C’era una volta il West

Racconto di viaggio nel West Stati Uniti

Descrivere un viaggio nel west è impossibile, non si riusciranno mai a trasmettere tutte le emozioni e le sensazioni vissute e provate lungo il tragitto e davanti ad ogni meraviglia creata da madre natura. Ci si sente letteralmente inghiottiti, catturati dal fascino di quella terra..
L’organizzazione di un viaggio del genere è di facile gestione, io, come di consueto, ho prenotato tutto in autonomia.

Questo è l’itinerario che piano piano ha preso forma:
– Las Vegas;
– Grand Canyon;
– Monument Valley;
– Page;
– Horseshoe Bend;
– Antelope Canyon;
– Bryce Canyon;
– Las Vegas;
– Santa Monica;
– Los Angeles.

HOTEL
Ho prenotato gli hotel con largo anticipo, a gennaio per luglio. Li avevo scelti da tempo e proprio per non rischiare di trovare tutto occupato appena fissate le date del viaggio e dei voli sono andata avanti. Solo una piccola parentesi.. Ho scelto di dormire nei lodge dentro ad ogni parco, le finanze ne risentono ma lo rifarei altre 1.000 volte.. Guardare il tramonto o l’alba dal proprio terrazzo o dal proprio atrio non ha prezzo..
– Las Vegas: hotel Luxor;
– Grand Canyon: Bright Angel lodge;
– Monument Valley: the View hotel;
– Page: Days Inn & Suite;
– Bryce Canyon: Ruby’s Inn;
– Las Vegas: Caesar’s Palace;
– Santa Monica: Sea shore motel;
– Los Angeles: Hollywood celebrity.

NOLEGGIO AUTO
L’auto è stata prenotata un paio di mesi prima della partenza tramite il sito di e-noleggio auto. Affidabilissimo, ho pagato un acconto al momento della prenotazione ed il saldo un mese prima del ritiro. Il costo totale è stato di 250 euro per una berlina midsize incluso GPS + altri 30 euro per l’assicurazione integrativa “roadsafe”, pagati al momento del ritiro dell’auto al banco.

ASSICURAZIONE
Non ci si può recare in USA senza avere un’assicurazione sanitaria per cui una settimana prima della partenza mi sono affidata a mondial assistance che ha una polizza con rimborso spese mediche illimitate. In tutto 140 euro.

VOLI
Causa coincidenze voli con Papeete (la seconda parte del viaggio sarà in Polinesia) la scelta ricade sulla compagnia Air Tahiti Nui che, dopo scalo a Los Angeles, ci porterà direttamente a Las Vegas, bell’impatto dopo 16 ore di volo…
Prenotato a novembre, 1.700 euro a persona con stop over sia in andata che in ritorno a Los Angeles.

LAS VEGAS

ARRIVO A LAS VEGAS
Atterriamo a Las Vegas nel tardo pomeriggio, già dall’aeroporto si capisce di essere su un altro pianeta! Si è circondati da slot machines fino al ritiro bagagli!
Ritiro dell’auto alla Dollar e si parte verso il primo hotel a Las Vegas, il Luxor.
Appena ci si rende conto di essere entrati nella Strip, si rimane subito affascinati dalle tante lucette di mille colori che invadono gli hotel, le strade, le insegne..
Passiamo davanti al Luxor (che è all’inizio della strip e vicinissimo all’aeroporto) ma decidiamo di proseguire fino alla fine per avere una panoramica generale di tutti gli hotel, dato che domani inizia il grande tour e non avremo molto tempo da dedicare a Las Vegas.

