San Diego e San Francisco

Racconto di viaggio Stati Uniti

SAN DIEGO

A circa 2 ore e mezza di auto da Los Angeles si trova la città di San Diego; all’apparenza è sembrata una città molto “giovanile”, con una quantità notevole di locali e una vita notturna ben più vivace della città degli angeli. Purtroppo il tempo dedicatogli (due giorni, neanche pieni) non ci ha permesso di apprezzarne appieno i molteplici aspetti.
Tra le attrazioni principali della città è da segnalare, senz’altro, il Seaworld è il parco acquatico più grande (e presumo più caro) del mondo.

Si tratta di una vastissima area piena di attrazioni, mostre, giochi, locali e quant’altro, tutte con un unico comun denominatore: il mare e le sue creature. Sarà così possibile fare un giro, con una specie di barca, su un lungo fiume pieno di cascate, trabocchetti, rapide, spruzzi e via dicendo (consiglio fraterno: evitate di portare con voi materiale che si rovina con l’acqua, dato che qui, a differenza che a L.A., neanche vi danno l’impermeabile di protezione), andare a fare una visita “virtuale” sulle fredde acque del circolo polare artico, assistere alle prodezze acrobatiche di orche ammaestrate (e se vi sedete sulle gradinate più vicine ai bordi della enorme piscina siete “fregati”; le orche vi regaleranno bagni a ripetizione); potrete inoltre vedere uno spettacolo con degli acrobati che si tuffano da posizioni incredibili (nonché da altezze notevoli) e fanno evoluzioni mozzafiato con le moto d’acqua, nonché vedere da vicino (ma mooooolto vicino) alcuni delfini, dei beluga, un orso bianco (qui ci sarebbe da fare anche una polemica sul perché costringere un animale del genere, per quanto possa essere ricreato artificialmente il clima adatto, a vivere in un ambiente caldo come la California del sud) e, per finire, degli squali, quest’ultimi grazie ad una passerella situata sul fondo della “piscina” (eufemismo per indicare una vasca immensa) che li ospita, che vi permetterà di vederli come non sarebbe possibile in nessun altro modo (a meno di non incontrarli da vicino in mare aperto….per chi volesse provare……).
Sul lato prettamente scientifico occorre segnalare inoltre un enorme acquario, dove vivono, in apposite vaschette separate, tutte (ma proprio tutte) le specie acquatiche esistenti (pesci, granchi e altro ancora).
Dicevo all’inizio del prezzo; effettivamente il luogo ha un certo interesse, ma far pagare l’ingresso 40$ mi è sembrato un “tantino” esagerato; però, dato che ci stavamo, sarebbe stato un peccato perdere un’attrazione del genere e così, abbiamo….elargito!

LA CITY

Come detto la città è alquanto vivace sotto il profilo ricreativo.
La via principale è un lungo rettileneo, colmo (anzi, stracolmo) di locali di tutti i tipi, da quelli in cui non si entra se non si è vestiti in un determinato modo a quelli più alla mano; tra tutti segnalo l’Hard Rock Cafè locale, un autentico museo della musica con una smisurata quantità di poster e dischi autografati da star di tutti i tipi, dai Rolling Stones ad Elvis (come poteva mancare), dagli U2 ai Led Zeppelin, cimeli e memorabilia vari. I miei compagni mi hanno detto che si tratta del primo Hard Rock aperto negli States; non so se sia vero, ma di certo il posto merita una lunga sosta (dato che da qualche parte si deve pur mangiare). Molto più kitch è il Planet Hollywood, altro locale dedicato ai cinefili di ogni tipo, ma che a me, francamente, ha lasciato indifferente.
Non può poi mancare una passeggiata a La Jolla, una spiaggia che stà a S. Diego, come Venice Beach stà a Los Angeles; tanta gente, tantissima confusione ma soprattutto tanti, tantissimi italiani (sembrava Rimini).

