Polinesia Francese Amore vero

Racconto di viaggio in Polinesia Francese

Capita spesso di sentire parlare tanto bene di un posto che s’inizia ad immaginarselo secondo il nostro ideale di Paradiso terreste, per poi rimanerne sicuramente delusi. Io ho temuto che questo potesse succedermi con il viaggio che ho progettato da sempre e che ad agosto ho potuto realizzare: la Polinesia. Effettivamente non è stata come nei miei sogni, perche’ ha superato ogni piu’ rosea immaginazione, forse ho visto veramente il Paradiso terreste. La Polinesia è un luogo che per quanto una persona sia brava a fotografare o a descrivere, per capire quello che si prova vivendo la’ bisogna solo andarci.
Io provero’ di seguito a trasmettervi alcune delle mie emozioni descrivendovi il viaggio, ma credetemi quello che provo dentro di me ripensando a quei luoghi non potro’ mai farvelo capire, la Polinesia è come un amore di quelli veri che vivono per sempre solo nel cuore di chi l’ha vissuto.
Siamo partiti, io, mio marito ed una copia d’amici, mercoledi’ 05 agosto 2000, convinti di arrivare come degli straccetti distrutti dal fuso orario e dalle ore di volo, all’aereporto di Papete, ma vuoi l’entusiasmo, vuoi la melatonina che ci ha aiutato a dormire, il viaggio d’andata è stato migliore di quel che pensavamo.
L’accoglienza è stata a dir poco calorosa, tra le chitarre che suonavano, le polinesiane che danzavano e i fiori profumatissimi che ci appesero al collo il nostro entusiasmo sali’ alle stelle, tanto che durante tutto il volo interno Papete- Bora Bora, abbiamo sempre parlato e riparlato dell’ospitalita appena ricevuta. Il nostro bruscio si è spento immediatamente quando siamo scesi dall’aereo e c’e’ apparsa Bora Bora con tutto il suo fascino e il suo splendore.
L’emozione è stata talmente forte da farci dimenticare qualsiasi cosa, eravamo talmente presi nell’ammirare le sfumature di tutti gli azzurri del mare e dei verdi dell’isola che le parole avrebbero rovinato quell’incantesimo.

Bora Bora

Non si puo’ andare in Polinesia senza vedere Bora Bora sarebbe come venire in Italia senza vedere Venezia, oltre al fatto che pur essendo la piu’ turistica e comunque un’isola sempre molto tranquilla.
L’albergo in cui abbiamo soggionato per quattro gioni nonostante fosse il piu’ “economico” era comunque molto bello e pulito, con una bellissima vista sul mare. L’unico neo che ha Bora Bora sono i prezzi, li’ tutto e’ molto caro.
Durante questi giorni abbiamo fatto una bellissima escursione in barca, che comprendeva il giro dell’isola, con pic nic in un motu deserto. Questa escursione ci ha permesso di ammirare una laguna formidabile, ma le emozioni piu’intense sono state il bagno con le razze, le quali si avvicinavano e si strusciavano addosso a tutti i bagnanti e si lasciavano persino baciare, io che amo il mare e la subacquea in tanti anni d’immersioni non ho mai provato un’emozione simile, neppure quando ho visto lo squalo balena. Lasciarsi accarezzare da una razza, con la sua pelle vellutata e stata un’esperienza indimenticabile.L’altra emozione forte l’abbiamo vissuta quando il capitano ha fermato la barca e con la sua enfasi, classica della parlata francese, ci ha comunicato di guardarci bene intorno perche’ ci trovavamo nel mezzo del cratere: pensare di essere al centro di quello che un tempo era un vulcano e che ora è pieno d’acqua dalla limpidezza e dai colori indescrivibile, e pensare che ora si poteva stare in un luogo ove un tempo c’era solo tantissima lava, ci ha ricordato quanto sia potente la natura e quanto sia piccolo l’uomo, per un attimo abbiamo perso la cognizione del tempo.

