La Russia ed i russi

Racconto di viaggio in Russia

Di seguito il primo dei 22 capitoli in cui sono stati suddivisi gli scritti

1) “COSE RUSSE ”

Il senso di “amichevolezza” e di collaborazione è presente in tutta la Russia. Lo si ritrova spesso tra le famiglie sotto forma di regali e scambi di cose. Non occorre essere parenti di primo grado.

La vodka, naturalmente, lo sanno anche i bambini, ma anche pesce ortaggi e tutte le altre cose.
Dopo circa 5 anni in Russia posso dire di avere apprezzato questo popolo, al di fuori della criticata forma politica nella quale ha vissuto. Ho apprezzato quella forma di fratellanza e rispetto per le altre persone. Gentilezza ed altruismo, caratteristiche quasi sconosciute nei popoli occidentali, se non nei singoli.

Fiori
Molti fiori. Per le strade si vendono fiori ovunque. Forse per compensare il grigiore meteorologico. Se si regalano fiori, anche a donne fidanzate o sposate, nessuno interpreta mai male il gesto. Naturalmente lo stesso è per una bottiglia di vodka, e lo stesso per due bottiglie ecc… Anzi, più sono le bottiglie e meno s’interpreta male il gesto.

Vodka
Si beve la vodka, al posto degli europei wiskies ed altri alcolici. Mentre al posto del poco usato vino, si beve birra. Se non si è abituati a bere vodka, in Russia s’impara. Essere ospite a pranzo o cena, significa riceverne un bicchierino prima del pasto. Te’ alla fine.
Nel ’97 sono morte circa 50.000 persone a causa della vodka bevuta in eccesso. Alcune di queste si sono direttamente allungate sulle panchine a –20. In Europa moltissime (di più) invece per colpa degli incidenti stradali. Uno vale l’altro.
Abbandonate ogni proposito velleitario di competitività nel bere vodka con un russo. Ci si può far male. Ho imparato inoltre che un bicchierino piccolo (non) bisogna svuotarlo con un sorso, “alla russa”, perchè così subito viene riempito. Non è vera l’altra usanza che i bicchierini sono buttati dopo una bevuta. Chi è così scemunito da rischiare di perdersi la bevuta successiva ?
La vodka viene anche usata da tutti i dottori come medicinale per i bambini. Un bambino con la febbre alta lo si spoglia e si bagna tutto con essa. Non ci fanno il flambeau. La vodka evapora portando via il calore. Funziona perfettamente. Quando l’hanno fatto a mio figlio, sono rimasto ………a guardare fiducioso la medicina russa. E’ strano il mondo. Questi erano quelli che, ci dicevano, mangiavano i bambini. Sempre mio figlio, l’ho lasciato alcune giornate intere in mano ad una baby-sitter. L’ho ritrovato sempre intero, ed amorevolmente controllato fino ad averne nostalgia.

La vodka di tutti i giorni
Dalla finestra di casa. Due uomini ben vestiti in giacca e cravatta, seduti su di una panchina nel giardino. Parlavano sorseggiando un bicchierino. Li osservai un minuto poi feci le mie cose in casa. Dopo un po’ erano ancora là. Pensai che forse discutevano del lavoro, di cosa fare, dove andare ecc…, e probabilmente lo facevano. Mentre facevo queste considerazioni, tirarono fuori dalla 24 ore di pelle una bottiglia di vodka da 0,75 cl. Era insieme ai fogli. Dedussi che i problemi esigevano un’accurata riflessione. Dopo quasi due ore la panchina dove erano i due di sopra era vuota, come la bottiglia accanto. In Russia non si spreca nulla.

S.Pietoburgo e Mosca

Per le strade di S.Pietoburgo o Mosca, non e` raro incontrare una qualsiasi persona che beve direttamente dalla bottiglia. Quasi sempre di birra. Con naturalezza loro e dei passanti. Scandaloso fare uno scandalo per una bevuta.
I russi bevono birra o vodka. Gli occidentali aperitivi, vini, birre, wiskys, amari, grappe ecc…con l’aggiunta del problema delle droghe. Le condizioni oggettive determinano comportamenti, ed il freddo e` un fatto reale, almeno nella meta` nord della grande Russia, che non è poco. Per questa ragione gli italiani dovrebbero bere le aranciate.
La spettacolarizzazione giornalistica occidentale verso la Russia, ma anche e soprattutto come metodo di scrivere, sarebbe quindi da farla per l’Occidente.

Te’
Tra le peculiarità della Russia non può mancare la capacità notevole (agli occhi di un occidentale, per giunta italiano, cioè non dedito all’uso regolare del té) di bere il té caldissimo. Ho provato ad essere al passo (sorso) con loro, ma scottarsi era inevitabile. Ho provato poi a soffiarci (all’italiana), ma questo fu causa di sorrisi e battute (è arrivato l’uragano).
Trovarsi tanto in difficoltà davanti ad una tazza di tè non era nelle mie aspettative.

Alghe
Un particolare del cambiamento è l’insalata d’alghe marine che anche con i negozi semivuoti si riusciva quasi sempre a trovare nel passato regime. Ora con i negozi pieni è divenuta quasi introvabile. Stranezze del mercato? No. L’industria russa e’ in crisi profonda, e quello era un prodotto russo. Eppure è buona e ricca di iodio. (Hamburger 1, alghe 0)

