzi! Dei pazzi! Pure i bambini piccoli vengono aiutati dai genitori ad accendere razzi dalle forme più stravaganti! Siamo terrorizzati e allo stesso tempo allibiti da così tanto casino là fuori! Mai visto una roba simile! Mezz’ora dopo, usciamo, le strade sembrano un campo di battaglia! All’una di notte, siamo a letto!… Accidenti abbiamo fatto davvero tardi! ;) Ma il giorno dopo dobbiamo alzarci presto…

1 gennaio
Partiamo da Augsburg verso le 10, le strade sono deserte, siamo gli unici pazzi in giro a quest’ora del mattino! Oggi il tempo è grigio…
Prima tappa: Donauwörth, cittadina molto graziosa con tantissime case colorate. Ci fermiamo soltanto dieci minuti per fare alcune foto delle via principale. Non c’è un’anima in giro!
Seconda tappa: Harburg Schloss, un castello fortificato arroccato su una collina. D’inverno è chiuso ma si può entrare nel borgo e far un giro nel cortile. E’ molto bello, non c’è nessuno e possiamo goderci un po’ di pace. Sul parcheggio fuori dalle mura del castello, un gruppo di Tedeschi arrivati in pullman sta cantando canti natalizi con un bicchiere di vin brulé in mano. La scena è piuttosto divertente!
Terza tappa: Nördlingen. E’ una cittadina davvero particolare, costruita dentro un cratere di 25 km di diametro formato da una meteorite. Per goderci una vista panoramica, saliamo sulla torre della chiesa San Giorgio. Ci sono oltre 200 scalini, ma ne vale la pena, solo così possiamo renderci conto dell’aspetto della città: è perfettamente rotonda, cinta da mura antiche, con alcune porte ancora in ottimo stato. La vista è davvero incantevole! Tutti i tetti sono imbiancati ma si indovina il loro colore rosso acceso sotto la spruzzata di neve.
Quarta tappa: Dinkelsbühl, altra cittadina medievale anch’essa racchiusa in una cinta muraria. E’ veramente molto bella, con viuzze acciottolate, case pittoresche colorate con le tipiche facciate a frontoni. Come consigliato dalla Lonely Planet, dopo aver fatto un giro a piedi, entriamo nel Museo della terza dimensione. Era descritto come il museo interamente dedicato alla simulazione degli stati allucinogeni! Ci aveva incuriosito. Alla fine è un museo su tre piani con un sacco di stampe e immagini tridimensionali, olografiche, stereoscopiche, effetti ottici. Ci divertiamo per un’ora circa e poi usciamo, perché comunque dopo un po’ siamo stufi e rimbambiti, e abbiamo una leggera fame… sono le 15. Mangiamo un piatto con wurstel e crauti in un ristorante, mentre altri clienti stanno facendo la merenda, accidenti! Ci vergogniamo un po’! E noi che pensavamo di fare i veri Tedeschi!… Si vede che è un po’ prestino per la cena e troppo tardi per il pranzo, ma non importa! Quando la fame chiama!…
Quinta tappa: Rothenburg od der Tauber, cittadina tedesca presente in tutti i cataloghi di viaggi giapponesi! E’ famosa per aver conservato il suo stile medievale, in effetti tutte le insegne dei negozi e ristoranti sono in oro, ottone o ferro battuto, ma la visiteremo domani. Ora è buio e dobbiamo cercare il nostro albergo che si trova a circa 10 km da qui. Purtroppo ci perdiamo un po’ e “visitiamo” tutti i paesini che incontriamo per strada cercando il nostro albergo, con l’aiuto di una piccola foto in bianco e nero stampata da internet. Chiedere aiuto da quelle parti non è impresa facile, la gente non capisce l’inglese e comincia a darci spiegazioni in bavarese, potete immaginare la nostra situazione critica, perduti in mezzo alla campagna, di notte!… Dopo alcune peripezie e falsi allarmi, ce la facciamo! In realtà avevamo sbagliato frazione, potevamo continuare in eterno a girare!
L’alberghetto, ricavato in una casa tipica, è veramente carino (Zum Falken, € 60 la doppia con colazione). Le stanze sono deliziose, sotto il tetto, con trave di legno a vista, piumini colorati, bagni spaziosi e pulitissimi. La cena è divina -il nostro ospite è un cuoco eccellente-: salmone affumicato su frittelle di patate, salmone fresco in sfoglia al burro con spinaci, pane appena sfornato, tutto fatto in casa.
