Bellezza che incanta

Racconto di viaggio in Brasile

PROGRAMMA DI VIAGGIO
Rio de Janeiro, Cascate Iguazu (Brasile e Argentina), Salvador Bahia, Pernabuco (Porto de Galinhas)

Per chi ama la natura il Brasile rappresenta una tappa fondamentale. Vegetazione lussureggiante, foreste incontaminate, cascate maestose, spiagge bianche infinite. La varietà dei luoghi da visitare, il calore e il folclore della sua gente, le città indimenticabili per bellezza e per emozioni, il sole caldo e splendente, l’esuberanza della natura, saranno i ricordi più indelebili di un viaggio in questo meraviglioso Paese. Il Brasile vi soprenderà ben oltre le più rosee aspettative, e finalmente riuscirete a comprendere il significato del termine “Saudade”.

Rio de Janeiro

Come ogni mattina appena sveglio mi affaccio alla finestra della mia camera: la vista su Copacabana a quest’ora del mattino sarà una delle tante cose che mi mancherà di questa città. E già ne sento nostalgia.
L’infinita curva perfetta di sabbia bianca è ancora deserta e tranquilla; l’esatto opposto di ciò che sarà tra qualche ora, con le incessanti attività dei Carioca, lo scampanellio dei venditori di ogni cosa immaginabile, le partite di calcio e pallavolo sotto al sole cocente.
Ripenso a questi giorni fatti di emozioni indimenticabili, contrastanti…emozioni forti.

Ogni cosa a Rio colpisce in modo indelebile. E lo fa senza mezzi termini.
Perchè ciò che vedi te lo impone.

Emozioni di stupore nell’ammirare le bellezze paesaggistiche inimitabili di Rio dai suoi punti panoramici; paesaggi fatti di aspre montagne, colline di granito ricoperte da vegetazione tropicale (i morros) che spuntano ovunque sul territorio, circondati da una baia perfetta, da grattacieli che sembrano sottrarre spazio alla foresta.

Oppure per le sue interminabili spiagge bianche, della simpatica confusione della sua gente, dal colore della pelle che rende tutto più esotico, più sensuale.
E ancora dal differente modo di interpretare la vita, con allegria, ottimismo, anche quando la realtà delle cose spingerebbe a fare al contrario.

I colori, i suoni, i profumi, i ritmi delle sue strade e dei suoi mercati. Qui basta una latta per creare ritmo, una chitarra e un tamburo per attirare gente che canta e balla in ogni angolo della strada o all’esterno di un bar, tra una cerveza, una caipirinha o una rinfrescante agua de coco.

Per finire con emozioni di tristezza per la realtà delle favelas, baracche che spesso iniziano proprio a fianco della abitazioni più lussuose, interi quartieri privi di comodità e infrastrutture, dove i bambini di strada devono sopravvivere facendosi largo tra la delinquenza.
Le favelas sono ovunque, sparse per la città. Sia che ti trovi sulla terrazza del tuo 4 stelle, o in cima al Corcovado, ovunque giri lo sguardo, c’è sempre una favela accanto alle meraviglie della città.
Le si guarda con curiosità, come fosse un’attrazione turistica. Si scatta una foto.
Per noi la favela è questa, per molti rappresenta l’unica possibilità di sopravvivenza.

Ma questa è Rio, e va presa così com’è, nelle sue bellezze e nelle sue tristi realtà. Forse sta proprio nel punto d’incontro tra questi due aspetti il segreto che tanto affascina e strega il visitatore.

E i giorni passano, e ti accorgi che scivolano via troppo velocemente.
Perchè a Rio puoi restarci un giorno, e ti pentirai di non aver visto nulla.
Puoi restarci una settimana, e ti accorgerai che per capirla occorre molto più tempo.
Puoi restarci un anno, e forse la tua vita non sarà più la stessa.

Qui si parla di saudade, nostalgia, un concetto che solo chi ne ha assaporato l’essenza, anche solo per pochi attimi, può riuscire a comprendere.

Perchè Rio va vissuta oltre che visitata, e saranno proprio le curiosità e gli aneddoti quotidiani che faranno della visita di Rio un ricordo indimenticabile.

Prima di passare alla guida pratica, riporto una tipica frase carioca, che sta a significare la fierezza dei suoi abitanti nei confronti della loro città:
“Deus criou o mundo em sete dias, mas destes setes sò o Rio consumiu dois”
(Dio creò il mondo in sette giorni, ma due di questi furono dedicati a Rio)

Rio offre un’infinità di luoghi da visitare, ma due sono i più conosciuti e giustamente imperdibili: il Corcovado e il Pan di Zucchero.

