Nella terra dei miei sogni

Racconto di viaggio in Inghilterra

di Alfredo Luca. Minorchio

Ho sempre sognato di vedere Londra e finalmente io e Marzia iniziamo a progettare il nostro viaggio.
Il tutto ha inizio 6 mesi prima della data prescelta per partire, iniziando a mettere giù un diario di viaggio con tutti i luoghi da visitare diviso zona per zona, tutto grazie alle valanghe di libri letti su Londra (ormai conoscevo la città quasi a memoria).
Abbiamo prenotato tramite agenzia il volo d’andata e di ritorno e ci siamo fatti consigliare dalla ragazza dell’agenzia (molto gentile) sull’albergo dove pernottare.
A questo punto tutto è chiaro, partiremo da Milano Malpensa alle 7.30 del 27 ottobre direzione Londra, pernotteremo al Royal National Hotel per poi ripartire sei giorni più tardi da Londra Heatrow alle 17.00 destinazione casa.
Finalmente è il giorno della partenza, io sono un po’ nervoso avendo paura di volare ( o come dico io di cadere), la mia ragazza è tranquilla e cerca di tranquillizzare anche me, invano.

Arriviamo a malpensa alle 5.10 per il check-in, siamo tra i primi, dopodichè andiamo al bar a prendere qualcosa aspettando la chiamata per l’imbarco.arrivata la chiamata saliamo a bordo dell’aereo della british middland e già si respira un po’ d’inghilterra dato che tutti a bordo parlano esclusivamente inglese.
Partiamo con mezz’ora di ritardo per via di uno sciopero dei controllori, ma va bene lo stesso.
Atteriamo a Londra alle 10.10 circa sotto un cielo nuvoloso, il tempo di scendere dall’aereo e orientarci verso la zona bagagli che sono giò sul nastro trasportatore che girano.
A quel punto telefonata di rito ai genitori per tranquillizzarli e poi via diretti all’underground (tube) direzione russel square sulla linea piccadilly.
Dopo 40 circa di viaggio arriviamo a destinazione, siamo sorpresi dall’organizzazione che hano sulla metro, ad ogni fermata c’è una voce che dice a che fermata siamo, quale sarà la prossima, qual è il capolinea e prima di ripartire una frase che è diventato il mio tormentone: “stand clear the doors please, mind the gap”.
Scesi alla fermata di russel square prendiamo l’ascensore che ci porta in superficie, e dopo aver fatto passare la nostra travel card (molto utile per usare i mezzi) usciamo all’aria aperta dove ci attendeva una lieve pioggerellina che non dava molto fastidio.
Arriviamo all’hotel verso le 11.30 e mi dirigo a fare il check-in, ma con mia sorpresa mi sento dire che la nostra camera sarà libera a partire dalle ore 14.00.
A quel punto mancando ancora oltre due ore lasciamo i bagagli in custodia al nostro hotel (1.50 pounds a persona) e ci dirigiamo al pub accanto all’hotel.
Entrando notiamo una certa calma, la mia ragazza si va a sedere ad un tavolo mentre io mi dirigo al bancone per ordinare due hamburger e due birre.
Dopo aver mangiato e bevuto tiriamo ancora qualche minuto per arrivare alle fatidiche 14.00, e allo scoccare dell’orario ci dirigiamo come fulmini al bancone per poter fare finalmente il nostro check-in.
Dopo aver ritirato le chiavi entriamo in camera, non è molto grande ma è confortevole, c’è anche la tv e la radio.
Giusto il tempo di una doccia veloce e qualche minuto di rilassamento che usciamo direzione metrò per arrivare a piccadilly circus la nostra prima meta.
In metropolitana è impossibile perdersi per via dei tanti cartelli che ti indicano la strada giusta.
Arrivati a piccadilly circus non piove più, e davanti a noi si apre una piazza dove al centro si trova una fontana con sopra l’angelo della carità (anche se molti pensano che sia la statua dell’Eros), intorno cartelloni luminosi di pubblicità e tanta tanta gente.
Facciamo un giro per le vie e verso le 18.30 torniamo in hotel per una pausa e per mangiare qualcosa.
Come prima cena decidiamo di fermarci ancora al pub dove fanno dei buoni panini e soprattutto c’è una birra squisita, dopodichè decidiamo di recarci ancora a piccadilly per poterla ammirare anche di sera con tutte le sue luci e i suoi artisti di strada.
Arriviamo fino al Trocadero, un palazzo con all’interno di tutto, ci sono cinema, piste da bowling, internet caffè,sala giochi, autoscontri e molto altro ancora.
Verso le 23 torniamo in hotel stanchi morti per poterci riposare in attesa di un altro giorno pieno di emozioni.