Purtroppo durante la cena succede un piccolo incidente a Paolo, che rischia di soffocare per un pezzo di cibo incastrato in gola –lui pensa che sia un pezzo di carne-. Sforiamo la tragedia e stiamo per andar all’ospedale talmente sta male. Per fortuna c’è un medico tra gli ospiti dell’albergo, che lo visita e gli dice che non ha nulla di grosso incastrato in gola, non riesce a capire cosa sia, quindi gli consiglia di bere acqua fredda e mangiare un pezzo di pane. Si rivela la soluzione vincente! Probabilmente era soltanto un’erbetta che però gli bloccava la gola. In un attimo, Paolo riprende colore e riesce finalmente a deglutire! Abbiamo avuto una bella paura!!!… Purtroppo per la nostra cenetta, che non avevamo finito, è stata rimandata in cucina, visto che ci eravamo assentati per più di un’ora! Dopo esserci ripresi, scendiamo di nuovo nella saletta del ristorante dove Giorgia e Enrico ci aspettano e ci mangiamo un gelato in compagnia del nostro ospite/cuoco che arriva dalla cucina con le braccia insanguinate fino ai gomiti! Visione da incubo! Dove siamo finiti?! Lui indovina i nostri sguardi attoniti e ci rassicura: stava solo macellando un cinghiale! Ah beh!… Chiacchieriamo un po’ con lui e dopo un po’ ce ne andiamo a nana. E’ stato un primo gennaio “impegnativo”!

2 gennaio
Facciamo un’abbondante colazione a base di croissant, pane e marmellate fatti in casa, nel ristorante adiacente all’albergo che doveva essere un tempo una stalla. Il nostro ospite ci dice che il prossimo week-end preparerà un pranzo per 300 persone e lui è l’unico cuoco! Non capiamo come riesca a farcela da solo ma lui dice che ce la fa senza problemi, ha delle persone che lo aiuteranno a ripulire la cucina! Cucinare è la sua passione, e gli crediamo! Gli riesce anche benissimo! Torneremo!.. Dopo esserci salutati, andiamo via verso Rothenburg od der Tauber. Parcheggiamo fuori dalle mura e facciamo una bella passeggiata nella cittadina. E’ vero che si respira un’atmosfera medievale! Tutto è curato nei dettagli per farti sentire in un’altra epoca, anzi, è quasi esagerato e sembra anche un po’ finto, ma è piacevole… Per fortuna ci sono pochi turisti e riusciamo a camminare tranquillamente e scattare fotografie senza “macchiette fastidiose”. Rothenburg si riempie soprattutto d’estate e in dicembre per il mercatino di Natale. Il tempo è ancora grigio ma forse il sole sta per uscire…
Decidiamo di visitare il Kriminal Museum dov’è possibile ammirare una collezione impressionante di strumenti di tortura medievali nonché stampe antiche ritraendo le più comune torture! E’ comunque molto interessante e consiglio di visitarlo. Uscendo dal museo cambiamo decisamente atmosfera ed entriamo nel negozio più pazzo del mondo: Käthe Wöhlfahrt, negozio labirintico interamente dedicato al Natale 365 giorni all’anno! All’interno un delirio di colori, lucine, palline, giocattoli, alberi di natale, il tutto accompagnato da una musichetta “infernalmente” natalizia! Le commesse sono vestite con il tipico abito bavarese, tra le commesse scorgiamo pure delle Giapponesi! Incredibile! Fa anche abbastanza ridere vedere una Giapponese vestita da Bavarese! In una sala, c’è addirittura la riproduzione grandezza natura di una piazzetta con delle case e in mezzo un enorme albero di natale addobbato sotto un finto cielo stellato. Dopo un po’ siamo storditi! Paolo cerca disperatamente l’uscita! E’ un dedalo di stanzette, scale, scalini, sensi unici!… Aiutooo!! Finalmente troviamo l’uscita e possiamo respirare una bella boccata d’aria! Non abbiamo ovviamente comprato nulla perché i prezzi erano da Giapponesi! Intanto il sole è uscito, attraversiamo di nuovo la Markt, piazza principale della cittadina dove si affaccia il bel municipio del XIV secolo, e torniamo verso la macchina.