SAN FRANCISCO

Se San Diego ha visto una nostra comparsa poco più che fugace, certamente la vecchia Frisco è stata protagonista, da parte nostra, di attenzioni ben più approfondite. Lo dico subito: a mio parere è la più bella città di tutti gli USA (anche se non ho visto New York che mi dicono molto affascinante). Nulla a che fare con Los Angeles, piena di attrazioni, ma povera sotto il profilo estetico (a parte qualche eccezione). I caratteristici tram, le tipiche strade a saliscendi, le case sul modello vittoriano; questo ed altro fa di questa città un autentico gioiello.
La prima nota da fare riguarda i trasporti: efficienti, puntuali e coprono velocemente tutta l’area della city.
La seconda nota da fare è che la città non è vastissima e molti tratti è possibile farli a piedi; il mio è un vero consiglio, dato che solo così ne potrete apprezzare la bellezza, bellezza che vi farà dimenticare la stanchezza dei chilometri sulle gambe.
Ma andiamo con ordine.
Arrivati a San Francisco si pone subito il problema dell’alloggio: gli alberghi che abbiamo visto erano tutti di un certo costo e, per evitare di perdere un giorno intero a cercare quello più economico, ci siamo “accontentati” di uno dei numerosi ostelli che ci sono in città. Magari non avranno le comodità di un albergo normale, ma permettono di passare una notte a 20-25$ quando, negli altri posti, sotto i 150-160$ a persona (per citare quegli più abbordabili) non si scende. Evitate però quelli vicino all’autostrada; la zona è molto povera, buia di sera, ed è un autentico ricettacolo della malavita locale.

FISHERMAN’S WHARF

Per passare alle bellezze della città non si può non iniziare dal caratteristico quartiere di Fisherman’s Wharf, il cui nome è già un chiaro riferimento alla peculiarità del luogo: il pesce, in tutte le sue diverse variazioni. Situato all’estremità nord della città è il cuore della vecchia Frisco, dove potrete visitare una notevole quantità di negozi di ogni tipo, ma soprattutto, bar e ristoranti nei quali avrete la possibilità di assaporare una svariata quantità di pesce (freschissimo) nel modo che più preferite: fritto, alla brace ecc.
Il quartiere è sicuramente il più caratteristico di tutta la città e merita certamente una visita approfondita, anche perché è il luogo ideale per fare delle compere a prezzi accessibili, evitando i carissimi (ma veramente cari, i più alti di tutto il viaggio) negozi del centro città.
Senza contare la svariata quantità di moli che caratterizzano il luogo, ognuno con una propria caratteristica: il più importante è sicuramente il molo 39, in cui vi sono una svariata quantità di attrazioni, giostre e sale giochi, un vero e proprio mini luna-park sul mare; c’è poi quello in cui vi sono, da un lato uno splendido (ma veramente splendido) veliero dell’800 in perfette condizioni e dall’altro vi dimorano un sommergibile ed una nave da guerra (la Jeremiah O’Brien) alla fonda, entrambi operativi nella seconda guerra mondiale ed entrambi visitabili (al prezzo di 8$ l’uno); ai confini del quartiere c’è altresì un piccolo molo in cui soggiornano barche e yacht da nababbi, l’ideale per sognare ad occhi aperti.
Da segnalare, infine, sempre nel molo 39, le decine e decine di foche che lì dimorano, sotto gli occhi e gli obiettivi di grandi e bambini; non siamo riusciti a capire il perchè di quella curiosa presenza (soprattutto in una quantità così ingente), ma è certo che si tratta di uno dei molteplici richiami di un luogo veramente interessante, sotto tutti i punti di vista.