CORCOVADO

Dalla cima di questa altura ad oltre 700 metri di altezza, la vista su Rio è ineguagliabile: in primo piano la sagoma inconfondibile e bizzarra del Pan di Zucchero e la perfezione della spiaggia di Botafogo. Sotto di noi si osserva tutta la città i cui quartieri sono divisi dai morros, circondati dalle spiagge bianchissime, tra cui si distinguono Copacabana e Ipanema. A fare da contorno a questa vista, è la splendida baia che divide Rio dalla vicina Niterói.
Il tutto è dominato dall’immensa statua del famosissimo Cristo Redentore, che sembra abbracciare tutta la città.
Il Corcovado si trova al centro del Parco Nazionale di Tijuca, un’immensa foresta che inizia proprio ai margini del centro cittadino e che rende il tutto ancor più affascinante.
Per raggiungere il Corcovado si utilizza un caratteristico trenino a cremagliera, che si inerpica tra la foresta fino a raggiungere la cima (real 36, € 14). Da Copacabana per la stazione del treno prendere il bus n. 584 (real 1,8 – € 0,60).
Nei pressi della stazione, si può visitare Largo Boticario, uno spaccato della Rio coloniale dell’800.

PAN DI ZUCCHERO

Altro simbolo imperdibile di Rio, con una vista altrettanto spettacolare, e forse, almeno a mio parere, addirittura migliore. Il morro infatti sorge proprio al centro della città, e offre una vista ravvicinata dei quartieri e soprattutto delle spiagge sottostanti. Fantastica la vista su Copacabana e sulla spiaggetta Vermelha.
Si raggiunge la cima (quasi 400mt) tramite due tronchi di funivia che sembra sospesa nel vuoto (real 35, € 13). Presso la stazione della funivia si raggiunge la tranquilla Praia Vermelha, piccola ma affascinante. Da qui parte un magnifico sentiero scavato proprio ai piedi del Pan di Zucchero e a picco sul mare. Taxi da Copacabana (real 10, € 4), oppure bus 512.

FORESTA DI TIJUCA

Già dal Corcovado si può ammirare parte della foresta, ma addentrarsi nel cuore di Tijuca è un’esperienza particolare. Rio e Singapore sono le uniche due città al mondo a vantare una foresta ai margini del centro cittadino. Un patrimonio unico, vegetazione verdissima, punti panoramici e cascatelle. Bus n. 221-223 da Copacabana.

GIARDINO BOTANICO

La zona più spettacolare è l’ingresso, con due lunghe file di altissime palme di 30 mt. Si prosegue con una piacevole passeggiata tra piante sensitive che chiudono le foglie se toccate, incredibili varietà di orchidee e gigantesche ninfee. Come sempre, dall’alto domina il Corcovado con il Cristo Redentore (ingresso real 4, € 1,50).

CENTRO di RIO de JANEIRO

Stranamente la zona meno visitata, specie dai gruppi che dedicano a Rio troppo poco tempo. Il centro è un mix tra eleganti edifici coloniali e moderni grattacieli, musei e chiese barocche con strade e piazze pedonali molto animate.

Da Copacabana, utilizzando la metropolitana (real 2,10 – € 0,80) si raggiunge Largo Carioca, luogo di ritrovo di artigiani e artisti che rappresenta il punto d’incontro tra la Rio coloniale e la metropoli. Una piacevole passeggiata conduce fino a Placa Floriano nel quartiere Cinelandia permettendo di ammirare il Teatro Municipal, costruito sul modello dell’Opera di Parigi, che ospita un famoso cafè. Quindi si sale sul Bondino (real 0,40 – € 0,15), un caratteristico tram aperto che si inerpica su strette strade percorrendo tra l’altro l’Arcos de Lapa, l’antico acquedotto in pietra naturale con una serie di archi. Si raggiunge così il tipico quartiere di Santa Teresa, che risale all’epoca coloniale e caratterizzato dalle vecchie case, le viuzze strette, le piccole piazze. Si riscende in centro, per la visita della Cattedrale Metropolitana, moderna e imponente costruzione con le 4 immense vetrate policrome. Si prosegue verso il movimentato quartiere di Saara, un mercato a cielo aperto. Più distanti, raggiungibili con pochi real di taxi, sono da visitare il Monastero di Sao Bento, capolavoro dell’arte barocca riccamente decorato, e la Chiesa della Candelaria, con affreschi e decorazioni in marmo, e per finire la Praca XV De Novembro, splendida.

SPIAGGE
Altra caratteristica che rende Rio unica al mondo sono le sue infinite spiagge bianche.

COPACABANA

Non nego una certa emozione nel “calpestare” la spiaggia più famosa del mondo. Non la si può certo considerare una spiaggia dalle acque trasparenti (l’acqua è piuttosto torbida) e la calca umana è spaventosa specie durante i week end. Ma il folclore che la caratterizza è unico: corpi statuari, venditori ambulanti, giocatori di footvolley (pallavolo con i piedi), gente che corre, va in bici, fa ginnastica.
La spiaggia è bianca, larghissima e lunga 4,5 km, interamente percorsa dall’Avenida Atlantica, e dai famosi marciapiedi a mosaico bicolore. La domenica è chiusa al traffico, l’ideale per noleggiare una bici (real 7 all’ora, € 2,50) e raggiungere la vicina Ipanema.