Taxi
Nella disciplinata ex Russia si poteva sorpassare a destra, e cosi’ ancora è. Per un occidentale sembrerebbe il massimo dell’indisciplina automobilistica.
Una delle più rilevanti caratteristiche della vita quotidiana russa è certamente il modo di usare le macchine private come taxi. Dalla giovane ragazza alla persona anziana, lo utilizzano tutti. Ben presto ne ho fatto uso abituale anche io.
La civiltà che questa usanza dimostra è inattesa ed affascinante. Basta mettersi al bordo della strada ed alzare leggermente un braccio. Ad una macchina di media o piccola cilindrata. Con un sola persona a bordo e` meglio. Ai macchinoni sarebbe inutile, non si fermerebbero, ed inoltre quelle sono pericolose. Una buona usanza, anche se il governo, su pressione della categoria dei taxisti, ha dichiarato “illegale” far salire le persone in cerca di un taxi. Naturalmente nessuno lo rispetta perche’ nessuno puo` verificare effettivamente. Così anche i tassisti fanno salire le persone contrattando il prezzo senza attivare il tassametro. Non riuscendo a legalizzare i pedoni, si rendono illegali i tassisti. Una maniera per risolvere i problemi.
Dichiarata la meta, se l’autista e` d’accordo si sale. Raramente viene chiesto prima quanto si è disposti a pagare. E’ un’offerta. Solo nel caso di uno straniero sprovveduto ed il quale non parla il russo sparano richieste “occidentali”. Pensano che gli occidentali che si trovano in Russia siano tutti ricchi. Tutti conoscono la parola dollars, e nel caso la cifra la indicano con le mani.
All’interno dell’auto, spessissimo mi hanno scambiato per uno “scandinavo” (anche in Italia). Il discorso che ho avuto modo piu` di tutti di sentire e`: “in Russia le cose sono cambiate molto”. Aggiungono poi: “oggi non si parla piu` di politica”. Poi ancora : “cosa ne pensa lei di Eltzin e della nuova Russia ?” . Cioè una domanda politica.
Si incontrano tutti i tipi. Da uno che mi ha mostrato la foto di Hitler in montagna col cane e chiesto ripetutamente di Mussolini (doppio sigh). Come se essere italiano fosse un privilegio dato che abbiamo avuto questo personaggio. Molto curioso il mondo. A tutta una gamma svariata di persone “belle” e “brutte”. Tra le macchine piu’ particolari su cui sono salito, una “Volga” del 1939. Anche l’autista era un modello inizio secolo, il quale mi ha raccontato molte cose simpatiche ed interessanti. In circa 5 anni non ho avuto nessun minimo problema, a parte quello della foto di Hitler. Anzi episodi particolarmente gentili, come persone che accompagnano fin sotto casa. Una sera, dopo avere preso i soldi (..), l’autista è sceso con la pila per andare a cercare il numero. Naturalmente episodi spiacevoli ci sono, ma ad oggi sono stati molto rari. Ho sentito di una ragazza che ha avuto un incidente con l’auto sulla quale era salita. Un’altra , appena scesa dall’auto, ha attraversato di corsa davanti ad essa , e contemporaneamente l’autista e’ ripartito. Nulla di grave, anzi un sorriso per chi ha assistito.
Provate solo ad immaginare una bella, giovane ragazza in minigonna fare l’autostop in una qualsiasi citta’ italiana.

Un altro discorso ricorrente tra gli automobilisti di Mosca e di San-Pietoburgo è, secondo loro, le città che si vanno riempendo di auto, ma la loro incapacità di accoglierne un numero elevato. Su questo ho mostrato sempre il mio disaccordo, portando l’esempio delle citta’ italiane ed Europee assediate dalle auto. Ci sono anche in Russia delle file e degli ingorghi (mai come a Roma, Napoli o Milano), ma ci sono le “prospettive”, cioe` strade di 6 corsie che attraversano in lungo ed in largo le citta`. Nevskij prospect ne ha anche 8. Opposta perimetria delle strade dell’ “antica” Roma strette e curvose. Senza un piano preciso. Da queste parte i Romani non c’erano proprio passati.
Forse e` solo mancanza di abitudine al traffico che fa vedere la cosa piu` grave di quello che è.
In Russia fino a pochissimi anni fa, comprare un’auto era difficile quasi quanto vivere in un mondo più giusto. Bisognava presentare una domanda scritta, dopodichè veniva controllato il “curriculum” del richiedente. Una persona che aveva avuto problemi con la giustizia, o che beveva (….), ecc … non otteneva il permesso. Occorreva moltissimo tempo, da un minimo di un anno fino a 6/7 anni. Oggi per comprare un’ato, anche dieci minuti (per fare e registrare una società occorre un’ora e circa 1000$ ).
Nei dialoghi automobilistici delle volte mi hanno detto che alcuni russi parlano il russo peggio di me, e questo mi ha fatto capire che i russi sono colloquiali e cortesi con un ospite (“orientali”, rispetto all’Europa), ma anche sinceri. “Spasiba bolscioie” (un grande grazie).

KGB
(komitet gosudarstvennoy biezopasnosti)(comitato salvaguardia dello stato)
Tra le cose buffe va sicuramente citato che l’ex KGB aveva un carcere speciale. E` stato tolto il KGB e tolto quel carcere. E` stato messo l’FSB al posto del KGB nella nuova Russia “democratica”. E` stato riattivato lo stesso carcere apportando tra l’altro pochissime modifiche Che spreco in occidente buttare le ghigliottine.
Se prima c’era il KGB, principalmente a livello politico, ora c’e’ il crimine organizzato a regolare gli scontri economici. Non si sa quale sia il peggiore.

Nel passato gli stranieri che entravano in URSS erano controllati dal KGB. Questo equivaleva ad una protezione piena. Nessuno si azzardava a toccare un turista. Dopo il cambiamento, invece, gli stranieri non sono più protetti, e possono essere quindi ‘’liberamente’’ oggetto di espropri. Ma la delinquenza è ridotta anche ora perchè la mafia mantiene l’ordine ed il controllo affinchè i piccoli malviventi non alzino polvere nel loro territorio. Va a finire che il capitalismo russo funziona meglio di quello occidentale. Metro di misura, il potere delle mafie.

Gelataie
Una delle caratteristiche della Russia sono le gelataie, quasi sempre donne. A dirla così non sembrerebbe nulla di strano, ma poi nella realta` assumono l’aspetto tipico che si puo` trovare solo in Russia. Un piccolo frigorifero a 2 sportelli superiori, con le ruote . Grembiule chiaro. Si trovano davanti al ogni stazione metro, nelle strade dal centro, con tutte le temperature. Passeggi sulla prospettiva Nevskij con -22 gradi e le gelataie sono li’. Qualcuno compra i gelati nella strada a quella temperatura? In Russia si. Bisogna solo affrettarsi a mangiarlo, altrimenti si gela.

Commesse
Il comportamento delle commesse è ora cambiato, anche se in apparenza è lo stesso. Mi spiego. Col vecchio regime i negozi erano statali e le commesse avevano comunque lo stipendio. Se la commessa era gentile e sorridente era senza interesse. Solo perchè lo voleva e sentiva. Erano spesso gentili perchè era un ambiente “familiare”
Oggi i negozi sono in maggioranza privatizzati. Le commesse debbono essere sorridenti altrimenti perdono il posto di lavoro.
Se debbo scegliere tra un sorriso delle commesse, in questo caso scelgo quello che era prima.

