Polinesia, paradiso tropicale

Racconto di viaggio in Polinesia

La Polinesia è il sogno tropicale per eccellenza di ogni comune mortale, noi, dopo mesi e mesi di “studio”, siamo riusciti a realizzarlo insieme ad un altro pezzo di sogno che meditavamo già da tempo, la west coast USA. Ne è risultato un connubio perfetto, i voli per la Polinesia poi fanno necessariamente scalo tecnico a Los Angeles, è bene approfittarne!

SCELTA DELLE ISOLE:
Ho organizzato il viaggio con largo anticipo, scegliendo isola per isola autonomamente, in base ai migliaia di post letti sui forum ed in base alle splendide foto trovate in rete. La scelta è ricaduta sull’inevitabile e magnifica Bora Bora, sulla straordinaria e selvaggia Rangiroa, sulla meravigliosa e insolita Fakarava.
La scelta è stata indubbiamente dura, sono rimasta indecisa fino alla fine sull’opzione “Taha’a” e “Tikehau”, addirittura dopo aver effettuato tutte le prenotazioni ho provato ad inserire a tutti i costi anche Maupiti, peccato non aver trovato le giuste coincidenze voli (per Maupiti ci sono pochissimi voli settimanali).

DURATA DEL VIAGGIO:
Essendo una meta piuttosto lontana da raggiungere (24 ore di volo circa) ed essendo composta da decine di isole tutte diverse tra loro e tutte da esplorare credo sia doveroso dedicare alla Polinesia non meno di 2-3 settimane.
Importante è , secondo me, dosare in modo intelligente e con criterio i giorni di permanenza su ogni isola. Il viaggio è stato così suddiviso: 1 notte a Tahiti (è quasi obbligata in quanto quasi tutti i voli arrivano in serata), 4 notti a Rangiroa, 4 notti a Fakarava, 5 notti a Bora Bora. Penso sia poco consigliabile fermarsi per meno di 4 notti, in quanto, se trovate 1 o 2 giorni di nuvole o pioggia consecutiva (come per altro è successo a noi) vedrete ben poco delle isole e delle loro splendide lagune.

METEO:
Il meteo purtroppo, in qualsiasi parte del mondo, resta sempre un’incognita. Orientativamente si dice che il periodo migliore per visitare la Polinesia sia la nostra estate (e di conseguenza il loro inverno), in quanto stagione secca . Si parla di stagione secca perché non si trova l’afa e l’umidità tipica del periodo delle piogge, di contro, però, il vento è una costante e la temperatura dell’acqua del mare non è proprio da tipico brodino caraibico, nei giorni di nuvole e pioggia (perché ne vien giù parecchia anche in stagione secca) scordatevi di fare il bagno.

VOLI E HOTEL/PENSIONI:
Ho acquistato il volo air tahiti nui a novembre, aggiudicandomi un buon prezzo, 1.700 euro a persona inclusi 2 scali USA, sia in andata che in ritorno.
I voli interni vengono effettuati dall’unica compagnia air tahiti, ho acquistato il pass valido per tutti i voli tra le isole della società e le isole tuamotu, costo 550 euro a persona. Sul sito potrete simulare le varie tratte, in modo da trovare quella più adatta, in termini di orari, al vostro programma.
Gli hotel, come le isole, erano già stati studiati e decisi da tempo. A Rangiroa ho optato per la pensione Bounty, economica ed in ottima posizione, di fianco l’hotel di lusso Kia Ora, con il quale condivide la spiaggia, l’unica dell’isola. Le camere non sono molto caratteristiche, ciò nonostante il mio giudizio è più che positivo, soprattutto per la disponibilità e gentilezza del proprietario, che vi aiuterà per qualsiasi richiesta. Le cene poi erano davvero ottime.
A Fakarava ho scelto il White Sand, a nord dell’isola, con bungalow sulla spiaggia. Ne avevo lette di tutti i colori su questo posto prima di partire, eppure mi sono fidata del mio istinto (e delle magnifiche foto), non potevo fare scelta migliore! La spiaggia di fronte l’hotel è una meraviglia, il mare è pieno di pesci già a riva, i bungalow in legno e ampi, il cibo (alla carte) ottimo.
Arriviamo poi a Bora Bora, ultima tappa del vaggio, ci siamo concessi un meraviglioso overwater a le Meridien. Il prezzo non è proprio accessibile, ma il resort è in splendida posizione, su un motu, a est dell’isola principale, dal quale si gode di una bellissima visuale sul monte.

