Viaggio in Romania

Diario di viaggio in Romania

Sono le cinque del mattino quando accendiamo finalmente i motori delle nostre moto: una Africa (la mia) e un Transalp (dell’amico Marcello, toscano DOC) con destinazione Romania. Sembra strano che dopo la tensione provata durante i preparativi ora siamo così calmi e decisi, come se non fossero mai esistite le ore di allenamento, le serate passate a cercare strade e paesi possibilmente fuori dai soliti itinerari turistici e, perché no, le economie fatte per raggiungere il budget necessario! Mah…strano personaggio il motociclista!! Schiavo poi di un medico cattivo che gli ordina come unica cura per il suo male, di fare dei chilometri, e non pochi!! E’ cambiato il mezzo: adesso il cavallo è di ferro, ma lo spirito cavalleresco forse aleggia ancora dentro di noi!
Il primo pezzo di strada sarà……un noioso trasferimento autostradale, direte voi!? E invece poco dopo Mestre, all’improvviso il motore dell’Africa si spegne! PANICO!!

Dico a Marcello: se è la pompa della benzina la vacanza è già finita!! Mi guarda e non c’è bisogno d’altro: rabbia e delusione e… No, io mi fido dell’Africa e provo e riprovo l’avviamento: uno scoppio, due, tre, tiro anche l’aria…e il motore parte; va a uno, borbotta e poi l’urlo del bicilindrico che gira come un orologio e la mia faccia che non era così nemmeno il giorno del matrimonio. E adesso? Dubbi? Esitazioni? Via, via si và!! Penso che abbiamo tutta l’Austria da passare e se dovesse succedere qualche problema…bè, se sono capaci di far andare i KTM troveremo bene un meccanico! O no? Marcello se la ride e andiamo. Comincia a piovere e da ora in poi la tuta antipioggia diverrà la mia seconda pelle! Entriamo in Ungheria e ci accorgiamo che anche li esistono i limiti di velocità e che le strade sono molto migliorate. Ci ferma un giovane poliziotto su una BMW e io sono convinto che ci chieda soldi, come già era succcesso in un altro viaggio. Invece voleva solo vedere l‘Africa (mitica) e dopo averci fatto i complimenti parte sparato e ci lascia lì come due fessi. L’amico Marcello è furibondo: della sua Transalp, il poliziotto non ha nemmeno chiesto la marca. Io, ovviamente, non ho infierito! Arriviamo al Balaton; c’è un traffico assurdo (italiani), piove e stranamente fa un caldo osceno! Via di corsa e a pochi chilometri da Budapest ci fermiamo per la notte. Albergo, doccia, cena e….vita, sesso, droga e rocknroll!!! E difatti crolliamo sul letto dopo 850km di pioggia ed emozioni! Sono le 21 e siamo felici come bambini. I nostri giocattoli dormono al sicuro e finora non hanno dato problemi.

Abbiamo appena chiuso gli occhi ed è già ora di ripartire. Dopo una robusta colazione che ci darà autonomia fino al pomeriggio siamo pronti. Il conto invece è già un po’ più indigesto, poiché avremmo speso meno in un ottimo albergo italiano, ma siamo turisti pennuti e ci pensano loro a toglierci le penne, e gli euro dalle tasche! Dopo aver indossato la nostra seconda pelle (tuta antipioggia) partiamo in direzione del confine Rumeno. Evitiamo volutamente Budapest e navighiamo come motoscafi, sotto un nubifragio mai visto, verso la frontiera. Lungo l’autostrada scopriamo le capacità anfibie delle nostre moto: si viaggia in 10 centimetri d’acqua e per riuscire a vedere bene non possiamo scendere sotto i 110km/h!
È incredibile: tutto funziona alla perfezione!! Grazie Honda! Per fortuna il traffico è inesistente.
E finalmente ecco la dogana! Ma che bella coda di mezzi eterogenei. Veniamo subito avvicinati da due tipi loschi che in cambio di 20 euro ci farebbero transitare al volo, altrimenti, a detta loro, ci vogliono 2 ore di attesa. Ma vogliono il passaporto in mano (e chi si fida?).
Gli rispondo che sono in ferie e che di tempo ne ho e se ne vanno, non prima di averci insultato.
“Hai visto Marcello? Così si fà, altrimenti che duri saremmo?” E difatti riusciamo a passare cronometricamente dopo due interminabili ore!
Il primo impatto con la Romania è brutale! Un pazzo a bordo di una Golf corre come un deficiente nel piazzale (targa italiana) e i poliziotti non lo guardano nemmeno, i ragazzini scalzi arpionano Marcello e vogliono soldi, camionisti fermi da giorni sono disfatti, altri pagano e passano subito. È il mio secondo viaggio in questo Paese e so che questo è il lato peggiore, ma per il mio amico l’esperienza è fortissima e ci resta di stucco. In seguito resterà affascinato! Già dopo pochi km tutto cambia e Marcello scopre con stupore che la gente ci saluta. Strano, da noi non si usa più!!