IPANEMA

E’ormai diventata la spiaggia cittadina più esclusiva. L’acqua è più pulita della vicina Copa, i suoi negozi sono esclusivi e i punti spiaggia i più alla moda. Sullo sfondo dominano “i due fratelli”, due caratteristiche alture ricoperte da foresta tropicale. Al termine di Ipanema inizia Leblon, prosecuzione naturale della spiaggia.

BARRA

Ecco la Rio dei contrasti. Per raggiungere Barra, il quartiere residenziale di Rio più esclusivo che si affaccia sulla spiaggia lunga 18km, la strada passa prima sotto e poi a fianco di Rocinha, la favela più grande di tutto il Sud America (e anche la più dotata di infrastrutture).
La spiaggia di Barra è caratterizzata da sabbia bianca e mare azzurro e pulito, e vista la sua lunghezza, non è difficile trovare tratti deserti.

PRAINHA: dopo Barra inizia la costa verde, un tratto meraviglioso di costa caratterizzato da spiagge bianchissime e foresta vergine che arriva fino a Buzios. La prima spiaggia che si incontra è Prainha, paradiso per i surfisti e gli amanti delle onde.

GRUMARI: è l’ultima spiaggia di Rio, la più incontaminata e l’unica risparmiata dall’edilizia. La spiaggia è favolosa, selvaggia, la foresta arriva fino alla sabbia bianca dalla quale si innalzano enormi sassi. L’acqua è limpida e trasparente. La si raggiunge in circa un’ora da Copacabana. Un taxi a disposizione per 4 ore costa circa 80 real (€ 30)

MERCATI

Non si può andare a Rio senza visitare i suoi incredibili mercati, concentrato di tradizione, folclore, ritmo e specialità culinarie.
La più famosa è la Fiera Nordestina, un mercato che funziona ininterrottamente dal venerdì mattina fino alla domenica sera (notti comprese). Bancarelle con mille specialità culinarie, spettacoli, danze e artisti di strada.
Mercati minori e più turistici sono la fiera Hyppie di Ipanema la domenica, la Feirarte V di Copacabana (Praça do Lido il sabato e la domenica) e il Calçadào Central, fiera notturna a Copacabana a partire dalle 18.00 il sabato e la domenica sull’Avenida Atlantica nei pressi di Rua Julio de Casthilio.

MANGIARE
A Rio ogni ora è buona per mangiare, e la scelta è infinita, dalle piccole Lanchonete (simili ai nostri snack bar), ai bar della spiaggia, fino ai ristoranti più eleganti.
A Copacabana, in centro metri troverete almeno una decina di locali tra cui scegliere. I prezzi sono molti bassi (basta evitare i locali turistici preda dei gruppi), la qualità eccellente, il servizio molto buono.
Da non perdere una cena in una churrascheria. Si parte con antipasti a buffet e angolo sushi, per poi proseguire con tutti i tipi di tagli di carne disponibili, cotti direttamente sul fuoco e serviti a volontà in grossi spiedi che verranno tagliati direttamente nei vostri piatti. Sarete voi ad ordinare lo stop ai camerieri.
Alternativa economica sono i ristoranti a chilo, dove ci si serve liberamente dal vario buffet; tutto ha lo stesso prezzo, e ogni volta verrà pesato il vostro piatto e segnato sul conto. Esagerando, il conto non supererà i 12/15 euro.
Qualche esempio:

Churrascheria Carretao: cena completa 28 real (€ 10,5) oltre bevande e servizio 10%. Locale economico ma raffinato e con un’ampia scelta in stile churrasco.

Kilograma: ristorante a chilo (un chilo real 30, € 11,50). Ampio buffet con antipasti, verdure, pasta, carne e pesce in cucinati in tutti i modi.

Marius Crustaceos: churrasco di pesce, il prezzo è oltre gli standard brasiliani (real 112, € 42), ma un posto simile forse non esiste in un altro luogo sulla terra. Aragosta, frutti di mare e pesce vario a volontà in tutti i modi possibili e immaginabili. Servizio eccellente.

