Patagonia express

Racconto di viaggio in Patagonia

Il 28 gennaio 2006 Torino è sotto la più grande nevicata che io ricordi… per fortuna però all’ultimo momento è arrivata una pioggia insistente e l’aereo per Madrid parte.
A Buenos Aires ci aspettano più di 30 gradi e Andrea di argentinaconnoi.com al quale avevamo chiesto di prenderci i biglietti per i voli interni. Da qui sembrava infatti impossibile trovarli a prezzi abbordabili e le informazioni erano sempre frammentarie (non abbiamo però provato a sentire direttamente l’ufficio dell’Aerolineas Argentina a Milano, cosa che consiglio a chi volesse partire…).
E anche da Buenos Aires ci siamo dovuti accontentare di 3 tratte invece delle 4 necessarie: BA/Ushuhaia, Ushuhaia/El Calafate e Trelew/BA. Con un buco di 1500 km corrispondenti a 18 ore di bus semicama nella steppa patagonica da El Calafate a Trelew… Consiglio a tutti di informarsi per i voli interni con un po’ di anticipo, perché in alta stagione è difficile trovare posti liberi e spesso non tutti i giorni ci sono collegamenti, dato il monopolio di Aerolineas Argentinas sulle tratte.
Un temporale notturno rinfresca la temperatura e Buenos Aires al mattino appare splendente con i suoi giardini, i viali larghi e le case in stile francese del centro. Visitiamo il caffé Tortoni, sede dell’accademia del tango dove ci sediamo accanto alla statua di Carlos Gardel, un’istituzione in città, in un atmosfera da primo novecento…
Plaza de Mayo è vuota, resta solo qualche poliziotto di fronte alla casa Rosada, mentre i caffé di calle Florida e Corrientes sono a tutte le ore pieni di portenos e qualche turista.
Ci sorprende piacevolemnte Puerto Madero, il nuovissimo e appena restaurato porto turistico della città con il bellissimo Puente de la Muher al centro e i locali forse un po’ troppo alla moda negli ex magazzini portuali.
Finalmente il volo per Ushuhaia… con atterraggio all’aeroporto Malvinas Argentinas (!) sul canale di Beagle. Dormiamo all’hotel Tolkejen, bellissimo per la sua spettacolare vista panoramica e posizione praticamente sul canale a qualche chilometro dalla cittadina.
Ci accorgiamo subito che il tempo varia con una velocità incredibile e per fortuna dopo un giro in città e la visita all’interessante museo della fin del mundo la giornata ci consente di fare un bellissimo trekking nel parco nazionale della Tierra del Fuego tra mare e leghi accompagnato da una luce veramente bellissima.

Consigliamo la cena al Volver… locale molto carino sul lungomare di Ushuhaia.
Il giorno seguente seguiamo il consiglio della guida e con la macchina in affitto ci spingiamo fino a capo San Pablo, attraversando montagne, laghi e estancias con pecore e guanachi a farci compagnia. Il paesaggio mozzafiato del capo vale sicuramente i 150 km di viaggio.
Ultimo giorno e gita in barca a vela… con un mare miracolosamnete piatto. Il modo migliore per avvicinarsi ai cormorani, e alle due specie di lobo marino che prendono pigramente il sole sulle scogliere.
Al pomeriggio, volo per El calafate e atterraggio nella steppa patagonica con vista bellissima sul turchese del lago argentino.
Troviamo un albergo all’ufficio del turismo aperto fino a tardi presso la stazione dei bus e subito prenotiamo la gita al Perito Moreno con trekking su terra per il giorno seguente.
Il ghiacciaio è spettacolare, così come il rumore degli enormi pezzi che si staccano sotto gli occhi attenti dei turisti.
Il girono seguente visitiamo l’Estancia Nibepo Aike a 150 km da El Calafate, su un ramo laterale del lago Argentino. Molto bello il luogo, il paesaggio e interesante la dimostrazione di tosatura della pecora e naturalmente… fantastico il cordero preparato dai gauchos alla griglia (il tutto non troppo turistico per fortuna).
Ultimo giorno dedicato alla navigazione sul lago argentino e alla vista dei 3 ghiacciai che ci mancavano: Spegazzini (quello con il fronte più alto, 125 m.), Uppsala (il più grande, 4 volte BA) e Onelli quello forse più carino grazie alla baia antistante con gli iceberg… e al breve trekking nel bosco.
E poi… 18 ore di bus semicama (più comodo dei nostri ma sempre un bus), prima per Rio Gallego e poi per Trelew… e da qui trasferimento a Puerto Madryn. Tappa all’ufficio turistico per trovare l’albergo e pomeriggio di riposo.
Il giorno seguente partiamo per la visita guidata al parco della Peninsula Valdes e ai suoi animali (Foche, leoni e elefanti marini, pinguini, ecc.)… molto carini nonostante il vento a volte fastidioso. Ultima sosta a Puerto Pyramides, stazione balneare più riparata con spiaggia piacevole per passeggiare e fare il bagno (per i più coraggiosi).
Per l’ultima giornata in Patagonia affittiamo la macchina… ci aspettano 200 km di sterrato circa per raggiungere Punta Tombo e la sua colonia di un milione (!?) di pinguini di Magellano. Per allungare un po’ il viaggio facciamo una puntatina a Punta Ninfa dove ci attendono un vento micidiale e un faro. Sotto lo strapiombo di circa 100 mt. vediamo qualche elefante marino, ma il vento rende impossibile tentare la discesa, così ci accontentiamo di dare qualche sguardo prima di trovare riparo sulla macchina. Tappa a Rawson per il caffé e arrivo ormai a pomeriggio inoltrato alla riserva di Punta Tombo. Camminiamo in mezzo ai pinguini che non sembrano per nulla impaurito dai turisti e ci guardano un po’ curiosi, un po’ annoiati… qualche foto e di corsa all’aeroporto di Trelew per il volo serale per Buenos Aires.
Ancora due giorni in cui riusciamo a vedere uno spettacolo di tango (a 80 $ argentini), senza prenotarlo prima (da Taconeando, la vereda di Beba a San Telmo), nonostante tutti cercassero di convincerci a farlo… e lo splendido mercatino antiquario di San Telmo.
Conclude il viaggio la visita a lla tomba di Evita alla Recoleta e poi via verso Madrid… e Torino.

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