TAHITI

Atterriamo di sera a Tahiti, dopo il primo saluto con i locali e dopo aver preso possesso della nostra prima collana di fiori di benvenuto ci dirigiamo subito nel nostro hotel le Meridien, distante circa un quarto d’ora dall’aeroporto e dal mercato. L’hotel è molto moderno e ben allestito. Iniziamo a sentire nell’aria “l’odore di Polinesia”, ovvero l’odore emanato dai fiori di tiarè, presenti ovunque in queste isole, vi inebrieranno il corpo e l’anima al primo passo in terra polinesiana.
Ci alziamo all’alba (ci sono 12 ore di fuso) e andiamo in esplorazione dell’hotel e della spiaggia (che un po’ ci delude, l’acqua è molto scura). Con la navetta dell’hotel ci dirigiamo poi al famoso mercato. E’ su 2 piani, pieno di banchi che vendono di tutto, dal pesce alla frutta, alle perle, ai saponi, etc.. Per girarlo tutto tranquillamente ci impieghiamo circa 2 ore, dopodichè.. Di corsa all’aeroporto, si vola verso il primo paradiso polinesiano, Rangiroa!

RANGIROA

Dopo circa un’ora di volo dalla capitale intravediamo dall’alto un grande anello di sabbia circondato dal reef e da mille tipi di azzurro. Passiamo sopra la laguna blu (la si riconosce dall’alto, sembra un piccolo paradiso) e viriamo in direzione aeroporto. Troviamo ad attenderci Alain, il proprietario della pensione. La spiaggia del Bounty è di un azzurro accecante, già a riva ci sono banchi di coralli.
Il motu abitato di Rangiroa non ha tantissime spiagge se non quella della nostra pensione, per assaporare le meraviglie di questo atollo è necessario uscire in barca e attraversare tutta la laguna interna. Le escursioni più belle sono quelle delle sabbie rosa, della laguna blu, dell’isola dei coralli, del nuoto in corrente entrante nella pass.
La prima escursione prescelta è stata la laguna blu, nel motu opposto a quello della pensione.