Grand Canyon

GRAND CANYON, IN UNA PAROLA: MAESTOSO
Le 9 ore di fuso, come di consueto quando viaggio a ovest, fanno si che i miei occhi si aprano intorno all’alba, pazienza, si partirà in perfetto orario per il tour, oggi si va al Grand Canyon!
Breve giro all’interno del Luxor che, a dirla tutta, tralasciata la bella stanza con vasca idro e vista sulla strip, lascia un po’ a desiderare rispetto agli altri spettacolari hotel offerti da questa città.
Fa strano ritrovarsi a guidare nelle lunghe ed interminabili strade dell’Arizona.. Le abbiamo viste chissà quante volte nei film, nei video, nelle foto.. Trovarcisi dentro però è un’altra cosa, quante emozioni nell’attraversare quei deserti.. Deviamo la rotta consigliata dal GPS per percorrere un tratto della famosa ROUTE 66, allungando il tragitto di circa mezz’ora.. In compenso si passa in mezzo a paesini dimenticati nel tempo.. Ci sono rifornimenti di benzina e negozietti caratteristici, tutto in perfetto stile.. Route 66!
In tutto impiegamo circa 5 ore per arrivare, dopo aver pagato l’entrata di 25 dollari (non mi conveniva acquistare il pass annuale valido per tutti i parchi) ci dirigiamo subito verso il lodge all’interno del parco. Carinissimo, ci assegnano una cabin in legno proprio sul bordo del rim, praticamente si esce dalla porta, si fanno 10 passi e ci si ritrova il Grand Canyon davanti! Si parte subito per l’esplorazione della zona, limitandoci alla parte di canyon che confina con l’hotel, i vari view point della famosa linea rossa li vedremo domani mattina. Attendiamo il tramonto sul bordo del rim ed in un battibaleno il cielo comincia a tingersi di rosa.. Il sole inizia a scendere dietro i picchi del canyon e pian piano si accende la luna..
La mattina seguente, appena il sole inizia a scaldare, ci avviamo per il tour dei view point attraverso il bus navetta gratuito che passa proprio di lato al nostro hotel. Ci fermiamo al primo, a poche centinaia di metri dal punto di partenza.. E il Grand Canyon ci si apre davanti in tutta la sua immensità! Caspita che impatto! Non si riesce mai a vedere la fine per quanto è grande, anzi, in lontananza c’è quasi solo foschia. Inizio a scattare foto proseguendo per i vari punti d’osservazione.. A volte si può scendere per piccoli tratti ritrovandocisi completamente avvolti dalla natura! Che spettacolo meraviglioso! In alcuni punti fa quasi impressione sporgersi più di tanto, c’è solo il vuoto sotto ed in lontananza il Colorado che passa attraverso il canyon sembra una piccola linea verde simile a quelle che si vedono nelle cartine geografiche per identificare i fiumi.
Uscendo dal Grand Canyon percorriamo tutta la desert view cosparsa di innumerevoli scorci del canyon, visto dal lato opposto.

