Irlanda, dove terra e mare si fondono

Racconto di viaggio in Irlanda

Per chi come noi ama la natura, un viaggio in Irlanda è sicuramente un’esperienza indimenticabile nella quale è possibile ammirare la natura in tutte le sue manifestazioni che talvolta ci hanno lasciato senza fiato tanto era la bellezza di ciò che ci si parava davanti agli occhi. Sicuramente una settimana è poca per poter visitare l’Irlanda nella sua interezza, è per questo che noi abbiamo deciso di sacrificare la parte più “culturale” di questa meravigliosa isola per poter godere appieno delle distese verdeggianti che tanto la rendono famosa nel mondo.

Non troverete quindi nessun resoconto su Dublino , Belfast e altre grandi città, ma saprete certo apprezzare come noi un paesaggio unico e indimenticabile, patria di un popolo generoso e socievole. Il nostro è stato sicuramente un viaggio “on the road” che ci ha permesso di godere il paesaggio irlandese in tutte le sue sfaccettature.

In Irlanda si guida sulla sinistra e, tranne nelle vicinanze delle grandi città, il traffico è pressochè inesistente, vi ritroverete quindi a guidare su strade deserte.
Anche se brevi, talune distanze richiedono molte ore per coprirle a cause delle strade poco agevoli o che si snodano lungo le coste. Ma non siamo forse in vacanza??????
Il miglior modo per godere appieno dell’ospitalità degli irlandesi è alloggiare nei Bed & Breakfast (circa 25€ a testa in questo periodo) dove potrete trovare un’atmosfera famigliare ed accogliente.
Il nostro viaggio parte da Dublino dove abbiamo solo pernottato dopo essere arrivati e avere ritirato l’auto presa a noleggio.

23 novembre
Dublino – Russborough House – Kinsale

km 350
Ci svegliamo presto sotto nuvole cariche di pioggia e da Dublino imbocchiamo l’autostrada M7 (una delle poche) che ci porterà nel sud dell’isola, vicino a Cork. Certo il traffico non può essere paragonato a quello italiano, qui le macchine sono molto meno e certamente la gente è meno frettolosa. Arrivati a Naas (dopo 35km) lasciamo l’autostrada per imboccare una strada che si snoda tra distese di verde interrotte di tanto in tanto da piccoli paesini dove tutti ci salutano come fossimo gente del luogo. Dopo una breve sosta per pranzare proseguiamo il nostro viaggio per raggiungere la prima meta del nostro itinerario: Russborough House, un’antica abitazione situata sulle rive di un piccolo lago illuminato da un raggio di sole che è riuscito a bucare le nuvole. Per raggiungerlo prendiamo la R410 e la percorriamo per 20km. Purtroppo l’intero edificio è deserto e qualsiasi accesso chiuso; dopo una breve perlustrazione nei dintorni non ci resta che riprendere il nostro viaggio.
Ritorniamo a Naas e proseguiamo accompagnati dalla pioggia che ha iniziato a scendere copiosa; riuscire a trovare un’intera settimana senza pioggia in Irlanda è già difficile in estete… figuriamoci a novembre!!!!!

Il paesaggio che si estende attorno a noi è affascinante e unico tanto da non farci rimpiangere la nostra seppure amata Valtellina. Finalmente raggiungiamo Cashel (strade N7 e poi N8, in totale da Naas 130km) nelle cui vicinanze sorge l’omonima rocca che, vista da lontano ci colpisce per la sua grandezza e nello stesso tempo semplicità. Una breve visita all’esterno ci consente di scoprire che purtroppo non si può accedere all’interno perché chiusa per restauro. Non ci rimane altro da fare che tornare alla nostra macchina e riprendere il viaggio anche perché si sta facendo tardi e abbiamo ancora parecchia strada da percorre prima di raggiungere la meta che ci eravamo prefissati. Avendo così pochi giorni a disposizione ci siamo creati una piccola tabella di marcia per poter rispettare i tempi stabiliti e dividere in modo equo tutti i km che ci aspettano. Raggiungiamo Cork e, dopo una breve occhiata alla periferia della città, decidiamo di proseguire e cercare un B&B a sud della città, possibilmente sul mare. Purtroppo abbiamo scelto una zona scarsamente popolata, sembra strano ma dopo un’intera giornata dove abbiamo visto B&B ad ogni angolo, proprio nel momento propizio non ne riusciamo a trovare neanche uno che faccia al caso nostro. Disperati proseguiamo fino a quando, proprio dietro ad una curva, un cartello ci annuncia l’ingresso alla Kilcaw House; ci accoglie Christina… una gentile signora che subito si interessa del nostro viaggio e ci da alcuni consigli su cosa visitare. Rimaniamo piacevolmente stupiti dalla cordialità e dalla disponibilità riservataci. Dopo una breve cena in riva a mare ci corichiamo per prepararci alla giornata più intensa del nostro viaggio.
Per chi fosse ineterssato indichiamo i riferimenti per contattare direttamente il B&B:
Kilcaw House – Kinsale co. Cork – email: kilcawhouse@hotmail.com – internet: www.kilcawhouse.com