Abbandoniamo la Romantische Strasse (che prosegue ancora verso Nord fino a Wurzburg) per dirigerci verso est, in Franconia, a Norimberga, a circa 60 km da Rothenburg.
Arriviamo verso le 13.30, c’è un bellissimo cielo azzurro con un sole splendente, finalmente!
Parcheggiamo in un garage sotterraneo (per il seguito della storia il dettaglio è importante…) e andiamo in giro per il centro, pedonale. Per pranzo mangiamo dei Pretzel comprati in un chiosco e andiamo verso la Altstat. Ci sono fiumi di persone! Attraversiamo il fiume Pegnitz dove dal ponte si ha una bellissima vista sull’Heilig Geist Spital, l’ex ospedale, costruito sul fiume. Dopo aver attraversato la Hauptmarkt, la piazza principale, e visitato un paio di bellissime chiese (la gotica Pfarrkirche Unsere Liebe Frau e la St Sebalduskirche, la più antica di Norimberga) saliamo fino al Kaiserburg, il Castello da cui si ha una splendida veduta della città. Norimberga è stata quasi rasa al suolo durante la II Guerra Mondiale e la maggior parte dei monumenti e chiese nonché il Castello sono stati ricostruiti o pesantemente ristrutturati. L’Alstat è molto piacevole da girare, e poi all’ora in cui visitiamo la città, c’è una luce calda -manca poco al tramonto- che ci permette di fare delle bellissime fotografie.
Verso le 16.30, raggiungiamo il garage, Paolo dà il cambio a Enrico per la guida, perché è stanco; stasera dobbiamo raggiungere Monaco che dista 160 km. Paghiamo il biglietto, saliamo in macchina, arriviamo alla macchinetta, Enrico inserisce il biglietto e riparte. Accidenti, la strada è in salita ripida e Enrico non ce la fa a ripartire subito, non conoscendo bene la macchina, e così si spegne il motore, nel frattempo si abbassa anche la sbarra!… E ora come facciamo? Pigiamo il bottone per chiamare il custode ma non risponde nessuno, vado fino al gabbiotto ma è vuoto! Intanto alcune macchine stanno arrivando e noi stiamo bloccando il passaggio, per fortuna nessuno ci suona e tutti se ne stanno tranquilli… Dopo un po’ però ci rassegniamo e facendo marcia indietro, accostiamo la macchina per non dar fastidio. A Paolo viene un’idea, passerà dietro ad un’altra macchina! Noi siamo seriamente preoccupati. E se la sbarra si richiude sopra di noi?… Ma non abbiamo altra scelta se non vogliamo passare la notte nel garage di Norimberga! Scendiamo tutti e tre egoisticamente dalla macchina (non si sa mai che veniamo tranciati in due!!) e aspettiamo che passi la prima macchina. Arriva una signora, inserisce il suo biglietto, Paolo è pronto a sgommare, la insegue veloce, oddio! la sbarra si sta abbassando sulla macchina, io e Giorgia emettiamo un urletto! Per fortuna ci deve essere una foto-cella, la sbarra si rialza e Paolo prosegue fino all’uscita dal garage. Noi entriamo di corsa in macchina e filiamo via, come dei ladri! In realtà abbiamo pagato ma l’impressione dall’esterno deve essere stata quella!