MONUMENT VALLEY

MONUMENT VALLEY, IN UNA PAROLA: STRABILIANTE
Nel giro di 3 ore siamo davanti la Monument Valley, arriviamo da sud e seppur il panorama sia splendido non è la stessa cosa che trovarsi davanti al famoso punto in cui Forrest Gump si ferma e dal quale si ha una vista della valle e della strada adiacente eccezionale. Anche in questa occasione quindi decidiamo di deviare dalla tabella di marcia, sorpassiamo l’entrata e tiriamo dritti verso nord.. Dopo circa 20 minuti retromarcia.. Eccola, me la trovo davanti con la sua strada che pare infinita, che dire.. Ne è valsa proprio la pena, sembra esattamente di essere nella scena del film!
Finalmente entriamo poi nella valle pagando 10 dollari e spostando l’orologio avanti di un’ora, gli indiani navajo adottano un orario differente dal resto dell’Arizona.
Inizia il percorso con l’auto, prima tappa, la più famosa, la più vista, la più conosciuta.. Rimango stupefatta! Me l’avevano descritta in tanti.. Ma vederla con i miei occhi mi fa capire cosa significhi veramente! Altra meraviglia della natura.. I film western li avrete visti tutti.. entrare nella Monument Valley, vivere la Monument Valley in ogni sua angolazione mi aiuta a farmi sentire per un po’ dentro a quei film, dentro a quelle storie.. Che figata, eccezionale!
Il sole inizia a scendere e corriamo nell’hotel per poterci godere il tramonto dal terrazzino della stanza. Ce ne assegnano una all’ultimo piano, ad affacciarsi si ha un colpo al cuore.. Non potevo fare scelta più azzeccata del prenotare quell’hotel in mezzo alla valle, l’unico per giunta, dal quale si gode si una visuale unica al mondo!
Fuori dalla verandina stanno trasmettedo le diapositive del film “ombre rosse”, wow, sopra la testa cascata di stelle e buio più totale, di fronte le ombre della valle e il cinema western..
Il fuso colpisce ancora.. Alle 6 sono in piedi.. E per curiosità mi affaccio al solito terrazzino..
Meraviglia.. Stupore.. Sorpresa! Sembra di essere dentro a un quadro, mai viste così tante sfumature di colore, il giallo si mescola con il rosa, il viola e poi l’azzurro.. Non credo ai miei occhi. La fotocamera parte in automatico come non mai prima.. La Monument all’alba mi regala tante, nuove emozioni, tutto sembra così impressionante e fantascientifico! Mi sono detta più volte che la vista di quell’immagine vale da sola il viaggio fin la..
I 20 minuti che intercorrono tra le prime luci dell’aurora e la salita del sole da dietro la valle passano in un baleno, non mi sarei mai voluta staccare da quell’immagine.. Da quel quadro.. Quando all’inizio del racconto scrivevo che era impossibile descrivere il west.. Bè, mi riferivo soprattutto a momenti come questo, impossibile descriverli..
Il sole viene coperto subito dopo dalle nuvole, la giornata non promette nulla di buono, speriamo migliori ché per oggi è prevista l’escursione all’antelope canyon.. E senza il sole l’effetto delle luci all’interno del canyon non sarebbe stato lo stesso..

PAGE/HORSESHOE BEND/ANTELOPE CANYON, IN UNA PAROLA: SORPRENDENTI
In circa 2 ore e mezzo si arriva a Page, mi reco subito presso l’Overland canyon tour, agenzia della cittadina che organizza escursioni all’interno dell’Antelope canyon, preventivamente contattata tramite il loro sito. Il costo è di 30 dollari a persona per il tour che ci sarà a mezzogiorno e ci diamo appuntamento per quell’ora fuori in strada. Manca ancora un’ora abbondante per cui decidiamo di andare a vedere l’Horseshoe bend, si trova proprio a Page, sulla statale. Per arrivare a vedere quest’ennesima meraviglia naturale bisogna avventurarsi in una camminata di circa 20 minuti sotto il sole rovente in mezzo alla sabbia rossa del deserto dell’Arizona. Alla fine del percorso si giunge in una sorta di “promontorio”, basterà affacciarsi per rimanere senza fiato! Lo spettacolo è unico e assicurato, ci si sente piccole formichine inutili e impotenti davanti a tanta maestosità. Il fiume Colorado ha scavato la terra per centinaia e centinai di metri donandogli un’insolita forma a ferro di cavallo, straordinario.
Il tour per l’Antelope canyon parte regolarmente insieme ad un gruppo di altre 6 persone. Si parte con una jeep guidata da una giovane navajo, il tragitto diventa a tratti comico.. Siamo letteralmente avvolti dalla sabbia, percorriamo dune e avvallamenti da capogiro.. Rischiamo anche di rimanere affondati con la jeep!
Ci troviamo davanti al canyon che da fuori non sembra assolutamente nulla di interessante ma il bello stava per arrivare.. Avevo scelto di proposito il tour di mezzogiorno in quanto questo è il momento migliore della giornata per vedere gli effetti creati dalla luce del sole all’interno del canyon, che presenta delle fessure nella sua parte superiore e dalle quali appunto penetra la luce creando giochi e colori impressionanti. Per terra è pieno di sabbia e terriccio, le pareti del canyon sono lisce e levigate. Dentro si crea un ambiente surreale, sembra di essere davvero su un altro pianeta. Le giovani guide navajo tirano in aria manciate di sabbia e terra per rendere ancora più spettacolare la vista dei fasci di luce, strepitoso.
Scattiamo migliaia di foto ed arriviamo, sfiniti dal caldo, alla fine del canyon dopo circa un’ora.
Prima del tramonto decidiamo di fare un giro al lago Powell, all’entrata di Page, ci sono delle piccole spiaggette e l’immensa diga, capolavoro umano.

