Dalla Germania alla Spagna

Racconto di viaggio in Germania

29/7 Primo giorno

Finalmente arriva il giorno della partenza, dopo quasi 6 anni spesi a studiare, si parte per le mitiche vacanze post-laurea! Sveglia presto, si parte alle 5:55, come mezzo di locomozione abbiamo scelto la macchina di Claudio, soprattutto perché va a GPL e questo ci consentirà di risparmiare molto sui costi del carburante. Così ci immettiamo sulla A22 alla volta del Brennero e qua mi sento subito in dovere di darvi una dritta: se non ne avete necessità NON USCITE A VIPITENO, perché una volta rientrati in autostrada in direzione Austria c’è subito un altro casello, qui noi abbiamo dovuto pagare ben 90cent per aver percorso solamente 100 metri!
Vabbè a parte questo sono felice di informare, per chi non lo sapesse già, che in Germania e Olanda le autostrade sono tutte gratis e tenute benissimo, le aree di sosta sembrano dei giardini pubblici!
Attenzione però, in Germania e Austria i distributori di GPL sono scarsissimi! Non è assolutamente possibile vagare a caso finchè non ci si imbatte in un distributore di GPL, bisogna avere una guida dei GPL d’Europa. Noi naturlmente non avevamo la suddetta guida, ma prima di partire abbiamo cercato i punti GPL attraverso il sito www.mappy.com . Abbiamo utilizzato questo portale per vedere in anticipo le strade da percorrere, i distributori GPL e i campeggi dove sostare.
Alle 16:00 arriviamo nei pressi di Norimberga, ma il primo campeggio che troviamo si trova ad Erlangen, una piccola città che si sorge a una decina di Km a nord di Norimberga. La comodità di questo camping è che si trova proprio attaccato alla città (vicino alla stazione dei treni), così alla sera abbiamo potuto raggiungere a piedi il centro in pochissimi minuti. La città è abbastanza spenta, in fin dei conti oggi è solo lunedì, ma le piazze e le vie sono molto carine e la silenziosità tipica, secondo me, delle città teutoniche rende l’atmosfera irreale.

30/7 Alla volta di Norimberga

Dopo esserci un po’ confusi con le autostrade, riusciamo a raggiungere Nurnberg, mi raccomando ragazzi: all’estero i cartelli autostradali sono blu, mentre quelli delle statali sono verdi, sarebbe a dire l’esatto opposto dei cartelli italiani!
Nelle giornate di visita alle città la cosa più comoda da fare è mettere la macchina in un parcheggio al chiuso, perché ce ne sono molti, sono vicinissimi al centro e i cartelli che li indicano riportano anche il numero di posti ancora liberi. Bene ho detto che questo è il metodo più comodo ma non di certo il più economico, mediamente parcheggiare per un’ora costa da 1,50 a 2 euro. A parte questo Norimberga è davvero bella, tutta circondata da mura. All’interno passa un fiume e tutt’attorno ci sono una miriade di piste ciclabili. AH come invidiavo quelli con la bicicletta. Imperdibile è la visita al castello dove si può godere del panorama su tutta la città. Utilissimi i McDonald, che quando sei in giro a piedi e ti scappa un’urgenza ce n’è sempre uno lì pronto ad accoglierti.
Devo dire anche che i tedeschi sono gentili, appena qualcuno ci vedeva in difficoltà con la pianta della città in mano si offrivano di aiutarci.

31/7 Viaggio a NORD

Oggi dobbiamo affrontare un lungo viaggio che ci porterà all’estremo nord della Germania, perciò sveglia presto, complice una pioggierellina che ci ha svegliato di buon’ora. Le ore passate in macchina scorrono tutto sommato veloci perché il panorama autostradale è molto rilassante: quasi tutta la Germania è collinosa, ci sono continuamente delle gran salite e discese ( i tunnel sono rarissimi) e su ambo i lati della strada una fila di alberi verdi. Solo ogni tanto la trama di alberi si interrompe e lascia scorgere colline erbose, greggi al pascolo, paesini tipici con i tetti delle case appuntiti e qua e là ciuffi di bosco, le piante non sono mai isolate!
Mi hanno impressionato tantissimo i mulini a vento moderni, sono davvero imponenti.
Nel tardo pomeriggio ci accampiamo a Jesteburg, un piccolo villaggio immerso nel verde della campagna a sud di Amburgo. Qui regna la tranquillità, il paesino è piccolo ma offre comunque tutti i principali servizi. Il campeggio è sicuramente il migliore incontrato durante il viaggio.