CONSIGLI VARI
Un taxi “contrattato” dall’aeroporto a Copacabana costa dai 45 ai 55 real (€ 17/21). Più costose le corse prepagate agli appostiti sportelli. In alternativa si può utilizzare il servizio autobus Real Bus, che attraversa tutto il centro per arrivare alle spiagge di Copacabana e Ipanema. Partenza ogni mezz’ora (real 3,70 – € 1,50).
Discorso particolare per quanto riguarda la sicurezza: Rio è considerata una città pericolosa, anche se in questi ultimi anni il fenomeno è diminuito in quanto è aumentata la presenza della polizia per preservare il turismo. Indubbiamente la delinquenza è presente, il contrasto tra i livelli sociali determina inevitabilmente un alto tasso di criminalità.
Posso parlare esclusivamente della mia esperienza: ho girato in lungo e in largo la città in ogni modo, dal taxi all’autobus, dalla metropolitana alla bicicletta, senza mai avere nessun problema.
Fortuna? Realtà? La mia breve esperienza non mi permette di affrettare conclusioni, di certo è visibile una certa attenzione da parte degli abitanti verso questo problema (non c’è giorno che qualche carioca, vedendoti turista, non ti consigli qualche suggerimento in merito). Una fobia forse spropositata ma probabilmente motivata.
Di certo è inutile inoltrarsi da soli nelle favelas (chi vuole può usufruire di tour organizzati, che personalmente ritengo squallidi…)
Penso ad ogni modo che i rischi durante il giorno in luoghi turistici siano abbastanza bassi, anche se qualche furtarello è senz’altro possibile. Per cui, valgono le solite raccomandazioni.

Cascate Iguazu

Sua Maestà Natura

Non uso mezzi termini. Per chi come me nei viaggi è alla continua ricerca di luoghi dove la natura si esalta, arrivando ad Iguazu hai la sensazione di essere giunto al capolinea.Impossibile immaginare una natura più imponente, intatta, selvaggia. Le sensazioni nell’ammirare questa meraviglia sono indescrivibili, nessuna parola può renderle il giusto omaggio, nessuna foto. Non esiste un termine per descriverne il frastuono roboante dell’acqua, o i dolci rumori dell’intatta foresta pluviale, l’emozione di camminare in un ambiente ancora vergine. Per capire è necessario percorrere i 10 km di sentieri che Brasile e Argentina si dividono, offrendo vedute da capogiro e sempre differenti. Oppure inzupparsi alla Garganta del Diablo, il punto più prorompente delle cascate, sospesi sul bordo dove l’acqua raggiunge la sua massima forza per gettarsi in un baratro di 80 metri.E ancora passeggiare con calma nel cuore della foresta, tra tucani e quati, animaletti simili a castori che sono divenuti la mascotte del parco.

Qui madre natura ha dato tutto: una pioggia costante per rendere l’ambiente verdissimo, un cielo terso che esalta i colori come in un quadro, un corso d’acqua sempre traboccante che riversa tutta la sua forza in salti di 80 metri, una foresta che rappresenta uno dei equilibri più delicati del pianeta, un patrimonio di circa 80 specie di mammiferi, 2000 specie di piante, 450 esemplari di uccelli, rettili e farfalle.

A decretare la supremazia di Iguazu sulle altre cascate nel mondo sono i numeri: il rio Iguazu si getta nel Rio Panarà formando 275 cascate che si estendono per 4 km, riversando 1500 metri cubo di acqua al secondo, inseriti in un parco nazionale di oltre 200.000 ettari. Per dirla breve, le Niagara in confronto impallidiscono. E come se non bastasse, a far da cornice al luogo uno dei paesaggi più incantevoli che si possa immaginare: già arrivando in aereo si comprende la verginità del luogo: per mezz’ora si sorvolano esclusivamente foreste e corsi d’acqua impetuosi.

Per una volta anche l’uomo ha fatto la sua parte, rispettando questo patrimonio. E’ stato creato un parco nazionale a salvaguardia dell’ambiente; la città più vicina infatti, Foz Iguazu (anonima), sorge a debita distanza (oltre 20km). Le auto e i bus dei turisti devono fermarsi ai margini del parco, trenini e navette consentono di raggiungere le cascate, le passerelle e i sentieri sono inseriti armoniosamente nel paesaggio senza creare disturbo. I Resort, sorti all’esterno del parco, si integrano perfettamente nell’ambiente. L’unico Resort all’interno del parco Brasiliano, l’inaccessibile Tropical per via dei costi, è un capolavoro di architettura in stile coloniale.

Percorrere i sentieri è rilassante ed emozionante allo stesso tempo, un continuo susseguirsi di viste mozzafiato da tutte le prospettive immaginabili: prima da lontano, poi da pochi metri, dall’alto per dominare uno dei paesaggi più maestosi, oppure dal basso per inzupparsi completamente negli spruzzi ed apprezzare maggiormente la potenza esaltante dell’acqua. Una visita ad Iguazu permette di comprendere quanto sia fantastica la natura, e di quanto dobbiamo impegnarci tutti, sia a livello governativo sia a livello personale, per preservarla.

Vista la vastità del luogo, per una visita completa sono necessari due giorni, uno per il lato brasiliano e uno per quello argentino.

LATO BRASILIANO

Dall’ingresso del parco (real 20 – € 7,50), un bus navetta a due piani scoperto copre gli 11 km di foresta per giungere alla prima parte delle cascate. Scesi alla fermata Cataratas, si affronta un chilometro e mezzo di sentiero, quasi completamente in discesa, che attraversa la foresta proprio di fronte al margine esterno delle cascate. Dapprima i punti panoramici offrono una vista d’insieme su buona parte delle cascate; proseguendo, ci si avvicina sempre di più fino ad arrivare al punto più spettacolare del lato brasiliano, proprio ai piedi del salto Floriano, un vero trionfo d’acqua. Indossando gli impermeabili, si percorre una passerella che raggiunge il cuore delle cascate, dove ci si trova immersi negli spruzzi creati dalla potenza dell’acqua.