È pomeriggio e arriviamo in una città non proprio bella. Dopo aver cambiato i soldi ci sentiamo ricchi; con 300 euro ci hanno dato 9.000.000 di Lei. Scopriremo poi che non valgono molto. Trovato un albergo, che non ha il garage, possiamo rilassarci. Prima di cena ci godiamo un balletto eseguito dai bambini di una scuola. Sono arrivati su delle strane corriere che sembrano ricavate da dei camion e noi pensiamo che i nostri figli non ci salirebbero mai! Eppure vediamo che sono felici. Perché la nostra modernità ci distacca così tanto dalle cose semplici? La cena è allietata dalla presenza di due pezzi di gnocca notevoli che hanno un solo difetto: vogliono i soldi! A salvarci arrivano due ragazzi con cui le signorine avevano appuntamento. Che delusione; sono italiani! Il mattino ci riserva due sorprese: le moto sono state lavate da un ragazzo che ci ha chiesto 1 euro (i graffi sul cupolino sono gratis) e il guardiano notturno non ha voluto niente (non ha dormito tutta la notte e si vede) mentre la camera ci costerà 1 milione di Lei. Facciamo rifornimento e scopro che il costo della benzina è triplicata in tre anni! Nelle città la vita deve essere molto dura per le persone per bene, invece per i delinquenti và a gonfie vele! Circolano strani tipi con grosse auto e ragazze molto vistose al seguito!
Ce ne andiamo. Al momento non piove e si intravede un pallido sole: durerà?
Pia illusione! Questa sarà la terribile giornata della pioggia e del sole! Per ben otto volte (e dico otto) mi sono messo e tolto la tuta! Un vero martirio, perché quando non piove il termometro schizza subito sui 36 gradi e la sauna è garantita!! Attraversiamo Sibiu e non possiamo tralasciare una visita alla bellissima chiesa fortificata.Stupenda!! A causa del maltempo dobbiamo modificare l’itinerario; prevedevamo di fare la strada (voluta dal dittatore Ceausesco) che attraversa la spettacolare catena montuosa che divide in due (geograficamente) il Paese, ma sembra che lassù nevichi e quindi puntiamo su Brasov, dove visiteremo il bellissimo castello, sottoposto al restauro da parte di alcuni volontari, capitanati da un imprenditore italiano. Italia all over!! Lasciamo la strada principale e dopo molti chilometri perdiamo completamente ogni riferimento.Siamo persi in mezzo alla campagna! E adesso? In mezzo a un gruppo di case appare una fanciulla dai lunghi capelli neri in compagnia di quattro personaggi da film dell’orrore.Il più piccolo tiene in mano un’ascia dalla lama lucida e sicuramente affilatissima,mentre il più grande al posto delle mani sembra avere due badili. Gli altri due sono un misto fra guerriglieri e terroristi e rimaniamo senza fiato come due fessi! E ancora una volta ci sbagliamo! Si faranno in quattro per metterci sulla giusta via e mi resterà a lungo il ricordo di quelle brave persone. Mai avevo stretto la mano di un gigante buono né di un piccolo contadino dall’ascia più grande di lui! Troviamo da dormire presso una famiglia locale, il cui figlio organizza escursioni nelle varie località della zona. L’ospitalità che ci daranno supera ogni nostra fantasia. Dopo una cena fantastica facciamo un giretto per il paese ma ci coglie la nostra amica pioggia e torniamo di corsa a casa e andiamo a…dormire! Scopro una parte di me che non conoscevo: alla sera mi viene sonno! A casa non dormo e qui crollo alle nove di sera: miracolosa Africa che dona il sonno agli insonni; questa moto è il rimedio a tutti i mali! Però a parte la sella, non ci sono altre parti anatomiche morbide da toccare e l’amico Marcello è piuttosto restio a sostenere la parte femminile! Meglio dormire. Buonanotte.

Castello di Bran

È con sorpresa che paghiamo un conto irrisorio (colazione con caviale e altre golosità locali) e dopo i saluti partiamo in direzione sud per visitare il castello di Bran. La leggenda vuole che sia stata una delle residenze del conte Dracula, ad ogni modo è veramente bello e merita una visita.