Pass di Tiputa

Dopo una decina di minuti dalla partenza si attraversa la pass di Tiputa, per fare lo snorkling con la corrente entrante. La barca porta tutti fuori dalla pass (il piccolo passaggio che rompe il reef e separa l’atollo dall’oceano) e la corrente entrante all’interno della laguna vi guiderà senza bisogno di grandi qualità da nuotatore professionista. Nelle pass dei vari atolli ci sono una miriade di pesci di mille colori, dai più piccoli, alle tartarughe, agli squali pinna nera.
Si riparte poi in direzione laguna blu. Per arrivare a destinazione si impiega circa un’ora ma, tutto ad un tratto, dal blu profondo della laguna aperta (è già, perché la laguna di Rangiroa è talmente vasta che sembra un oceano nell’oceano) passiamo al celeste pallido del primo motu che delimita la laguna blu. Scendiamo dalla barca e raggiungiamo a piedi il motu, oltrepassiamo le prime strisce di sabbia e si apre davanti a noi uno spettacolo unico al mondo. Un’infinità di sfumature che vanno dal celeste, all’azzurro, al blu, al verde delle palme che dominano gli svariati motu che racchiudono la laguna blu. In acqua siamo circondati da innumerevoli baby squali. Poco dopo raggiungiamo con una piccola barca a motori il motu di fronte. Andiamo in esplorazione del motu facendo il giro in senso orario e dopo circa un quarto d’ora di cammino si apre davanti a noi un altro pezzo di paradiso, la zona delle sabbie rosa. L’acqua è alta solo pochi centimentri per centinaia di metri, grazie alla bassa marea si formano delle lingue di sabbia, che in questo punto ha una strana colorazione rosata, magnifico.
Verso le 16.00 si riparte e si lascia quel paradiso per un’altra avventura ricca di emozioni. La barca si ferma in mare aperto in una zona piena di squali (quelli grandi) e veniamo tutti invitati a scendere. All’inizio si ha un po’ di titubanza, dopo pochi minuti ci si prende confidenza.. La sensazione di nuotare in mezzo a degli squali è fuori dal comune, paura mista a curiosità, adrenalina pura.
La seconda escursione è quella dell’isola dei coralli.
Dopo un’ora di barca si arriva in una zona lagunare ricca di pesci per fare snorkling, è pieno di banchi di corallo, con conchiglie, invertebrati e pesci di ogni colore.
Si prosegue verso la vera attrazione della giornata, la fine del reef che fuoriesce dalla laguna e forma una serie di “scogli” dalle forme strane e piscine naturali. È necessario l’utilizzo delle scarpe da reef per attraversare gli scogli, è divertente arrampicarsi per poi tuffarsi nelle piscine.
Si viene poi portati su un motu per mangiare e fare il bagno.
Ci sdraiamo sotto la vegetazione e, osservando lo spettacolo circostante, sembra di trovarci dentro un quadro..
Il rientro è duro, assenza totale di sole, vento forte e freddo, onde alte. Invece del solito tragitto per il rientro al porto ci rendiamo conto che la barca va in direzione opposta, si sta dirigendo proprio verso la pass, peccato che la corrente sia uscente.. E che le onde siano alte almeno 3 metri.. Sembra di essere nel film “la tempesta perfetta”! istintivamente però, poco dopo, ci alziamo di scatto lasciando da parte la fifa che ci accompagnava.. C’era qualcosa o qualcuno di più importante da notare, eravamo circondati da delfini che saltavano e giocavano con le onde. Ecco svelato l’arcano.. I delfini arrivano alla pass per giocare quando la corrente esce.. Per questo la stramba virata in direzione pass. Che emozione, sembrano enormi, siamo tutti estasiati davanti a tanta natura..
Ultima tappa dell’escursione, l’acquario di Rangiroa, sempre vicino alla pass c’è una zona calma piena di pesci, mai visti tanti tutti insieme, si notano persino da sopra la barca.
L’ultimo giorno a Rangiroa avrei voluto dedicarlo alle sabbie rosa, 2 ore di barca per arrivare alla fine dell’atollo. Il tempo però non era dei migliori, ne approfittiamo per prendere le biciclette della pensione e per fare il giro del motu abitato di Rangiroa. Percorriamo circa 9 km in andata e altrettanti al ritorno.
Per il pomeriggio il proprietario della pensione ci consiglia di tornare alla pass di Tiputa per vedere i delfini saltare, questa volta dalla strada. È un po’ lontano ma riusciamo ugualmente ad inquadrarli e a divertirci con loro.

FAKARAVA

Lasciamo il cielo grigio di Rangiroa e dopo 40 minuti, d’improvviso si apre sotto di noi un altro scenario da capogiro, il lungo e largo anello di Fakarava, per altro illuminato dal sole.
Arriviamo in hotel intorno alle 14.00 e quasi non ci sembra vero, la spiaggia antistante i bungalow è qualcosa di eccezionale, lunga almeno 700-800 Mt., il colore del mare è di un celeste accecante, banchi di coralli pieni zeppi di pesci di ogni forma e colore che si riconoscono già dalla riva, il lungo e scenografico pontile che taglia a metà la spiaggia. mi guardo intorno e capisco di aver fatto la scelta giusta optando questo posto, al diavole tutte le maldicenze dei soliti italiani in vacanza pretenziosi..
Fakarava, a differenza di Rangiroa, ha molte spiagge disseminate lungo il motu abitato, in primis quella dell’hotel White sand, è la migliore senza ombra di dubbio.

