Isola d’Elba in Barca a Vela

Racconto di viaggio all’Isola d’Elba

La scorsa estate non avevo in programma nessuna vacanza. Le mie amiche avevano programmato le ferie con i loro ragazzi mentre io, single incallita da ormai 26 anni, mi ero ritrovata a viaggiare… su internet. Esploravo siti come se questo potesse in qualche modo sopperire alla mia voglia irrefrenabile di viaggiare. I miei genitori erano partiti per le vacanze già da diversi giorni, per quasi un mese me ne sarei stata a casa da sola, ma ciò non mi turbava affatto.
Un pomeriggio in cui non avevo proprio voglia di studiare e non dovevo recarmi al lavoro, ero di nuovo davanti al mio pc e navigavo… parafrasando Leopardi, “il navigar m’è dolce in questo mare…”. Mentre “vagavo” pigramente approdo, non si sa bene come, al sito di un’associazione che organizzava vacanze in barca a vela nell’arcipelago toscano. “Interessante…” pensai. Esplorai il sito, guardai le foto, lessi tutti i resoconti, chi erano, da dove partivano… finchè l’occhio non cadde su una pagina e il cuore si fermò… dall’emozione: Il santuario dei cetacei! La zona di navigazione si trova all’interno del parco naturale dell’arcipelago toscano dove non è raro incontrare questi splendidi animali. Cominciai a leggere le condizioni di partecipazione e prenotazione, i prezzi, i dati della barca, le date di imbarco, tutto! Decisi. Sarei partita, da sola, per l’Isola d’Elba e mi sarei imbarcata per una settimana insieme a gente mai vista e conosciuta per quella che si prospettava un viaggio tanto insolito quanto straordinario! Presi contatto con lo skipper, prenotai e versai la metà della quota. Il 27 Agosto parto per il viaggio più appassionante mai fatto. Una settimana intorno all’isola d’Elba su una barca a vela. Sorvolerei sulle reazioni dei miei genitori circa la mia idea di partire da sola…
Il viaggio durò parecchio, fra treno e traghetto circa sei ore. Arrivai sull’isola, trovai la barca… splendida… soprattutto per me che non ne avevo mai vista una da vicino! Feci subito amicizia con il resto degli ospiti e ovviamente con lo skipper che mi spiegò come si svolge la vita in barca. Spazi ristretti, minuscolo bagno, ovviamente niente doccia, a turno si lavano i piatti…a mare, e si cucina… speriamo di non avvelenare nessuno! Ok, sono pronta, prontissima, l’entusiasmo sprizza da ogni poro!
Si parte la mattina seguente… e arriva un ospite molto meno gradito: il mal di mare! Fortunatamente dura poco, riprendo il mio posto e do una mano nelle manovre, cerco di capire tutto quello che lo skipper ci insegna sulla navigazione m per il momento mi limito alla “bassa manovalanza” ma non mi dispiace per niente. Prendo la mia piccola e vecchiotta fotocamere e comincio a fotografare tutto quello che vedo: la barca, gli ospiti, il mare, il cielo, i gabbiani… spero anche i delfini, prima o poi…
È l’ultima settimana di Agosto, fa ancora molto caldo… di giorno… di notte si gela! E che ne potevo sapere? Figurarsi se mi ero portata qualcosa di più di un leggerissimo cardigan di filo estivo! Ok, niente panico… doppia T-shirt e cardigan… no, l’unica soluzione è infilarsi a letto sotto la pesante coperta di lana! Le albe e i tramonti sono da togliere il fiato!

