Affascinante Lisboa

Racconto di Viaggio a Lisbona

Città di mare, anzi di fiume. E’ infatti il TEJO (Tago) che la abbraccia e la protegge dall’esuberanza dell’oceano, che però è li a pochi passi. Quante navi l’hanno percorso in lungo e in largo. Nel XV – XVI secolo – l’epoca d’oro in cui Lisbona più che una capitale era centro del mondo – il “mare di paglia“, come viene chiamato il Tago in quel punto, tanto è vasto, ne accoglieva fino a 3000. Navi che partivano piene di esploratori, missionari, soldati, commercianti, conquistatori e tornavano con meno uomini, ma stracariche di ricchezze “prelevate” nei luoghi di conquista. Il re aspettava i diamanti del Brasile per poter costruire nuovi palazzi e il clero aspettava l’oro e l’argento da India o Africa per adornare le proprie chiese. Chiese come scrigni, dove l’opulenza degli arredi soffoca e imbarazza. Nel loro genere sono certamente delle bellissime opere d’arte. Può piacere poco o tanto lo stile, così sovraccarico e terribilmente pieno, ma il senso di oppressione e soffocamento più che dallo stile forse emana dal come e dal dove di tanta ricchezza.
Al di la di questo, ma grazie a questo, la città è bella, bellissima, imperdibile. Tutto quello che si dice sul suo fascino è vero. E ognuno può scoprire la “sua” Lisbona.

Lisbona

Decine di percorsi possibili. Musei e monumenti, ma l’arte non manca anche nelle strade.
L’arte degli Azulejos, che rivestono edifici e stazioni della metropolitana, stanze, fontane, incorniciano finestre e porte. Antichi o moderni, che raccontano scene di vita passata o interpretazioni moderne. Azulejos, che non significa azzurro come la parola e il colore dominante farebbe pensare ma viene dall’arabo zulaicha e significa “piccola pietra levigata” Azulejos, ognuno una piccola storia, un riflesso di luce.
L’arte della pavimentazione di marciapiedi e di piazze con disegni policromi. Semplici geometrie o disegni complicati. Rosa dei venti, delfini e onde, un richiamo al forte legame marino.
Anche giardini, per rinfrescare lo sguardo e miradouro per aprire l’orizzonte.
Musei per ritrovare gli oggetti più belli, i quadri più preziosi o curiosi. Come al Museo di Arte Sacra le fantastiche rappresentazioni di Hieronymus Bosch.
E il Mosteiro dos Jeronimos, con la tomba di Vasco da Gama. Lo straordinario monastero, capolavoro dell’arte manuelina, l’assurda e fantastica arte del rendere fiori e piante la pietra
Di Lisbona bisogna visitare le sue parti più famose e importanti, percorrere tutte le tappe che le guide indicano, ma poi, quando la si è un po’ conosciuta è bello lasciarsi andare alla curiosità e all’istinto per capitare in certe corti dove ci sono galline che razzolano tra bambini che giocano e adulti che chiacchierano seduti sul muretto. Scoprire la statua al venditore di biglietti della lotteria. Farsi accompagnare da una musica che esce da qualche finestra, come il profumo di qualche buon piatto pronto da mangiare. Suoni e odori restano imbottigliati negli stretti e sinuosi vicoli gradinati dei quartieri popolari. Farsi tentare da minuscole trattorie con cibi semplici e freschissimi, ottimo vino, dove il pasto comincia con un bicchierino di Ginja, lo speciale liquore di ciliegie usato come aperitivo – ma buono a tutte le ore. Panni stesi sul marciapiede: 2 ganci sul muro, una cordicella, un asse che la sostiene e lo stenditoio è pronto. Ad ALFAMA anche i lavatoi sono in strada, uno per ogni casa. Niente di tutto ciò nelle zone aristocratiche di BAIXA, con il famoso ROSSIO, la grandissima piazza – centro della città. La BAIXA, fu devastata dal terremoto, seguito da maremoto e incendio del 1755. La ricostruzione ne ha fatto un quartiere completamente diverso dal resto della città, più rigido e lineare, con vie ampie e grandi palazzi. Tra tanto rigore una frivolezza: l’elevador di SANTA JUSTA (di un allievo di Eiffel), chiamato “la macchina per visitare la luna” tanto è fantastico e “inutile”. Si sale di poco ma è comunque emozionante, sia per la vista del vecchio macchinario, ma soprattutto per la veduta sempre più ampia. La BAIXA si apre come una antica mappa e quelli che prima erano muri ora sono tetti e comignoli, righe di balconi, traiettorie di strade, piazze, chiese.

A Est la collina del Castello. In fondo il luccichio del “mare di paglia”.
Ma Lisbona conserva altri interessanti cimeli: le funicolari. Anche queste quasi dei giocatoli ma che evitano ripidissime salite e a fine giornata sono un vero sollievo. Non sono molte ed è bello provarle tutte: LAVRA la più antica (1884), GLORIA poco nota, BICA la più mondana. E che dire dell’electrico, quelli storici sembrano quasi delle giostre, il loro numero è decisamente ridotto rispetto alle linee modernissime che raggiungono ogni capo della città. Sono ancora in servizio dei pezzi da museo – 1930 – delle vere celebrità. Si muovono a scatti, con frenate ed accelerate brusche, ogni tanto una scampanellata. E’ bene non sporgersi dato che spesso rasentano i muri, seguono i percorsi tortuosi di vie strette e ripide dei quartieri storici.
Il n. 28 è un mito. Si inerpica nei pittoreschi quartieri del BAIRRO ALTO, ALFAMA, GRACA. Almeno un giro è d’obbligo, ma poi diventa una passione.
E per finire il Castello di Sao Jorge. Perso il suo carattere difensivo ora è un luogo romantico con panorama eccezionale. Una donna canta il suo Fado. Lo fa per avere qualche soldo, che accetta schiva e umile. E’ una donnina qualsiasi, con abiti banali e nessun artificio. Ma il suo canto cattura l’attenzione di tutti. In silenzio, magari ad occhi chiusi per farsi cullare da questo canto nostalgico. E con questo musica il tramonto acquista un fascino particolare, un’immagine dolce e suggestiva di Lisbona…amabile, solare, frizzante, nostalgica.

Informazioni utili Lisbona

Informazioni e Indirizzi: Piuttosto della LISBOA CARD (da 24,48,72 ore, a partire da Euro13.95) che consente l’accesso illimitato a tutti i mezzi pubblici e a 26 Musei, abbiamo trovato più conveniente acquistare (nei chioschi della compagnia di trasporti) il Biglietto Giornaliero (1 giorno E 2.30, 3 gg E 5.50) che consente di viaggiare illimitatamente su tutti i mezzi pubblici di superficie (bus, tram, funicolari ed elevador ) frequenti e ben distribuiti e pagare l’ingresso ai musei che si desidera vedere, visto che sono economici e che è abbastanza improbabile visitarli tutti. Una curiosità: quando si sale in autobus il biglietto va sempre mostrato al conducente, evidentemente per togliere l’abitudine di fare il “portoghese”. E se lo si facesse anche da noi?
La domenica musei gratis. Chiusura ore 14.
Guide: EDT Lonely planet. Le guide Routard.

Di Brusegan Maria Grazia http://www.arcam-mirano.it/