Anche qui però è possibile partecipare a delle escursioni organizzate direttamente dall’hotel, la laguna verde, la pass nord, le sabbie rosa.
Per il giorno seguente al nostro arrivo è prevista la laguna verde.
Si raggiunge con la lancia la prima tappa dell’escursione, una spiaggia tra la pass e la laguna verde chiamata Tehatea, lunga kilometri e formata esclusivamente da lingue di sabbia. Quando si scende dalla barca non si riesce a credere di essere in un posto del genere, acqua bassa 30-40 cm. colori stupefacenti, temperatura del mare eccezionalmente calda. Il posto che fa per me! Do il via alle inumerevoli foto, al rientro a casa mi accorgerò però che nessuna potrà rappresentare, anche in piccola parte, quella meraviglia che i miei occhi hanno potuto ammirare..
Prossimo stop: laguna verde. Si tratta di una laguna blu di Rangiroa in formato mini, molto meno estesa, ma con gli stessi strabilianti colori. Ci dedichiamo ad un po’ si snorkling all’interno della laguna e poi a svariati bagni in cerca di squali. Dopo poco si riparte in direzione pass nord, l’acqua di Fakarava è incredibilmente “calda” rispetto a Rangiroa per cui senza il minimo ripensamento ci si butta in mare aperto appena la barca si ferma. Mai avevo assistito in vita mia a uno scenario sottomarino simile, neppure alle Maldive, neppure nel mar rosso.. I punti più profondi sono di circa 8-10 Mt. ma la trasparenza è tale che si vede perfettamente qualsiasi pesciolino, anche nei punti più lontani. Sotto di noi si apriva un giardino di corallo dalle mille sfumature, compatto, colorato, vivo.. sono rimasta davvero entusiasta e sorpresa da questa escursione, porto dei ricordi indelebili di quella giornata.
Certi di poter fare il bis appena arriviamo in hotel prenotiamo l’escursione per il giorno seguente, pass sud e sabbie rosa, in tutto 4 ore di viaggio, sono abbastanza lontane.
Purtroppo il giorno seguente l’escursione viene annullata, cielo coperto a rischio pioggia, vento incessante, nessuno dei barcaioli si fidava di intraprendere 4 ore di viaggio in mezzo alle onde.
Quando il tempo non è buono si può comunque sfruttare la giornata a Fakarava per far visita alle tante fabbriche di perle disseminate nel motu. I proprietari di solito sono molto disponibili nello spiegare l’iter della creazione della perla e nel portare i turisti in “tour” all’interno della propria fabbrica.
Anche qui, come a Rangiroa, è possibile affittare delle bici per fare il giro del motu. Il tragitto per arrivare in paese è di circa 10 km a tratta.
Nonostante il brutto tempo ho apprezzato Fakarava all’inverosimile, la pass mi ha dato emozioni vere, nuotare in mezzo a tutti quei coralli e quei pesci, scoprire un altro mondo sotto di noi, tuffarsi nello splendido celeste del mare del White sand e della spiaggia delle lingue di sabbia,.. Ovviamente consiglio Fakarava come tappa quasi obbligatoria in un viaggio da queste parti, selvaggia, deserta, ancora poco sfruttata turisticamente.

BORA BORA

Arriviamo in hotel che è già buio ma la nostra nuova “casa” è da urlo, letto enorme, bagno enorme, balcone con scaletta x scendere in acqua enorme e.. ciliegina sulla torta.. Pavimento in vetro..
Non c’è che dire, le Meridien è in posizione invidiabile, il panorama che si gode dalla spiaggia e dal balconcino del nostro bungalow è da cartolina..
In più questo hotel ha il valore aggiunto di possedere una laguna dietro la spiaggia con acqua trasparentissima, pesci di ogni dimensione e decine e decine di tartarughe giganti. Nell’hotel infatti c’è il centro di ripopolazione di questi animali, con biologhi pronti a seguirne la nascita, la crescita e la liberazione in oceano.
È fantastico poter vedere dal vivo le tartarughe giganti e addirittura nuotarci di fianco.
Le alternative offerte alla spiaggia dell’hotel sono escursioni organizzate acchiappa turisti per vedere gli squali e le razze o noleggio di barchetta per poter girare in autonomia la spettacolare laguna di Bora. Non indugiamo più di 2 minuti per scegliere la seconda delle opzioni. 4 ore a nostra disposizione, carburante e mappe incluse a 120 euro totali a barca, per quella che sarà la terza delle più spettacolari giornate del viaggio.