Giriamo i cavalli (le moto) verso la zona dei laghi che si trova a nord e percorriamo volutamente solo strade secondarie e ritorniamo indietro nel tempo! Non c’è asfalto e la strada è una carovaniera fangosa percorsa da carretti trainati da cavalli e da qualche camion che trasporta legname e che fa piu fumo di una locomotiva! Sui carretti vediamo intere famiglie che ci salutano e noi ci rendiamo conto che stiamo vedendo gli ultimi uomini liberi dell’Europa! Sono i Rom, gli zingari tanto temuti da noi brave persone. Coloro che, come ci hanno insegnato da piccoli, rapiscono i bambini e poi chissà quali altri crimini sono capaci di fare! Eppure nei loro sguardi non riesco a scorgere quella pericolosità, quella cattiveria che a volte trovo in altre persone ben piu conosciute e magari molto meglio vestite! Io non li conosco però Loro non sembrano aver paura di due strani personaggi coperti di fango venuti da chissà dove e con la faccia nascosta dietro una visiera! Ci fermiamo e subito dei ragazzini a piedi nudi ci corrono incontro. Attenzione Marcello che questi ci rubano tutto! Qualcuno parla italiano e ci chiede se abbiamo caramelle….proprio come facevamo noi quarant’anni fa! Così tanto tempo è passato? Così corta la nostra memoria? Un genitore ci offre una tazza di acqua e si informa se abbiamo sbagliato strada. Gli spieghiamo dove vogliamo andare e lui ci rassicura, siamo sulla via giusta. Ci saluta augurandoci DRUM-BUN che vuol dire buon viaggio. Sentiremo spesso questa frase! Ripartiamo, non ci manca nulla e sulle giacche abbiamo i segni delle manate dei ragazzi e degli uomini che ci hanno fatto i complimenti. Una pacca sulla spalla non è solo fango su fango, è qualcosa di più! Non siamo degli ingenui ne tanto meno degli sprovveduti, ma questa esperienza ci farà riflettere: al primo impatto avevamo giudicato male queste persone, che invece si sono rivelate molto diverse. Bisogna liberarsi dai pregiudizi e cercare di giudicare a mente serena.
La Romania ci si rivelerà come un Paese dai grandi contrasti! Difficile non restarne affascinati!
È pomeriggio quando arriviamo nella zona del lago Rosa. Non ci rimane che svalicare un passo alpino e potremo vedere una cosa straordinaria: degli alberi preistorici?!?! Ma intanto troviamo un motociclista locale fermo sul ciglio che ci chiede aiuto. Ci fa capire che non gli parte il motore e decidiamo di dare un’occhiata. Possiede una vecchia moto con motore a due tempi: un vero cimelio, e dopo un rapido controllo scopro che la benzina c’è, ma non arriva al carburatore. Smonto, soffio, pulisco…un colpo al pedale e via che si accende!! BRAVU TALIAN MOTOCICLIST!! E giù complimenti e strette di mano che neanche ai meccanici veri!! Ritroveremo più avanti l’uomo che ci vorrà offrire da bere a tutti i costi. Dopo aver svalicato, la discesa si presenta piuttosto pericolosa; tutta sterrata e con un gran traffico di camion. Dopo essere entrati in una gola da girone dantesco, su cui spiccano pareti altissime di una strana roccia nera , usciamo in una pianura in cui si adagia il lago degli alberi pietrificati! Restiamo a bocca aperta per la meraviglia! Sono passati migliaia di anni e queste piante sembrano ancora vive!! Uno spettacolo surreale e fantastico! Non sappiamo come possa essere avvenuto questo prodigio ma ne subiamo il fascino e cerchiamo spiegazioni presso una guida locale. Ci parlerà di una strana combinazione di acqua, aria e strane polveri!! Mah…!! E intanto si è fatta sera e cerchiamo un posto dove poter dormire. Ci dirigiamo verso nord e dopo aver attraversato un bosco il panorama si apre su un altro lago. Questo è molto più grande e il tramonto tra le montagne ci offre un panorama grandioso. Troviamo un albergo che anticamente era una stazione di posta. E’ bello ma non c’è garage. Le nostre moto non soffrono il freddo e noi siamo un po’ cotti, quindi accettiamo. Le camere sono tutte rivestite in legno e molto carine. La sorpresa la troviamo in doccia! Non c’è acqua calda, ma il proprietario ci assicura che il mattino dopo ci sarà! Poi sapremo che la frase era un modo di dire. In ogni caso la cena è ecccezionale, e la cameriera pure. Molto educata e molto carina, e noi facciamo gli spiritosi. Ma i baffoni del padre-proprietario, uniti allo sguardo molto serio, ci trasformano subito in due umili fraticelli, e decidiamo che una buona boccata di aria fresca ci sarà di giovamento! Fuori è buio e una piccola folla di curiosi gira intorno alle moto e ci fa un sacco di domande.Sono quasi tutti locali che lavorano come taglialegna nei boschi che ci attorniano. Ci spiegano che le principali compagnie di taglio sono Italiane e Spagnole e vengono trattati abbastanza bene. Si parla del più e del meno e fra una birra e l’altra trascorriamo una piacevole serata. Ci vuole poco per fare amicizia con queste persone dalle mani rese dure dalla fatica, ma che conservano una grande dignità nonostante la povertà!