1/8 Un giorno da scaricatori di porto

Oggi è il mio compleanno e quale regalo migliore di una visita ad Amburgo, città che da molto tempo sognavo di vedere. Prima di entrare nel centro dobbiamo cercare il GPL, questo si trova su un’isola del delta del fiume Elba in piena zona industriale,infatti Amburgo ha un porto molto grande situato sulle sponde del fiume. Beh pare strano ma anche questo quartiere è molto suggestivo, i cantieri hanno delle forme particolari e quando si attraversa uno dei tanti ponti di collegamento fra le varie isolette si può vedere il contrasto fra le industrie e i palazzi del centro.
La città vera e propria è molto moderna e commerciale, mi aspettavo che ci fossero più monumenti e chiese, comunque imperdibili sono il Rathaus, la zona del porto storico e la mastodontica statua di Bismark. Notevole inoltre il “central parc” di Amburgo, è molto esteso, cosparso di laghetti, addirittura c’è una zona con la sabbia dove i bambini possono giocare come se fossero in spiaggia al mare.

2/8 I quattro…anzi i due musicanti di Brema

La tabella di marcia prevede di spostarci a Brema. Questa città è decisamente più piccola rispetto ad Amburgo, ma è molto carina e a misura d’uomo. Nel centro si alternano centri commerciali moderni a palazzi e chiese antichi. Poco oltre alla cattedrale c’è un quartiere molto caratteristico con vie strettissime. Anche il parco di Brema è molto ombroso e pieno di laghi, i tedeschi sembrano essere un popolo molto rispettoso verso la natura. Prima di lasciare la città ci accorgiamo che molta gente si sta raccogliendo sulle sponde del fiume Weser, che la attraversa. Il motivo è che proprio oggi c’è una gara speciale: i partecipanti si mettono stesi su un piccolo gommone rosso per cercare di superare gli avversari usando solo le braccia (niente remi). La competizione ha un carattere ironico, infatti sul lungofiume c’è il corteo dei sostenitori che avanza a piedi insieme ai canotti dei loro amici in gara, e la gente si diverte facendo un gran chiasso coi cori.

3/8 Verso l’Olanda, via Mare del Nord

Una volta passato il confine con l’Olanda i mulini a vento diventano molto più numerosi e nelle campagne cominciano a comparire anche quelli antichi tipici dei Paesi Bassi. Il paesaggio è dominato dall’enorme distesa di prati, dappertutto ci sono i greggi al pascolo, naturalmente le mucche sono quelle a chiazze nere e bianche. Siamo diretti a Roosendaal, ma decidiamo di allungare la strada per poter costeggiare per un certo tratto il Mare del Nord. Prima di pranzare abbiamo anche voluto fare la pazzia di immergerci, ma siamo rimasti delusissimi dal fatto che l’acqua era caldissima, e noi che credevamo di fare una prova di coraggio! Più tardi abbiamo attraversato la lunga diga di Harlingen che racchiude una parte di mare così grande che mentre l’attraversiamo vediamo sempre e solo acqua sia a destra che a sinistra.
Durante il viaggio non abbiamo fatto solamente autostrada, ma anche strade extraurbane e da qui abbiamo potuto ammirare nei paesini l’originalità delle casette dai muri bassissimi e dal tetto enorme. Una costante è la presenza delle piste ciclabili a fianco delle strade separate da un pezzo di prato. Gli olandesi usano molto la bici e del resto le ciclabili sono talmente ramificate sia nelle città che nelle campagne che con la bici si può andare ovunque usufruendo di una pista preferenziale. Addirittura nel 90% dei casi i ciclisti hanno la precedenza sui veicoli negli incroci e per noi italiani è davvero difficile guidare rilassati sapendo che dietro l’angolo potrebbe sfrecciare un ciclista che ha il diritto di tagliarti la strada. Comunque sono felice di vedere quanto la bici sia amata in questo paese e per la seconda volta rimpiango di non averne una a portata di mano.

4/8 Gli stravizi di Amsterdam

Per la prima volta ci spostiamo col treno che parte e arriva puntualissimo ad Amsterdam. Una volta usciti dalla stazione il quartiere più vicino è anche quello più conosciuto: il quartiere sexy-coffee shop. Pensavo che fossero due zone distinte invece mi è sembrato che fosse un tuttuno, si alternavano continuamente sexy shop, hash bars, cine-gay, vetrine con ragazze, etc…Sono le 11 di mattina, in giro i locali sono quasi vuoti, ma anche a quest’ora si può incontrare, diciamo, frequentatori abituali del luogo.
La piazza principale della città non è secondo me la parte più affascinante, anzi il bello è percorrere le vie attorno al centro lungo i canali. Da qui si possono godere degli scorci assai suggestivi, e appena credi che la città non abbia più nulla da mostrare ecco comparire un altro monumento o edificio storico; stupendi i negozi che espongono in vetrina accessori antichi di barche come timoni, corde annodate, mappe, etc. Al mercato ho preso le patatine fritte e devo dire che hanno un gusto abbastanza diverso rispetto alle nostre.
Infine ci siamo recati dietro la stazione, qui passa il fiume e mentre si aspetta il treno la gente può osservare il porto e le navi passare. Noi abbiamo ammirato un enorme transatlantico da crociera.