Si Inizia la navigazione verso sinistra (con la corrente a favore), i colori della laguna si alternano tra il celeste dei bassi fondali al blu di quelli più profondi. Dopo circa 20 minuti la laguna diventa per un lungo e largo tatto di un celeste che sembra quasi innaturale, dipinto.. Guardando la mappa ci rendiamo conto di essere approdati sul motu piti aau, mi giro intorno e vedo solo quel celeste che cattura l’anima.. Bè.. Se esiste un paradiso.. Sono convinta sia così! Ogni angolatura regala visioni da immortalare ma nessuna foto gli renderà giustizia..
Tappa seguente: punta Matira: ci si rende conto di essere arrivati a destinazione proprio dal colore della laguna, lo stesso azzurro che mi aveva colpito sul motu piti aau. Punta matira è l’unica spiaggia dell’isola principale (gli altri sono tutti motu che la circondano). Ci fermiamo e facciamo il bagno li, ci sono sfumature di colori difficili da descrivere..
Poco dopo ripartiamo in direzione pass, dove ci sono diversi motu segnalati per lo snorkling e per i pic nic.. Tutto il resto della laguna intorno alla pass è di un blu scuro che non invita proprio alla navigazione. Continuando si passa davanti al resort pearl bech, non c’è che dire, da fuori sembra bellissimo, il tratto di laguna è azzurrissimo, la visuale non è la stessa de le meridien e il mare sembra un po’ “increspato”, forse perché più vicino alla pass.
Ultima tappa della giornata, il lagoonarium (che poi è di fianco al nostro hotel). Il lagoonarium altro non è che un acquario naturale, circondato da una rete, all’interno di esso troverete squali, mante, pesci farfalla e tanti altri similari. Una buona concentrazione di fauna marina.
Bora Bora si presta molto bene al classico relax da isola tropicale. Tolta l’escursione organizzata ed il noleggio barca non rimane altro che spassarsela nelle acque cristalline della spiaggia del resort, della laguna, fare snorkling, o semplicemente restarsene in assoluta privacy sul proprio overwater e nella propria “spiaggia privata”.
Quando arriva il momento della partenza vi aspetterà ancora un’ultima, grande emozione: il decollo ed il sorvolo dell’isola, a detta di tutti uno spettacolo che da solo, vale il viaggio fino a Bora. All’arrivo purtroppo, causa orario, è di solito già buio.
Appena il piccolo aereo spicca il volo si ha l’ennesimo colpo al cuore, avevano ragione quei “tutti” di cui parlavo prima.. La visione di Bora Bora dall’alto è qualcosa di indescrivibile, non vorresti mai allontanarti da quell’immagine, la sua laguna celeste e inimitabile, la sua montagna alta e verde che la sovrasta, i suoi motu bianchi e verdi sparsi quasi a disegnare il suo perimetro.. Insomma madre natura ha dato del suo meglio anche in questo angolo di mondo!

Un viaggio in Polinesia è piuttosto impegnativo, sotto il punto di vista economico in primo luogo, anche scegliendo di dormire solamente in pensioni non ve la caverete con meno di 5.000 euro a persona.. tante ore di viaggio che all’andata volano via.. Ma al ritorno sembrano non passare più.. Tante ore di fuso (12), al rientro in Italia preparatevi ad almeno 3-4 giorni di orari altalenanti.. Tanti voli da prendere (in base alle isole che sceglierete ma, tra scali e coincidenze, almeno 10 li avrete).. Tutto verrà ovviamente ripagato dagli spettacoli naturali che vedrete.. Difficili da ripetere..
Al rientro molte persone mi hanno chiesto se ne è valsa davvero la pena, tutti quei soldi, tutte quelle ore di viaggio.. Bè.. Asserirne il contrario sarebbe dire una blasfemia! Più passavano i giorni e più subivo l’astinenza da quei posti, dai ritmi impartiti dalla natura e dai loro abitanti, dalla tranquillità che regnava sovrana senza orologi, dai colori che rappresentano il sogno tropicale per eccellenza (quello di cui parlavo all’inizio del racconto).
Ora posso dirlo, NE è VALSA DAVVERO LA PENA!

di Annalisa

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