La mattina ripartiamo e puntiamo verso la zona dei monasteri. È con emozione che visitiamo il primo di una lunga serie, ma restiamo un po’ delusi dal comportamento di alcune suore che ci chiedono sgarbatamente di pagare per …tutto! Ingresso, foto, uscita; devo dire che hanno capito molto in fretta dove si beccano i soldi! Non fa niente, puntiamo ancora più a nord. Una lunga strada di montagna ci porta in una piana dove sorgono i ruderi di una vecchia fabbrica che sembra abbandonata. Grandi mucchi di materiale di scarto, macchinari distrutti, fanghi di uno strano colore, ovunque ruggine e sfasciume. Ci fermiamo e poco dopo arriva un giovane ingegnere appassionato di moto. Scopriamo che è il direttore e ci racconta la sua storia. Quella fabbrica in realtà era una miniera da cui estraevano del minerale dal nome incomprensibile ed è tuttora in funzione, ma non rende più e presto verrà chiusa.Ci mostra le foto della moglie e dei due bambini che vivono in un paesino vicino e spiega che lo stipendio che riceve basta a mala pena per mantenere la famiglia,ma non perde la speranza di poter un giorno migliorare e comperarsi anche lui la moto Dopo le foto di rito ci dirigiamo verso Suceava, città che merita una visita. E piove!!
Lasciamo la statale dopo un paesino per cercare una vecchia pista che veniva usata dai carbonai e che ci porterà ancora di più nel cuore di questo aspro territorio. Facciamo circa 20 km di sterrato meraviglioso e purtroppo dobbiamo tornare indietro! La strada finisce contro una parete di terra! Non troviamo il passaggio. Avevamo notato una decina di km prima una baracca e proveremo a chiedere lì le informazioni. Escono due uomini completamente ricoperti di fuliggine. Sono i Carbonai! Veri e propri personaggi fuori dal tempo! Ci spiegano che la strada non esiste più da anni a causa di una frana e ci raccontano del loro lavoro. Dobbiamo riprendere la statale. Salutiamo e dopo qualche chilometro l’Africa comincia a sbandare vistosamente. Maledizione! Ho forato la gomma dietro! Ci fermiamo e vediamo che si può fare. Abbiamo le bombolette di Fast ma non le voglio usare, perché se non dovessero tappare il foro rovinerebbero la valvola e non abbiamo una camera d’ aria di scorta.E non troveremo un moto-ricambi qui nel bosco. Avevamo notato la presenza di numerosi gommisti lungo la strada,forse ne troveremo uno nel paesino di prima. Coraggio e pazienza! Comincio a spingere e dopo dieci metri stò facendo una sauna mostruosa! Adesso non piove più…e ci sono 36 gradi! Dopo aver fatto uno spogliarello quasi integrale capisco che non riuscirò mai a spingere la moto fino al paese e mi viene un’idea: mi farò aiutare dalla moto stessa! Accendo il motore,innesto la prima e andiamo! Che coppia che siamo io e l’Africa:una spinge, l’altro tira e dopo un tempo interminabile arriviamo al paese! Arrivano dei ragazzini e chiedono perché spingo e se voglio acqua. Sono stravolto e non riesco ad avere la pazienza necessaria per trattare bene i ragazzini insistenti che mi tempestano di domande, e vogliono soldi,e ridono, e e …STOP!! Calma!! Fermo la moto e cerco di ritrovare un po’ di lucidità. Marcello intanto parte per trovare un gommista e io riprendo fiato. Ora và un po’ meglio e i quattro ragazzini fanno meno domande e riusciamo ad avere un dialogo. Scopro addirittura che uno di loro parla nientemeno che lo spagnolo! Incredibile ! Ritorna Marcello e dall’espressione del viso capisco che non siamo ancora fuori dai guai. Infatti ha scoperto che il gommista era un chilometro avanti,ma l’officina non c’è più. Si è trasferito in un altro paese, però più avanti ne troveremo un altro. E allora si riparte alla ricerca del “Vulcanizari”. Per capire quanto siano lunghi cinque o sei chilometri è sufficiente: forare in mezzo a un bosco con la moto carica di bagagli, sudare come un animale con trentasei gradi e spingere,spingere,spingere! Ma poi …ecco il miraggio!! È lui, il mitico gommista! L’oasi nel deserto,la zattera del naufrago e perche no:la mamma benefica che tutto risolve!!
E invece la doccia fredda: mi dice che LUI non ripara le gomme delle moto!! Gli chiedo il motivo e LUI, come se fosse la cosa più normale del mondo, spiega che non le sa smontare ! Cinque minuti dopo salto nell’officina con la mia ruota in mano e LUI ci resta e chiede come hò fatto in cosi poco tempo! Forse è bastato il mio sguardo assassino oppure il fatto che sono distrutto (e si vede) ma tanto basta! Non fa domande, si mette all’opera e in cinque minuti la ruota è a posto! Avevo preso un bel chiodo da ferro di cavallo che conservo ancora. Rimonto tutto e rientro per pagare e solo allora mi accorgo di quanto piccola è l’officina! Abbiamo risolto il guaio e scambiamo due parole con lui, scoprendo che le forature sono una assoluta normalità in quella zona, a causa dei numerosi cavalli che vengono usati per il trasporto del legname. La sorpresa finale arriva con il conto preteso per il lavoro: vuole una cifra esagerata! Ben cinquecento lire! Poco più di venti cents! Gli lascio con fatica 2€ che non vuole assolutamente accettare. Quella riparazione regge ancora e son passati due anni! Bravo VULCANIZARI!!