Margi’ (Trichechi)
San-Pietroburgo si trova al 60‘ parallelo, lo stesso che tocca la Groenlandia del sud ed attraversa l’Alaska. Più del 50% della Russia è sopra questo parallelo. Non potevano mancare i “Margì”.
In pieno inverno, basta una giornata di sole ed ecco che alcune persone pensano che sia venuta l’estate. Strana la Russia delle volte. Ne sono stato piacevolmente testimone.
Una donna di oltre 50 anni stava facendo un leggera corsetta in costume ed a piedi scalzi su un laghetto ghiacciato. Già questo mi colse alla sprovvista. Il marito nel fratempo preparava un buco nel ghiacco vicino alla riva. Lui pescatore, lei sportiva ? Di piu’. Appena terminato il buco,la donna un po` di respirazione e giu` nell’acqua per alcuni secondi.
Appena fuori una breve corsetta per poi coprirsi. Brava la “vecchietta”, o forse ero io il “vecchietto”. Mi sono guardato come andavo vestito. Senza una descrizione dettagliata, immaginatevi un alpinista sull’Everest. Credo di avere assistito alla scena senza muovere un sopracciglio. Si chiamano Margì, trichechi.

Notizie curiose
Tra le varie svendite e contrabbandi, in Russia c’è anche quello del caviale per affari di miliardi.
I doganieri russi hanno adottato ed addestrato i gatti capaci di fiutare immediatamente la presenza dello storione. Se all’arrivo vedete gatti all’aeroporto, non fateci caso, ed attenzione alla partenza dalla Russia.
Sembra che stiano mettendo anche i cani in servizio all’aeroporto, date le grosse quantità di droga in arrivo da queste parti. Cani, gatti e non solo. Anche i topi, quelli d’appartamento, razza sconosciuta fino a pochi anni fa.
Mentre per l’uranio sembra che al momento i russi si debbono accontentare di qualche “soffiata” anziche’ “annusata”.

Ma anche altro genere di notizie curiose. A Novgorod, 2/3 ore da San Pietroburgo, piloti militari in sciopero della fame per mancanza del pagamento degli stipendi. Militari in sciopero, è la prima volta che si sente.

Un ragazzo del Tkazebaistan mi invito’ a visitare il suo paese dicendomi : “non serve la valigia, devi solo portare un Kalashnikov a tracolla.”(dal nome del suo inventore, Mikhail Kalashnikov. Nell’ambiente militare conosciuto come AK-47). Le chitarre hanno poco mercato da quelle parti.

Nel mondo ci sono le corse di formula 1. In Russia quelle dei carri armati. Su un percorso di un paio di Km, spesso fangosissimo o innevato, due carri armati si affrontano su due percorsi paralleli. Rombo dei motori. Uscite di strada, sorpassi, avvicendamenti al comando, arrivo sul filo dei centesimi. Tutto come la formula 1.

Elenchi
Mancano anche gli elenchi telefonici dei privati in Russia, ma questo merita una osservazione particolare. Nel passato regime, cioè fino a meno di 10 anni fa, non c’erano gli elenchi privati, ma c’era un servizio telefonico gratuito (come era pressochè gratuito l’uso del telefono per telefonate urbane, e molto economico per quelle interurbane) il quale forniva sia il numero che gli indirizzi richiesti. Tutto filava liscio sotto questo aspetto. Questo e’ venuto meno con l’utilizzo criminoso che se ne e’ fatto all’inizio degli anni “90. Nuove organizzazioni si appropriavano degli appartamenti di persone sole, anziani e malati (alcuni finiti in strada, altri scomparsi) usando questo servizio. Era divenuto elenco “persone sole a cui togliere l’appartamento”. Hanno tolto così il servizio, ma oramai erano terminati gli appartamenti da espropriare. Hanno rimesso il servizio, a pagamento. Gira, gira…
Una delle cose che rimane dal vecchio sistema è l’uso “collettivo” del telefono. Non solo nelle case comunali (*)(l’asterisco rimanda all’argomento trattato in seguito) si trova ancora un telefono per molte famiglie, ma anche in appartamenti separati se ne trova uno per due famiglie.
Capita così dover telefonare o aspettare una telefonata contemporaneamente al vicino. Il “quanto mi ami” non si puo’ fare, altrimenti arriva il vicinato allarmato, anzi armato.

Peculiarita’ e caratteristiche
Esistono ancora molti “ komunalnij” appartamenti, tipici modelli abitativi russi, anche se quasi esclusivamente a San-Pietroburgo e Mosca, dove in un piano di una casa possono esserci 10 stanze per 4 famiglie. C’è una cucina ed uno, massimo due bagni per tutti.
L’uso dei turni rigidamente da rispettare è obbligatorio, anche alla mattina, quando le cose sono più difficili. Credo che in Russia, al livello della popolazione, avevano raggiunto livelli collaborativi inimmaginabili per un occidentale. A volte delle piccole cose danno grandi insegnamenti: la popolazione ha vissuto il comunismo nei loro comportamenti, al contrario della classe dirigente nella politica.

I lavandini sono quasi sempre senza tappi. L’acqua da queste parti non manca. L’acqua calda e’ fornita dalla centrale termoelettrica di zona 24 ore su 24.

Fuori da ogni finestra c’è un termometro. Alla costruzione delle case viene direttamente messo. Quasi nessuno esce la mattina senza dargli un’occhiata.

In Russia mancava la carta igienica. Quasi tutti avevano una lavatrice di tipo un po’ rudimentale. File per comprare il solito salame. In Russia non sapevano che in Occidente i magazzini erano pieni di merci (dal confronto si impara molto), e quando le informazioni dell’Occidente non potevano più essere fermate, si è accellerato il crollo del sistema.
“Se Maometto non va dalla merce, ……”.

Le toilette. Di quelle pubbliche se ne trovano di ben tenute sia nel centro che in periferia, mentre sono rare (!) nei caffè russi. Sappiatelo. Ho visto turisti correre dentro il bar per un bisogno ed uscire piangendo, ‘‘in una valle ……..di lacrime’’.
Per gli uomini la M significa Mushina, e fortunatamente non si può sbagliare. Per le donne la lettera è G cirillica (Genshini = donne). Soprattutto in centro sempre più numerosi sono i caffè all’occidentale, quelli con le toilette. Per l’occorrenza molto utili sono inoltre i vari Mac-grills.

Il vecchio calendario gregoriano, in vigore fino al 1917, aveva 13 gg. di differenza. Per questo la ricorrenza della “rivoluzione d’Ottobre” (25/10/1917), è il 7 Novembre.
Alcuni utilizzano entrambi i calendari per il capodanno. Al 31/12 ed al 13/01. Non sono zaristi, perchè questi festeggiano solo al 13/1. E’ per festeggiare, bere e rifarsi gli auguri.