Dopo alcune risate, prendiamo la strada per Monaco. Per fortuna è tutta autostrada. E’ la prima volta da alcuni giorni in cui riusciamo ad andare a più di 80 km/h! Arriviamo nella capitale della Baviera in serata. Raggiungiamo il nostro hotel (Nymphenburg, € 70 la doppia con colazione, stanze dipinte di colori vivaci, non adatte a chi ama la sobrietà negli arredi!), posiamo i bagagli ed usciamo subito a cena. Andiamo alla Löwenbräu, una birreria molto grande non lontana dall’albergo. Mangiamo, come al solito, carne di maiale, spätzel, salsiccia, patate e strudel, il tutto accompagnato dal solito mezzo litro di birra! Stiamo rotolando sul tavolo!… Assistiamo ad una scena penosa e vergognosa vicino al nostro tavolo: due ragazzi italiani se la filano senza pagare in un momento di distrazione dei camerieri! Siamo disgustati!… Il cameriere che li aveva serviti è visibilmente sconvolto e arrabbiato, e il suo precedente buon umore è svanito. Ha provato a inseguirli, invano… Eppure costa poco mangiare in Germania… Di conseguenza ci vergogniamo pure di parlare in italiano davanti al cameriere…

3 gennaio
Oggi è una bellissima giornata. Prendiamo il metrò fino alla Marienplatz, la famosa piazza di Monaco. La torre del nuovo municipio è purtroppo chiusa e non possiamo salire per goderci il panorama sulla città. Visitiamo un paio di chiese, facciamo un giretto fino ad una porta antica della città e dopo torniamo indietro alla Marienplatz per sentire il carillon (Glockenspiel). Nell’attesa che siano le 11, osserviamo un gruppo di giovani Giapponesi vicino a noi, che stanno cercando di farsi le foto con una mini macchina fotografica digitale: tre stanno in posa mentre la quarta, a 2 m da loro, sta facendo delle contorsioni allucinanti per cercare di riprendere le amichette e la torre del municipio intera dietro di loro. Praticamente impossibile se non hai il fish eye!!! La scena fa abbastanza ridere, in più ci sono turisti che le stanno passando davanti in continuazione e mi sa che alla fine rinuncia!…
Comunque, il carillon è una mezza delusione, come un po’ tutti i carillon del mondo credo. In più moriamo dal freddo! Ci saranno –3°C. Così per far circolare il sangue nelle gambe decidiamo di incamminarci senza vedere la fine dello spettacolino di marionette con musichetta lancinante.
Facciamo due passi nella Maximilianstrasse, una lunga via molto elegante piena di negozi e alberghi di lusso, e raggiungiamo la Max Joseph Platz dove si affacciano la vecchia posta centrale (in un bell’edificio abbellito da un portico affrescato in stile italiano), il Teatro Nazionale e la Residenz. Quest’ultima è un edificio davvero imponente, ospitò i re bavaresi dal 1385 al 1918 e racchiude più di 400 anni di storia dell’architettura.
Visitiamo il Residenzmuseum composto da oltre 100 camere. Le visite sono pertanto divise in due: il morning tour e l’afternoon tour, ma siccome arriviamo alle 12 riusciamo a vedere quasi tutto. C’è un miscuglio di stili incredibile, dal rinascimentale al barocco, al rococò, al neoclassico. Quello che vediamo è però una fedele ricostruzione in quanto il Residenz è stato bombardato nel 45. Dopo un’ora e mezzo, abbiamo visto quasi tutto e vorremmo uscire ma non riusciamo a trovare l’uscita, sembra uno scherzo, e quindi ci ritroviamo a fare tutto il percorso indietro, è un po’ comica come situazione, camminiamo velocissimo, su e giù per delle scale, avanti in lunghissimi corridoi, ci sembra di essere prigionieri del palazzo! Finalmente troviamo l’uscita… Ora mi rendo conto che sembriamo un po’ rimbambiti e che questa scena ricorda quella del negozio di natale a Rothenburg ma vi assicuro che l’uscita non era ben indicata, almeno credo… :)
A pranzo, andiamo nella famosa Hofbräuhaus, strapiena di turisti e Bavaresi in abito tipico, tutti con un boccale di birra stracolmo in mano! C’è un gruppetto che suona musica folcloristica, turisti giapponesi che ballano in mezzo alla birreria, cameriere tedesche e una giapponese in abito bavarese (ebbene sì, anche qui!) che vanno avanti e indietro con cestini pieni di enormi Pretzel. Due tizi vicino a noi, piegati dalle risate (che cattivi!) cercano in tutti i modi di farsi le foto con la Giapponesina, impassibile. C’è un’atmosfera davvero festosa! Ordiniamo il solito piatto dietetico ossia wurstel di vari tipi (assaggiate i Weiss Wurst), crauti, purée di patate e un litro di birra accompagnati da un Pretzel gigante che non riusciamo nemmeno a finire! Una cosa richiama la mia attenzione: c’è una specie di armadio a vista chiuso con una griglia e mini lucchetti con tanti boccali di birra. Praticamente gli habitués del luogo hanno il loro boccale personale! Faccio alcune foto di questi Bavaresi tutti molto allegri, alcuni mi chiamano per farsi fotografare!! Dopo pranzo, andiamo in giro per la via pedonale da Marienplatz a Karlplatz, per fare alcuni acquisti e riprendiamo il metrò per tornare in albergo. Questa sera, per cambiare un po’, andiamo in un ristorante Thai di fronte all’albergo, ah che bello mangiare Pad Thai!