Sempre nelle vicinanze occorre segnalare il Museo del mare e della navigazione, un bellissimo museo dove è ricostruita perfettamente una moderna plancia di comando di una nave, dove sono conservati numerosi reperti di mare, compresi alcune parti di relitti, cimeli di imbarcazioni affondate, ma in cui è soprattutto da vedere la sezione dedicata ai modellini, alcuni dei quali autentici piccoli capolavori.
Se posso permettermi un consiglio, infine, nella visita del quartiere posso suggerire di portare un abbigliamento adatto, nel senso che Fisherman’s Wharf si affaccia direttamente sulla baia di Frisco e le raffiche di vento sono una costante del luogo; per chi si immaginasse un clima come quello di Los Angeles, state attenti! Il rischio di buscarvi qualche malanno è dietro l’angolo (il mio compagno di avventure Marco si è fatto 3 giorni con 38 e passa di febbre). Per lo stesso motivo scoraggio anche il bagno; a meno che non siate dei temerari sprezzanti del pericolo la temperatura dell’acqua è proibitiva e le correnti sono molto forti (ed infatti quei pochi che abbiamo visto nuotare erano tutti premuniti di muta).

GOLDEN GATE

Non so se il Golden Gate sia il ponte più bello del mondo, come qualcuno dice; certamente è il simbolo di San Francisco, praticamente visibile da ogni punto della città (tranne nei giorni di nebbia fitta, durante i quali si vedono a malapena gli enormi piloni di sostegno) e merita non una semplice visita, ma una lunga passeggiata, magari preceduta da una breve visita al piccolo museo a cielo aperto nelle sue immediate vicinanze, museo in cui è sita la statua del costruttore, un marmo che ne ricorda la storia, una copia del decreto con cui si dava il via alla costruzione del ponte ed un “campione” di ferro uguale ai migliaia di cui il ponte è composto.
Lungo un chilometro e mezzo circa ha sui lati due ampi marciapiedi che permettono di tutto: jogging, corse sulle bici (di cui è possibile il noleggio), sui pattini o semplici e salutari passeggiate a piedi. Di notevole impatto le foto che vi si possono fare, soprattutto perchè da diversi punti del ponte (mi si perdoni il gioco di parole) è possibile vedere una panoramica del centro di San Francisco, con i suoi grattacieli e, soprattutto, con i suoi saliscendi; insomma l’ideale per delle foto e delle riprese di grande impatto visivo.
Anche qui vale il discorso del vento, soprattutto quando si arriva al centro del ponte, dove il vento che tira, unito allo spostamento d’aria dei mezzi che passano, è veramente fastidioso (occhio ad eventuali cappelli, volano come se nulla fosse).
Piccoli fastidi a parte, il luogo è veramente incantevole ed il panorama mozzafiato.
Da non perdere ASSOLUTAMENTE.

DOWNTOWN

Come detto la città è splendida, ed ancor più bella appare visitandola a piedi. Il centro della città è caratterizzato (com’è tutte le grandi città degli Stati Uniti) da molti grattacieli, il più importante dei quali è certamente il Pyramid Centre, la cui forma piramidale lo rende perfettamente riconoscibile anche a lunga distanza. In alcuni di essi è anche possibile salire per godere di vedute stupende (chiedere sempre il permesso al personale all’entrata; per i turisti vi sono ascensori speciali). Assolutamente sconsigliato a chi soffre di vertigini.
Una visita è d’obbligo anche al Mall Business Centre nei cui primi piani è situato un enorme centro commerciale; come ho già detto, però, occhio ai prezzi (a Frisco non scherzano).

Per gli amanti delle tradizioni orientali, da vedere è il caratteristico quartiere di Chinatown, dove, naturalmente, il mondo sembra letteralmente cambiare e, alle moderne costruzioni americane, si sostituiscono tipiche architetture cinesi; anche qui le possibilità di acquisto sono molto vaste, con un occhio particolare, naturalmente, a tutto ciò che richiama le bellezze del misterioso e lontano oriente.