Adesso siamo più tranquilli e dirigiamo a nord, verso il confine con l’Ucraina. Attraversiamo rapidamente la città di Ràdàuti ma una deviazione ci costringe a fare un lungo giro nei campi seguendo una larga pista sterrata (speriamo di non trovare altri chiodi) che è uno strano terreno misto di sassi,fango e polvere!
Arriviamo finalmente in un paesino e scopriamo con vero dispiacere il motivo della deviazione! C’è stato lo straripamento di un fiume a causa delle violente pioggie e molte case sono sventrate dall’acqua. Questa povera gente ha perso anche quel poco che aveva e noi siamo ancora una volta testimoni della solidarietà che esiste ancora fra questi poveri contadini. Chi ha perso quasi tutto viene ospitato da altre famiglie, che forse non hanno nemmeno da mangiare, ma non li lasciano fuori, anzi è una ricerca comune per salvare il salvabile! Chiediamo se ci sono feriti e se possiamo in qualche modo essere utili, ma veniamo rassicurati. Nessuno si è fatto male, però apprezzano molto il nostro interessamento e veniamo a sapere che la persona con cui stiamo parlando è una specie di capo-villaggio che è stranamente ricoperto di fango. Mi viene da pensare ai nostri politici dalle mani pulite, ma me lo tengo per me, anche se son convinto che Marcello ha fatto lo stesso ragionamento! Dopo averci augurato il solito DRUM-BUN riprendiamo la nostra via e, attraversato un altro paesino arriviamo direttamente…dentro un monastero!! Proprio così: la strada finisce li! Siamo arrivati al confine con l’Ucraina che si trova oltre il muro della chiesa!
È già pomeriggio inoltrato e troviamo ospitalità presso una famiglia locale, che ci mette a disposizione una stanza le cui pareti sono ricoperte da splendidi trofei di caccia, sui pavimenti sono stesi dei tappeti veramente belli ma c’è un’umidità paurosa! Dopo una doccia veloce il figlio dei proprietari ci serve la cena direttamente in camera. Mangiamo del formaggio fatto da loro, pane, patate e beviamo un ottimo vino locale dal sapore piuttosto forte e dal nome irripetibile! È ormai sera ma il ragazzo insiste per portarci a vedere una roccia completamente scavata all’interno e trasformata in una stanza dove, a suo dire, abitava una specie di eremita. Questa roccia è seminascosta in un fitto bosco di abeti e un vago senso di inquietudine, e di rispetto nello stesso tempo, ci prende. Torniamo a casa e dopo pochi minuti siamo già addormentati. Oggi è stata veramente una giornata intensa e piena di forti emozioni!
E intanto fuori piove di nuovo!
Il mattino seguente siamo svegliati da un viavai continuo di carri trainati da cavalli. Siamo curiosi e andiamo a vedere dove vanno. Sono dei taglialegna che si recano nel bosco per il loro duro lavoro. Sono tanti e questa colonna ci riporta con la memoria alla nostra infanzia contadina. Ma davvero anche noi usavamo quei carretti? E chi se lo ricordava? Mamma mia.. sembra impossibile! Li seguiamo per un po’ e ripassiamo davanti alla roccia di ieri sera. Di giorno è ancora più magica!
Dopo aver pagato una misera cifra ripartiamo verso ovest. Facciamo una breve visita in un altro monastero e constatiamo che i frati, a differenza degli abitanti locali, sono tutti ben pasciuti! Saranno le preghiere a farli ingrassare? Ripassiamo nel paesino alluvionato. Gli uomini ci riconoscono e ci suggeriscno di evitare lo sterrato e di proseguire per la strada. È chiusa ma con le moto si passa ”Niet problèm” dicono loro. Andiamo avanti e troviamo la causa dell’interruzione: c’è un ponte semi-crollato!! Dopo due foto e i debiti scongiuri proviamo a passare. Quando riapro gli occhi sono dall’altra parte e Marcello mi segue senza paura. Poi saprò che anche lui è passato a occhi chiusi! Tanto dentro il casco nessuno ci vede!
Oggi attraverseremo una foresta di abeti in direzione del passo di Prislop dove si svolge una grande sagra nel mese di Agosto. Descrivere le sensazioni che abbiamo provato in questi duecento km di verde è quasi impossibile! Avremo incrociato si e no cinque camion carichi di tronchi. Abbiamo visto perfino i cartelli con scritto ”Attenti ai lupi”! In giro non c’è anima viva ma ogni tanto.. ”INCREDIBILE” c’è un semaforo!! Se è rosso è meglio fermarsi perché attraversano la strada…. dei grossi tronchi che sembrano dei missili! Più in alto li tagliano e poi li buttano a valle lungo degli scivoli scavati nella terra! Uno spettacolo formidabile!
