Los Angeles, California

Racconto di viaggio Stati Uniti

Dopo un viaggio di 15 ore (Roma – Los Angeles, con scalo di 2 ore ad Amsterdam) all’aeroporto ci accoglie un cagnolino che ci annusa insistentemente; comprendiamo subito che il simpatico cucciolo è il “mezzo” con il quale le autorità setacciano eventuali sostanze illecite ai passeggeri; noi però non abbiamo vizi di quel genere e passiamo indenni il controllo “canino”.

Quello che però non passiamo è un nerboruto vigilante che ci fa aprire tutto (ma proprio tutto, marsupio e porta sapone compresi) il nostro bagaglio (immaginate la mia faccia nel vedere tutti i miei vestiti, pazientemente piegati la sera prima della partenza, rivoltati in ogni parte come fossero stracci).

Finalmente usciamo dall’aeroporto internazionale di L.A. ed un piccolo “shuttle” (un efficiente servizio navetta) ci porta in quello che sarà la nostra base per 45 gg, il Northridge College.

Per arrivare lì ci facciamo un bel tratto delle famose e trafficate highways americane a 5 corsie, passando anche vicino la sede della California Highway Patrol (vi dice niente il nome?, ma si…..è la sede della polizia stradale californiana, quella del telefilm “CHiPS”); insomma….siamo in pieno mito americano.

Il tempo è favoloso, non c’è traccia di nuvole all’orizzonte, fa caldo, ma è un caldo asciutto e sopportabilissimo; Filippo, un ragazzo italiano che conosceremo al college, dove studia da oltre un anno, ci dirà poi che, durante la sua permanenza, la pioggia avrà fatto la sua apparizione solo un paio di volte.

Arriviamo al college un poco stanchini, ma lì sono ancora le 14.00; il tempo di sistemarci, ambientarci, renderci conto di dove siamo (chi legge sappia che, esattamente 4 giorni prima, ero chiuso in una caserma a fare la guardia e dopo 2 giorni mi ero congedato; dalle cupe caserme della Cecchignola alla splendida California, immaginate voi la differenza….) e poi…… a nanna…..l’avventura comincia.

LOS ANGELES

Il giorno dopo iniziamo ad organizzare le nostre giornate ed i nostri viaggi; capiamo subito (anche grazie a Joseph, un ragazzo del posto che si rivelerà fondamentale con i suoi consigli) che una macchina è fondamentale.

L.A. è una città immensa, mal servita dai mezzi (in particolare nei fine settimana) con un servizio di metropolitana del tutto insufficiente a coprire tutta l’area cittadina; noleggiare una macchina è la cosa primaria da fare per muoversi liberamente ed affrontare i viaggi che vogliamo fare. Di agenzie noleggio ce ne sono a iosa (Avis, Alamo, Enterprise, tanto per citare le più famose), basta avere 25 anni ed una carta di credito……ed abituarsi alle macchine con il cambio automatico.

Ed ora via……..alla scoperta delle bellezze della città.

 LE SPIAGGE DI LOS ANGELES

Chi non ha mai visto il telefilm “Baywatch”? Bene, basta andare a Venice Beach dove potrete vedere la base operativa, più volte immortalata sullo schermo, dei bagnini più famosi del mondo: ma attenzione! Di Pamela Anderson neanche l’ombra; più semplice trovare gentili (ed in qualche raro caso, carine) bagnine oltre che qualche loro collega sbruffone palestrato, troppo convinto del suo ruolo. Non è uno scherzo! I veri bagnini si sono dimostrati, non solo con noi, molto esaltati, se non montati, ai limiti della fanaticheria (soprattutto con le nostre ragazze del gruppo, Ludovica e Manuela); molto più alla mano le loro colleghe femmine, magari non sexy come appaiono in tv, ma sicuramente più simpatiche e disponibili alle chiacchiere e a qualche foto ricordo.