5/8 I ponti sul fiume Maas

Anche oggi ci spostiamo in treno, la meta è Rotterdam. Questa città è stata completamente ricostruita dopo i bombardamenti dei tedeschi durante il secondo conflitto mondiale, ciò che prevale è la presenza di molti edifici ultramoderni dalle forme avvenieristiche. Non sono molte le opere artitistiche, la città è proiettata più verso gli affari e il commercio, infatti mica per niente ospita il porto più grande del mondo. Vicino al mercato c’è un quartiere residenziale in cui gli appartamenti sono cubici ma inclinati di 45 gradi, l’effetto ottico è notevole. Poco più in là passa il fiume Maas, lo superiamo attraverso il ponte Erasmus, l’opera architettonica più famosa della città: un solo pilone tiene su tutto attraverso dei tiranti.
Ci sentiamo poi obbligati a fare un giro del porto col traghetto. La gita è costata 8 € ed è durata circa 80 minuti. Il porto si sviluppa per molti km lungo il fiume, ovunque un infinità di container, gru, carroponti, e soprattutto cantieri con navi giganti da trasporto. Da segnalare anche la visita al museo marittimo.
Dopo due giorni in città olandesi mi sento di dare un consiglio, attenti pedoni a dove mettete i piedi perché rischiate o di cadere in un canale o di essere investiti da un ciclista o peggio ancora da un tram, tutti questi elementi sono presenti in gran quantità e non ci sono protezioni!

6/8 Forno a quattro ruote

Oggi fa un gran caldo e anche se la tappa era relativamente breve (circa 400 km) è stato lo spostamento più faticoso. Giunti a Parigi ci siamo messi subito a cercare il campeggio, questo è situato su un fianco della Senna a Bois de Boulogne il quartiere verde della città. Peccato che il campeggio sia l’unico luogo dove gli alberi scarseggiano e oltre a non esserci ombra non c’è nemmeno l’erba! Siamo costretti ad appoggiare la tenda su un terreno sassoso talmente duro che è impossibile piantare i picchetti. Non parliamo poi del sovraffollamento, tende una sopra l’altra posizionate a caso. Il campeggio è molto esteso, ma ha soloamente un ingresso e noi eravamo situati nel punto più lontano, ovviamente. I bagni: a qualsiasi ora fino all’una di notte c’è la fila per fare la doccia, l’acqua esce a getti e la temperatura non è regolabile! L’acqua è calda per tutti!
Questa volta è stata una sfortuna arrivare presto al campeggio, il sole non ne voleva sapere di tramontare e fino alle 22:00 non abbiamo trovato pace sotto i suoi raggi per il fatto che, come già detto, qua non c’è ombra.

7/8 Maratona a Parigi

Cosa potrei dire io che non sia già stato detto su Parigi? Nulla, e allora dirò solo che oggi abbiamo battuto il nostro record di km percorsi a piedi. Siamo partiti dall’Arco di Trionfo e siamo arrivati fino a Place de l’Etoile, ma non facendo la via più breve (les Champes Elisees), abbiamo fatto una deviazione per poter dare un’occhiata alle chiese di S.Augustin e alla Madeleine. Poi abbiamo continuato per Place Vendome, L’Opera, Centre Pompidou, Notre-Dame fino al Louvre, tutto rigorosamente a piedi. Nei giardini che precedono il Louvre ci siamo fermati in un chioschetto per dissetarci e una volta sedutici al tavolino ho potuto felicemente notare come i prezzi del menu fossero più alti rispetto a quelli esposti all’esterno.Vabbeh, siamo a Parigi.
Concludiamo la giornata con una puntatina alla Defense, un luogo adatto per riprendere un po’ fiato dopo la corsa di oggi.