Isola d’Elba

Durante il viaggio si alternano manovre a momenti di relax e divertimento. Pranzi e cene meriterebbero un capitolo a parte, tanto sono ricchi e gustosi… altro che pasti veloci e frugali, qui c’è tempo e modo anche per fare una bella carbonara e delle squisite crépès riccamente farcite! Le notti scegliamo democraticamente di non entrare in porto, preferiamo restare in rada, sotto le stelle, in mezzo al mare calmo, in silenzio. Per la prima volta in vita mia riesco a vedere la Via Lattea! È uno scenario che toglie il fiato ma purtroppo la mia piccola fotocamere non è adatta ad immortalare un tale spettacolo notturno che ben si accompagnerebbe ad una melodia di Chopin. Resto molto tempo sul ponte di legno a guardare le stelle… almeno finchè il freddo e l’umidità non mi costringono a rientrare sotto coperta.
Impariamo a conoscerci, la convivenza non mi porta alcun disagio… spero sia stato lo stesso anche per gli altri che, al contrario di me, hanno già molta esperienza di vela. Il nostro skipper è un ragazzo poco più grande di me, facciamo amicizia, mi insegna molte cose. Ogni tanto qualcuno prova a pescare qualcosa, lui porta persino dei polpi… anche già confezionati!

Credo che il nostro skipper non abbia mai pescato con tanta facilità… trovare pesce fresco già inscatolato in fondo al mare non è cosa da tutti! Tuttavia l’esemplare era troppo piccolo per essere mangiato e così lo abbiamo rimesso in mare con tutta la sua casa… non prima di avergli fatto una bella foto ricordo!
La settimana di vacanza diventano due. Decido di restare altri sette giorni, qui mi piace tutto Al limite mi piace anche fare la doccia nei bagni pubblici… beh, magari stavolta ho esagerato! Alcuni ospiti partono, ne arrivano degli altri ma l’atmosfera non cambia molto. La seconda settimana è un po’ più agitata dal punto di vista meteorologico, ci imbattiamo anche in un temporale notturno affatto divertente.

Capraia

Si salpa per Capraia e finalmente ho l’occasione di vedere i delfini: attraverseremo il santuario dei cetacei. Ci vuole parecchio tempo per arrivare, ma durante tutto il viaggio non ne incontriamo nemmeno uno. Sono un po’ delusa, ma poi penso che ci sarà il viaggio di ritorno con cui rifarsi. Arriviamo nei pressi dell’isola che un tempo ospitava il carcere. Su un alto promontorio svetta un antico monastero, ormai abbandonato da tempo poiché parte della montagna è franata sotto di esso.

Il mare è sempre blu e molto trasparente, facciamo un bagno prima di ancorare nel porto. La giornata mi viene un po’ turbata dall’incontro troppo ravvicinato con una piccola medusa che mi lascia un “bacio” su una gamba per almeno due settimane! Il dolore dura solo un’oretta, poi passa. Sbarchiamo e arriviamo al piccolo paese arroccato sul promontorio, fino al monastero. L’isola è molto piccola e poco verde a valeva la pena visitarla.
Torniamo verso l’Elba la mattina seguente e il tempo ormai non ci assiste più. Il mare è un po’ agitato, abbiamo il vento contrario e il mal di mare ci accompagna nel ritorno. A pensarci bene, credo che non abbiamo mai avuto il vento in poppa in nessun momento della vacanza! E neanche stavolta riusciamo ad avvistare cetacei. Certo, visti i malesseri che ci hanno colpito forse nemmeno ci importava molto di vederlo!
Ci rendiamo conto di quanto sia cambiato il tempo al ritorno sull’Elba, più consapevole e con nuove prospettive e punti di vista sul mondo e sulla vita.

Giorni interi senza poter fare una doccia se non a pagamento, e quando ne hai l’occasione ci stai ore sotto quel getto caldo e sferzante ad insaponarti con mezza bottiglia di bagnoschiuma che in barca ha quasi fatto la muffa! Dosare l’acqua alla goccia sia per lavarsi che per cucinare, i capelli così crespi e arruffati che il pettine va in sciopero pur di non passarci in mezzo, il sale sulla pelle che ti fa sembrare un’orata in crosta di sale, i vestiti sporchi portati alla lavanderia a gettoni che te li ripropone esattamente com’erano prima… e la cosa più liberatoria di tutte: il cellulare che non prende!!