La follia di Napoli

Racconto di viaggio in Italia

Ho scelto queste tre foto, fra molte scattate in purtroppo pochi giorni, a rappresentare la bellezza, la storia, la follia di Napoli: una città unica, che fin dal primo passo mosso nel suo chiassoso, mediterraneo, irruente, rischioso, ammaliante cuore cittadino, conquista.

Abito a Verona: la bellezza artistica per me è una fortunata certezza quotidiana; dall’Arena alle vestigia dei due più famosi innamorati del mondo, dai superbi palazzi rinascimentali all’incantevole Teatro Romano e mille altri angoli più o meno noti. Ma questa abitudine al bello è un regalo che ogni italiano, in quanto tale, vive, solo per il fatto di risidere nel piccolo paese che ospita la maggior parte del patrimonio d’arte mondiale.
Napoli non è da meno; tre foto significano tre mondi, che la caratterizzano e la rendono indimenticabile.

Il gabbiano, che ho còlto mentre volteggiava su Castel dell’Ovo, è il mare, le onde, gli scogli, le isole, i ristoranti di pesce ed il tepore primaverile che ho trovato a gennaio.
Lo sguardo che si apre sull’acqua e che rasserena ogni tempesta dell’animo.

La tomba di Virgilio – forse tra i luoghi più ameni e meno frequentati – è la storia e le tracce artistiche che ha disseminato in tutta la città, a partire dalle chiese che non si contano, alla sfilata di statue nelle nicchie della facciata del Palazzo reale, alla teoria di magnifici palazzi liberty che si ammirano scendendo dall’alto centro al mare, alle perfette pieghe del Cristo nel sudario nella Cappella Sansevero, ai giardini patrizi di Pompei, luogo senza tempo.

Lo scooter in cui mi sono imbattuta, con quell’incredibile – per chi, come me, non la conosceva – inno alla pizza fritta, è la Napoli delle mozzarelle e dei friarielli, dei timballi e dell’Aglianico, della cucina che mette allegria già solo nel leggere i menu!

Non so quanto spazio posso concedermi per commentare le tre immagini: certamente poco per quanto meriterebbe ancora essere descritto e per quanto ho tralasciato e dimenticato: spero che guardandole, si possano sentire i profumi primitivi e forti del mare, quelli deliziosamente antichi della storia e quelli irresistibili della pizza con la bufala e i pomodorini fumanti!

Alessandra Moro