Da qui si risale per mezzo di un ascensore scavato nella montagna, raggiungendo una stupenda piattaforma panoramica che offre una vista indimenticabile dall’alto di tutto ciò che si è visto prima da distanza ravvicinata. Si riprende la navetta che riporta all’ingresso.

Per la visita del lato brasiliano occorrono circa 3 ore.

LATO ARGENTINO

Sicuramente è la parte più spettacolare delle cascate, e anche la più vasta. Per la visita del lato argentino è infatti necessaria quasi tutta la giornata.

Un’auto per tutto il giorno con autista dal Brasile costa circa 100 real (€ 38). Una volta superato il confine tra Brasile e Argentina (controlli pignoli), si entra nella parte argentina del parco, un vero trionfo della natura. La strada attraversa uno splendido tratto di foresta, fino a giungere all’ingresso (circa 10 Usd).

Da qui il sentiero verde (600mt), un tranquillo percorso che permette di apprezzare i rumori della foresta e di conoscere con un pò di fortuna i suoi abitanti (iguana, tucani, quati), conduce alla stazione Cataratas, dove parte un trenino che raggiunge l’inizio del sentiero per la Garganta del Diablo, il punto più spettacolare dell’intero parco. Il sentiero è in realtà una passerella (2.200 mt a/r) costruita interamente sull’acqua, che conduce nel punto in cui l’acqua compie il salto maggiore e la portata è la più imponente. In questo punto, dove il fiume raggiunge la massima potenza, ci si trova nel centro di un semicerchio dal quale si gettano otto cascate impressionanti e la violenza dell’acqua forma una nebbiolina che crea una miriade di arcobaleni di incredibile bellezza. Ripreso il trenino, si ritorna al punto di partenza, dove a poca distanza iniziano altri due circuiti che si inoltrano all’estremità delle cascate. Il circuito superiore (1.300 mt a/r) permette di ammirare dall’alto l’insieme delle cascate, l’isola di S. Martin, e l’immensa gola in cui si getta il Rio Iguazu. Il circuito inferiore (percorso circolare di 1.700 metri), permette invece di arrivare ai piedi di alcune spettacolari cascate, dove spicca tra tutti il salto Bossetti. Tramite il sentiero inferiore si accede alle imbarcazioni (incluse nell’ingresso) che consentono di raggiungere l’isola di S. Martin, dove parte un altro sentiero, il più faticoso, che raggiunge un punto panoramico posizionato proprio di fronte ad un muro d’acqua impressionante. Un’altra possibilità è quella di prendere una delle imbarcazioni che conducono proprio sotto alla cascata (costo U$15. In questo caso non portate materiale fotografico….).

Oltre altre cascate, un altro luogo da non perdere è il Parco des Aves (parco degli uccelli, ingresso U$8). E’ anch’esso inserito in uno splendido tratto di foresta, e permette di ammirare molte delle specie di uccelli che popolano la zona, tra cui bellissimi esemplari di pappagalli dai colori incredibili, fino a trovarsi a pochi centimetri da un altro simbolo del parco: lo splendido tucano.

Clima: caldo, molto caldo e umido durante l’estate (il nostro inverno), con temperature sempre al di sopra dei 30-33 gradi, rinfrescato solo da perturbazioni che portano piogge abbondanti. In inverno clima piacevole durante il giorno (18-22 gradi), ma minime che raggiungono anche 2-4 gradi in giugno e luglio. Le precipitazioni sono costanti durante tutto l’anno, più frequenti in estate, anche se le giornate di sole sono la maggioranza.

Per l’alloggio consiglio il Resort San Martin, ottima posizione a breve distanza dall’aeroporto (3 km), a poche centinaia di metri dall’ingresso del lato brasiliano e dal Parco des Aves. Inserito in un ambiente suggestivo che si può scoprire con percorsi nella foresta, discreto servizio, buon ristorante (cena circa € 12) . Prezzo per una doppia con colazione circa 60 euro, bambini gratuiti, prenotabile con Interhabit.

Iguazu è raggiungibile in aereo da San Paolo (2 ore di volo) oppure da Rio (circa 2.30).

Salvador Bahia

Tradizione, riti voodoo e mistero.

