Viaggio in Florida

Racconto di viaggio Stati Uniti

Il nostro viaggio parte dall’aeroporto di Cagliari alla volta di Fiumicino, lì dopo un’attesa di circa un’ora ci imbarchiamo sull’aereo che ci porterà oltre l’Atlantico.
Il viaggio in aereo è molto lungo, circa 11 ore, ma scorre tranquillo. Arrivati nei pressi di Miami, dal finestrino si può avere una visione della città dall’alto che appare subito molto ordinata: strade tutte perpendicolari e quartieri residenziali caratterizzati da villette (molte con piscina) o comunque edifici non molto alti. C’è molto verde e si possono distinguere le varie aree che compongono la metropoli: DownTown, i quartieri ricchi, quelli commerciali e cosi via. L’aereo atterra in perfetto orario.
Nonostante siano le 2 P.M. e le strade abbiano minimo 5/6 corsie per senso di marcia il traffico impone una velocità ridotta, circa 50 KMh, questo mi permette di osservare con attenzione le auto in transito, sono per lo più pick-up, fuoristrada e auto sportive, più numerose berline di grosse dimensioni che negli USA sono usate quasi come utilitarie.

Arriviamo all’hotel, molto bello e grande. Dalla finestra si gode di un bel panorama sull’oceano. Il giorno successivo facciamo il tour di Miami, la guida ci spiega che la metropoli MIAMI è composta da numerose città indipendenti: Miami, Miami beach, Coconut Groove, Coral Gables ecc. Esse sono attraversate da molte freeways che permettono di spostarsi da una zona all’altra della città e sono spesso divise da semplici strade.
Percorriamo le vie più famose, come Rodeo Drive la quale è caratterizzata da caratteristici hotel in stile Art Decò affacciati sulla grande spiaggia, dove si possono notare le famose torrette stile “Baywatch” e numerosi gabbiani che svolazzano sull’oceano.
Sono le 10 del mattino quindi la zona è quasi deserta, si notano solo le numerose Ferrari parcheggiate ai bordi della strada accanto a numerose auto anni ’50 dai colori pastello. E ‘qui si può ammirare l’ex-villa di Versace. Proseguendo siamo passati in Bank Street, strada dove sono riunite più di 100 banche di tutto il mondo, caratterizzata da alti grattacieli a specchio. Proseguiamo attraversando un ponte che divide Miami Beach da Miami dal quale si possono vedere numerose isolette private sulle quali sorgono le ville dei vips più famosi, e poi siamo andati verso Down Town (il centro città) con numerosi grattacieli e fitti intrecci di autostrade.
Siamo poi passati a visitare Coconut Grove e Coral Gables, quartieri molto ricchi, con belle ville che quasi non si vedono tra la vegetazione, poi la zona commerciale e la famosissima zona cubana (little havana): qui si può’ bere un discreto caffè, cubano ovviamente.
La visita si è conclusa verso le 13 e abbiamo pranzato in un ristorante italiano a Miami Beach.
Il giorno successivo ci siano diretti verso il sud della Florida per visitare il parco nazionale delle Everglades: riserva naturale per alligatori e caratterizzata da un ambiente paludoso.
Dopo un’escursione sugli Air-boat, le imbarcazioni con una grande ventola nella parte posteriore abbiamo percorso la panoramica strada OverSeas Highway che collega la penisola con le Key West, offrendo scenari spettacolari dell’Atlantico, della baia della Florida, del Golfo del Messico e di una miriade di isolette collegate tra loro da lunghissimi ponti che tutti insieme formano la famosa strada.
Nel pomeriggio dopo aver attraversato il Seven Mile Bridge arriviamo all’isola Key West, e alloggiamo in un ottimo hotel. Quest’isola è caratterizzata da un ambiente semitropicale quasi caraibico con numerosissime palme e case di legno.
Facciamo un giro: l’atmosfera è tranquilla, lungo le strade ci sono molti negozi di souvenir, case in stile XIX secolo e molti locali dove si suona musica dal vivo a tutte le ore. La strada principale è Duval st. nella quale si svolge la vita notturna, qui si possono trovare famosi locali un tempo frequentati da persone famose come Ernest Hemingway che abitava sull’isola.
Il giorno successivo risaliamo lo stato e ci spostiamo verso la costa sul Golfo del Messico, qui alloggiamo in un hotel bellissimo nell’isola Marco Island. L’isola è meta di un turismo “ricco”, è molto moderna ed è piena di ville e alberghi lussuosi.