Guardaspiagge a parte, Venice Beach è, come si suol dire, una vera e propria gabbia di matti; ci sono molteplici tipi di negozi che vendono chincaglierie, magliette e quant’altro si possa immaginare; ma soprattutto ci sono maghi, giocolieri, saltimbanchi, sportivi di tutti i tipi (da erculei soggetti che fanno body building all’area aperta a gente più “normale” che fa una specie di mini-tennis in appositi campi, fino a più semplici giocatori di basket e beach volley).

Insomma, è un vero e proprio circo all’area aperta dove la normalità è l’eccezione (dove altro posto si può andare con un boa sulle spalle a chiedere $ 3 per una foto con il simpatico “rettile”?).

Quando camminate, inoltre, fate attenzione a pattini e skate (siete voi che dovete stare attenti, non loro); cercate inoltre di non girare con soldi in evidenza (sembra banale, ma vi assicuro che è sempre bene ricordarlo).

Ma, voi vi chiederete, e il mare? Beh, le spiagge sono immense e bellissime, ma il mare, a dire il vero, non sembra troppo pulito (occorre spostarsi più a sud per avere acque cristalline); inoltre, in alcuni tratti, la balneazione è vietata poiché la zona è riservata ai surfers (e non sgarrate, i bagnini vigilano ed è comunque pericoloso “incocciare” contro le tavole).

Squali? A dire il vero, neanche l’ombra.

Se Venice Beach è la parte più anticonvenzionale della costa californiana, molto più conformista è Santa Monica, dove negozi e ristoranti sono di un certo livello (e di un certo costo), anche se non mancano zone più “alla mano”; molto interessante, al proposito è il pontile che domina la spiaggia, con un vero e proprio luna park (ruota panoramica compresa), negozi e sale giochi molto “attraenti“ (specie per i più giovani).

La sera però lo scenario cambia radicalmente, la gente si disperde, cominciano a circolare facce poco raccomandabili e non è prudente avventurarsi da soli sulle spiagge o sul pontile (e comunque all’imbrunire la temperatura cala bruscamente, fa assai freschetto, perciò, il mio consiglio è: premunitevi).

Malibù è il vero paradiso del surfer; lì quasi tutte le zone sono riservate ai patiti delle onde ed è molto difficile trovare un tratto per fare un bagno normale (cosa oltretutto assai difficile a causa dell’acqua gelata); nella zona c’è sempre una bella brezza che favorisce il formarsi delle onde (se non si è nuotatori provetti, meglio evitare) e, comunque, il posto vale sempre la pena di essere visto, soprattutto per le magnifiche ville che dominano il promontorio.

Per i maschietti, inoltre, Malibù è consigliabile poiché è l’unico posto dove si possono vedere autentiche bellezze (altro che Pamela Anderson) del luogo, prendere il sole sdraiate sulla spiaggia. Se a Venice e a Santa Monica predomina il turismo, Malibù è il luogo preferito dalle fanciulle locali (questo ce lo ha detto Joseph), splendide da vedere, ma che, ad ogni modo, a noi non ci hanno filato per niente (sigh!!….mi sa che lì se non sai fare surf non ti vedono proprio).

Le donzelle, comunque, sono avvantaggiate; negli altri posti hanno bagnini strafichi (anche se antipatici); a Malibù ci sono surfisti molto “bbboni” (almeno a sentire Ludovica e Manuela) che, viceversa, ci marciano assai e rimorchiano come pazzi (non ditemi che adesso vi andate tutti a comprare la tavola per darvi al surf).

HOLLYWOOD

Non vi piace il cinema e la televisione? Allora Los Angeles non può interessarvi più di tanto. Viceversa, se avete quegli interessi (che nel mio personale caso rasenta la passione), allora….siete nel vostro regno; ma andiamo con ordine.