Fakarava

Lasciataci alle spalle la mitica Bora Bora, partimmo alla volta di Fakarava, per iniziare una crociera per subacquei alle isole Tuamotu, a bordo di un catamarano di 30 metri. Il catamarano era molto bello anche se le cabine erano dei veri e propri sgabuzzini, d’altraparte la vita su una barca è in coperta e non sottocoperta. Le Tuamotu, a differenza delle isole di sottovento, non sono di formazione vulcanica, ma sono degli atolli molto simili a quelli Maldiviani, ma anche queste isole pur assomigliandosi tutte, ognuna ha un fascino diverso dall’altra: alcune completamente deserte nelle quali abitano solo tanti paguru e centinaia di conchiglie dalle forme piu’belle e impensate, altre piene d’alberi da cocco, ed altre ancora abitate da gente semplice, ma molto ospitale.

Rangiroa

Rangiroa che è la piu’ grande, ed anche la piu’ turistica ha la particolarita’ d’essere molto lunga ed avere un versante che guarda la laguna e quaindi il mare calmo, poi basta attraversare la strada per trovarsi sull’altro versante dove si puo’ vedere l’oceano aperto con le sue onde a volte alquanto agitate. Il luogo piu’bello e mozzafiato di tutta Rangiroa, è senza dubbio la Laguna Blu: recarsi in quel posto è come entrare in un poster.
Le immersioni sono senza dubbio tra le piu’ importanti che un sub possa fare: non solo perche’ s’incontrano sempre una miriade di squali, mante, razze, tartarughe, napoleone, ma anche perche’ la corrente è molto forte, e non sono adatte (parlo di questa crociera) per sub appena brevettati. Purtroppo non ho visto dei gran colori o del pesce piccolo e colorato, anche se ho avuto l’impressione che ci fossero dei punti d’immersione piu’colorati, ma ci hanno portato sempre nelle pass in modo da colpirci con i grandi incontri. Si sa dove c’e’ corrente (7/8 nodi) non c’e’ colore.
Terminata la nostra crociera, a bordo eravamo in 14 Italiani su 18 passeggeri e siamo diventati tutti grandi amici, con i cuori affranti per aver salutato i nostri nuovi compagni di viaggio, e convinti che ormai non avremmo potuto vedere nulla che ci colpisse ancora dopo le meraviglie visitate, ci siamo recati a Moorea; ed ecco un nuovo colpo di scena: l’isola degli anas piu’buoni al mondo si offre a noi con la sue montagne e con il suo verde che contrasta con il blu dell’oceano, tanta bellezza ci tolse il fiato.

Moorea

A Moorea abbiamo affittato una villa chiamata Fare’ Corallina in un motu privato gestito da un signore italiano, Marco Ciucci, il quale si rende sin da subito molto disponibile ed al tempo stesso molto discreto.
Volete sapere com’e’ era la villa? Dire meravigliosa e a dire poco, immensa, arredata con gusto, pulita, accogliente, curata sin nei minimi particolari sia dentro che fuori, per non parlare poi del posto in se, con una vista mare meravigliosa, il reef adiacente molto bello e colorato, con le razze a due passi che se si lasciavano accarezzare e venivano talmente vicino alla riva che sembrava quasi che volessero seguirci anche fuori dal mare, lasciare un posto cosi’bello e’ stato veramente difficile, tra le altre cose a conti fatti soggiornare in villa e di li’ muoversi per le varie escursioni (che le organizzava il Sig.Ciucci a prezzi molto interessanti rispetto ai vari hotel o al fai da te) è stato molto piu’ conveniente rispetto ad un pacchetto organizzato dall’Italia.
Dopo aver tentato di spostare il volo per poter rimanere ancora in quelli oasi di pace siamo dovuti ritornare. Che dire siamo rientrati in Italia tutti interi? Certo che no, un pezzo del nostro cuore è ancora in Polinesia.

Elena Marzola

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