2° GIORNO

La sveglia suona puntuale alle 7.30, ci alziamo subito eccitati da un nuovo giorno a Londra, doccia veloce, colazione continentale e dopo un ora siamo già in pista.
Essendo sabato ci dirigiamo a Portobello Road, il mercatino più famoso d’Inghilterra e non solo.
Prendiamo l’underground verso Notting Hill gate, uscendo all’aperto incontriamo molti turisti tutti diretti nello stesso posto.
Il mercatino è molto caratteristico e strano allo stesso tempo, ci puoi trovare di tutto dalle chincaglierie alla verdura, dall’antiquariato ai vestiti.
Il nostro giro per Portobello dura circa un’ora, dopodichè alla mia ragazza le salta in testa di andare al quartiere di notting hill per vedere dove è stato girato l’omonimo film con Hugh Grant, e cercare la famosa porta blu dove abitava lui.
Arrivati al quartiere ci rendiamo conto di essere arrivati in un posto tranquillissimo e per benestanti, ma oltre a questo vediamo che le porte d’ingresso sono di tutti i colori e di blu c’è ne sono a decine.
Dopo aver desistito ci avviamo verso Kensington Gardens, ma prima devo mantenere una promessa fatta alla mia ragazza, e cioè le avevo promesso che il giorno che saremmo andati a Londra avrei comprato un cappello tipo tuba con la union jack stampata sopra e avrei girato tutto il giorno così.
E così feci tra le risate della gente (e dei poliziotti) entrammo dentro i giardini di kensington.
Kensimgton è uno dei parchi di Londra e al suo interno si trova la residenza estiva di Carlo e della compianta Diana, noi non siamo entrati visto il prezzo (11.50 pounds).
Qui si trova anche una statua della regina Vittoria che in questa residenza nacque, girando per il vasto parco s’incontrano un sacco di scoiattoli famelici che si avvicinano a te se tu li offri qualcosa.
Passando sotto un ponte si entra in Hyde park uno dei parchi più belli di Londra, c’era gente che faceva jogging altra che leggeva il giornale, noi abbiamo costeggiato il serpentine fino a speaker corner’s l’angolo dove la domenica la gente può dire quello che vuole.
Era l’ora di mettere qualcosa sotto i denti, ci fermiamo ad uno dei tanti baracchini ambulanti per prendere un hot dog ed una coca, ci sediamo su di una panchina anche per riposare un po’ i nostri piedi stanchi.
Per il pomeriggio ci rechiamo a visitare Harrod’s famoso in tutto il mondo, di proprietà del signor Al Fayed, all’entrata ci sono vari consigli da seguire, non si può entrare con zaini in spalla, non si può fotografare e bisogna avere un’abbigliamento decente.
Detto questo è un posto fantastico come solo nei film si vede,commessi dappertutto anche in bagno dove per accedervi bisogna pagare (1.00 pounds).
Stupendo è il reparto gastronomia dove puoi trovare qualsiasi cosa da ogni parte del mondo, famoso e anche il motto “da uno spillo ad un’elefante”.
È quasi ora di tornare in hotel per una doccia, però io voglio andare a vedere quello che fin da bambino mi è rimasto nel cuore solo vedendolo in tv, e cioè il simbolo di Londra: il Big Ben.
Scendiamo alla fermata di Westminster prendiamo le scale mobili su cui mentre sali trovi dei cartelli con su scritto “stand on the right”, cioè stare a destra per permettere a chi ha fretta di poter passare. Comunque usciamo dalla stazione ed eccolo lì in tutta la sua maestosità l’House of Parliament con annesso la clock tower, è qualcosa che non si può descrivere da quanto è imponente e bello. Sarei rimasto lì per ore a fissarlo, secondo me è la cosa più bella che ho visto, la sua figura è un ricordo indelebile nella mia mente.
Decidiamo di ritornarci la sera stessa per vederlo illuminato, quindi in hotel, bagno rilassante qualche minuto di relax sul letto in compagnia dell’unico canale italiano (rai uno) e dopo a cenare nel pub solito.
Questa volta prendiamo due chicken burger comprendenti di patatine fritte oltre stavolta a due birre ciascuno, il tutto alla modica cifra di 14.50 pounds.
Arrivato il momento di uscire dal pub ci accorgiamo che fuori imperversa un nubifragio, ma noi sprezzanti dell’acqua ci copriamo e via verso l’underground, sperando che intanto che facciamo tutto il tragitto sia passato il tutto.
Ma purtroppo non è così e anzi si è alzato un vento forte, decidiamo così di rifugiarci dentro una tipica cabina inglese per poter riprendere il big ben illuminato.
Quasi allo scoccare dell’ora e quindi della sua inimitabile musichetta usciamo e ci ripariamo dietro alla cabina da dove riprendiamo il tutto e scappare al volo.
L’House of parliament è stupendo illuminato, fatto tutto quello che c’era da fare ritorniamo inzuppati ma contenti in hotel per andare ad asciugarci e poi subito a letto per poter essere freschi per il giorno dopo.