BRYCE CANYON, IN UNA PAROLA: MERAVIGLIOSO
3 ore e mezzo di auto ed eccoci nel nuovo parco, check in rapido in hotel e via verso i primi view point. Eccomi davanti all’ennesimo regalo fattoci da madre natura! Il Bryce Canyon è un’enorme anfiteatro composto da pinnacoli rossi, bianchi e marroni che si innalzano per centinaia di metri in mezzo alla vegetazione. Suggestivo è il contrasto dal rosso dei pinnacoli ed il verde degli alberi. Si possono percorrere tutti i view point con la propria auto. L’ultima tappa è il sunset point, il più bello, il più spettacolare. Le distanze tra i vari punti panoramici, a differenza del Grand canyon, sono molto lunghe, in effetti bisogna far sosta su ognuno di essi, vedere il canyon da tutte le varie angolazioni per rendersi conto della sua grandezza.
Cena al ristorante del ruby’s inn (la migliore di tutto il viaggio). Azzeccata, anche in questo caso, la scelta dell’hotel. Il ruby’s è alle porte del parco, in stile motel ma con camere molto grandi e moderne, si arriva al primo view point in 2 minuti.

LAS VEGAS, IN UNA PAROLA.. NON SI Può SPIEGARE LAS VEGAS IN UNA PAROLA!
Lasciamo il Bryce canyon di buon’ora, ci aspettano 5 ore di viaggio per raggiungere Las Vegas, dove arriviamo poi nel primo pomeriggio. La temperatura fuori dagli hotel è pazzesca, si arrivano a toccare i 43 gradi, un’afa incredibile. Impieghiamo un po’ prima di trovare il self parking del Caesar’s Palace e dopo un breve check in ci ritroviamo in una suite al 26esimo piano! Camera moderna, lettone king enorme e.. Mega jacuzzi in cui ci entrano tranquillamente 4 persone! Anche questo è Las Vegas!
Partiamo per l’esploazione dell’hotel e del casinò, dentro ci saranno 18 gradi, fuori 43, c’è uno sbalzo termico pazzesco. L’immensità di questo hotel è impressionante, come del resto molti sulla strip, ad iniziare dal Bellagio, il Venetian, il Mirage..
Las Vegas è finta, che più finta non si può.. Eppure mi ha già catturata!
Prima tappa serale è il lago del Bellagio per assistere allo spettacolo delle fontane, davvero suggestivo.. Vengono mandate in filodiffusione svariate canzoni d’atmosfera (Con te partirò di Bocelli, New York New York.. Etc) e le fontane iniziano a “danzare” a tempo di musica, davvero bello, infatti ogni volta che passeremo davanti al bellagio ci fermeremo a guardare! Gli spettacoli iniziano ogni quato d’ora e durano dai 5 ai 7 minuti.
Procediamo lungo la strip attraversando tutti i mega hotel illuminati e avvolti da centinaia di colori, passiamo il Cosmopolitan, il Planet Hollywood, il Paris, il New York New York (dove ci sono anche le montagne russe), l’Excalibur.. ed il caldo continua ad essere troppo forte (si sfiorano i 40° anche di notte)..
La mattinata seguente sarà dedicata allo shopping. Ci sono 2 grandi outlet a Las Vegas, partiamo per quello in direzione nord. I prezzi sono davvero ottimi (il conto lo farò solo al ritorno in italia!)
Passiamo il resto del pomeriggio nella piscina del Caesar’s e poi via in esplorazione degli hotel rimasti.
Mi perdo letteralmente all’interno del Venetian, maestoso, particolare, la riproduzione di Venezia con tanto di canali e gondolieri. Veramente molto molto bello.
Prima di cena arriviamo allo Stratosphere, per goderci Las Vegas dall’alto.. il costo per la salita sulla torre è di 16 dollari a testa e una volta in cima tutto appare così surreale.. Le luci di questa città in mezzo al deserto iniziano ad accendersi, impagabile la vista, si vede la strip dall’inizio alla fine, si vede il downtown.. E poi.. Il nulla.. Il deserto in lontananza. Fa un certo effetto ammirare Las Vegas da lassù..
Il check out al Caesar’s è velocissimo, lo si fa dal proprio televisore e si lasciano le chiavi sulla scrivania, niente file, niente perdite di tempo, perfetto.