Programmando un viaggio in Brasile mi sono domandato più volte sull’opportunità di inserire Salvador Bahia nell’itinerario. Il tempo a disposizione di due giorni al massimo implicava un certo tour de force da me non gradito. Volo di due ore fino a Rio, tre ore di attesa per la coincidenza, altre due ore di volo, trasferimento, nuova sistemazione, bagagli, altro volo dopo due giorni…il tutto per dedicare una giornata alla visita di una città… Ma Salvador non è solo “una città”, è qualcosa di più. Visitarla significa comprendere l’intero Brasile, la forza del suo spirito, le tradizioni della sua gente, il significato del termine “tropicale” o “afro-brasiliano”. Ed ora che l’ho visitata, ringrazio il giorno in cui ho deciso di fermarmi.

A Salvador non puoi capitarci per caso. La sua visita dev’essere programmata e studiata nei minimi particolari. Non puoi arrivarci senza conoscere i termini “Candomblè” o “Capoeira”. Non puoi pretendere di capirla senza apprendere la sua storia. Conoscere le origini della sua gente, lo sviluppo della religione, la storia degli edifici e delle piazze, i soprusi, le sofferenze e il sangue versato dai tanti africani strappati dalle loro terre per essere importati qui come schiavi. Altrimenti potresti al massimo apprezzare la bellezza della sua baia, delle sue viste infinite, degli angoli suggestivi; ma te ne andresti senza alcun arricchimento per non aver compreso la vera realtà del luogo. Osservare una lotta di Capoerira, una festa di bambini, una processione religiosa senza capirne il significato sarebbe una limitazione. E tutte queste cose, con un pò di fortuna, a Salvador le si possono vedere anche in un solo giorno. Numerose sono le ricorrenze, e quando non è giorno di festa è come se lo fosse.

A Bahia il 70% della popolazione pratica il Candomblè, una religione importata dalle popolazioni provenienti dall’Africa durante il periodo di schiavitù e conservata nel corso dei secoli a costo di grandi sacrifici umani contro le persecuzioni. Una religione che si basa sulle forze della natura, che hanno l’obiettivo di mantenere e sviluppare l’axé attraverso canti, balli, riti e tradizioni: una forza sacra che permette di essere in armonia con il mondo. Un rito quotidiano nella vita di Bahia, un aspetto intrigante e misterioso per il visitatore. Un altro culto mantenuto dall’epoca della schiavitù è la Capoeira, una fusione tra danza, canto e arte marziale e che vuole rappresentare un simbolo di libertà. I lottatori si muovono all’interno di un cerchio di persone che accompagnano i movimenti cantando e battendo le mani. L’ambientazione e le ardue mosse, frutto di agilità e di duro allenamento, rendono il tutto molto suggestivo.

Ogni angolo della città è una scoperta della tradizione: dalle bancarelle di acarajé (frittella ripiena di gamberetti), specialità gastronomica baiana, alle classiche “mami”, che passeggiano per la città indossando gli abiti d’epoca, sfidando la calura in cerca di qualche real in cambio di una foto ricordo. Un’alternanza di finzione turistica e momenti di vita autentica, come una scuola di capoeira di bambini che si esibisce nel mezzo di una piazza. Indimenticabile.

Ma una cosa che non può passare inosservata è la povertà, decisamente superiore ad altre città brasiliane come ad esempio Rio. La città è invasa da “ninos de rua”, che con insistenza cercano di procurarsi un pasto serale o qualche moneta da portare, si spera, a casa. Dico si spera perchè spesso quanto racimolato viene utilizzato per l’acquisto di qualche droga a basso costo, che solitamente sono le più nocive. Pertanto, piuttosto che elargire denaro, sarebbe meglio acquistare un pasto in uno dei tanti ristoranti locali a chilo, un’azione che non costerebbe più di due o tre euro.

Salvador si divide nella città alta e bassa, unite tra di loro dall’Elevator Lacerda, un ascensore spettacolare che in pochi secondi permette di trasferirsi da una parte all’altra (2 centesimi di euro…). Il centro storico, il famoso Pelourinho, è Patrimonio dell’Umanità e si trova nella parte alta. Una passeggiata di 3 ore permette di visitare tutte le sue vie e piazze caratteristiche. Ma le distrazioni sono tante, per cui le tre ore si trasformano nell’intera giornata. All’uscita dell’ascensore si apre la Praça Thomè de Souza, ma soprattutto una fantastica vista sulla sottostante Baia de Todo Santos. Oltrepassata Terreiro de Jesus, una delle piazze più suggestive della città vecchia, circondata da antiche costruzioni, ed abbellita in alcuni tratti da alberi e palme reali, si prosegue verso Praca da Se, un’altra vasta piazza dove si trova tra l’altro la Cattedrale. E’ qui che ho incontrato l’unico personaggio scortese del Brasile, un rappresentate di un gruppo di Capoeira che chiedeva una lauta offerta unicamente perchè mi è capitato di girare lo sguardo nella sua direzione. I gruppi di Capoeira sparsi per la città sono molti, alcuni pregevoli altri meno, ma con una comune caratteristica: incassare real a scapito del turista. Ma per vedere la Capoeira autentica vi suggerirò in seguito un’indicazione. Da qui iniziano gli angoli più incantevoli del Pelourinho, con la Piazza Sao Francisco, un angolo favoloso con le case allineate dai colori pastello e il Convento São Francisco, la più suggestiva delle 360 chiese della città, un trionfo del barocco con interni finemente decorati e pareti che sembrano tappezzate d’oro.