Il quartiere di Hollywood di per se, non è un gran che: la cosa più interessante è la “Walk of fame” il tratto della Hollywood Boulevard (strada, per il resto, bruttissima) dove i personaggi famosi hanno una stella a perenne memoria della loro fama (ci vogliono 25, 30.000$ solo per avanzare la candidatura ad ottenerne una….se qualcuno è interessato, ma non è detto che vi accettino, c’è un’apposita commissione che decide…….); vi sono anche personaggi di fantasia (come I Simpsons o Mickey Mouse) e può capitarvi che, vicino alla stella del vostro artista preferito, vi sia il suo sosia con il quale fare una foto per un paio di dollari (consiglio: fate i sosia di Elvis Presley….diventerete milionari).

Al centro della via c’è il Mann Chinese Theatre, il vecchio teatro cinese davanti il quale vi sono le impronte dei mani e piedi dei divi; qui la gente è sempre tanta (ma veramente tanta) e per fare qualche foto senza correre il rischio di inquadrare i piedi di qualcun altro occorre l’aiuto di più persone (noi eravamo in 8 e spesso ci mettevamo a giro per “chiudere” la lastra di cemento in tempo per fare la foto), il posto comunque è molto suggestivo e ci siamo ritornati più di qualche volta (consumandovi rullini a iosa).

A pochi metri c’è l’Hollywood Entertainment Museum, dove è possibile capire alcuni trucchi ed effetti speciali del cinema ed ammirare qualche cimelio tra cui la bombetta di Charlie Chaplin, alcuni vestiti di Marilyn Monroe, i set originali di “Cin Cin” (una serie televisiva poco famosa in Italia, ma che negli USA, dove è conosciuta con il nome di “Cheers”, è un vero cult), di “Star Trek”, il cappello ed alcune pistole usate da John Wayne ed altro ancora; dimenticavo: se avete 2.500$ da spendere è in vendita (almeno lo era quando sono andato a visitarlo) la tuta da pilota indossata da Will Smith in “Indipendence Day”; per chi fosse interessato………

Un grosso problema, per chi si reca in macchina, è il parcheggio; è praticamente impossibile parcheggiare per strada, a meno che non si abbia un permesso speciale (quello per i residenti) per sostare lungo i marciapiedi con i bordi bianchi e rossi (cioè tutti quelli della zona); allora non restano che i parcheggi a pagamento (costano tanto, circa 10-15$ ma valgono per tutto il giorno), a meno di non provare a fare i “furbi” e parcheggiare negli spazi riservati ai clienti di qualche fast-food; in quest’ultimo caso sappiate due cose: che dovete camminare (essendo abbastanza lontani dal “cuore” della strada) e che, se qualcuno si accorge della furbata, vi può far portare via la macchina (poi ve la vedete voi con l’autonoleggio)…insomma…..fate voi.

Per il resto il quartiere non è un gran che; anzi, di notte si svuota del tutto e diventa anche poco “raccomandabile”.

Meglio spostarsi in altri luoghi, più precisamente a sud, dove è possibile visitare gli Studios della Paramount (15$ per un giro di 2 ore con una guida che parlava un americano strettissimo e non si capiva quasi nulla); in compenso c’è la possibilità di visitare alcuni interni di telefilm (tra cui “Frasier”, “Happy Days” e “Melrose Place”), oltre che la panchina di “Forrest Gump” ed il cancello di “Da qui all’eternità”.

Non può poi assolutamente mancare una visita agli Universal Studios: qui è possibile fare un giro, a bordo di una specie di trenino, che comprende una capatina alla casa di Norman Bates (quella di “Psicho”), un attacco di uno squalo, una valanga d’acqua che vi sfiora, una passeggiata per gli esterni di “Ritorno al Futuro” (ricordate il palazzo con l’orologio in alto al centro?), un terremoto (con un vagone della metro che si ferma a un metro dalla vostra faccia), uno sballottamento da parte di King Kong (quale onore!) ed altro ancora.