24 novembre
Kinsale – Ring of Kerry – Tralee

km 320
Ci svegliamo con il sorgere del sole e, dopo un’abbondante colazione, riprendiamo il nostro viaggio che ci porterà a Tralee, località sulla costa occidentale dell’isola. I km da percorrere oggi sono parecchi, non ci facciamo quindi illusioni sulla possibilità di fare soste prolungate, solo poche fermate per scattare qualche foto al sole che sorge e ai pascoli verdeggianti che ci circondano . Costeggiamo il mare per pochi Km e ci inoltriamo nell’entroterra dove tra piccoli avvallamenti e basse colline scorgiamo delle piccole insenature che sembrano uscite da una fiaba. Il cielo è ancora nuvoloso, anche se all’orizzonte si profila qualche raggio di sole che ci fa ben sperare su un miglioramento nel corso della giornata. E così è stato… proprio nel momento in cui stiamo per attraversare il Ring of Kerry su una strada che corre lungo la scogliera a picco sul mare; lo spettacolo ci lascia senza parole, è forse questo il momento in cui quest’isola ci si è rivelata in tutto il suo splendore. La strada, tra un continuo sali e scendi, si snoda tra immense praterie verdeggianti che contrastano nettamente con il blu dell’oceano che si stende sotto di noi… abbiamo raggiunto la costa dell’isola che si affaccia sull’Oceano Atlantico. Affascinati dal paesaggio decidiamo di fermarci a consumare il nostro pasto beandoci del paesaggio che ci circonda. Tutto attorno a noi è silenzioso, si sente solo il rumore delle onde di si infrangono sulle scogliere che corrono parallele alla strada per chilometri e chilometri. Riprendiamo il nostro viaggio con un po’ di tristezza perché certo uno spettacolo del genere raramente si dimentica. Si è fatto tardi e purtroppo dobbiamo costatare di non riuscire a raggiungere la meta che ci eravamo prefissati. Decidiamo quindi di fermarci a Tralee per il pernottamento; anche qui troviamo un’allegra famiglia irlandese pronta ad accoglierci e ad offrirci la loro gentile ospitalità.

25 novembre
Tralee – Cliffs of Moher – Spiddal

km 260
Il risveglio ci riserva una gradita sorpresa, finalmente il sole ha sostituito le spesse nuvole che ci hanno accompagnato nei primi giorni della nostra vacanza . Partiamo subito alla volta delle Cliffs of Moher , una catena di scogliere a picco sul mare; il punto più alto si trova in cima ad una parete che dopo 1000 metri si getta tra le verdi acque dell’oceano. La strada che percorriamo è un susseguirsi di case con splendidi panorami che certo alettano non poco gli occhi del visitatore. La strada per raggiungere le scogliere non è certo facile da trovare anche perché le segnalazioni stradali sono poche e scarsamente visibili. Finalmente arriviamo al Centro Informazioni; per parcheggiare l’auto paghiamo 5€ e ne vale veramente la pena. Nel frattempo sopra di noi il tempo è mutato completamente, come spesso accade in terra irlandese, e una fitta pioggerella ha iniziato a cadere con nostro grande sconforto. Attendiamo qualche minuto sperando in un miglioramento ma inutilmente, armati quindi di ombrello e impermeabile ci avventuriamo su un percorso lastricato e sicuro che corre lungo il bordo della scogliera ed ecco che di fronte ai nostri occhi si staglia un paesaggio che ci toglie quasi il fiato tale è la sua bellezza. Le scogliere hanno una splendida colorazione vermiglio, resa ancora più straordinaria dalla leggera “nebbiolina” che le avvolge ; sulla sommità della più alta sorge un’antica torre di guardia che, nonostante le interperie, è ancora in buone condizioni. Una breve sosta al visitor center e riprendiamo il nostro viaggio verso quella che è considerata la parte più selvaggia, romantica e bella dell’isola, il Connemara, che visiteremo però il giorno successivo.
Ci sarebbe piaciuto visitare “il burren” una zona ricca di miniere e gallerie sotterranee ma per motivi di tempo non ci è stato possibile. Il nostro viaggio prosegue lungo la Galway Bay, nella quale sono presenti alcune stazioni balneari. Contrariamente a quanto abbiamo fatto noi vi consigliamo di cercare proprio in questa zona il B&B per il vostro pernottamento anche perché poco dopo si entra nella regione del Connemera dove è decisamente difficile trovare delle abitazioni che offrano il B&B.