E su tutto regna un profumo di resina che ha dell’incredibile. Arriviamo sulla cima del passo Prislop accolti da un vento gelido e cosa troviamo? Due ragazzini infreddoliti che vendono mirtilli e dei vasetti di marmellata. Ma non è l’unica sorpresa. Dopo pochi minuti arriva in direzione opposta niente meno che: un’AFRICA TWIN di una coppia tedesca!! Facciamo subito amicizia e le domande sgorgano a ruota libera! Scopriamo così che sono reduci da un lunghissimo giro. Arrivano dal NordAfrica e stanno tornando in Germania dopo aver toccato molti paesi dell’Est. Mi avvicino alla moto e noto che hanno la pompa della benzina scollegata. Spiego che pure io ho avuto qualche problema e il nostro amico ci racconta che stà viaggiando con i tubi della benzina collegati tra loro ”DIREKT” da almeno 2000 km e che tutto funziona alla grande (Africa sempre più mitica) basta tenere il serbatoio sempre rifornito. Solo in riserva può avere qualche piccolo problema. E io che mi preoccupavo!! Dopo un caloroso abbraccio e le foto rituali riprendiamo la nostra via verso il paese di Sighetu-marmatiei dove contiamo di riposare un paio di giorni. Anche qui troviamo una bella sorpresa!! L’albergo dove mi ero fermato nel primo viaggio è stato demolito e al suo posto c’è un cantiere aperto. Un vero peccato perché mi sarebbe piaciuto che Marcello vedesse come era fatto un vero albergo dei tempi del comunismo! Lo ricordo bene e ci aveva impressionato, allora, la sontuosità degli arredi e l’eleganza della costruzione! Purtroppo lo sviluppo economico eccessivamente rapido (solo per alcuni) e la voglia disperata di mettersi al passo con i tempi delle nuove generazioni sta portando questo popolo ad un’apparente perdita della propria storia. Spero di sbagliarmi!
Torniamo indietro di qualche chilometro e troviamo alloggio in un paesino immerso nella campagna presso una signora che gestisce una piccola pensione con annessi: officina meccanica, garage e autoricambi! Sembra un museo: ci sono dei ricambi per auto che sembrano dei residuati bellici! Su alcuni ripiani, accanto ad alcune pompe dei freni stile “anni cinquanta” compaiono come per magia delle apparecchiature elettroniche moderne!Sul pavimento una quantità di marmitte di ogni genere sembrano un fascio di serpenti! E in mezzo a tutto questo ben di Dio si muove sicura la nostra signora! Entra un uomo con una tuta untabisunta, mostra un pezzo di ferro arrugginito…e Lei, dopo una sola velocissima occhiata, parte decisa e dopo un paio di minuti riemerge dal magazzino con in mano il pezzo nuovo! PERFETTO!! Rimaniamo sorpresi dalla capacità e ci auguriamo che sia altrettanto brava in cucina! Poco dopo la conferma con una superba cena a base di carne, cotta in uno strano intingolo di funghi e altre erbe della foresta!! È veramente buona, noi siamo a digiuno da molte ore e facciamo fatica a non mangiarci anche i piatti!! Provo a chiedere del vino, ma quello che ci porta è una strana bevanda dal sapore orribile che proprio non riusciamo a mandar giù! Optiamo per la birra e scopriamo un’altra specialità: la signora ci porta una “TIMISOREANA” la migliore birra che potremo trovare in Romania! Veramente ottima.
Finita la cena usciamo a fare due passi ma restiamo un po’ delusi! È gia quasi buio e non c’è anima viva in giro, perciò rientriamo per andare a dormire. Visiteremo domani il paesino!
È già mattina e dopo una superba colazione, sempre esagerata per i nostri standard, puntiamo verso una località turistica di montagna. Non abbiamo bagagli e le moto scariche volano mentre ci avviciniamo al pittoresco paese di Sapinta. Qui visiteremo …un cimitero! Niente paura, non siamo impazziti! È veramente il cimitero più strano e simpatico che mai abbiamo visto. Si chiama “Cimitero Gaio” e il nome è dovuto al fatto che un’ artista bizzarro, nel secolo scorso, ha avuto la bellissima idea di creare, per ogni persona sepolta qui, una lapide “personalizzata”! Ogni stele riporta con spirito umoristico le vicende o i fatti accaduti alle persone decedute. Riesco a trovare il custode-restauratore e mi faccio raccontare tutta la storia. È veramente interessante.
Altra sorpresa: all’uscita ci chiedono i soldi per la visita. Cinque anni fa era gratis. Tutto cambia!