3° GIORNO

Anche stamattina la sveglia suona puntuale alla stessa ora, guardo dalla finestra del nostro hotel e a dispetto di ieri sera dove c’era un nubifragio oggi c’è un bel sole su tutta la città.
Dopo la doccia vado a prendere la colazione per tutti e due, orange juice e panino con marmellata.
Oggi è domenica è quindi prendiamo l’underground per andare a Buckingham Palace a vedere il cambio della guardia. Scendiamo a green park e dato che il cambio è alle 11.30 e sono a malapena le 9.15 decidiamo di passeggiare nell’omonimo parco.
Fatte un po’ di foto riprendiamo a camminare verso la dimora della regina, arriviamo sul pall mall che c’è ancora poca gente, dopo le varie foto di rito ci mettiamo in prima fila anche se manca ancora un’ora.
Quando manca ormai circa 15 minuti veniamo fatti spostare da dei poliziotti a cavallo, venendo a sapere solo in quel momento che il portone dove eravamo sistemati noi sarebbe stato aperto per fare entrare le guardie reali.
Ormai non c’era più un buco per poter vedere il cambio, così ho avuto l’idea di prendere sulle spalle la mia ragazza, così almeno l’avrebbe potuto riprendere con la telecamera.
La parata per il cambio inizia in perfetto orario con la banda reale che suona varie musiche, e con le guardie reali che arrivano dal pall mall.
Il tutto durò quasi due ore, e io stremato dallo sforzo restai con il dolore alle spalle per ore, consapevole però di aver contribuito enormemente alla documentazione di uno dei cambi della guardia più famosi al mondo.
Dopo aver mangiato un hot dog (deliziosi) dai soliti baracchini ci siamo incamminati verso l’horse guards passando attraverso St. James’s park,altro parco fantastico dove c’erano cigni, papere, scoiattoli e tanti altri animali, c’erano anche dei concertini che la gente apprezzava molto.
Arrivammo così all’horse guards dove al suo interno risiedono le guardi e dove tengono le armi.
Passammo al suo interno uscendo sulla strada che porta a westminster, proseguendo sulla strada verso il parlamento sulla nostra destra troviamo la famosa Downing street dove alla porta numero 10 risiede il primo ministro Blair. Fatte le foto di rito proseguiamo nel nostro viaggio verso la ruota panoramica più alta del mondo la London eye , la ruota è alta 135 metri e un giro su di essa dura 30 minuti.
Ma ahimè quando arriviamo ci sentiamo dire che sono esauriti tutti i biglietti per i prossimi 4 giorni, e quindi dovremo lasciare Londra senza questa esperienza.
Da westminster decidiamo di andare a vedere il tower bridge, quindi prendiamo l’underground per arrivare alla fermata di tower hill.
Arrivati passiamo sul ponte più antico di Londra, il london bridge da dove di fronte a noi si erge maestoso un altro simbolo di Londra il tower bridge, lo visitiamo anche all’interno ed arriviamo fino in alto da dove si può vedere da una parte i docklands e dall’altra la HMS Belfast, nave da guerra usata nella seconda guerra mondiale.
Finito il tour nel tower bridge decidiamo di vedere anche il museo dove ci spiegano le varie fasi per il funzionamento del ponte.
Dal tower bridge ci spostiamo al tower hill, l’entrata costa ben 11.50 pounds a testa, ma alla fine saranno spesi bene. Al suo interno troviamo i famosi corvi, dove la leggenda vuole che se i corvi lasceranno la torre l’Inghilterra cadrà in rovina, per evitare questo infatti ai corvi vengono tarpate le ali.
Passiamo poi alla jewell house con all’interno i gioielli della corona, sono così importanti che non puoi neanche fermarti a guardarli perché devi passare sopra un tapis-roulan (non si potrebbe neanche riprendere ma si sa..).
Poi passiamo alla torre dell’armature e delle armi dove troviamo le varie armature di Enrico VIII. Quando usciamo dall’ultima torre ormai è buio ma il cielo è così limpido e blu che sembra finto, e dalle mura scorgiamo in tutta la sua bellezza il tower bridge illuminato.
Sono le 18.00 e ci avviamo a piedi verso la cattedrale di St. Paul, ma forse la stanchezza o l’oscurità noi ci addentriamo solo nella city deserta, dato l’orario non si trova più nessuno, a questo punto cerchiamo la stazione della metro più vicina per tornare in hotel, cercando la stazione per caso passiamo davanti alla sede dei Loyd’s.
Trovata la stazione ripartiamo alla volta di russel square, doccia veloce e via verso piccadilly, questa volta scegliamo di mangiare in un fast food ed esattamente da burger king, il cibo non è il massimo anzi rimaniamo delusi.
Finito di mangiare arriviamo fino a covent garden ma poi esausti ci ritiriamo in hotel.
Anche questa giornata volge al termine, stanchi ma contenti andiamo a dormire per essere freschi per il giorno dopo.