La spiaggia che circonda interamente l’isola è bellissima, bianca e molto grande, con i caratteristici ombrelloni fatti di foglie di palma. Fa molto caldo e i temporali si alternano alle ore di sole. L’acqua è calda e limpidissima, si può fare il bagno con i pellicani che svolazzano qua e la e alla mattina ci sono anche dei delfini che si avvicinano alla costa. Il tramonto è qualcosa di indescrivibile….
Dopo questi due giorni di completo relax, cambiamo ancora costa e ci dirigiamo verso la città dei divertimenti per eccellenza, ORLANDO.
L’avvicinarsi della città lo si può notare dal numero delle corsie della highway che stiamo percorrendo che in pochi chilometri salgono da tre a sei, sette, addirittura di più in alcuni punti, per ogni senso di marcia.
Il traffico diventa improvvisamente molto intenso e la guida ci informa che quegli svincoli sono le uscite di Disney World, sono proprio tante!!
Il panorama è costellato da numerosi grandi hotel, cartelloni pubblicitari che annunciano i parchi, e numerose particolarità che solo qui si possono vedere come i tralicci dell’alta tensione a forma di topolino e i segnali stradali con le grandi orecchie. Avvicinandoci al nostro albergo passiamo vicini a Sea world, agli Universal Studios dove vediamo i famosi i rollercoaster di Island of Adventure e ad alcuni parchi acquatici fra i quali Wet’n’Wild. Arriva la sera e nel cielo si vedono numerosi fasci laser colorati………………tutti pensano a quello che si vedrà il giorno dopo.
La cena era prevista all’hard rock café in zona Universal Studios, il piu’ grande del mondo!
Ci svegliamo alle 7 e facciamo colazione molto in fretta e poi con il pullman ci dirigiamo verso WDW, il traffico è già intensissimo e fa molto caldo. Al parco si accede attraverso un grande portale, la strada è a tre corsie per senso di marcia e da ora in poi tutto è tematizzato in stile disney, ci sono numerosi cartelli che indicano le direzioni e gli svincoli per arrivare a tutti i parchi: Epcot, Animal kindom, i parchi acquatici ecc. Noi ci dirigiamo verso Magic Kingdom, che è l’ultimo. In giro non si vede altro che navette disney stracolme di persone; finalmente arriviamo a un parcheggio che definire enorme e dire poco, ed e riservato solo ai pullman!! Entriamo usufruendo della monorotaia che collega i parcheggi con i vari ingressi ai parchi. Il parco è bellissimo, sopratutto dal punto di vista tematico, inutile dire che tutto molto organizzato, non c’è una cosa fuori posto. Il flusso di gente si dirige velocemente verso il grande castello. Ci dirigiamo ad Adventureland, dove ci attraggono Jungle cruise, i pirati, poi la Haunted Mansion in Frontierland, It’s a small world, peter pan, Lion king show a Fantasiland.
Le attrazioni sono molto belle ma adatte pi ai bambini, io preferisco quelle adrenaliniche, e di queste nemmeno l’ombra. La cosa che mi è piaciuta di più e stata la parata notturna “street electrical parade” e lo spettacolo pirotecnico che annuncia la chiusura del parco.
Il secondo giorno abbiamo visitato gli Universal Studio. E’ stato tutto molto bello, le attrazioni sono molto coinvolgenti e movimentate. Le migliori sono sicuramente il filmato di ritorno al futuro e twister dove viene ricreata una scena del film, con tanto di tornado, lampo, vento e pioggia! Alla sera abbiamo visitato Disney Plaesure Island dove ci sono il Planet holliwood e numerose discoteche.
Il terzo giorno come visita facoltativa abbiamo visitato il parco Sea World, prettamante acquatico dove si svolgono numerosi e divertenti spettacoli con delfini, orche e otarie. Come attrazioni vere e proprie ci sono un cinema dinamico dove si simula un elicottero che precipita in antartide, Atlalntis, simile a Niagara ma tutto tematizzato a tempio e con un tratto su rotaia prima del tuffo.
Dopo i tre giorni ad Orlando il tour prevedeva la visita del Kennedy Space centre, che è per lo più un grande museo dove sono raccontate le missioni spaziali, si possono vedere le rampe per lo shuttle non più in uso ,i primi pezzi della nuova stazione orbitante alfa, uno shuttle vero e proprio, un pezzo di suolo lunare e rivivere il count down prima del decollo.
Dopo la visita si è fatto ritorno a Miami per quello che risulterà essere l’ultimo giorno di un tour indimenticabile.
Il rientro in Italia è stato abbastanza traumatico ma il ricordo dei giorni trascorsi in Florida ci da un po’ di sollievo…

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