Amsterdam

Racconto di Viaggio in Olanda, Amsterdam

Chissà che anno era quando siamo partiti per Amsterdam, non riesco a ricordarlo. Eravamo in tre, uno dei quali fresco sposo e letteralmente strappato da una vita che già gli andava stretta. Partimmo con pochissimi soldi e una gran voglia di lasciare la nostra città. Nel nostro hotel stavano facendo dei lavori, c’era un gran casino, all’inizio ci sembrò una gran rottura di palle ma poi fu la nostra salvezza. Quei lavori in corso ci permisero di tornare a casa senza dover fare i conti con le autorità olandesi, fu una vera e propria botta di fortuna. Amsterdam in quel periodo era fredda e umida, ma bella, affascinante.

Mi piaceva molto guardare i tram tutti colorati e mi piaceva camminare seguendo i canali. Di giorno finchè restavi in centro era tutto abbastanza tranquillo, ma se ti avventuravi verso la stazione o il quartiere rosso non potevi fare un passo senza che qualcuno ti fermasse: ‘ti serve qualcosa amico? ho tutto quello che fa per te. Chiedi una cosa e io ce l’ho’. Non ci serviva niente, ma farglielo capire non era roba semplice.

Di notte invece Amsterdam si trasforma. La bellezza e l’armonia dei colori, delle acque e delle biciclette lascia spazio al buio, ai locali, agli sbandati di tutto il mondo, a quelli che pensano che lì si possa eccedere in ogni modo. Non è affatto male. Un giro di birra e uno di marijuana e ti senti con la testa vuota: niente più casini per la testa, niente mogli sposate controvoglia, niente figli che stanno per arrivare. Quando hai poco più di vent’anni non sei pronto per ‘ste cazzate e Amsterdam è la città giusta per fartele dimenticare. La mattina ti svegli con un mal di testa che ti ricorda che quelle cazzate sono ancora tutte lì e che non sono svanite con la notte, allora te ne vai in giro per la città, vai a vedere musei importanti, ti siedi ad un bar e prendi un caffè, ma hai un unico desiderio, che arrivi presto buio per poter ricominciare. Sono tornato molti anni dopo ad Amsterdam, ma era tutto diverso: noi e la città. Non tornare mai nei posti dove sei stato felice. Forse è proprio vero.

Racconto di Palumbo Fabio