4° GIORNO
Stamattina usciamo verso le 9.00, prendiamo l’underground e scendiamo in Baker street, via famosa grazie ad Arthur Conan Doyle, infatti è qui che abitava il famoso investigatore Sherlock Holmes ed il suo assistente Watson, infatti la via è piena di negozi e musei a lui dedicati.
Alla fine di Baker street troviamo il museo delle cere per eccellenza il famoso Madame Tussad’s, quando arriviamo ci accorgiamo che c’è una fila a dir poco spaventosa ma non desistiamo, ne abbiamo sentito parlare un gran bene.
Dopo poco che siamo in fila ci viene incontro un’addetto del planetario assicurandoci che se entriamo da lui si paga solo 2 pounds in più ma poi si passa direttamente al museo delle cere, evitando così la fila. Noi seguiamo il suo consiglio ed entriamo al planetario, il tutto dura circa 30 minuti, senza affascinarci più di tanto. Da lì passiamo direttamente al museo delle cere, e qui iniziano a brillarci gli occhi è qualcosa di fantastico non si riesce a capire se sono statue o persone in carne ed ossa.
C’è di tutto dai personaggi sportivi a quelli storici, dai divi del cinema ai cantanti, c’è il Papa Giovanni Paolo II, tutta la famiglia reale, la maggior parte dei presidenti degli States, i Beatles e moltissimi altri ancora.
L’unico messo dietro vetro è Hitler per paura di qualche esagitato, lui è lontano dagli altri, è all’entrata del museo degli orrori, dove per altro c’è la storia di Jack lo squartatore.
Finito il giro nel museo degli orrori saliamo su dei finti taxi che ci mostrano la Londra a partire dai primi del 800.
Usciamo dal museo verso le 12.30, abbiamo girato per il museo per due ore senza neanche rendercene conto, mangiamo di fronte al museo e verso le 13.30 ci rimettiamo in marcia verso St. Martin in the fields e trafalgar square. Scendiamo alla fermata di charring cross ( da qui partono tutte le misurazioni di Londra!), guardiamo la chiesa soltanto da fuori e poi ci avviamo ad un’altra piazza importante per i londinesi: trafalgar square, sulla piazza c’è una colonna alta ben 44 metrie sopra c’è la statua dell’ammiraglio Horatio Nelson che sconfisse ( ma fù ucciso) l’armata navale di Napoleone, ai suoi piedi due leoni di bronzo gli fanno la guardia e al centro della piazza una grande fontana.
Qui nel periodo di Natale i norvegesi inviano, in segno di gratitudine per l’aiuto dato nella seconda guerra mondiale, un abete dove tutti i londinesi si ritrovano per festeggiare.
La piazza è stracolma di piccioni e turisti, facciamo le solite foto di rito, ci sediamo un po’ e poi andiamo verso covent garden.
Covent garden è un posto carinissimo, un tempo era un mercato della frutta trasformatosi poi grazie anche ad una accurata restaurazione in vari caffè all’aperto, qui ci puoi trovare molti artisti di strada oppure vari tipi di spettacoli musicali.
Decidiamo di cenare in uno dei ristorantini che si trovano qui ed ascoltare un po’ di musica.
Verso le 23 passiamo da piccadilly prima di ritirarci nella nostra camera per poterci fare un bel bagno caldo ed andare a letto stanchi morti.

5° GIORNO

Il nostro ultimo giorno intero inizia come al solito, doccia e colazione, decidiamo quindi di andare a visitare la cattedrale si St. Paul.
