Rodi: l’incanto di un addio

Racconto di viaggio in Grecia

La Grecia, ormai lo so, è qualcosa di familiare per la mia pelle, perciò tornare al suo mare e alla sua gente è un po’ come tornare a casa.
L’avevo promesso, dopo l’indimenticabile primo incontro(Atene e Creta), e l’ho mantenuto.
Sono tornata. A Rodi stavolta, una delle tante splendide isole che ho segnato nel mio elenco dei luoghi da “toccare” con l’anima aperta e protesa che solo un viaggiatore innamorato del mondo può capire.

RODI

Beh Rodi allora. Col suo mare miracolato dal signore, il suo caldo africano, la sua natura selvaggia, la gente “antica” e vivace, i porti, i castelli, le case “spallate”, il cemento odioso e deturpante, le strade lunghissime, i colori accesi, i profumi terrestri e malinconici.
Naturalmente dovete vedere la città medievale di Rodi, le cinta murarie perfettamente conservate, segno di civiltà e amore per il “proprio” che difficilmente si riscontra in Italia, il porto dal sapore veneziano, i giardini splendenti.
La bellissima città di Lindos, che sembra uscita da una cartolina. Magnifica e preziosa, arroccata su un monte che non la fa passare inosservata. E giù la baia di San Paolo e il piccolo golfo dove troverete ogni specie di pesce, con un mare da fare invidia ai carabi.
Prassonissi, dove l’Egeo e il Mediterraneo si sfidano a duello separati da un sottile istmo di sabbia che li tiene a distanza.
La baia di Anthony Quinn, che sembra Isola Bella a Taormina, impronunciabile la sua bellezza.
Il paesino di Sianna, una strada con poche botteghe che vendono miele e liquori, che sembra non avere niente ma che invece ci ha regalato un pomeriggio da incorniciare in compagnia di un anziano greco che per parlare con noi usava un taccuino e una penna, che c’ha raccontato a gesti del capitano dei carabinieri Mario e del tempo della guerra, che ha mestamente ricordato che a Sianna ormai vivono solo 120 persone, che 3000 siannesi sono emigrati in Australia, che la vita va così, che lo vogliamo o no.
Alla fine, mentre dicevo addio a Rodi, con un ultimo sguardo l’ho abbracciata commossa e grata, perché come una grande madre mi ha donato la sua bellezza e la sua memoria, e come solo le madri sanno fare mi ha lasciato andare con tutta la dolcezza e la malinconia nel cuore.
MB