Poco oltre ed ecco il luogo più incantevole di Salvador, Largo Pelourinho, una lunga via in discesa ed interamente lastricata che regala un fantastico colpo d’occhio, con le torri-campanili delle chiese che sovrastano le abitazioni coloniali riportate al loro antico splendore. Questa è la piazza dove venivano venduti gli schiavi e puniti con frustate i ribelli. La bellezza del luogo è in forte contrasto con i suoi ricordi, fatti di soprusi, torture e ingiustizie. Al termine della discesa, il Pelourinho prosegue con una nuova ripida salita che culmina con la Igreja da Ordem Terceira do Carmo con la scultura del Cristo morto, scolpita nel legno di cedro con le gocce di sangue del Cristo formate da circa 2000 rubini. Se Bahia ha un limite, questo è rappresentato dal fatto che non è possibile compiere un giro circolare, per cui, ad eccezione di qualche breve alternativa, bisogna percorrere a ritroso il percorso per ritornare al punto di partenza. Qui si riprende l’ascensore Lacerda per raggiungere la Citade Baixa, dove oltre che visitare il mercato Modelo, enorme mercato turistico artigianale, si osserva lo splendido colpo d’occhio della parte alta.

Il Pelourino è talmente affascinante che va visto anche di sera: i ritmi incalzano, le luci e i colori si trasformano, l’allegria si fa contagiosa. Prima di cena recatevi al teatro Senac per una vera dimostrazione di canti e balli più autentici del nord-est, naturalmente Capoeira inclusa (ore 19.00, ingresso real 7 – € 2,50). Al termine dello spettacolo, il piano superiore del teatro ospita un ristorante tipico, dove si possono assaggiare tutte le specialità della regione in due buffet ben distinti, uno con ingredienti “normali”, l’altro con piatti conditi a base di “dendè”, un olio tipico di Bahia ricavato dalle palme. Da assaggiare ma senza abusarne in quanto potrebbe portare disturbi a chi non è abituato (prezzo irrisorio della cena, real 25 – € 9,50 oltre bevande e servizio). Molti tour operator locali vendono questo “pacchetto” come escursione al costo 100 real a persona, praticamente poco meno di quanto da noi speso in cinque.

Rientrerete in hotel soddisfatti per la splendida giornata, ma anche con il cuore in gola e con uno strano senso di colpa per la povertà realmente toccante come in pochi altri luoghi capita di vedere.

Ci sarebbe ancora molto da dire e da vedere a Bahia, come le sue spiagge chilometriche che partono da Barra in pieno centro fino ad arrivare in periferia, oppure la Lagoa de Abaeté, dove altissime dune bianche sovrastano una laguna.

Spesso Salvador viene associata e ridotta al turismo sessuale, una piaga sicuramente reale: ma se lo scopo della vostra visita è altro, se i vostri occhi sono qui per osservare, e il vostro spirito vuole capire il passato e il presente, ve ne andrete con il cuore pieno di tanti ricordi indelebili.

Porto de Galinhas

Non andate a Porto de Galinhas…

Porto de Galhinas è una deliziosa località balneare nello stato del Pernabuco frequentata principalmente da turismo brasiliano. Prezzi bassi, spiagge tropicali, mare azzurro e limpido, estate infinita, aria festosa e folklore tutto l’anno… Il perchè del consiglio di non andarci? Semplice, perchè la località è fantastica così com’è, con turismo internazionale praticamente inesistente o quasi. Pensate a cosa succederebbe se fosse invasa dal solito turismo di massa…prezzi proporzionati agli standard europei e all’euro, una piccolo mondo dove i ritmi non sono più brasiliani, autenticità che scompare. Di certo il mio è un discorso alquanto egoistico, ma penso sia condivisibile da tutti coloro si sono fermati in questo posto. Qui non ci arrivi di certo con il turismo organizzato: fortunatamente fino ad ora i turisti si limitano a frequentare i lussuosi resort pubblicizzati dai cataloghi dei tour operator che si trovano nei dintorni. E così per tutta la settimana la località resta “proprietà” di pochi fortunati, che possono apprezzare pienamente la splendida spiaggia e tutti i servizi che Porto offre. Località che invece si riempie simpaticamente durante i week end quando dalla vicina Recife (60 km) giungono le famiglie facoltose proprietarie delle seconde case o persone desiderose di passare due giorni festosi dopo la settimana lavorativa.