E’ poi possibile assistere ad alcuni spettacoli ispirati a “Waterworld”, a “Terminator” ed al selvaggio west, con stunt man assolutamente fantastici (nello spettacolo di “Waterworld” occhio alle macchinette fotografiche ed alle cineprese, il rischio di prendere qualche secchiata d’acqua da parte di questi “mattacchioni” è più che concreto).

Ma il vero spasso sono le attrazioni, ispirate a film quali “La Mummia”, “Ritorno al Futuro” (dove, mentre fate la fila, è possibile ammirare la macchina originale del film), “E.T.” e “Jurassic Park”. In tutte sono necessari almeno 35-40 minuti di fila (tanto che solo queste vi tolgono tanto tempo e taaaaaaaaanta pazienza), ma ne vale la pena; quella di “Ritorno al futuro”, in particolare, è assolutamente FANTASTICA (una viaggio “virtuale” ma dall’effetto spaventosamente reale), mentre quella di “Jurassic Park” (fila più lunga di tutte, un’ora circa) è caratterizzata, dopo un viaggio in barca tra dinosauri vari (molto ben fatti), da un grande tuffo finale, con bagno (quasi) completo (anche qui occhio a ciò che si porta che si rovina con l’acqua, utilizzate sempre il poncho che vi danno prima di salire sulla barca, vi eviterà brutte sorprese).

Insomma solo gli Universal vi prendono una giornata piena che, però, vi rimarrà nel cuore per molto, molto tempo.

Se poi volete avventurarvi in tour fai da te vi consiglio innanzitutto di fare un piano di quello che volete vedere e fare; io, personalmente, ho preparato alcune mete già in Italia prima di partire (al proposito vi consiglio un sito molto interessante: www.seeing-stars.com dove ci sono le ubicazioni di tutti i luoghi cult del cinema e della televisione) ed ho sfruttato qualche consiglio di Joseph (sempre lui).

Ecco così che mi sono diretto al 565 di Cahuenga Boulevard, dove è possibile ammirare casa Cunningham; si, la casa più volte immortalata in “Happy Days” non è a Milwaukee (come nel telefilm) ma in questa anonima ma elegante zona alla periferia della città. A chi non è appassionato (come i miei compagni di avventura Marco ed Alessandro che mi hanno accompagnato nella visita) può sembrare una perdita di tempo, ma, per chi, come il sottoscritto, è cresciuto con le storie di Fonzie & C., beh!…….l’emozione è tanta.

Il sottoscritto (ed anche in questo caso ero solo io) è anche un appassionato di Stan Laurel e Oliver Hardy, più noti come Stanlio ed Ollio e così si è anche recato al 327 di Vendom Street, dove c’è la scala utilizzata in quello che è considerato uno dei capolavori comici della coppia, “La scala musicale”, in cui i due eroi tentano di portare, su per quella scala, un pianoforte (qualcuno se lo ricorda?); il luogo sembra un pochino abbandonato a se stesso, ma a fianco c’è una targa che ne ricorda l’importanza (almeno per i cinefili).

Già che c’ero sono andato anche al 4750 di Louise Avenue dove abitava un certo John Wayne; la strada è tutt’altro che in vista (ed infatti sapeste che fatica trovarla), in ossequio alla fama di riservatezza che da sempre ha accompagnato il mitico John.

In una traversa della mitica Sunset Boulevard (la strada che attraversa Los Angeles fino a Malibù, di gran lunga la più importante, famosa e celebrata degli Stati Uniti) e precisamente al 12305 di Helena Drive si può inoltre vedere la casa dove fu trovata morta Marilyn Monroe; anche qui la ricerca non è semplice, ma una volta trovata, la casa è perfettamente visibile; è proprio sulla strada, non vi sono sbarre o cancelli ed è abitata (si vedeva chiaramente qualcuno armeggiare con qualcosa che, a giudicare dal rumore, sembrava una pentola). Il tempo di una foto e di chiedersi chi poteva abitarci e via…….verso nuove avventure.

