Amsterdam 1998

Racconto di viaggio in Olanda, Amsterdam

15 giugno Arrivo ad Amsterdam

Siamo arrivati ieri sera dopo una giornata super organizzata al minuto. Arrivati al Rembrant, il nostro hotel, il tempo di appoggiare le valigie e siamo gia’ fuori, direzione Dam. E’ fresco e minaccia di piovere. Andiamo a zonzo, e, nonostante siamo fermamente decisi a non andare nella zona “a luci rosse”, ci capitiamo in mezzo, in pieno. Ah, non c’e’ modo di sbagliarsi, le ragazze seminude in vetrina sono vere, e sinceramente fanno anche un po’ pena. Comunque la zona e’ piena di turisti, e non sembra molto pericolosa. La cosa che ci lascia perplessi e’ la sporcizia: lattine, cartacce, bottiglie, insomma tutto per terra, anche i sacchetti del “rusco” (pattume) a centinaia. Le case, poi hanno un aspetto “malsano”, anche se dentro, magari, sono confortevoli e pulite. Stamani, dopo una buona colazione, abbiamo preso un tranvetto e siamo andati al Rijksmuseum, enorme, pieno di pitture olandesi, ceramiche, di Delft e non, sculture, argenteria e mobili d’ epoca. Dopo quasi quattro ore ancora non sazi di cultura, siamo passati al Van Gogh museum (Non e’ atato possibile fare foto, essendo vietato, ne postero’ dal catalogo ufficiale). L’emozione (quasi un’ attacco della sindrome di Stendhal) e’ enorme, vedere dal vivo le opere di uno dei più’ grandi pittori al mondo (forse proprio il piu’ grande….) da senzazioni uniche. All’ uscita piove, e forte anche, cosi’ inzuppati abbiamo preso un altro tram che ci ha portato nella Magna Plaza (Dam), dove abbiamo visitato la Nieuwe Kerk (nuova chiesa), dove incoronano i regnanti. Poi, finalmente dopo aver comprato un ombrello siamo tornati verso l’albergo. Cenare ad Amsterdam e’ la cosa piu’ facile del mondo, vi e’ infatti un intero quartiere (Spuistraat) dove si susseguono uno attaccato all’ altro. A fianco di un ristorante thai trovi uno messicano, e subito dopo un arabo, e cosi’ via, semmai c’e’ l’imbarazzo della scelta. Stasera ceniamo alla messicana.

16 giugno

Amsterdam

Ci siamo consumati i piedi ieri….. Si’ perche’ ci piace molto, “vivere” la citta’, e a piedi si vive benissimo, Stamattina seguendo il canale Singel, visitiamo il Bloemenmarkt (Mercato dei fiori), poi, attraversando la Rembrandt Plein, giungiamo al famoso ponte mobile, oggetto di un quadro di Van Gogh. Visitiamo il Museo di storia Ebraica, in un complesso di quattro sinagoghe, e di qui, oltrepassata la Waterloo plein, la casa di Rembrandt. Anch’ esso molto bello. Fatta la strada a ritroso, attraversato il quartiere a luci rosse, dove, rispetto alla sera il livello delle “signorine” e’ decisamente piu’ basso, visitiamo la Oude kerk (vecchia chiesa) e il palazzo reale. Visto che siamo in prossimita’ della stazione ne approfittiamo per informarci sui treni per Utrecht. Ritorniamo verso l’albergo, anche oggi infatti piove ed e’ un tempo che non mette certo di buon umore. Inoltre, sottolineiamo ancora l’estrema sporcizia, inusuale per una citta’ del Nord Europa.

17 giugno

Utrecht

E’ una deliziosa cittadina a 30 minuti di treno da Amsterdam, in stile medievale, anch’essa attraversata dai canali. A zonzo, ed in ordine sparso, visitiamo la Dom kerk, e la sua torre (Domtoren), che con 120 metri e’ la piu’ alta dell’ Olanda, Faticosa la salita, per fortuna ci sono “pianerottoli” di sosta per tirare il fiato, di cui uno in “zona campane”.Pero’, la vista e’ splendida. Ritornati ad Amsterdam, visitiamo la casa di Anna Frank, dove c’e’ grande folla. D’altra parte chi non ha letto il suo Diario? Stasera ceniamo indonesiamo, che ci lascia perplessi, una cucina simile alla cinese ma con influenze indiane, insomma, agrodolce piccantissimo….. Comunque c’e’ Italia – Camerun, in tv, che ci tira su il morale.