Uffici
Entrare negli uffici statali in Russia è trovare frequentemente donne sedute dietro le loro larghe scrivanie con molti fogli sparsi. I computer in massa stanno arrivando in questi anni.
E’ quasi piacevole andare in giro per questi uffici. Parlare con le persone (non che sia facile essere ricevuti, la burocrazia è rimasta) non intente a scrutare continuamente il monitor e freneticamente muovere le mani sulla tastiera. Come dal vecchio regime, 10 persone per 10 fogli.
Negli altri uffici il contrasto tra il vecchio ed il nuovo e’ stridente. Grandi saloni, ma anche stretti, lunghi corridoi. Enormi palazzi dove si puo’ trovare la fabbrica di mobili russa, una vecchia tipografia anni “60, una nuovissima fabbrica occidentale. Tutte nello stesso edificio.
All’interno degli uffici, alcuni mobili vecchi. I muri con vecchie carte da parati. Pavimenti ricoperti di plastica ondulata. Qualche volta la falce e martello, o un’immagine di Lenin. Poi computer nuovissimi, telefonini, fax, una scrivania moderna, stampanti ultimo modello ed un intreccio di fili.
Con l’arrivo dei computers stanno scomparendo i cartelli degli avvisi e delle informazioni i quali venivano molto accuratamente preparati a mano.
Nelle fabbriche ci sono ancora vigilanze alle entrate, ed in alcuni casi anche ai piani. Delle volte militari. Quasi sempre signore, e spesso anziane. Una sorveglianza militare eredità del passato regime, ma in diversi casi questi addetti sembrano quasi inutili. Molte fabbriche sono divenute talmente obsolete che nessuno ne vuole sapere. Altre, quelle rinnovate ed occidentalizzate hanno i “vigilantes” privati, armatissimi. In occhiali scuri e giubbotto di pelle, o in vestito da gangester, all’erta si muovono davanti alla stanzetta con la anziana signora ancora là di guardia. Sembra si controllano l’uno con l’altro. Fa piacere vedere la modesta signora protetta a vista come una regina. Si nota anche il suo orgoglioso, leggero sorriso.

Shop tours
I russi non abituati a risparmiare i soldi, stanno investendo e spendendo tutto ciò che guadagnano per gli acquisti, per i tours e per gli “shop – tours”. Per questi ultimi ondate di russi arrivano in Italia ed altrove durante tutto l’anno. Sia imbianchini che professori possono tentare l’attività. Anche uno scienziato dell’Accademia di ricerca e’ andato per arrotondare. Arrivano a Rimini soprattutto, ma anche a Falconara, Roma e Milano. Scendono dall’aereo dirigendosi subito ai lunghi degli acquisti. Passano davanti a monumenti, musei e luoghi d’arte come se non esistessero, con lo sguardo dritto al negozio o fabbrica dove compatti si fiondano. In seguito, forse, si darà un’occhiata, ma sarà difficile. Bisognerà pensare a caricare e ripartire subito per smerciare il malloppo.
Comprano tutto quanto possono. Pagano subito ed in contanti con mucchi di $. Ritornano in Russia pagando la dogana a peso ( una stranezza, perché la dogana si paga secondo la categoria merceologica con diverse aliquote ), circa 3$ al kg, ed è tutto. Cosi’ può capitare che si portano 10 Kg. di diamanti i quali costano come ad esempio 10 Kg. di patate. La persona, se utilizza i suoi risparmi autonomamente, rivende tutta la merce ripagandosi il viaggio e poco piu’. Spesso sono corrieri che riportano le merci a negozi e magazzini, o proprietari stessi. Il prezzo del biglietto aereo e del soggiorno che le molte agenzie offrono, è inferiore del 30/50%, ma si ha l’obbligo di comprare merci per un minimo di 6.000 $. Ogni aereo parte con in media 10/20 compratori, e si capisce cosi’ di come aziende occidentali abbiano risanato i loro bilancio. Alcuni di questi commercianti che oggi attendono i russi a braccia aperte, solo “ieri” li avrebbero cancellati dalla faccia della terra. Beh, lasciamo perdere.
Altra cosa sono i container via mare o via terra stracolmi di merci (e tutt’altri guadagni).

Fatti curiosi
Tante persone non sono riuscite ad avere l’agognata VISA per un’ inezia burocratica. Sembra che altri ancora abbiano ottenuto visti presentando buste “bianche”. Alcune ragazze sembra non abbiano presentato nemmeno le buste. Consolato = little Italy. (Ogni riferimento a fatti e luoghi………).

Ci sono grosse difficoltà a livello burocratico per ottenere il visto per piu’ di 2 settimane. In Italia bisogna andare nelle affollate questure. Presentare domanda con allegati Stato di famiglia, cittadinanza ed anche la dichiarazione dei redditti e il possesso di un alloggio per dimostrare di essere in grado di ospitare e mantenere la persona invitata. Almeno sul forte limite delle 2 settimane si dovrebbe modificare qualcosa. Poi all’Ambasciata Russa. Insomma burocrazia, tempi lunghi e spese naturalmente. Ma la cosa strana e’ che ci sono moltissime ragazze dall’Est costrette alla prostituzione, per moltissimi mesi in permanenaza in Italia. Bisogna essere prostitute per avere il permesso di soggiorno maggiore di due settimane?

Tra i fatti curiosi, va detto che in un paese dove è vietato possedere armi, è nella realtà possibile comprare ora armi anche in alcuni negozi o comunque non difficile procurarsele. Va detto anche che i controlli della polizia sono rimasti molto severi, ma non per tutti.

Nel passato regime le aziende dichiaravano una produttività maggiore del reale per mostrare la loro laboriosità e ricevere sovvenzioni.
Oggi le aziende cercano di nascondere il più possibile le entrate, per i motivi che tutti sappiamo.
Risultato, le aziende non dicono la verità oggi come allora.

A Nisnij Novogorod la Fiat aprirà un suo stabilimento. Nella stessa città, questa è la cosa buffa, all’inizio del 98 hanno eletto sindaco un uomo che è stato diverso tempo in galera per imbrogli finanziari. Ha ancora cause pendenti ed i suoi figli sono ancora dentro. Che dire. Strano.