Al n° 802 di Bedford Drive è possibile ammirare la casa dove fu girato il film “Su e giù per Beverly Hills”.

E’ anche possibile raggiungere la famosa scritta di Hollywood che tante volte avrete visto in decine di film; se ci riuscite complimenti…..noi ci abbiamo provato ma, pur avendo tutte le indicazioni, senza successo.

Volete vedere dove abitano i divi? Niente di più facile: comprate una mappa con i relativi indirizzi (se ne trovano ovunque e di tutti i prezzi) e divertitevi a cercare quello che più vi piace.

Spostandosi verso Griffith Park è possibile cercare (e trovare), le case di miss Veronica Ciccone (indovinate chi è) e della coppia Brad Pitt-Jennifer Aniston; in piena Beverly Hills vi sono inoltre le “case” di gente del calibro di Arnold Schwarzenegger, Barbara Streisand, Tom Cruise, Gregory Peck….ed altri ancora.

Sappiate però che se pensate che le magioni dei divi siano visibili sbagliate di grosso; alti cancelli e folte siepi permettono al massimo una sbirciatina e non di più; se poi sperate di incontrare qualcuno di questi personaggi, beh….allora siete da ricovero; se si eccettua la mega-villa di Walt Disney (in ristrutturazione), la casa di Bob Dylan e la casa californiana di Elvis Presley, non si è visto neanche uno straccio di mattone.

Molto più accessibile è stata la visione di case magari meno appariscenti ma, per molti versi, storiche ed alquanto suggestive; ecco così che ci siamo diretti (cioè, io ho trascinato gli altri) verso le rispettive case di Stan Laurel ed Oliver Hardy (cosa inevitabile per un loro cultore come me); in un impeto di viva curiosità abbiamo poi visto la casa dove fu ucciso il gangster Bugsy Siegel (usata anche per alcuni film) e la casa di David Geffen (il padrone della DreamWorks) situata al 1801 di Angelo Drive; ai più non dirà nulla, ma sappiate che è considerata tra le “dimore” (non so come altro chiamarla) più costose del mondo (47,5 milioni di $….se qualcuno fosse interessato all’acquisto……).

Se si sale su per Cielo Drive si arriva poi verso una villa un pochino isolata, dall’aspetto un pochino sinistro; beh…..sappiate che di sinistro non ha solo l’aspetto. In quella villa una notte di quasi 30 anni fa gli adepti di una setta esoterica fecero irruzione durante una festa ed uccisero tutti gli occupanti, tra cui l’attrice Sharon Tate, moglie del regista Roman Polansky; non siamo riusciti a capire se la villa fosse abitata o meno (e la cosa non interessava proprio) ma è certo che il luogo stesso e ciò che vi avvenne fanno venire i brividi.

Tornando al mito del cinema, presente a L.A. più che in qualunque altro posto al mondo, non si può tralasciare una visita al Forrest Lawn Cemetery di Glendale; qui ci sono le tombe di alcuni grandi divi quali Stan Laurel, Humphrey Bogart, Telly Savalas, Buster Keaton, Clark Gable e molti altri. L’ingresso è libero e l’unica raccomandazione (puramente personale) che posso fare è quella di non trasformare questi luoghi in posti dove sbizzarrirsi in foto e riprese; per quanto vi dimorino vere e proprie “leggende” si tratta pur sempre di luoghi sacri da visitare in “punta di piedi”; io personalmente ho lasciato a casa tutte le macchinette fotografiche e così ho preteso anche dagli altri, essendo il mio unico desiderio quello di rendere solo un devoto omaggio a chi ha regalato, a me come a tante altre persone, autentiche emozioni.