4 gennaio
Oggi il tempo è di nuovo bruttino, è grigio e fa come al solito molto freddo, alcuni gradi sotto 0. Usciamo e prendiamo il tram fino al Castello di Nymphenburg, la residenza estiva dei Wittelsbach, la famiglia di Ludwig II. Il palazzo, i giardini, i laghetti mezzo ghiacciati e il cielo fanno un tutt’uno bianco, però è molto affascinante. In un laghetto ci sono centinaia di uccelli, anatre, cigni, questi ultimi “litigano” e si rincorrono per un pezzo di pane facendo un gran baccano. Visitiamo il castello con l’aiuto delle audio guide che vi consiglio di prendere malgrado il costo piuttosto alto, per non vagare per le stanze senza capirci nulla. Noi, con le braccine corte, ne prendiamo solo due, ma aumentando il volume si sente benissimo, a volte riusciamo pure a farle partire insieme e così otteniamo un effetto stereo molto carino… vabbè sto divagando… Le stanze sono molto belle e riccamente arredate. La prima che si vede entrando è la sala delle feste, dov’è stato battezzato il piccolo Ludwig II nel 1845, anno della sua nascita. Una stanza mi colpisce particolarmente: la galleria delle bellezze. Una serie di 38 ritratti di donne, nobili e non, che Ludwig I considerava belle. L’audio guide racconta la storia di alcune di esse, è molto interessante ed è piacevole osservare questi bellissimi ritratti finché non arriva il pullman di turisti romani chiassosi che rovina un po’ l’effetto.
Finita la visita, riprendiamo il tram, dopo aver costeggiato una pista di curling ricavata sul fiume ghiacciato dove giocano tantissime persone. Andiamo a mangiare in un Pizza Hut, l’unico posto sulla nostra strada, affianco al nostro tavolo, una “riunione” di quattro adolescenti sfigatelli evidentemente appassionati di Star Trek in quanto vestiti quasi come nel telefilm! Agghiacciante! A malapena riusciamo a contenere le risate!
Dopo pranzo, ci rifugiamo nell’enorme Museo della Scienza, credo sia uno dei più grandi al mondo. Ovviamente ne vediamo solo una parte: barche, aerei, treni, auto, ponti, chimica, carta, strumenti musicali, etc… Dopo 3 ore, usciamo, distrutti e storditi, nevica a fiocconi, andiamo in una birreria a bere qualcosa.
Torniamo poi in albergo per sdraiarci un attimo e per cena torniamo di nuovo alla Löwenbräu. Oggi è domenica e diversi locali sono chiusi, la birreria è quasi vuota. Ordiniamo un piatto a base di wurstel, salsicce e patate e come dolce uno strudel di mele con salsa alla vaniglia… questo menù mi ricorda qualcosa… Sul dolce la facciamo veramente grossa! Siccome avevamo già cenato qui due sere fa, sapevamo che lo strudel veniva servito con un altro pezzo di torta al formaggio tipo quark, che era particolarmente pesante e non ci era piaciuto tanto. Allora noi furbetti comunichiamo alla cameriera che vogliamo quel dolce ma senza la torta al quark, e ne ordiamo tre piatti in quanto penso di poter mangiare mezza fetta di strudel con Paolo. Ma siccome mio maritino goloso mi sta dicendo che si mangerà tutto e che ci viene l’ “orribile dubbio” che ci portino solo una fetta, vado dalla cameriera chiedendole un altro piatto. Lei sorride… Ecco, faccio la figura della morta di fame! E alla fine ci porta i nostri quattro piatti con ben… due fette enormi di strudel a testa! Oddio! Stiamo già male solo al pensiero! Ci mettiamo a ridere come dei matti per 5 minuti abbondanti! Pensavamo ci avrebbe portato solo un pezzo! E come se non bastasse la figura di m… io me ne esco con la mitica frase: “e poi a me non piace neanche lo strudel!” e tutti a ridere a squarciagola!! Ne ho ancora le lacrime agli occhi a ripensare alla scena! Tutto il ristorante ci sta guardando! Ovviamente come previsto non riusciamo a finire i nostri piatti e la cameriera, sorniona, ci prende in giro chiedendoci ogni cinque minuti se prevediamo di finire il nostro piatto!… Alla fine dobbiamo capitolare per non star male davvero! La cameriera che aveva capito il quiproquo, si mette anche lei a ridere e ci fa portare via due bicchieri di birra del locale, come ricordo! Andiamo a letto dopo aver ingurgitato una pastiglia per digerire!

