In un mese di Febbraio

Racconto di Viaggio in Islanda

Il giorno di San Valentino di quest’anno sono partita, insieme a un’amica fidata (nel senso che ero fiduciosa della quantità di follia che avrebbe apportato al viaggio) alla volta dell’Islanda. Si trattava solo di pochi giorni, non sufficienti ad esplorare tutte le meraviglie dell’isola, ma di sicuro ne avremmo viste delle belle… Atterriamo all’aeroporto di Keflavik in ritardo: è notte inoltrata e siamo accolte da un vento gelido che sembra volerci spazzare via. Il benvenuto offerto da questa terra, così isolata e diversa da ogni altra parte d’Europa, non è dei migliori,ma del resto cosa potevamo aspettarci in un mese come febbraio!?

La mattina seguente, armate di piumino, sciarpa e cappello, ci dedichiamo alla scoperta di Reykjavik: la capitale islandese è una tipica città nordica, pulita e ordinata, e le sue case sono colorate e hanno i tetti spioventi. Per coronare la vacanza e la nostra amicizia con un “sigillo”,andiamo persino a farci un piercing all’orecchio: chissà perchè fare certe pazzie così lontano da casa le fa sembrare più fattibili.

In cima alla Skólavörðustígur si erge la Hallgriskirkja, che andiamo subito a visitare: l’organo che si trova all’interno è impressionante, e il panorama dalla torre della chiesa è da mozzare il fiato. Seguono una passeggiata sul lungomare e un pranzo a base di pyls (un delizioso hot dog!). Nei giorni successivi ci dedichiamo all’esplorazione dell’entroterra e noleggiata un’automobile, le nostre prime mete sono quelle più tipicamente turistiche: il Geyser, le strepitose cascate di Gullfoss e þingvellir, sede dell’antico Parlamento islandeseE’ impressionante pensare che ci troviamo nell’unico luogo di tutta l’isola in cui, secoli prima,
i ci si poteva sposare… E’ in jeep invece che visitiamo il sud-est dell’Islanda: abbiamo saputo che le strade potrebbero essere sterrate e quindi decidiamo di minimizzare i rischi: del resto si sa, “donna al volante…”.

Così equipaggiate ci dirigiamo alla volta del ghiacciaio più grande dell’isola:si chiama Vatnajökull e ha dei colori splendidi sui toni dell’azzurro. Sembra incredibile, ma al mondo esistono ancora delle zone incontaminate… è un piacere per gli occhi e non riusciamo a staccare gli occhi dai ghiacci del ghiacciaio e della laguna di Jokulsàrlon, ma una nuova visita ci aspetta. Una breve passeggiata in montagna e siamo alle cascate di Svartifoss: la forma delle rocce che le circondano è davvero particolare, sembra che un abile artigiano le abbia pazientemente intagliate! Dedichiamo l’ultimo giorno a un’ultima visita alla città, in cui ci scappa anche la mostra fotografica di un artista del luogo; passiamo ore ad osservare le tenerissime papere e i cigni del lago Tjorn ed è già ora di ripartire… ma siamo sicure che è solo un arrivederci: in quest’isola abbiamo lasciato il cuore, e presto torneremo a riprendercelo!

Racconto di Simona Della Valle