Se poi siete peggio di me e non vi accontentate di questo (che è il più famoso, anche per la sua estetica), sappiate che attorno al perimetro urbano di L.A. ci sono circa una decina di cimiteri, tutti con più di una star (il sito di seing-stars succitato può darvi più di un aiuto in tal senso); consigliato a chi proprio non può farne a meno…

E comunque sappiate che, per i patiti di film e tv, di posti da vedere a L.A. ce ne sono talmente tanti che è impossibile visitarli tutti; dai set naturali (luoghi in cui sono state girate scene famose) ai musei, c’è da soddisfare tutti i gusti, tutte le passioni, tutte le curiosità.

DOWNTOWN L.A.

Ma L.A. non è solo Hollywood e spiagge, ma anche tante altre cose. Cercando di fare una breve sintesi ecco tutto quello che di interessante può offrirvi questa magica città: da non perdere è il Griffith Park, dove è possibile fare una passeggiata ed un pic-nic nei prati che ne riempiono gli spazi ed in cima al quale è situato l’osservatorio; quest’ultimo è il punto più alto della città e da lì si gode di una vista mozzafiato che permette una visione panoramica di L.A..

Se vedrete (e sicuramente la vedrete) una specie di nebbia che offusca la vostra visione, sappiate che non siete capitati in una giornata di brutto tempo, ma, più semplicemente, trattasi della coltre di smog che attanaglia la città e la trasforma in una delle metropoli più inquinate del mondo (anche se qualcuno mi dice che la situazione è migliorata…..figuriamoci prima cosa era).

Nonostante lo smog la visione è comunque spettacolare (specie di sera) e permette, altresì, una visione ravvicinata della scritta Hollywood ottimale per le foto; oltre all’osservatorio (ingresso libero, fila di almeno un’ora, se vi va bene) c’è poi un piccolo museo scientifico dove vengono illustrati alcuni fenomeni astronomici, terrestri (ad esempio, saltando su una pedana vedrete un sismografo oscillare) e dove è possibile ammirare alcuni resti di meteoriti.

Se non vedete l’ora di darvi allo shopping non avete che da scegliere; ci sono possibilità di scelta per tutti i gusti. Melrose Avenue è una lunga strada dove è possibile trovare decine di negozi di tutti i tipi, dall’abbigliamento casual al metallaro, dagli stivali da cowboy alle scarpe da ginnastica per arrivare all’oggettistica di tutti i tipi; c’è da girare assai ma si possono trovare cose molto carine a prezzi accessibili, insomma l’ideale per un regalo di gusto senza svenarsi.

Se poi il vostro intendimento è proprio quello di esagerare (sempre che ne abbiate la possibilità) l’indirizzo è uno solo: Rodeo Drive. Situata in piena Beverly Hills è una sorta di via Condotti e via Montenapoleone in cui tutte le maison più famose del mondo hanno un proprio punto vendita; da Valentino a Dior, da Dolce&Gabbana a Versace, per arrivare a gioiellerie del calibro di Van Cleef e Cartier, insomma c’è solo da guardare (e visti i prezzi solo quello si può fare).

La soluzione migliore comunque (sempre che di cognome non facciate De’ Paperoni), a mio modesto parere, può essere rappresentata dagli Outlet Shop, una sorta di centri commerciali in cui è possibile trovare di tutto a condizioni più che vantaggiose (assolutamente sconsigliati di sabato, giorno di massima affluenza); il più grande, oltre che più famoso, si trova a Barstow, in pieno deserto del Mojave, a circa 3 ore da L.A.; una bella passeggiata sicuramente, ma a parte il gusto di vedere qualcosa di veramente immenso e grandioso (le guide parlano del più grande centro commerciale della costa ovest degli USA; non so se sia vero o sia una esagerazione, ma sicuramente è qualcosa di neanche lontanamente immaginabile), c’è la possibilità di fare degli autentici affari (garantito). E comunque, se poi non vi va di imbarcarvi nel viaggio ce ne sono comunque di più piccoli sparsi per la città (anche se meno convenienti).