Ancora peculiarita’ e caratteristiche
La differenza nel modo di vestire non e’ piu’ un rilevante divario, almeno tra i giovani.
Moltissimi ragazzi russi sono sradicati dalla Russia e così allineati al modello occidentale che potrebbero essere a Parigi o Roma senza differenze. Allo stesso tempo non mancano lo stesso alcune ragazze russe con i loro vestitini di una moda che in Occidente non c’è più. Se viaggiassero nella metro italiana, sarebbero subito identificate ed azzannate dal lupus italico. E’ cosi’ abbastanza semplice camminare tra la folla e viaggiare nei mezzi di trasporto senza essere notato come uno straniero.
Raramente si vedono ragazzi russi con gli occhiali e raramente con le chieriche. Il motivo mi e’ difficile da spiegare. “Indossandoli” entrambi, capivano a prima vista che non ero russo.
Le voci delle persone, degli uomini, sono molto spesso ampie, profonde, quasi baritonali. Questo prevalentemente per il cirillico che utilizza più corde vocali delle lingue romaniche.
Ancora una caratteristica sono le telefonate che le persone si fanno normalmente fino a notte.
Il San Pietroburghese ed il Moscovita si muovono con la metro e con gli altri mezzi pubblici di trasporto con una ineguagliabile dimestichezza mista ad una grossa pazienza. L’invasione delle auto e’ cosa recente. Delle volte tutti i passeggeri di un vagone della metropolitana in pochi secondi si ritrovano compatti dentro ad un filobus (si chiamano trolleibus). Il russo e’ un buon camminatore. Non potrebbe d’altronde non esserlo. In Russia la caratteristica sono gli spazi interminabili, e questo lo si vede anche dentro una citta’.
San-Pietroburgo e’ camminare tra i sinuosi canali. Lungo i dritti viali alberati. Nei numerosi giardini e parchi. Per le prospettive affiancate da grossi palazzi ottocenteschi. Camminare assume una importanza particolare nelle citta’ russe. L’abitudine occidentale di usare l’auto per tutto, e’ molto distante dalle loro abitudini. Solo i “nuovi russi” non scendono mai dalle loro grosse macchine.

Un’altra caratteristica della Russia sono le file di persone che stazionano in piedi davanti alle stazioni delle metropolitane o ferroviarie al fine di vendere prodotti. Generalmente sono le nonne, “babuske”. Le pensioni rimaste a livelli di sventura hanno portato a questa attivita’. Funghi, sigarette, capi di vestiario, giochi per bambini, posate d’argento di seconda mano, lampadine, pesce affumicato, birre cartoline (fiori) e tutto cio’ di cui si ha la possibilita’ di fare compra-vendita. Ma non pensate di procurarvici qualche preziosa icona o arma dell’esercito. Gia’ fatto. Le organizzazioni sono state tempestive ed efficentissime nel far man bassa di tutto. Perciò attenzione gia’ solo nel chiedere informazioni. Pericoloso come prima.
Ci sono anche le file per gli acquisti, ma se ne parlera’ in seguito, se il lettore avra’ un po’ di pazienza. Neppure molta.

Gli hotel sono molto eleganti, sfarzosi e costosi. Ce ne sono solo un paio in una citta’ di 5 milioni non lussuosi, ma solo di livello alto. Poi hotel russi, semplici. Oppure periferici, scarni, quasi poveri, dove uno straniero farebbe bene a non andare. Increscioso rimanere in mutande a -15.
Sono entrato alcune volte nei grand hotels sanpietroburghesi in visita turistica. Colonne imponenti. Corridoi con affreschi e mosaici. Non ci si può sentire che molto piccoli oltre che poveri in questi luoghi dove la ricchezza è quasi mortificante verso un salariato o colui che come me non avrà mai. Sembrano scaltri mezzi del mestiere appositamente costruiti per mortificare i passanti con le loro modeste case ed i loro sogni impossibili. Si prenda ad esempio l’ Occidente. Non voglio dire che non deve esserci l’arte in ogni sua espressione. E’ solo l’uso che sembra irrazionale. A guardarli si pensa ed impara che il denaro porta in giro gli uomini, e per esso le persone dimenticano moltissime cose.

I Russi usano molto chiamare le persone con i diminutivi ed i vezzeggiativi. Cosi’ Maria diviene Mariuccia (Mascia), e di seguito Alessandra o Alessandro (Sascia), Katia (Katinka, oppure Katcika o Katiuscia), ecc..
Ma allo stesso modo le ragazze non disdegnano moine e vezzi del genere “ tu sei il mio ossicino” (se va bene), la mia “trippetta” o “puzzone”, ma in giorni di particolare slancio passionale puo’ capitare anche sentirsi dire qualcosa di più di “antipaticuccio”. Oppure utilizzando le parti del fisico che si prestano, se uno ha il naso un po’ lungo non si preoccupi se viene chiamato “ mio nasone “. Vi vuole bene. E’ anzi una richiesta di affetto.

Sembra che la separazione tra la Russia ed il resto del mondo continui anche oggi sotto altre vesti. In ogni negozio o mercato si evidenziano sempre tutti i prodotti occidentali specificandone bene la provenienza. In Occidente, vedi alcune parti dell’Italia come la costa Adriatica, ricambiano scrivendoci in russo articoli, prezzi e merci. Scambi … culturali.

Un altro aspetto contraddittorio nella nuova Russia ex “comunista” sono le telenovele. Non c’erano. Ora ce ne sono mattina e sera. Una alta percentuale di donne erano fino a pochi anni nel lavoro e nella politica. Si sono trasferite, piantate davanti alla “nuova” TV. Come in Occidente se non sbaglio. E’ la TV che rende le persone scriteriate, o il contrario?

I russi sono gentili. Sembra che sia la loro natura. Parlano volentieri con un’altra persona. Provate a fare una fila.
Le stesse reazioni di gioia e di esultanza sono controllate. Si potrebbe dire umili, o forse ricche.

Alcune fabbriche russe dove venivano costruiti razzi, divenute obsolete e costose sono state trasformate in fabbriche per la lavorazione di salami e salsicce. “Mettete dei fiori nei vostri cannoni”. I missili intelligenti russi, certamente piu’ buoni di quelli americani.

La grande estensione dei confini ed il numero degli Stati interessati ha richiesto nuovo, apposito personale e nuove recinsioni e posti di controllo. Allora come oggi una frontiera difficile e costosa. Gli anziani vissuti per tutto il passato regime sono rimasti completamente spiazzati. I vecchi confini erano nati con loro. Non esistono più quei confini, e neppure i rivoluzionari. L’ultimo che ha conosciuto Lenin è morto pocchissimi anni fa, ma non era chiaro se fosse stato un rivoluzionario. I bolscevichi erano stati tutti fatti fuori da Stalin.
Nel passato regime le linee di confine erano anche all’interno della Russia e delle stesse città. Per i Russi, e soprattutto per gli stanieri. Ma nonostante i vari “propusk”, lasciapassare, e le difficoltà burocratiche, non è vero che gli stranieri non potevano incontrare i russi al fine di non far trapelare le notizie. Come scritto ancora recentemente in “Occidente”. Primo perchè il cittadino comune non avveva nessun segreto militare e notizie scottanti. Secondo perchè molti turisti e stranieri viaggiavano nei mezzi di trasporto, e molti si sono sposati in Russia o hanno vissuto in Russia.
Questo non esclude la politica rozza e criminale di Stalin (*)

La Russia di oggi e’ trovare al palazzo dello sport “Karl Marx”, una comunita’ religiosa occidentale. Negli ultimi anni sono arrivate più di 50 sette religiose. Capita di incontrarne per Nevskij prospect alcuni rappresentanti col libro sul giudizio universale, o i vari Hare Krisna che camminando cantano e si dondolano come se fossero in estasi.