26 novembre
Spiddal – Kylemore Abbey – Westport

km 160
Ci svegliamo con il sole che sorge lungo le immense distese verdeggianti della regione del Connemara . Siamo entusiasti perché questa è la regione che per prima ci ha spinto ad organizzare un viaggio in Irlanda. Si tratta di una zona decisamente affascinate nella quale si alternano paesaggi completamente diversi tra loro in cui terra e acqua creano contrasti di colori unici e indimenticabili in cui è facile perdersi viste anche le scarse indicazioni stradali. Essendo la zona meno popolata dell’isola non ci stupiamo quindi che le case nella zona siano poche ed isolate e che le strade siano anch’esse praticamente deserte ad eccezione di mucche e pecore che pascolano liberamente ai bordi della strada quasi fossero i padroni della zona. La regione del Connemera è particolarmente ricca di laghi ed è proprio vicino ad uno di questi laghi che abbiamo scorto la Kylemore Abbey nel quale si specchia in tutta la sua imponenza. Rimaniamo subito affascinati da questa abbazia ancora in ottime condizioni; acquistando un ticket (non sappiamo il prezzo) è possibile accedere ad alcune delle sale interne… ma noi purtroppo non abbiamo più tempo e dobbiamo rinunciarvi. Ci stupisce particolarmente anche la cura con cui è curato il parco che la circonda contribuendo ulteriormente ad attribuire al luogo una sensazione quasi magica. Consultiamo brevemente la cartina e decidiamo di tralasciare la zona nord-ovest dell’isola e di addentrarci nell’entroterra per raggiungere più velocemente Westport dove abbiamo deciso di pernottare.

27 novembre
Westport – Cascata di Glencar – Donegal

km 200
Siamo fortunati perché dopo i primi giorni il tempo è stato abbastanza clemente da permetterci di fare qualche fotografia con un po’ di sole! In questa tappa abbiamo passato molto tempo in auto girovagando tra viuzze di campagna e vaste praterie alla ricerca di qualche scorcio da immortalare e dove consumare in tranquillità il nostro pasto. Scrutando la nostra guida ci pare particolarmente interessante una visita alla Cascata di Glencar posta nelle immediate vicinanze della cittadina di Sligo. Per raggiungerla ci inoltriamo su strette strade circondate da canneti dove vivono specie diverse di uccelli attratti dalle acque del lago di Glencar da cui ha preso il nome l’omonima cascata che ci accingiamo a vedere. Troviamo finalmente il punto di partenza per la brevissima escursione (pochi metri) che ci porterà al punto “panoramico”. Sul sentiero veniamo accolti dal rombo delle acque che, dopo un salto di circa 3 metri, ricadono sulla roccia sottostante per poi incanalarsi in uno stretto corso che le condurrà sino al lago. Il frastuono è quasi assordante e, dopo le foto di rito, torniamo sui nostri passi e ci concediamo qualche minuto di relax sulle rive del lago per poi riprendere il nostro viaggio verso Donegal… cominciamo già a sentire la tristezza per la partenza che ci attende tra 2 giorni ma non ci scoraggiamo cercando di godere appieno del poco tempo che ci rimane a disposizione per scoprire ulteriori bellezze di questa isola.