Insomma……. a voi la scelta!

D’obbligo, inoltre, è un giro per i quartieri “extra lusso” della città: Beverly Hills e Bel Air. Il consiglio che posso dare è quello di girarli senza darsi troppo pensiero su chi potrebbe abitare certe ville; come già detto quelle dei personaggi famosi sono pressochè inaccessibili; ma quelle delle persone più “normali” (anche se imbottite di denaro in quantità industriale), comunque, sono ben visibili (ed anche ben protette) e trattasi spesso di regge veramente fantastiche, autentici gioielli architettonici, piccoli capolavori dell’urbanistica che meritano più di una attenzione (purchè sia un’attenzione “discreta”; tutte le case di questi quartieri sono tutte dotate di sistemi elettronici pronti a far intervenire subitaneamente i molteplici vigilantes privati che si aggirano nella zona).

 

Una ottima occasione per passare un pomeriggio in allegria è senz’altro rappresentata da una visita all’Universal Walk; situata accanto ai famosi studios è un enorme centro commerciale pieno di negozi di ogni genere, locali ed una multisala. E’ possibile trovarvi alcune chicche come un negozio dedicato alle famose Harley Davidson, con tutto il necessario per ogni vero biker che si rispetti e un Hard-Rock Cafè riconoscibile per una chitarra alta una ventina di metri come insegna.

Ma, soprattutto, assolutamente da non perdere è il Champion Shop, il negozio dei campioni; qui è possibile trovare gadget sportivi di ogni tipo, foto, palloni e maglie autografate dei grandi campioni degli sport a stelle e strisce (ma non solo); per chi fosse interessato, chiusa in una bacheca di vetro era disponibile la maglietta dei Chicago Bulls firmata da Micheal Jordan al modico prezzo di 4.999$…..e pensare che adesso ha cambiato anche squadra……

Un poco deludente, a dire il vero, è stata la vita notturna di L.A., la città degli angeli, sotto questo aspetto, offre molto meno di quello che si creda; ci sono certamente locali di tutti i tipi da quelli iper-trasgressivi a quelli più conformisti, ma quasi tutti racchiusi nella zona che collega Hollywood a Beverly Hills ed inoltre, a parte rare eccezioni, tra le 1.00 e le 2.00 di notte chiudono tutti. Inoltre c’è da ricordare che dappertutto vige il divieto d’ingresso per i minori di anni 21; la regola è ferrea e non si sgarra (i locali, in caso di violazione del divieto, rischiano la chiusura temporanea e multe salatissime).

A dire il vero per i minori di 21 anni vigerebbe proprio il divieto di assumere alcolici, ma basta andare in qualche negozio della catena di “Seven/Eleven” (piccoli empori pieni di tutto sparsi per gli states) e, con un poco di furbizia, si può “sgarrare” senza problemi; è una delle tante contraddizioni di un paese dove vigono divieti così ferrei e poi si permette ai sedicenni di prendere la patente (e comunque noi, oltre che quasi tutti tra i venticinque ed i ventotto anni, eravamo tutti astemi, perciò il problema non ce lo ponevamo proprio).

E comunque, è bene sapere che alcune zone di Los Angeles, di notte, sono off-limits; in certi luoghi incontrare qualche gruppetto di giovani in cerca di guai non è cosa impossibile; una informazione preventiva al proposito può aiutare ad evitare situazioni spiacevoli.

Per vivere al meglio la città di notte posso suggerire il noleggio di una limousine; di agenzie che offrono questo servizio se ne trovano in quantità notevole, costano meno di quello che può sembrare all’apparenza e ci sono di varie dimensioni; da quelle più “piccole” (8-10 persone) fino a dei “treni” che arrivano a contenerne 28-30; dentro sono rifornite di tutto punto, da mangiare e da bere, il tutto compreso nel prezzo (una media di 8-10$ a persona all’ora). Noi l’abbiamo fatto e, a dir la verità, è uno sfizio che vale la pena togliersi (specie se vi fate scarrozzare nella zona dei locali).