SANTA MONICA E VENICE BEACH IN UNA PAROLA: AMERICANE!
Il tragitto fino a Santa Monica è lungo, ci sono almeno 5 ore di viaggio, interminabili.. Strada sempre dritta, deserta, passiamo davanti la Death Valley ma non ci fermiamo, tiriamo dritti verso la meta, a destinazione ci aspettano 2 amici d’infanzia in “trasferta” a Los Angeles per lavoro.
Arriviamo al Sea Shore motel intorno alle 16.00, check in e iniziamo l’esplorazione delle mitiche spiagge viste e riviste nei telefilm Baywatch.
Nonostante sia la fine di luglio fa abbastanza freschino, in spiaggia soprattutto tira molto vento. Camminando per circa 15 minuti si arriva al molo, con giostrine, bar e qualche localino. Ci fermiamo proprio li sotto per ammirare tutti i ragazzi che si allenano agli anelli, c’è chi fa palestra, chi corre, chi fa surf.. Tipico pomeriggio americano da telefilm!
In macchina poi fino alla terza strada, zona a traffico pedonale piena di negozi e ristoranti. Ci sono tanti artisti di strada che intrattengono il pubblico tra balli e canzoni, divertente.. Tanto che ci fermiamo pure per la cena in uno dei tanti pub ristoranti presenti.
Il giorno seguente lo dedichiamo ad una passeggiata a Venice beach, strada pedonale sulla spiaggia piena di bancarelle e negozietti che vendono di tutto. La temperatura non è proprio il massimo, splende il sole ma tira un vento non molto caldo. E’ carino il posto, le spiagge immense e praticamente quasi deserte, ci sono le torrette, i campi da beach volley e l’oeano.
Scatto le ultime foto e mi rendo conto che è quasi l’ora di pranzo.. Alle 13.30 ci sarà il check in dell’air Thaiti Nui per poi imbarcarmi, nemmeno a raccontarlo che.. Non sto nella pelle!!

