Bosforo ed i profumi d’oriente

Racconto di viaggio in Turchia

Il mio viaggio ad Istanbul, alla ricerca della mezza luna splendente sul Bosforo ed i profumi d’oriente

Istanbul

Nel mese di dicembre del 2004 arrivo all’aeroporto “Ataturk” di Istanbul, appena scesa dal aereo già mi avvolgeva un profumo particolare, si anche i profumi hanno i colori, li vedevo, li sentivo e cosi è stato per tutto il tempo della mia permanenza ad Istanbul.

Il vociare, i rumori, gli odori, l’impatto con la città era scioccante, anche se poi pian piano mi sentivo come a casa, perché vivo a Napoli. Si, Istanbul si può definire così: una Napoli all’oriente.
Era una passione, osservare le persone in strada, in qualsiasi quartiere, le donne con il loro velo, copricapo, chador in tutte le forme e colori, questo loro incedere fiero e misterioso, i mendicanti, i poveri che chiedevano l’elemosina, quei sguardi indagatori, incuriositi, qualvolta ostili, e poi scoprire una gentilezza che ti riscaldava il cuore. I Bazar dei mille colori, il mercato delle spezie che stordisce con i suoi aromi, aspri, pungenti, il profumo dei dolci, grondanti di zucchero, miele, zenzero e vaniglia, sembrava di essere nel paese delle Meraviglie.

Durante le passeggiate nella città antica “Sultanahmet”, si viene avvolti dal richiamo del Muezzin, per la preghiera alla Mecca, che risuona su tutta la città, che rievoca tempi passati di Mille ed una Notte. Le graziose Moschee, piccole, grandi, maestose come la “Moschea Blu” (Sultan Ahmed Camii), lasciano senza fiato. Salire e scendere le varie viuzze, mercatini e Bazar fino alla Torre del Galata, andare dal quartiere europeo al quartiere asiatico, e tutto un susseguirsi di colori ed emozioni.
Una gita sul Bosforo con il battello non poteva mancare. Osservare le antiche Ville che fiancheggiano le rive, trasandate, ma ancora bellissime nella loro decadenza, passando con emozione sotto il ponte immenso di “Ataturk” e “Galata”, illuminati a festa la sera e non cessa mai la febbrile attività motoria della città.
Non poteva mancare di mangiare del pesce veramente fresco, cucinato in modo semplice ma gustoso, nel quartiere “Kumkapi”, con il sole che tramontava tra le Cupole ed i Minareti della “Hagia Sofia”, sempre con quella sensazione di essere in un paese di fiaba. Unico mio rammarico è di non aver visto la famosa mezza luna con la stella al centro, su Istanbul.
In questo bellissimo viaggio non ho visto soltanto le cose belle, da “facciata turistica”, ma ho anche cercato di capire un poco, di quel che mi era possibile, come vive e pensa la gente del posto. Questo miscuglio di religioni, vecchie impostazioni, vari gruppi etnici e il Moderno che vuole essere applicato, soprattutto dai giovani, le giovani donne che cercano di affermarsi, nel cuore sempre il loro adorato “Kemal Ataturk”, è cosi contrastante ad Istanbul e perciò forse per questo è così affascinante!

Ully Schmiedbauer
“Mecobil” info[at]mecobil.it

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