Italiani a S.Pietroburgo

Attraverso la metropolitana si conosce una popolazione. “Disciplinata”, si direbbe dei Russi, e gran lettori (*) .
Attraverso la metropolitana si riconoscono anche gli stranieri che non leggono il cirillico e non capiscono il russo. Si riconoscono e si sentono per lo stato di agitazione col quale contano le stazioni. “ Siamo alla 4°, dobbiamo arrivare alla 6° ”, un gruppo di Italiani dal centro all’hotel Pulkovo.
Poi qualcuno, confuso dal cirillico e dagli annunci indecifrabili esclamo’ improvvisamente che quella era gia’ la quinta. Bisognava prepararsi. Cosi’ inizio’ la disputa sulla stazione. Gli altri passeggeri, i russi, smisero di parlare, mentre le voci degli italiani divennero sempre piu’ concitate, preoccupate e vibranti. Quasi incominciarono a litigare.
Uno spettacolo non solo visivo verso cui tutti riposero in silenzio la loro attenzione. Naturalmente non ho interrotto, per educazione (anche perche’ indovinarono la stazione). In seguito ripensai agli occhi sbarrati di uno del gruppo, terrorizzato di perdere l’uscita, in quel moltiplicarsi di annunci in lingua cirillica che si diffondevano nel vagone russo.
Non sono nè le passioni nè gli stati emotivi che fanno vedere le cose ed i loro difetti.

Ragazze russe
Quello che in Occidente è “ quasi impossibile” aspettarsi (comprensione, ascolto, attenzione e cordialità), in Russia è la normalità. Anche con una ragazza fermata per strada. 99 volte su cento si riceve un comportamento scocciato o schizzignoso in Occidente. Il restante 1% credo che neppure esista. In Russia e’ il contrario, senza fraintendere. Non scambiate questa gentilezza per una forma di corteggiamento. Succede che persone tanto gentili nel darvi sguardi ed ascolto, non vogliono neppure piu’ rivedervi. Questo è l’aspetto forse più visibile e bello delle ragazze russe.
Mi sono divertito molto a parlare con ragazze sconosciute, ma purtroppo i tempi stanno cambiando. Ora sono molto piu’ all’erta, e “costano” anche i dialoghi.
Alcune ragazze con –15 gradi passeggiano in minigonna. Quelle che viaggiano col macchinone ed in pelliccia indossano la minigonna anche con –30. Mentre tra quelle che sono in giro per lavoro non ne troverete neppure una in minigonna a quelle temperature.

Episodi
Due piccoli episodi che mostrano due volti della Russia quasi antitetici tra loro, sebbene c’è chi dice che le antitesi si mordono la coda e dove inizia una termina l’altra. La teoria della tattica degli opposti e’ una dottrina filosofica nata con la filosofia. Forse a volte banalizzatrice di problemi. Non entra in merito direttamente sulle questioni. Sembra anche un pensiero romantico. Attrae comunque il pensiero filosofico e chi vuol fare della filosofia più alla portata di tutti. Un gruppo di bambini in una citta` non lontano da Mosca era l’autore di alcuni omicidi, per rapina.
A Mosca, ancora un gruppo di bambini, bravissimi scolari di modeste famiglie scoperti a rubare carne per dare da mangiare ad un cane randagio.
Ma tra gli episodi che meritano di essere ricordati ed incorniciati, vi e` certamente quello di due che vendevano icone false ai turisti nel centro di Mosca. Perchè curioso? Pechè i due erano napoletani. La globalizzazione va rispettata.

Non solo italiani
Degli occidentali in Russia sono spettacolari. Tra gli altri, forse ne’ turisti ne’ businessman, non potevano mancare alcuni che si immedisimavano nella parte dei ricchi ( … ) solo perché stranieri. Come se fosse un’infamia per i russi essere russi, e per loro una dote essere stranieri. Ci sarebbe invece da arrossire (…) solo a comportarsi in questi modi.
Usando adulazioni, si trasformano nell’intimo. Divengono “stranieri”, signorili. Tolleranti. Potenti. Di fronte ad un rifiuto o disaccordo diventano improvvisamente strafottenti e maleducati, dall’alto della loro ….”ricchezza”.

Anche la stessa lingua straniera viene usata come percorso privilegiato tra loro e l’altro sesso. Un turista incotrato davanti a Gostinij Dvor, sorvolando interamente sull’aspetto fisico, si avvicinava alle ragazze e ripeteva solo: “I’m American” . Nessuna ragazza si e’ fermata ad ascoltarlo. Quando e’ troppo e’ troppo.

Un altro ragazzo invece usava andare in giro per le strade del centro parlando in inglese, a voce alta.
Era un ragazzo russo. L’erba del vicino sembra così verde che lo faceva anche con amici che non parlavano inglese.