LOS ANGELES, IN UNA PAROLA: VIVA
Atterriamo a Los Angeles alle 8.30 del mattino, sono ancora elettrizzata per l’esperienza appena vissuta, isole e paesaggi unici, so però che il viaggio ancora non è finito, mi aspettano gli ultimi 2 giorni di nuovo in terra americana, a Los Angeles, per riabituarmi, pian piano, alla vita mondana e “civilizzata”!
Auto a noleggio alla Alamo e in 20 minuti circa siamo all’Hollywood Celebrity hotel, in pieno centro, posizione favolosa, con parcheggio e colazione inclusi. L’hotel permette di raggiungere facilmente e a piedi, in 2 minuti, qualsiasi attrazione della zona, la walk of fame, il kodak teathre, il teatro cinese.. Insomma c’è solo da impazzire! Una marea di gente passeggia a tutte le ore nella Hollywood boulevard, artisti di strada intrattengono i turisti ed i negozi rimangono praticamente aperti tutto il giorno. Devo dire che Hollywood è stato un bel ritorno alla civiltà! Prossima tappa: guidare in direzione Pasadena, la mia amica si trova ancora a Los Angeles, approfitto del pomeriggio libero per andarla a trovare a casa. Pasadena è una zona periferica di Los Angeles, ci si arriva in mezz’ora da Hollywood. È un zona molto carina, viva e ordinata. Facciamo un giro nella piazza centrale piena di bancarelle (è sabato e c’è una sorta di mercatino).
Il giorno seguente acquistiamo i biglietti per gli Universal Studios direttamente in hotel, in tutto 140 dollari. Il prezzo non è proprio economico ma a fine giornata ripenserete a quanto ne è valsa la pena..
Ci troviamo all’entrata del parco alle 9.30, ci consegnano un piccolo opuscolo con la descrizione di tutte le attrazioni e gli orari. Decidiamo di andare subito al trenino che fa il giro dei set cinematografici, di solito c’è molta fila e infatti.. Non si contano le persone già di prima mattina! Ci mettiamo in coda nel reparto riservato alla guida in lingua spagnola, non so come e non so perché.. Ma arrivano 2 pulmini che caricano tutti i turisti e con meno di 10 minuti di attesa partiamo per il tour dei set, che si rivelerà molto carino e interessante. Si passa tra i set di molti film e telefilm famosi, viene spiegato il “mistero” di alcuni effetti cinematografici, ed infine si passa attraverso una grotta dove viene proiettato un filmato 4D di king kong. Scesi d pulmino continuiamo il nostro tour delle attrazioni, passando per quella dei Simpson, della Mummia, Shrek, la casa di Dracula, lo spettacolo di Waterworld con attori veri (spettacolo nel vero senso della parola), quello degli animali. E’ incredibile come li dentro passino le ore senza nemmeno accorgersene. Ci ritroviamo alle 22 alle porte del parco, percorriamo la strada che porta al parcheggio.. E la festa continua! Eh già, perchè la via è piena di negozi e ristoranti (ovviamente aperti fino a tarda notte), un fiume di gente continua, veniamo attirati dall’atmosfera e ci rituffiamo in mezzo al casino e alle luci! Arriviamo in camera esausti, mezzanotte passata, abbiamo passato quasi 15 ore in giro, senza mai fermarci (e senza nemmeno accorgercene!). Questa giornata ci ha regalato davvero tanto divertimento, consiglio a tutti una gita agli studios, si esce fuori dal mondo reale!
Questa era l’ultima giornata di viaggio, il giorno seguente abbiamo il volo che dopo quasi un mese ci riporterà a casa. Abbandoniamo Hollywood in tarda mattinata, facciamo un giro a Beverly hills prima del volo.
Arriviamo nel quartiere tanto sognato sin da piccoli, da quando si diffuse il noto telefilm che fece innamorare tutte le ragazzine di quella vita fuori dal comune. Si passa davanti il caratteristico cartello che porta l’insegna “Beverly hills”, davanti le ville della “non gente comune” e un pochino sogno quella vita quasi surreale, si respira un clima di tranquillità, di serenità. Facciamo un giro anche per la Rodeo Drive, la via dei negozi.. Ma le lancette scandiscono gli ultimi minuti di vita americana.. Eh già, è passato quasi un mese, siamo arrivati alla fine del viaggio, il VIAGGIO per eccellenza, che mi ha regalato emozioni e batticuori, che MAI dimenticherò. L’estrema felicità e spensieratezza nell’attraversare quelle strade assolate e deserte, che di arido hanno sola la terra.. Perché hanno riempito il mio cuore di tanta meraviglia. Si torna a casa, con una nuova esperienza e con tante cose da raccontare, che mi riuscirà difficile, perché le tante emozioni regalate dal WEST non si possono raccontare..

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