I DIVERTIMENTI A LOS ANGELES

Los Angeles può senz’altro definirsi una vera e propria “città dei balocchi”; i più piccoli (e non solo loro) hanno di che soddisfare le loro legittime esigenze di divertimento grazie ad alcuni tra i parchi di divertimento più grandi del mondo.

Nella zona di Anaheim è situata la città dei divertimenti per antonomasia: Disneyland. Le alternative, tra giostre, case animate e non e via dicendo sono innumerevoli e vaste (così come molto spesso sono sfiancanti le file ai vari ingressi), ma la tentazione di un incontro ravvicinato con Topolino & C. è troppo allettante per resistere. Pur essendo stato qualche anno fa ad Eurodisney devo dire che questo parco qui, anche più del suo epigono europeo, è veramente particolare e merita una bella ed approfondita visita, pur essendo impossibile un tour completo nell’arco di una sola giornata.

Assolutamente consigliato non solo ai più piccoli, ma anche ai grandi che vogliono fare un sempre salutare salto nei ricordi della propria infanzia.

Non posso dire nulla in via diretta della Knott’s Berry Farm, un altro dei parchi di divertimenti del posto, non essendoci stato per motivi di tempo; indirettamente però, mi è stato detto che, in fondo, non si perde un gran che.

Ciò che non si può, non si deve assolutamente perdere è una visita alle “Magic Mountains”; in questo parco giochi potrete assaporare il brivido (e mai parola fu più appropriata) di quella che viene definita la montagna russa più grande del mondo: il Viper. Ma anche le altre attrazioni del parco meritano la vostra attenzione; si tratta di ottovolanti, giostre e montagne russe altamente spettacolari, alcune delle quali vi mettono (letteralmente) lo stomaco sottosopra; assolutamente sconsigliato dopo mangiato.

L’ARTE

Per finire questa panoramica su L.A. e sulle sue attrazioni non può mancare l’accenno su uno dei posti (forse l’unico) in cui anche i cultori dell’arte e della storia possono trovare soddisfazione; stò parlando del Getty Museum. Qui potrete trovare una tra le più ricche collezioni private del mondo, con reperti dell’antica Grecia, della Roma imperiale, nonché miniature ed incisioni antichissime, ma anche una ricca galleria di fotografie d’autore e di opere della pop-art in cui spicca una sezione dedicata ad Andy Wharol (comprendente anche il famosissimo quadro “Marilyn”, una visione in quattro diverse tonalità del volto della popolare attrice).

Da non perdere assolutamente è poi la collezione di opere di artisti quali Van Gogh, Monet, Rembrandt, Manet, Cezanne ed altri ancora; il solo nome di questi maestri può darvi una perfetta idea dei capolavori che vi attendono.

Consigliato a tutti, indistintamente (anche perché, particolare non trascurabile, l’ingresso è del tutto gratuito; pagate solo 5$ per l’eventuale prenotazione del posto auto).

Fate però attenzione; nelle vicinanze di Malibù c’è un Getty Center che potrebbe indurvi in errore; trattasi della splendida dimora del ricco magnate, anch’essa visitabile (anche se quando siamo andati noi era in ristrutturazione), ma che comunque, con il museo, non c’entra nulla.

Purtroppo, nel nostro giro della città degli angeli, ci siamo dovuti fermare qui; può sembrare tanto, ma vi assicuro che ci sarebbero tante cose ancora da vedere, come gli studios della Warner Bros, i quartieri di Pasadena, di Manhattan Beach e molto, molto altro; per non parlare di ciò che abbiamo visto e ci piacerebbe rivedere una seconda, terza volta. Ma il tempo è tiranno e, tutto sommato, altri splendidi luoghi hanno visto la nostra attenzione.

di Cristiano

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