Altri italiani a San-Pietroburgo
Tutti gli italiani che ho incontrato si sono lamentati di due cose. La prima sono le piccole cose vecchie. Da parte mia non voglio rilegare la Russia ad una descrizione delle cose vecchie e malandate, come i sedili di alcuni autobus, alcune auto, telefoni pubblici, ecc…Anche perchè nelle maggiori città russe ci sono oggi quasi esclusivamente nuovissimi apparecchi a scheda. Mi sembrano descrizioni eclatanti ed anche futili. Come se non mancassero in Occidente cose che non funzionano, siringhe con l’Aids, ecc. Quindi passiamo alla seconda, la scarsità del cibo.
Questa lamentela degli italiani sul cibo all’estero è una lamentela non solo per la Russia. In Inghilterra, in Germania, negli Usa ed altrove da sempre ricorre, data la rinomata cucina italiana o francese.
Quindi dare istruzioni su come mangiare in Russia non è necessario, né nel mio intento. Solo due parole per dire che non si usano piattoni di pasta. Mangiate con i russi. “Borsh” e “Pielminie” (zuppa di verdure e tortelloni). Fette di pane e salmone, o con caviale, limone e burro. Fette di pane con cetrioli, salame, uovo non mancheranno mai in ogni parte della Russia. Non mi sembra poco. Quella dei bambini, e dei cani*, e’ una cretinata.
Un italiano prima che venissi in Russia mi disse: “a San Pietroburgo ci sono pochi cani in giro “. Mi fece capire senza doppi sensi che se li mangiano. Questi Russi. Ed i milioni di animali che tutti voracemente mangiamo, non hanno gli occhi compassionevoli?
I San-Pietroburghesi come i Moscoviti, amano i cani e molti ne hanno uno in casa. Ma lodevole e’ che le case non sono mai grandi, senza stanze libere. Mentre i cani sono quasi sempre grandi e di razza (cani lupo, erdell-terrier in particolare, i poco cordiali con i bambini rotwellier sono la grande maggioranza). Vengono lasciati nel corridoio. Oltre questo, tutte le mattine, e le sere bisogna portare il cane fuori. Durante il lungo inverno la temperatura oscilla spesso tra i meno 10 e meno 15. Quando non ci sono queste temperature le strade ed i prati sono ricoperti di acqua e fango che i cani riportano involontariamente a casa.
Strani questi russi che fanno questo per i cani e poi…..E poi, se ci hanno raccontato con normalita’ fesserie cosi’ grosse, con una semplice equazione quante altre rifilate lisce lisce? Beh no. I Russi non mangiano i cani. Gli Occidentali seviziano i bambini.
Ci hanno fatto conoscere questo e molto altro attraverso bizzarre ed amene definizioni e riduzionistiche strumentalizzazioni per bambini. Concretamente penso si vuole togliere un potenziale dirompente refrattario ad idee politiche e culturali all’interno delle “modernità occidentali”. Siamo nel 2.000 e questo dovrebbe significare molto. Anzi, proprio perchè siamo alle soglie del 2.000, certi problemi dovrebbero essere stati risolti senza giustificazioni. Sono ritornato in Italia con la voglia di prendere sul collo quel conoscente.

Italiani in giro per i parchi intorno alla città : si lamentano in continuazione che il telefonino la’ non funziona. Che disperazione, il fatto che non si finisce mai di rimescolare nel fango.

Italian businessmen
Ancora Italiani a San-Pietroburgo e Mosca per lavoro. Non vorrei sembrare maleducato, ma l’ignoranza non puo’ essere chiamata principessa. Dagli ex datori di lavoro, senza generalizzare fabbricanti di scarpe a Porto S.Elpidio, a molti altri, gli esempi non mancano. Per una settimana sono passato tutti i giorni davanti all’Hermitage con un gruppetto di businessmen italiani del nord, in Russia per presentare i loro prodotti. Ho cercato ripetutamente di attirare la loro attenzione sul palazzo e museo. Niente da fare. Spesso non hanno neppure voltato lo sguardo, tanto presi dai prezzi di vendita e condizioni di pagamento. Oppure perchè invasati nel racconto della serata precedente al night-club. Senza fare ne’ moralismo ne’ demagogia, credo che certi problemi come il popolo russo e la Russia, vadano almeno conosciuti nelle loro modeste ed anche umilianti realtà. Da una personale indagine, degli “italian businesmen” a San-Pietroburgo, nessuno conosce nè la storia della rivoluzione nè cosa è lo Smolny, né è mai stato all’Hermitage ed in nessun altro luogo, tra i tanti, d’arte e di cultura. Non sanno chi fosse Puskin, Maiakovski ecc…
Mi esprimo un po’ vivacente e coloritamente, ma purtroppo e’ una conseguenza del giudizio che si puo’ dare alle nostre societa’ ed a questi nuovi “conquistadores”. Spendono migliaia di dollari per alcune serate, cene, prostitute, ma non danno una lira di aumento ai loro operai. Spesso ragazzi laureati, delle volte a pieni voti, costretti a lavorare come loro ragionieri, consulenti ecc.. a salari umilianti e non solo. Hanno piu’ rispetto di una scarpa, nello specifico, che di un operaio. Una realtà amara.
Quando le loro mogli vengono in Russia, fanno gesti di nobiltà elargendo dei piccolissimi doni e delle piccolissime beneficenze agli sfruttati ed umiliati dal marito. Umiliandoli ancora con i loro trattarli per mendicanti. Come in Occidente. Su queste logiche si fondano le nostre società e la nuova Russia.
Il problema e’ che le persone dovrebbe giudicare e mettere alla berlina senza piet?’ una cultura che si fa grande col solo fatto di essere alla “soglia del terzo milennio”. Come se questa fosse gi?’ una risposta, mentre al contrario e’ proprio questo il peccato piu’ grande.

Nei caffe’ russi
I vecchi caffè russi hanno quasi tutti lasciato il posto ai caffè in stile occidentale, di proprietà spesso anche di occidentali. Sono più costosi degli stessi in Europa. Quasi tutti i vecchi caffè russi avevano tavoli rotondi, alti e senza sedie dove stare in piedi insieme ad altre persone. Questi ed altri con 100 particolari in stile sovietico, oramai parte della storia. Si possono definire “poetici” sebbene poco poetizzabili per la loro modestia economica. Ma anche i caffè lussuosi sono poco poetizzabili per il motivo contrario. Ancora se ne trovano fuori dal giro dei turisti o nelle città minori. Valgono da soli una visita (…). Dei giovani italiani a San Pietroburgo per lavoro, la sera cercavano locali che assomigliassero il più possibile ai locali occidentali. All’interno ricorrevano i freschissimi ricordi e discorsi sui posti appena lasciati (solo un giorno prima). Sull’elenco dei cibi italiani lasciati. Sul bar lasciato ecc.. e così per tutta la cena o bevuta. Dopo di questo, discorso sull’aggancio delle ragazze russe.
Credo che la civiltà che li faceva parlare aveva con se’ la mancanza di stimoli culturali. La sopraffazione della creatività e della conoscenza in generale, e della cultura nella quale si trovavano nello specifico. Giovani businessmen.

Russia
La Russia è così l’accostamento e l’unione di lusso e povertà. Di ricercatezza e semplicità. Di genuinità e artificiosità. Di istinto e ragione. Di caviale pregiato e pane nero. Del micro-orto e della mostradontica fabbrica. Dei molti colori e del grigiume. Occhi azzurri ed a mandorla. Capelli biondissimi e visi olivastri. Della più alta ideologia e della cruda realtà. Tutto è Russia.
Vuole essere questa quasi una lode, seppure la Russia non ha fatto nulla per questo. E’ così e basta. Un paese periferico, ampio, “ internazionale ”.