Prendiamo l’underground e ci dirigiamo alla fermata omonima della cattedrale.
Usciti all’aperto ci attende un pallido sole, la giornata è fresca ma non fredda anche se siamo ai primi di novembre. La cattedrale è bellissima ed imponente, davanti all’entrata c’è una scalinata dove io e Marzia ci facciamo fare delle foto, l’ingresso è a pagamento 5 pounds per entrare.
Questa è la cattedrale dove nel 1981 si sono sposati in mondovisione il principe Carlo e la principessa Diana.
Appena entrati rimaniamo a bocca aperta per la sua bellezza, di fronte a noi in fondo alla cattedrale si trova l’altare, qui ci sono alcune tombe di personaggi famosi, visitiamo anche la cripta prima di recarci sulla cupola. Per arrivare in alto alla cupola ci sono da fare 565 scalini, ci armiamo di pazienza ed iniziamo a salire, all’inizio gli scalini sono bassi e lunghi e quindi non sono duri, ma subito dopo iniziano a diventare alti e stretti e si sente subito la fatica.
A metà percorso si esce sulla prima terrazza dove si vede poco ma ci serve più che altro per riprendere fiato, dopodichè riprendiamo la salita ed arrivati quasi in cima inizia a diventare sempre più stretto il passaggio.
Arrivati su si apre davanti a noi tutta Londra dall’alto, è meraviglioso se solo non soffrissi di vertigini, a quel punto mi bloccai e mentre Marzia faceva foto a destra e a manca io cercavo di non guardare giù e mi facevo spazio per cercare di fare tutto il giro della cupola per arrivare alle scale ed iniziare la discesa.
Arrivati giù mi sentivo come se avessi fatto la maratona di New York, avevo i muscoli a pezzi non tanto per le scale ma bensì per la paura.
Dopo essermi ripreso ( circa 30 minuti) mi resi conto che comunque ne era valsa la pena di stare male perché da là in alto si vedeva tutta Londra, si sentivano addirittura i rintocchi del big ben.
Da lì altro giro, siamo arrivati fino a westminster abbey ma senza entrare, alcune foto, poi abbiamo fatto tutto il violone che porta da westminster fino a trafalgar, da lì poi siamo partiti alla volta di picadilly circus, abbiamo girato un po’ e solo a quel punto ci siamo ricordati di aver saltato il pranzo, ormai erano le 17.45 quindi abbiamo deciso di recarci in hotel per farci una doccia e rilassarci un po’.
Siamo usciti verso le 19 e ci siamo recati al Mc donalds in piccadilly, abbiamo cenato e poi via al trocadero per comprare qualche ricordino per i genitori.
Verso le 23 rientro in hotel un po’ tristi sapendo che sarebbe stata la nostra ultima sera a Londra, quindi arrivati nella hall del nostro hotel abbiamo deciso di fermarci un po’ al bar per berci qualcosa. Ed è lì che ho assaggiato per la prima volta la Guinness, Marzia scelse la solita birra bionda, mentre io decisi di provare quella scura.
Quando iniziò a spillare la mia guinness sembrava che dallo spillatore uscisse cioccolata da quanta era densa, a metà il barman si fermò per far riposare la birra, dopo un po’ riprese a spillare fino a bicchiere colmo.
Una volta assaggiata me ne innamorai, era qualcosa di fantastico, amara certo ma ottima.
Verso le 24.30 andammo a letto a riposare per essere in piedi presto per il nostro ultimo giorno.