8/8 Parigi dall’alto

Oggi il programma è molto più leggero, spostandoci col metrò vogliamo vedere ciò che non siamo riusciti a vedere ieri. Il primo obiettivo è quello di raggiungere la sommità della Tour Eiffel, siamo decisissimi a usare le scale e non l’ascensore, come invece fa la maggior parte dei turisti a giudicare dall’enorme fila davanti alla biglietteria per l’ascensore. Con un po’ di affaticamento raggiungiamo il primo piano, ma da qui la vista non è eccezionale. Con uno sforzo molto minore saliamo al secondo piano, qui invece il panorama comincia ad appagare; si possono distinguere i vari monumenti della città; il Sacro Cuore, la nostra seconda tappa odierna, appare lontanissimo.
Il vertice della torre può essere raggiunto però solo con l’ascensore, bisogna quindi prendere un altro biglietto, nel complesso salire sulla punta costa sui 6 €. La fila da fare è lunga, ma scorre abbastanza alla svelta, infatti sono 4 gli ascensori che salgono e scendono per tutto il giorno. Qua siamo veramente in alto, ma le protezioni non fanno scattare la sensazione di vertigine.
Per il pranzo ci siamo spinti fino a Montmartre, dentro la chiesa era in corso una messa.
Infine vogliamo visitare il Louvre, all’ingresso c’è un check-in e Claudio comincia ad agitarsi perché nel suo zaino ha un coltello da cucina che aveva portato per tagliare la baguette, ma l’allarme non suona!
E’ risaputo che Parigi è una città cara, ma questo di sicuro non vale per il Louvre, l’ingresso costa solamente 7,50 € e se si entra dopo le 15:00 costa 5 € che se confrontati con l’infinita collezione di opere d’arte qui custodite ci si rende conto che il prezzo del biglietto è veramente irrisorio. Vi chiederete dov’è il trucco, effettivamente un piccolo trucco c’è: il Louvre chiude già alle 17:30. Noi siamo entrati alle 16:00 e abbiamo fatto in tempo appena a visitare uno dei tre settori, l’ultima opera vista è stata la Gioconda, nonappena siamo entrati nel salone del quadro il personale ha cominciato a far uscire la gente. Per un pelo!

9/8 Viaggio attraverso la Francia

Ora siamo diretti verso i Paesi Baschi, ma il viaggio è troppo lungo, quindi sosteremo nei pressi di Bordeaux. Avevamo previsto che facendo l’autostrada avremmo pagato più di 40 euro per il pedaggio, allora proviamo a fare le strade statali. Con grande sorpresa queste sono scorrevolissime, poco traffico, pochissimi semafori, solo un po’ di rallentamenti nel momento in cui si doveva attraversare un paese. Tuttavia i centri abitati sono molto distanziati (10-15 km l’uno dall’altro), la densità di popolazione sembra molto bassa nel centro della Francia, di conseguenza la nostra scelta di fare le statali si è rivelata vincente non solo per il risparmio economico, ma anche perché così abbiamo potuto vedere meglio il paesaggio.

10/8 11/8 12/8 Oceano Atlantico

Visitare le città ci piace molto, ma quanto è stancante! Non parliamo poi degli spostamenti in macchina! E’ arrivato il momento di riposarci un po’ al mare, anzi all’oceano. Questi tre giorni li abbiamo passati sulla costa nord della Spagna ad Orio una piccolissima località vicino a S.Sebastian. Il camping è situato a due passi dall’oceano, qui c’è una piccola spiaggia racchiusa tra due promontori boscosi sui quali ci sono dei sentieri che si inoltrano nelle montagne per diverse centinaia di metri, anzi forse per chilometri, noi non ce l’abbiamo fatta ad arrivare fino in fondo.
Per chi si recasse in questi luoghi è da segnalare la presenza del ristorante nel centro di Aginaga un paesino vicino ad Orio, questo è il posto dove ho consumato la miglior cena di tutta la vacanza!

13/8 La via nel deserto

In Spagna vale lo stesso discorso della Francia per quanto riguarda le statali, anzi qui non si vede proprio quale sia il vantaggio nel fare l’autostrada perché nel centro della penisola iberica non c’è nulla che possa rallentare il traffico. Se in Francia incontravamo un centro abitato ogni dieci km, qui ogni venticinque si passa per un paesino fantasma. L’ambientazione è quella dei film western, abbiamo visto anche una chiesetta isolata abitata da un eremita. Tutto il paesaggio trasuda di desolatezza e senso di abbandono, ma bisogna ammettere che tutto ciò ha il suo fascino. Quello di oggi è stato di sicuro lo spostamento più interessante.

14/8 Barcellona: Rambla e dintorni

Ultima tappa del nostro viaggio: Barcellona. Ci siamo accampati a Canet de Mar, una località turistica a nord di Barcellona, e abbiamo raggiunto la città col Rodalies Renfe, un treno che costeggia il mare e arriva poi fino al centro di Barcellona. La città è molto vivace ed è anche incredibilmente estesa e non immaginavo che custodisse un numero così alto di chiese ed edifici storici. Anche oggi abbiamo fatto una gran camminata, vorrei sottolineare con orgoglio che partendo da piazza Catalunya andando sempre a piedi abbiamo raggiunto il porto poi la Sagrada Familia fino al parco Guell! Così facendo abbiamo potuto attraversare molti quartieri residenziali, dove non ci sono turisti (tutti gli altri prendono la metropolitana) e si può sentire l’anima vera della città.