I Russi
Tutto dimostra quanto è difficile etichettare un popolo e col popolo russo, fatto di tante differenti repubbliche e culture, questo compito diviene particolarmente arduo. Un popolo che ha vissuto la prima ed unica rivoluzione proletaria nella storia del pianeta. Non è poco. Una rivoluzione che ben presto ha preso altre strade.
Andando oltre i canoni classici, il russo in generale non ama sottostare al giudizio critico degli altri, sopratutto se stranieri. Credo sia per orgoglio. I russi sono concreti. La loro e’ una concretezza dell’obiettivo ideale. Una concretezza quotidiana nel popolo intero.

I Russi sono stati etichettati come dei “ non grandi lavoratori ”. Altri definiscono i Russi come un popolo nella cui natura c’è una forma di altruismo e volontà al sacrificio sconosciuti ai popoli “ occidentali ”. Vorrei vedere gli occidentali che dicono della loro poca operosità, lavorare a temperature che arrivano a –30. Guarda caso sono quasi sempre i businessmen. Spesso confondono il lavoro con lo sfruttamento. Gli aspetti criticabili, come una certa forma di pigrizia ed inerzia in quale popolo non sono ?
Lascio la questione aperta per riportare un fatto. Nel 1837 (stesso anno della morte di Puskin) un grosso incendio ha gravemente danneggiato l’Hermitage. Tutti i tesori sono stati salvati e portati in piazza, dove sono stati lasciati per diversi giorni. Nessuno ha toccato nulla ne’ durante le convulse fasi dell’incendio, ne’ successivamente. La moglie dello zar si lamento’ di un solo anello, che invece aveva perso lei stessa, e fu ritrovato. Alcuni decenni piu’ tardi il popolo russo ha dato l’assalto al palazzo d’inverno (rivoluzione d’Ottobre). I Russi.
Molte voci hanno detto che l’accettazione del popolo russo dello stalinismo sia da ricercare nei secoli di storia passati dove sempre la Russia è stata sotto il dominio di un desposta. Questo ultimo è vero, ma il fatto “strano” è che anche all’estero non hanno condannato quel comunismo, a parte pochissimi “dissidenti”. C’e’ anche all’estero un despota?

Vivere la Russia di questi anni è una grossa esperienza. La Russia propone al mondo intero un materiale di studi enorme. In due parole si potrebbe dire il capitalismo e la povertà, ma sarebbe troppo riduttivo e retorico. La Russia e’ complessa , un’incognita.
E’ vedere direttamente il mercato capitalista che si sta sviluppando quasi da zero. In pochi anni si è visto formare col suo sistema finanziario. Il sistema politico pluripartitico. I negozi, le banche fino allo stesso livello occidentale, anche se molti aspetti e strutture contradistinguono la sua origine sovietica.
Una chicca per tutti i sociologi ed economisti del mondo, che difatti non si stanno lasciando sfuggire l’occasione dato il forte interesse degli addetti ai lavori.
All’interno della Russia si vede ancora l’entusiasmo iniziale, come quando il popolo russo scopriva l’occidente, la democrazia occidentale ed i negozi con molte diverse merci. I nuovi caffè e ristoranti. Ma se questa considerazione era più diffusa 5,10 anni fà, i giovani russi di oggi sono coscienti che la realtà occidentale non è quello che mostra di essere.
Se volete vedere tutto questo senza doverlo cercare troppo e senza farvelo raccontare, col grosso rischio di sentire ancora ferocemente dei cani e dei poveri bambini, bisogna affrettarsi ad andare in Russia, prima che il vento “occidentale” spazzi via tutto.

La Speranza
La Russia per molti decenni ha stigmatizzato il capitalismo. La parola capitale e profitto voleva dire sfruttare gli altri Sinceramente non avevano molti torti in questo.
La Russia si ritrova oggi col capitalismo in forma anche peggiore dell’Occidente. Pero’. Un “mercato ” chiuso e censurato fino all’insopportabilità, si è aperto insopportabilmente.
Al momento molte imprese sono in ritardo col pagamento dei salari, ed altrettante stanno iniziando i licenziamenti di massa, come ogni “buona” logica di mercato comanda.
Questi ritardi e licenziamenti non hanno prodotto esplosioni sociali, da molti temute. Questo perché un’altra caratteristica di molte persone russe è il grosso senso di speranza insieme al fatalismo verso un benessere diffuso, e per questo si possono fare dei sacrifici. Sembra chiaro che i Russi abbiano in buona parte il desiderio comprensibile di uscire dalla crisi e dallo stato di povertà, ma pocchissimi capiscono con quale strada. Ora credono al capitalismo.
Ognuno si sta ritagliando un suo piccolo o piccolissimo spazio fatto di una qualsiasi piccola attività commerciale. Nuova ideologia, il benessere (privato). Nuova Russia, centro commerciale planetario.

Libro
Episodi e caratteri russi ce ne sono molti altri che si incontreranno in seguito.
Mi preme sottolineare che il libro è quasi un resoconto fatto da un operaio in Russia per lavoro, piu’ che da uno scrittore professionista intento ad intrecciare racconti di fantasia o cercare “scoop” e spettacolarizzazioni da vendere nello stile letterario. Anche gli ultimi libri sulla Russia si soffermano sul mostro russo che uccideva e mangiava le sue vittime ed altro del genere. Come se uno straniero vedesse dell’Italia solo il mostro di Firenze, di Genova, di Roma, di Perugia, di Bolzano ed altri ancora, che pure ci sono stati. E l’Italia è prorpio piccola rispetto alla Russia, basta vedere la cartina. Sembra che sia presente solo il mestiere.
Non e’ nel mio intento fermarmi a questo ed usare la vecchia tecnica di generalizzare e strumentalizzare episodi singoli ed aspetti parziali per farne o un prodotto di mercato o solo uno strumento per la crociata anticomunista. Personalmente lo ritengo come un giro a vuoto. Prima una propaganda instupidente atta a coprire la realtà da una parte. Oggi ( … ) dall’altra . Cambiamo i percorsi, ma sembra che le logiche siano le stesse.
Cercherò, per quanto possibile, di riportare le voci delle persone incontrate e gli elementi che possono dare un’idea organica della Russia. Quasi un resoconto sintetico, ma anche ellittico con intere rappresentazioni di pensiero. Fatti sociali, storie vere, cercando la snellezza della narrazione, e l’impegno narrativo. Scorrerà una Russia di periferia. Una Russia che continua ad essere lontana nonostante i grandi cambiamenti, l’apertura e l’inserimento nel mercato. Un paese che mantiene il suo fascino legato all’ignoto della sua vastità. Un paese che ha perso il suo fascino, da moltissimo tempo, legato ad un sogno dell’uomo.

di Piero