6° GIORNO

Il nostro ultimo giorno iniziò con una bella doccia una sana colazione e con la sistemazione dei nostri bagagli.
Come per l’arrivo lasciammo i bagagli in custodia dato che dovevamo lasciare la camera alle 10.
Per l’ultimo giorno decidemmo di andare a visitare il British museum che si trovava nel nostro quartiere.
Il british museum è uno dei primi musei nati al mondo ed è il più importante d’Inghilterra, l’entrata è gratis o meglio ad offerta e c’è bisogno di una cartina se no ci si perde da quanto è grande. Abbiamo fatto un giro nella parte egizia poi abbiamo visto la stele di Rosetta, poi siamo andati al piano cinese, insomma alla fine siamo stati dentro il museo per circa due ore e mezza.
Usciamo dal museo che sono le 12.30 andiamo a pranzare al solito pub e poi c’incamminiamo verso un parchetto delizioso che c’è a bloomsbury, stiamo seduti su di una panchina per un po’ a guardare gli scoiattoli mangiare dopodichè decidiamo che è ora di avviarci verso l’aereoporto.
Dopo aver ritirato le valigie prendiamo la metro per l’ultima volta direzione heatrow airport dove arriviamo circa 40 minuti dopo.
Il nostro volo è alle 19, noi arriviamo in aeroporto alle 16 giusto per non correre rischi, compriamo tutti e due un giornale come ricordo ( io presi il Sun), e verso le 17.20 facciamo il check-in.
Alle 18.15 ci chiamano per l’imbarco, noi diamo l’ultimo sguardo in giro e ci incamminiamo verso il tunnel che ci porta direttamente all’aereo, l’aereo parte puntuale, quando siamo in volo è ormai buio e dal nostro finestrino vediamo tutta la città di Londra illuminata, è qualcosa che ti resta dentro.
Il nostro viaggio è ormai terminato anche se ogni tanto chiudiamo gli occhi e ci ritornano in mente tutte le cose belle di questa città così vicina e così lontana.

Ps.: io avevo sognato da tanto di poter vedere Londra, avevo fantasticato su questa città così tanto d’aver avuto paura che il giorno che l’avrei visitata non fosse stata come me la immaginavo, ed in effetti è stato così perché non era come me la immaginavo ma molto più bella.