All’uscita del paese facciamo una breve visita presso alcune famiglie di intessitori di tappeti. È veramente interessante vedere queste donne che lavorano, con vecchi telai manuali, con una abilità e una velocità impressionanti! Il risultato finale è un vero e proprio capolavoro! Insieme a loro delle ragazze confezionano dei pizzi lavorati interamente ad uncinetto che nulla hanno da invidiare alla nostra miglior produzione. Veramente brave! Con un po’ di pazienza e con la nostra faccia tosta riusciamo a comprare, ad un prezzo più che onesto, degli splendidi centro tavola! Una volta a casa ci aiuteranno a ricordarci di queste artiste del cucito.
Ci dirigiamo adesso verso il lago Firiza dove ci aspetta un bel percorso fuori-strada! Finisce l’asfalto e comincia il divertimento. Dopo una serie di curve appare in tutto il suo splendore questa bella località. Troviamo delle casette abitate da pescatori che si godono in santa pace il lento passare del tempo. Veniamo a sapere che c’è anche un italiano che vive qui, ma in questo periodo non c’è. Peccato! Lo avremmo salutato molto volentieri. Pochi km dopo sbuca dalla foresta un centro di vacanze per bambini. È molto bello! Con tutte le casette costruite con tronchi d’albero, sembra proprio un villaggio western. Peccato non ci sia nessuno. Proseguiamo sullo sterrato e ci inoltriamo sempre più nel bosco. Dopo circa 25/30km di pista ritroviamo l’asfalto: proprio ora che l’Africa cominciava a divertirsi! (SOLO LEI!?!?)
Ritorniamo al paesino dove siamo alloggiati e dopo una doccia andiamo alla scoperta della vita rurale rumena! Dalla strada principale che divide in due il paese partono dei viottoli non asfaltati che portano verso la campagna. Finita la prima fila di case entriamo in un’altra dimensione e torniamo indietro di colpo di un centinaio di anni! Qui il tempo si è proprio fermato! Scopriamo con vera sorpresa come vivevano una volta i contadini! Però non è bello trovare ancora fogne a cielo aperto e case mezze diroccate, con animali da cortile che navigano in mezzo ad ogni genere di rifiuti. Però è così e non sta a noi giudicare! Torniamo sulla strada e troviamo due anziane donne che stanno filando “a mano” della lana grezza con la quale faranno delle calze per l’inverno. Siamo riusciti a capirci perche una delle due sapeva alcune parole di italiano,forse un antico ricordo dei nostri alpini?

Non lo sapremo mai perché in quel momento arriva la corriera e scendono i pendolari di ritorno dal lavoro in città. E qui assistiamo ad un’altra scena straordinaria che ci riporta alla nostra infanzia! Scende una bella ragazza elegante, sicuramente una segretaria, e fatti pochi passi si ferma, toglie da un cespuglio un sacchetto, si siede accanto alle due nonne e si cambia le belle scarpe indossando un paio di scarpacce da contadina! Mi viene quasi da piangere e rivedo mia sorella (quasi 40 anni fa!!) che faceva la stessa operazione al ritorno dalla messa la domenica mattina!! Che colpo…mai avrei pensato di rivedere una scena simile!! Dopo tutti questi anni la memoria ancora conserva questi episodi che ho vissuto da bambino e mi fa un certo effetto rivederli ora! Che bello!
Subito dopo le tre donne ci salutano e se ne tornano a casa. Volevamo attaccare discorso con la giovane ragazza, ma al di fuori delle città le persone conservano ancora un alto senso del pudore. Scopriremo poi, parlando con la gente, che nei paesi piccoli si offendono se parliamo di prostituzione. Lo considerano un disonore e, pur comprendendo che sono soldi facili, non approvano! E hanno ragione.
Rientriamo per la cena. La nostra cuoca ci ha preparato un’altra specialità ! Un piatto a base di cavolo con delle piccole salsicce dal sapore eccezionale. Dal momento che siamo tutti e due in dieta non approfittiamo minimamente e ci accontentiamo di un solo vassoio….a testa!! Dopo l’abbuffata non siamo in grado di muoverci e passiamo la serata in totale relax nel salotto di casa, in compagnia della signora e di alcuni suoi parenti. Uno di loro ha lavorato in Italia e, aiutato da un forte liquore di produzione locale, ci fa da traduttore quasi simultaneo! Lo stesso liquore aiuta anche noi due e alla fine parliamo rumeno come due turchi! Insomma, non si capisce nulla, ma ci divertiamo tutti quanti come matti!!
La serata è volata e dopo l’ultimo brindisi saliamo le scale, che nel frattempo sono stranamente raddoppiate, e andiamo a dormire. Domani cominceremo il viaggio di ritorno e dobbiamo essere ben riposati.
Eccoci svegli! Dopo la solita colazione saldiamo i conti, carichiamo le moto e con la benedizione della nostra amica ci avviamo.