La caratteristica più singolare è il repentino cambiamento delle condizioni del mare, grazie alle maree. Con bassa marea, l’acqua diventa calmissima e trasparente (rarità per il mare brasiliano), la spiaggia diventa larghissima e al largo emergono le famose piscine naturali, raggiungibili con le tipiche jancada, imbarcazioni in legno che permettono la navigazione in pochi cm d’acqua (un giro alle piscine costa circa 8 real, € 3). Così è possibile passeggiare sul reef roccioso ed immergersi in queste pozze d’acqua incredibilmente trasparenti e ricche di pesci colorati. Un’esperienza davvero singolare. Per contro, con l’alta marea il reef viene completamente sommerso fino a non vedersi, la spiaggia si ritira (nei presso del centro del paese quasi scompare), e a riva compaiono le onde (durante le 24 ore ci sono due momenti di bassa e due momenti di alta marea). In entrambe le condizioni, l’acqua è caldissima e di media raggiunge i 30 gradi. Sulla spiaggia si trovano le caratteristiche “Baraca”, simili ai nostri lidi ma molto più caratteristici e semplici. La cosa più apprezzabile è che i proprietari non fanno pagare il noleggio delle sdraio e degli ombrelloni, ma chiedono solo che il cliente consumi durante la giornata “bebita e petiscos” (bibite e spuntini). Un esempio: 4 sdraio, un ombrellone, 4 bibite, 2 caipirina, 1 birra, 1 porzione di pesce fritto e patatine……25 real al giorno!!!! (10 euro in quattro….!). Evitate la zona di fronte al centro del paese, piuttosto frequentata, e cercate una sistemazione ai due estremi della spiaggia….il mare è migliore, la zona è circondata da palme e probabilmente durante la settimana sarete gli unici ospiti della Baraca.

Durante il giorno è un continuo via vai di venditori, mai insistenti, di qualsiasi cosa immaginabile dal punto di vista gastronomico: ed ecco passare la venditrice di “queio”. Ferma il carretto, estrae un pezzo di formaggio tipo spiedino, scopre la carbonella e inizia a grigliare….gustosissimo! (pezzettone di formaggio 1 real – € 0,40). Pochi minuti ed è il momento del pescatore che passa con un secchio di ostriche freschissime: coltellino per aprire il guscio, spruzzata di limone, pizzico di sale…(6 ostriche 5 real – € 2), e ancora gamberoni, aragoste, cocktail, gelati, cocco. Senza mai infastidire.

Alle spalle della spiaggia si estende il paesino, molto turistico e caratteristico, con un lungo viale pedonale pieno di negozi di artigianato, locali e ristoranti sul mare. Ristoranti….un altro fiore all’occhiello di Porto de Galinhas. Una scelta infinita, splendidamente posizionati con terrazze sul mare, ottimo servizio. Mangiando antipasti, pasta ai frutti di mare, gamberoni, grigliate di pesce e carne, mai speso più di 130 real in cinque (50 euro). Nelle vicinanze di Porto ci sono alcune magnifiche spiagge deserte che vale la pena di raggiungere. Il mezzo più caratteristico per spostarsi è il buggy, che permette di percorrere anche le strade insabbiate. In paese ci sono molti proprietari di buggy con cui contrattare il prezzo: mezza giornata di affitto circa 60 real (25 euro). La prima spiaggia che si raggiunge è Maracaipe, la classica cartolina dei tropici. Spiaggia deserta, palme altissime ricurve e mare vergine. Tappa successiva Praia do Cupe, dove stanno iniziando a costruire alcuni resort, ma è talmente infinita che per il 90% resta deserta. Per finire Muro Alto, molto caratteristica perchè interamente protetta da scogliere che con la bassa marea creano una piscina immensa, lunga quasi due chilometri.

Trovare una sistemazione non è un mai un problema. A Porto ci sono un’infinità di Pousade ben curate e per tutte le tasche. Tenete presente che il periodo di alta stagione è fine dicembre, gennaio e febbraio (paragonabile ai nostri luglio e agosto), periodo in cui le tariffe quasi raddoppiano, mantenendosi ad ogni modo contenute. Personalmente mi sono trovato stupendamente alla Pousada do Frade, sia per la splendida posizione, al margine del centro e a pochi metri dal tratto migliore della spiaggia, ma anche per la qualità del servizio e delle camere. Inserita in un bel giardino con una piccola piscina, dispone di due tipi di camere. Camere doppie, abbastanza piccole ma ben curate, oppure sistemazione familiare per quattro persone, con camera da letto, soggiorno, cucina all’americana e patio esterno sulla piscina.

Prezzi: camera doppia, alta stagione real 120 – € 48, bassa stagione real 80 – € 30. Camera familiare alta stagione real 200 – € 80, bassa stagione real 120 € 48.

Compresa colazione con buffet freddo e cucina al momento che prepara gigantesche omlette e frittate a piacimento. La sera è possibile cenare in veranda o a bordo piscina. Oltre mezzo chilo di filetto di carne brasiliana alla griglia accompagnato da riso, verdure varie e birra al prezzo di 25 real (10 euro).

Per finire rinnovo il consiglio: non andate a Porto de Galinhas!

di Alberto Gregori
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