La terra dei cavalli bradi

Racconto di viaggio in Islanda

di Mariza e Maurizio

L’Islanda la terra del ghiaccio e del fuoco è anche la terra dei CAVALLI BRADI.
Reykjavik, una macchina a noleggio e via in giro per l’isola in 14gg con una media di circa 250 Km al giorno sull’unica strada percorribile la “RING ROAD”. La strada è un fedele compagno di viaggio, lunga sterrata a tratti impercorribile, ma la macchina la percorre e non si ferma.
Per ore non si incontrano veicoli ne uomini ma solo cavalli e cascate ad intervalli ravvicinati che sorprendono e rallegrano per poi divenire parte di un paesaggio straordinario che è lontano dagli uomini ma più vicino al cielo.

Ogni giorno le emozioni scorrono come pensieri tutto intorno è meraviglia e stupore, il verde dei prati e l’azzurro dell’acqua si confondono.
La forza della natura la puoi sentire così forte nel silenzio da farlo diventare assordante e a tratti spaventoso: essere ospiti della natura!
Il ribollire delle bocche dei crateri, la vitalità di VIK, la stabilità del lago Myvatn e della foresta pietrificata, il silenzio vero il riposo dell’anima l’incontro con il bisogno primordiale di battito regolare.

Qui si è ospiti estranei, il bagno nelle piscine naturali è un miracolo della natura ma l’Islanda è ricca.
In questo posto la ragione si addormenta si vive agli estremi del mondo, e poi le foche e Akureyri capitale del Nord prima conferma di vita umana dopo giorni di naturale bellezza ed ancora fino al vulcano di Julian Verne e di nuovo la paura che ti assale mentre procedi verso la vetta ma non ti fermi e la forza interiore ti spinge ad arrivare sempre più su consapevole che sotto la calotta la vita è pronta a fluire e mentre cammini la senti sotto le tue suole che passa.
Si riparte per Reykjavik dopo 14 giorni di solitudine e tutto sembra ovattato sordo.

Il 19 agosto si parte per la Groenlandia ma come la si può scegliere questa destinazione???????
In aereo 20 splendidi ragazzi dagli zaini arancione “SPORT NO LIMTS” rendono il volo di andata molto piacevole ad un certo punto si vede il mare ricoperto da iceberg azzurri siamo sempre più vicini ma l’atterraggio diventa una danza scoordinata e il contatto con la terra momento di ringraziamento…….ma il peggio deve ancora arrivare.
Entrati in aeroporto (una stanza disadorna con una grande pelle di orso attaccata alla parete) non troviamo la guida ad aspettarci perché ci dicono era troppo pericoloso arrivare???????????????

Non possiamo uscire dall’aeroporto per il brutto tempo e forse non possiamo neanche rientrare a Reykjavik (il giorno dopo abbiamo il volo prenotato per l’Italia SIGH!!!!!!).
Dopo cinque ore di freddo, panico, fame, paura, angoscia e qualche tenero sorriso degli INUIT l’annuncio: si riparte.
Decollo da film dell’orrore finalmente a Reykjavik per l’ultima notte islandese dopo aver baciato terra ci inoltriamo in quella che è la festa dell’estate islandese canti, balli artisti di strada concerti in ogni angolo, chiese, musei, locali, negozi aperti fino a notte fonda.

Il giorno dopo alle 6,00 partiamo per l’aeroporto viviamo l’intera notte per le strade tra i ridenti e poco sobri islandesi ad un certo punto fuochi d’artificio meravigliosi.
E’ stata proprio una bella vacanza in questa terra di nessuno ovvero dei CAVALLI BRADI:
Mariza e Maurizio