Dopo pochi km attraversiamo un paesino e la nostra attenzione viene richiamata da uno strano spettacolo: nel giardino di una casa c’è un albero carico non di frutti, ma di pentole di tutti i colori! Ci fermiamo e subito un’anziana donna ci fa segno di entrare. Vado a vedere che vuole e lei mi fa visitare la sua casa. È una vecchia e povera abitazione di contadini costruita completamente in legno. Dopo la visita chiedo spiegazioni sullo strano albero e mi viene da ridere quando lei dice che gli strani frutti attirano i pochi turisti che passano!! Un moderno specchietto per le allodole!! La voglia di ridere mi passa invece quando mi mostra le foto del marito e del figlio che sono morti molti anni prima. Lei è vecchia e sola e quell’albero è l’unica possibilità che ha di guadagnare qualcosa. Le lascio un po’ di soldi e riparto con un po’ di tristezza pensando che spesso la vita è dura proprio con i più deboli.
Ci dirigiamo verso il confine lungo una lunghissima strada perfettamente dritta, che attraversa la “PUSZTA”così si chiama la pianura ungherese e che sembra non finire mai! Arriviamo finalmente in un altro paesino e ricomincia il diluvio! Troviamo un distributore che vende ancora benzina SUPERcon PLUMBO(piombo) e riforniamo al massimo i serbatoi. Sarà l’ultimo rifornimento di benzina Rumena, fra pochi km arriveremo in Ungheria. Poco prima della frontiera smette di piovere e sarà l’ultimo temporale di questo viaggio!
Passiamo il confine senza il minimo problema, non ci sono code e l’agente è molto gentile, rapido e anche carina, visto che è una ragazza! Il primo impatto con le strade Ungheresi è piacevole. Non ci sono buche e tutto sembra ben curato. Una bella differenza con le stradacce Rumene che però già ci mancano. Qui infatti non c’è nemmeno l’ombra di uno sterrato. E per altri duemila km sarà solo una lunga e noiosa striscia di nero bitume! Aggiriamo Budapest senza uscire dall’autostrada e senza saperlo facciamo bene! Sapremo solo al nostro rientro in Italia delle alluvioni che hanno colpito la città!! È il primo pomeriggio quando arriviamo di nuovo sul lago Balaton e per evitare il notevole traffico ci dirigiamo verso l’interno. Lasciata la superstrada ci ritroviamo in mezzo alla campagna e dopo alcuni km arriviamo in un centro abitato. Chiediamo informazioni e scopriamo un altro piccolo lago veramente carino. Questa notte ci ospiterà il signor Giovanni, un simpatico personaggio con due incredibili baffi e una bella casa vicinissima al lago. Abbiamo un intero piano a nostra disposizione e ci sentiamo un po’ spersi con tutto questo spazio libero. Una spettacolare serata di relax con cena a base di pesce conclude questa giornata. Domani faremo ritorno in Italia.
È di nuovo mattina e prima di lasciarci andare il nostro amico ci regala dei souvenir di artigianato locale accompagnando i saluti e gli auguri con vigorose strette di mano. Riprendiamo il viaggio e i km scorrono monotoni fino al confine Austriaco dove passiamo senza intoppi. Il tempo si mantiene bello anche se fa un po’ freddo, ma almeno non piove. Dopo qualche ora finalmente ecco Tarvisio!! Siamo in Italia!! Ancora poche ore e saremmo a casa. Una sosta è obbligatoria per bere finalmente un caffè come Dio comanda; quasi non me lo ricordavo così buono e per rinfrescarmi la memoria mi tocca fare il bis!! Conosciamo un motociclista Friulano che viaggia con una Transalp in direzione Milano. Facciamo il pieno e ci rendiamo subito conto di quanto oro vale la benzina in Italia! Il nostro nuovo amico ride e ci mostra la ricevuta di quanto ha speso lui! Gode di una tariffa agevolata in quanto Friulano! Italia unita? Mah?!? Ripartiamo e facciamo un tratto insieme fino a Padova, poi lui esce e ci lasciamo. Vicenza,Verona e poi il lago di Garda. Che spettacolo! Il posto più bello del mondo!! Siamo arrivati a casa e ora possiamo ben dire che tutto è andato bene e ci rilassiamo. Di colpo sentiamo il peso della tensione e dei km fatti fin’ora. Ma l’abbraccio di mia moglie e di mia figlia mi fanno passare tutta la stanchezza. Adesso è il momento dei racconti, delle risate e dei ricordi. È stata una bellissima esperienza e forse la nostalgia per tutto quello che abbiamo visto e vissuto in questi pochi giorni, ci porterà di nuovo per quelle stradacce che tanto ci sono piaciute, per ritrovare quelle persone che tanto ci hanno dato dal punto di vista umano! Abbiamo fatto più di 4000km su tutti i tipi di strada senza il minimo problema meccanico e ora non ci resta che lavare le nostre moto e…..ripartire!! DRUM-BUN!!!!

di Luigino Del Pozzo
I motociclisti: Del Pozzo Luigino (Igio) e Fanetti Marcello
Le cavalcature: HONDA AFRICA-TWIN 750 e HONDA TRANSALP 650

[print-me target=”#post-11624″]