28 novembre
Donegal – Slieve League – Ballymoney

km 200
Stiamo per entrare nell’Irlanda del nord e, se non fosse per la chiara impronta inglese (soprattutto sui prezzi!!!), non ce ne saremmo nemmeno accorti. Consultiamo la nostra cartina e decidiamo l’itinerario da seguire per la nostra penultima tappa. Partiamo alla volta delle Slieve League, un importante punto panoramico che ci consente di lasciar vagare lo sguardo sulla parte più a nord dell’isola. Ci dirigiamo verso il piccolo abitato di Carrik e seguendo le indicazioni troviamo il punto panoramico. L’accesso è sbarrato da un cancello e, vista la distanza da percorrere e il poco tempo a nostra disposizione (3 km circa in salita), decidiamo di proseguire con l’auto. Un cartello ci avverte di chiudere il cancello dopo il nostro passaggio perché la zona è anche adibita al pascolo delle pecore che come ben sappiano in Irlanda sono più numerose delle persone e che in questa zona, dobbiamo dirlo, la fanno un po’ da padrone. Questa volta il tempo non ci ha traditi permettendoci di ammirare al meglio l’oceano che si estende davanti ai nostri occhi. Riprendiamo il nostro viaggio e, all’altezza di Londonderry, varchiamo il confine con l’Irlanda del Nord costeggiando la costa che si affaccia sull’Oceano Atlantico. Avendo a disposizione più tempo questa zona è ricca di piccole isole facilmente raggiungibili via mare da cui ammirare l’isola da un’altra prospettiva. Nonostante continuiamo a viaggiare ininterrottamente il tempo avanza implacabilmente facendoci venire qualche dubbio sulla possibilità di arrivare in tempo per visitare le Giant’s Causeway, situate nella parte nord-est dell’isola, ed altri obiettivi. Arriviamo finalmente al Dunluce Castle di cui rimangono solo alcuni resti a picco sul mare e che in questo periodo sono oggetto di interventi di restauro. Qui il panorama è fantastico, una stretta scala conduce direttamente all’acqua che lambisce gli scogli. Riprendiamo il viaggio e, anche se ormai si è fatto quasi buio ci dirigiamo verso le Giant’s Causeway, delle formazioni di roccia lavica aventi forma esagonale le cui dimensioni le hanno valso questo nome così curioso (Sentiero dei giganti). Arriviamo troppo tardi per prendere l’ultima navetta che parte dal centro turistico; non ci rimane altro che rinunciare a questa visita e proseguire. L’ultimo obiettivo è quello di visitare il Carrik a Rede Rope Bridge, un ponte di corda sospeso issato dai pescatori per collegare la terraferma ad uno sperone roccioso su cui è collocata una capanna utilizzata per la pesca del salmone. Per raggiungere il punto di “attracco” del ponte bisogna percorrere circa 2 km a piedi su un sentiero ben segnalato. Purtroppo a fine settembre il ponte viene rimosso (ovviamente il cartello lo abbiamo visto dopo avere fatto la strada inutilmente…..che sfortuna!), sarà per la prossima volta. Anche la ricerca di un B&B è piuttosto ardua, per non parlare di un ristorante ancora aperto dopo le 20. Troviamo finalmente la casa che fa al caso nostro e, dopo la vana ricerca di un pub o ristorante aperto (alle 20.30!!!) ci addormentiamo pronti per intraprendere l’ultima tappa del nostro viaggio, quella che ci riporterà a Dublino.

29 novembre
Ballymoney – Belfast – Dublino

km 250
Seppure a malincuore inizia la nostra ultima tappa verso la città di Dublino dove il giorno successivo prenderemo l’aereo che ci riporterà in Italia. Non c’è molto da dire, iniziamo la nostra “discesa” percorrendo la strada panoramica che corre parallela alla costa per poi imboccare, all’altezza di Belfast l’autostrada che ci condurrà fino a Dublino. Attorno a noi non scorrono più i verdi paesaggi che ci hanno accompagnato durante il nostro lungo viaggio ma solo continue e poco frammentate colate di cemento che, come in quasi ogni parte del mondo, hanno preso il sopravvento sulla natura. Ma noi portiamo comunque nel nostro cuore un magnifico ricordo di questa splendida isola in cui gli elementi della natura si fondono in un tuttuno fino a creare qualcosa di magico e meraviglioso che ogni anno incanta gli occhi di migliaia di visitatori che, come noi, sanno godere e apprezzare queste distese silenziose dove la mente può vagare libera da ogni pensiero e costrizione.
Molti tramonti abbiamo visto in terra irlandese, li abbiamo immortalati per condividerli con voi.

Consigli utili
Viaggiare in Irlanda è assai semplice se muniti di una cartina stradale, per quanto riguarda invece la guida a sinistra bisogna solo avere un po’ di pazienza e ci si abitua subito. Personalmente non abbiamo avuto grossi problemi anche con la lingua seppure non conoscessimo molto l’inglese. Questo anche grazie al fatto che gli irlandesi sono molto socievoli e disponibili ad aiutare i turisti. Per quel che riguarda il noleggio dell’auto vi consigliamo di contattare direttamente gli uffici irlandesi per la prenotazione per evitare di incappare in spiacevoli sorprese come è capitato a noi. Infatti abbiamo scoperto in aeroporto che le principali compagnie di noleggio (Hertz, Avis, Alamo….) noleggiano l’auto solo a chi ha compiuto 30 anni (quando ci siamo rivolti alle agenzie italiane non ci era stato detto), noi abbiamo noleggiato l’auto presso la Sixt a cui abbiamo dovuto pagare ulteriori 500€ perchè avevamo meno di 25 anni (anche ciò non ci era stato detto). L’Irlanda è un paese molto sicuro in cui
potrete girare tranquillamente senza rischiare di incappare in spiacevoli incontri (un po’ di cautela va usata come di regola nelle città), se vi recate nei pub è d’obbligo l’assaggio della birra nazionale, la Guess, nera e dal sapore deciso. Non ci resta altro che augurarvi buon viaggio…
Dal sito
www.viaggiandonelmondo.com