Cheers, big ears!

Racconto di viaggio in Inghilterra

6 Febbraio 2004

Invitati da due amiche italiane che vivono a Londra, io e l’ex collega GP ci ritroviamo con una prenotazione Ryanair per Londra in mano.Motivazione, due amiche si lamentano dicendo che a Londra mancano alcune cose tipo il perborato, l’acqua ossigenata, il salame ed altre cosette quindi ci hanno prenotato questo viaggio affinché potessimo trascorrere qualche giorno in loro compagnia. Già conoscevo Londra, e devo ammettere di essere tornato con grande piacere.
Partenza prevista dall’Aeroporto D’Annunzio bagaglio a mano con il minimo indispensabile per il week-end.
Subito dopo il check-in la classica voce all’altoparlante dice che l’aereo ritarderà di mezz’ora. Fumare non si può quindi birra, ma si, tanto andiamo in Inghilterra, bevono tutti, peccato che il prezzo sia già allineato allo standard inglese!

La solita voce dice che causa la forte nebbia il volo è atterrato a Bergamo e che quindi saremo tutti trasferiti all’aeroporto di Orio al Serio a mezzo bus.
All’aeroporto di Orio rifacciamo il check-in e ammiriamo un lucidissimo Boeing 737 Ryanair pronto sulla pista. Un pulman ci porta invece in fondo all’aeroporto dove è già acceso un altro 737 un po’ meno lucido, ma sì che importa l’importante è partire!!!!
L’atterraggio è da simulatore di volo, ossia una ruota posteriore, poi l’altra ed infine il carrello anteriore.
Usciamo e prenotiamo un taxi che alla velocità media di 110 mph (alla faccia dei limiti!) ci porta dall’aeroporto di Stansted a Clapham Junction per la modica somma di 86 pound.
Saluti, baci, abbracci e dopo poco tempo il tavolo si riempie di lattine vuote di Guinness e Tennents. Quanto successo fino al mattino successivo non mi sembra il caso di raccontarlo, ringrazio semplicemente il cielo di aver potuto conoscere una persona davvero unica, con la quale adoro tuttora passare il poco tempo che ci è concesso di trascorrere insieme.
Il mattino successivo ci alziamo con calma e ci concediamo una colazione a base di tost e formaggio.
Il pomeriggio prendiamo il treno e ci dirigiamo verso Wimbledon, pranzo da Nando’s e tappe in vari Pub, uno più bello dell’altro.
Girovaghiamo ancora a lungo e mangiamo qualcosa in un ristorante italiano, dove lavorano alcuni amici.
La serata la passiamo con i colleghi delle ragazze a Pitcher and Piano in zona Battersea. Se amate la birra ed i locali moderni e frequentati da giovani, è il posto che fa per voi.
Cacciati insieme a tutti gli altri clienti entro le ore 23.00, ci spostiamo di poco in un locale dove restiamo a parlare e a bere come allegramente fino alle 03.00.
Rientriamo a piedi godendoci una passeggiata di circa un kilometro nel freddo della notte invernale londinese, un’emozione unica, auguro a tutti di poterla provare.
La domenica la sveglia e la colazione sono seguite da un po’ di chill-out sul divano, il pomeriggio andiamo in centro in autobus, vediamo Westminster, Whitehall, Trafalgar Square e poi ci dirigiamo a Camden Town.
Purtroppo la domenica non servono il thè con i funghetti, quindi ripieghiamo in una copiosa scorta di Popper (è legale!) che in parte porteremo a casa come souvenir a parenti amici e colleghi.
Visita guidata in alcun Pub della zona e cena in un ristorante Giapponese vicino a Clapham Junction.
Al mattino un po’ di spesa al supermercato e pranzo a casa dell’altra amica la quale vive in una favolosa casa vittoriana.
Il pomeriggio, con estremo malincuore e dopo aver bevuto l’ultima Guinness, prendiamo il treno da Liverpool street per tornare a Stansted.
Per ingannare l’attesa del check-in spendiamo tutto in Fish & chips e Guinness e ci avviamo all’aereo già piuttosto ubriachi. Pochi minuti dopo il decollo scopro di avere ancora delle sterline e istantaneamente e domocraticamente decidiamo di farci portare altra birra. Nonostante la completa e totale ubriacatura mi rendo conto che anche l’atterraggio al D’Annunzio non è proprio da manuale, ad ogni modo va bene così.
Che dire, London è London e merita una visita, imparate però a parlare inglese e fatelo ben bene, altrimenti verrete messi in difficoltà sistematicamente ad ogni occasione dai sudditi della regina.
Ora la mia amica vive a Paris e ieri mi ha invitato a passare da lei quando ho tempo, ora guardo se trovo un volo e poi si vedrà.
Viaggiare è confrontarsi, conoscere e conoscersi meglio, per poi raccontarsi, un saluto a tutti.