Per gli italiani che dovessero sentire nostalgia del proprio paese, che avessero voglia di scambiare quattro chiacchiere nella propria lingua madre o, più semplicemente, mangiare i cari, vecchi “italian spaghetti”, è d’obbligo una passeggiata lungo la Columbus Avenue, una sorta di Little Italy dove è possibile comprare giornali, vedere canali tv italiani, e via dicendo. Qui sembra di tornare momentaneamente a casa, ma attenzione però! La voglia di mangiare qualcosa di decente (perché gli States saranno pure fantastici, ma sotto il profilo culinario è meglio stendere un velo pietoso) potrebbe costarvi molto caro.
Alcuni dei miei compagni di avventura, invitati da un valente emigrante salernitano nel suo ristorante (chissà come, ma noi italiani, che siamo tali, sembra che ce lo abbiamo scritto addosso) con il miraggio di un pranzo finalmente decente, si sono ritrovati con un conto di circa 85$ (a testa), per un primo, un secondo a base di carne, con contorno di patate al forno e acqua; perciò…occhio al listino prezzi (che non tutti i ristoranti espongono), ma soprattutto, occhio alle fregature (perché tale è parsa, l’unica del viaggio, perdipiù data da un nostro connazionale).
Tornando alla città è poi possibile fare un giro approfondito, salendo su uno degli splendidi e caratteristici tram che ne percorrono le strade; se poi, come detto, avete la voglia (e la forza, poiché, alla lunga, vi assicuro che i continui saliscendi si fanno sentire) di camminare, allora è quello il modo migliore per apprezzarne appieno tutte le bellezze.

ALCATRAZ

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Alcatraz, la Roccia; credo che ben pochi non conoscano il carcere più famoso della storia, grazie anche ai numerosi film ambientati in questo luogo che senz’altro hanno contribuito ad aumentarne la fama.
L’isolotto che ospita il carcere è situato a neanche un miglio dalla città ed è facilmente raggiungibile grazie ad un apposito servizio traghetti (ne parte uno ogni mezz’ora); il problema è che a tale facilità si contrappone una difficoltà nel rimediarne i biglietti.
Le corse devono essere prenotate almeno qualche settimana prima, se non mesi (tanto per far capire il livello turistico del luogo) e, per chi, (come noi) ne fosse sprovvisto, l’unico modo per non perdere l’occasione per una visita del posto era (ed è) la corsa delle 12.15, l’unica riservata ai turisti del giorno stesso; rientrare tra quei magnifici 200 che il traghetto può contenere non è affatto semplice e siamo stati costretti ad una levataccia per essere alla biglietteria (situata al molo n. 41) alle 6.00 del mattino (apertura botteghini ore 8.30)…..e c’era già così tanta gente che per poco non rimanevamo fuori…..

Arrivati sull’isolotto, dopo aver ascoltato un breve discorso introduttivo sulla storia del luogo e dopo un giro dell’isola, siamo entrati nel carcere e, grazie ad una cuffia con una voce registrata (nella lingua desiderata) come guida, ne abbiamo fatto una visita approfondita: passo passo, abbiamo così visto alcune celle, entrando dentro alcune di queste (piccolissime; a pensare che lì dentro c’era gente che ci passava anni, per quanto chi vi entrasse non era certo uno stinco di santo, vengono i brividi), per poi passare alle cucine, il cortile in cui si poteva fare l’ora d’aria (un vento fortissimo), la biblioteca, le celle di personaggi “famosi” come Robert “Birdman” Stroud e Al Capone, le celle d’isolamento, la cella dove sono state uccise due guardie in un tentativo di rivolta ed altro ancora.
La visita è senz’altro suggestiva, il posto non può non essere visto e…….vale sicuramente l’alzataccia.
Tra l’altro abbiamo scoperto che, per molti versi, la fama di Alcatraz, è anche immeritata; le condizioni del posto erano di certo molto dure, il carcere era di massima sicurezza, ma il cibo, per esempio, era di prima qualità, ed inoltre ai detenuti era garantito un efficiente servizio di assistenza sanitaria (come dire…..a parte la cella 2×3 con bagno accanto al letto, una umidità paurosa, la luce fioca, un’ora di sole al giorno…in fondo non si stava poi così male).

di Cristiano
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