18 giugno, il tour

Ci siamo alzati presto per partecipare al tour “Grande Olanda“. Un tour massacrante in pulmann, stile giapponese, per avere un’ infarinatura dell’ Olanda, i luoghi tipici e comuni. Siamo una cinquantina, di varie nazionalita’, guidati da un’ attempata signora che ci spiega tutto in 4 lingue, inglese, tedesco, italiano e spagnolo (dato che non c’erano francesi). La prima fermata e’ Aalsmeer, il mercato dei fiori piu’ grande del mondo, dove, all’ incanto, vengono venduti milioni di fiori recisi, tutte le mattine. Poi eccoci a Delft, in una fabbrica di ceramiche, dove ci spiegano le fasi della lavorazione, e naturalmente propinarci qualcosa. Ora siamo a Rotterdam, dove pranzeremo a “self-service”. Sotto una pioggia insistente, arriviamo a Deen Haag, che conosciamo come L’ Aia, la capitale, insomma. Immancabile il giro delle Ambasciate, del palazzo reale e del Tribunale per i crimini di guerra. Costeggiando la spiaggia della Scheriwinger. Il viaggio si conclude a Madurodan, l’ Olanda in miniatura. Da rilevare la presenza di un matto di Milano, che faceva uscite fuori luogo e ci preoccupava un po’…..

19 giugno, Amsterdam

Dopo una sfacchinata del genere oggi siamo piu’ tranquilli, infatti ci godiamo lo Stedelijk, il museo d’ Arte moderna, dove rimaniamo sempre colpiti dalle opere, e dal coraggio di certi artisti. Molto tranquillamente ci dirigiamo verso il centro, dove visitiamo il Beginoff, la corte delle beghine (zitelle). Infine, ci permettiamo il giro in barca dei canali, con le case galleggianti, i ponti mobili e i palazzi storici.

20 giugno, il tour, capitolo secondo

Edam

Oggi, finalmente, c’e’ il sole. Eh, l’ Olanda con il sole e’ molto più’ bella. Questo secondo tour ci porta in mezzo alla natura e ci mostra il lato piu’ “bucolico”. Costeggiando dei bellissimi polder, laghi prosciugati nel ‘700. Siamo sotto il livello del mare, e arriviamo in paesini sull’acqua,tante piccole Venezie, rigogliosi di verde e fiori, mucche al pascolo e anatre starnazzanti. Siamo ad Edam, famosa per i formaggi, ma e’ soprattutto un delizioso borgo, con ancora molte case d’ epoca e le donne in abito tradizionale. Poi Zaande, con i grandiosi mulini a vento. Erano più’ di 700, ora ne sono rimasti pochi, ma qualcuno funziona ancora. Ne visitiamo uno che produce tinture per vestiti. In un altro ci fanno vedere la fabbricazione degli zoccoli, al cui acquisto abbiamo resistito. Anche in questo tour c’e’ il matto milanese, il quale ha una grossa cicatrice in testa, residuo di un intervento non troppo riuscito, poiche’ aveva delle uscite improvvise, con discorsi senza senso e scatti preoccupanti.

21 giugno: il tour, capitolo terzo

Volendam

Esageriamo, stasera partiremo, ma un altro tour ce lo facciamo. Destinazione Volendam, E’ festa, e tutti hanno i costumi tradizionali. Poi con il traghetto a Marken, per goderci il Mare del Sud, che poi e’ un lago, dato che e’ chiuso da una diga di 32 km. Una gitarella fuori porta, dato che a pranzo siamo di ritorno, ma noi, infaticabili ci dirigiamo verso il Katten Museum, il Museo dei gatti, con quadri, disegni, sculture…. e gatti veri….. Forse solo questo merita il viaggio…… Ahime’ non ho piu’ soldi, senno’ avrei comprato tutto, dal catalogo alle magliette alle riproduzioni……

Racconto di Federico Franchini