5 gennaio
Oggi è l’ultimo giorno del viaggio. Nevica tantissimo! Andiamo fino al lago Chiemsee, a 70 km da Monaco, per visitare il terzo castello di Ludwig II: Herrenchiemsee, la copia quasi perfetta di Versailles. Il castello si trova su un’isola in mezzo al lago e per raggiungerlo prendiamo un battello. Ci rituffiamo nell’atmosfera romantica dei castelli di Ludwig… C’è una tempesta di neve, siamo in pochissimi turisti. Arriviamo sull’isola dopo circa 10 minuti, e camminiamo per altri 15 minuti su un sentiero tra gli alberi fino al castello. Fa un freddo allucinante e c’è tantissimo vento!
Ed eccolo qua: il castello maestoso si intravede tra gli alberi, è davvero imponente! Purtroppo dei giardini non si vede nulla e tutte le statue sono impacchettate. D’estate o in primavera deve essere uno spettacolo! Entriamo. Facciamo la visita solo noi quattro con una guida che parla in italiano con forte accento tedesco aiutandosi con dei foglietti. Il castello è rimasto in buona parte incompiuto in quanto Ludwig II aveva finito i soldi prima di portarlo a termine, e poi è morto. Soltanto 20 stanze su 70 sono state terminate. Purtroppo il salone delle Scale, che dalle foto sembrava davvero spettacolare, è in ristrutturazione e non lo possiamo vedere. Le stanze più impressionanti sono la camera da letto ufficiale, sfarzosissima, e il salone degli specchi, che riproduce quello di Versailles. Attraversiamo delle parti del castello incompiute e giungiamo al piano inferiore dove possiamo osservare il meccanismo del tavolo a scomparsa, presente anche qui come a Linderhof. L’ultima stanza è quella del bagno con una magnifica piscina in marmo profonda 1m70 per circa 7 metri di diametro (ci dicono che ci vogliono 60.000 litri d’acqua per riempirla). Purtroppo il re non ebbe il tempo di godersi molto il castello, infatti visse a Herrenchiemsee soltanto 10 giorni, prima di morire annegato (?) nel vicino lago Starnberg dov’era rinchiuso. La visita finisce così, in una stanza che probabilmente il re non frequentò nemmeno durante la sua breve permanenza, e questa cosa mi lascia un po’ malinconica…
Completiamo la visita con un giro nel piccolo museo dedicato a Ludwig II, scopriamo diversi aspetti della sua vita, è strano vederlo soltanto alla fine del viaggio, dopo aver visto quasi tutti i posti della sua vita. E’ come fare un passo indietro: le foto di Ludwig bambino, il suo vestitino da battesimo… Tra il materiale esposto, ci sono diverse stampe, tazzine, piatti (un vero merchandising!) che lo ritraggono con sua cugina Sofia (sorella di Sissi), con la quale fu fidanzato per sette mesi, prima di sciogliere il legame (probabilmente Ludwig, coerentemente con la sua omosessualità, preferì non sposarsi). Molto interessanti sono invece i disegni dei progetti per i suoi castelli, scopriamo così che aveva in mente la costruzione di altri castelli che non ebbe mai il tempo di realizzare.
Torniamo alla realtà mangiando velocemente un panino nel bar annesso all’ingresso del castello e facciamo la strada indietro per tornare fino al molo dove dovrebbe partire un battello tra poco. La bufera di neve non si è placata e non possiamo neanche goderci la passeggiata tra gli alberi in uno scenario che dovrebbe essere molto suggestivo.
E così l’isola è di nuovo quasi abbandonata, i pochi turisti che erano sbarcati se ne stanno andando via come noi… Durante il tragitto verso Prien, dove abbiamo parcheggiato la macchina, mi viene un senso di tristezza, ripensando a Ludwig e ai suoi castelli così belli, ma così isolati, come lo era anche lui…
Sulla strada del rientro il tempo migliora un po’ in Austria, regalandoci paesaggi stupendi con piccole baite sparse sui fianchi delle montagna innevate, mentre un bel sole ci accoglie finalmente in Italia, al Brennero.
Il viaggio è finito e l’atmosfera magica della Baviera è sparita…