Rio, finalmente!

Racconto di viaggio in Brasile

Dopo due mesi dalla prenotazione dei voli, tempo minimo per ottenere buone tariffe con i voli interni brasiliani, sono finalmente in viaggio per l’aeroporto di Fortaleza insieme agli oramai inseparabili Manuele ( www.iracemaimoveis.com ) e Guido che, per impegni di lavoro, non potranno essere con me ma ci tengono ad accompagnarmi.
Il mio volo TAM per Rio è perfettamente in orario, come d’altronde tutti i voli che ho fatto qui in Brasile, il personale di bordo gentilissimo e il volo scorre senza problemi.
Una volta atterrato (aeroporto internazionale Galeao, quasi tutti i voli nazionali atterrano qui. L’altro aeroporto cittadino è praticamente dedicato solo ai voli per S. Paolo e Brasilia) ed una volta all’esterno del terminal sembra di essere a Malpensa, gente frenetica che va e che viene e non il solito assalto al turista tipico dei paesi sud americani.
Memore di tutte le raccomandazioni fattemi sulla pericolosità di Rio scelgo il mio tassista più per la stazza fisica che altro, un bel bestione di 120/130 kg è duro da assaltare penso… e qui ho la prima sorpresa: a Rio non esistono limiti di velocità, specie per i taxi! Dopo una ventina di minuti di curve, chicane, accellerazioni e frenate degne del miglior Schumacher arrivo all’hotel prenotato a Copacabana, pago i 50 R$ (Reais, 1 euro = 2,7 Reais) contrattati (impostimi?) in precedenza ed espletate le formalità di checkin in albergo salgo in camera.
L’albergo dicevamo… APA Hotel ( www.apahotel.com.br ), prenotato dopo uno scambio di mail con il responsabile e dopo aver ottenuto un notevole sconto sulle tariffe in virtù della bassa stagione. Posizione perfetta, nel centro di Copacabana appena un isolato dietro il Copacabana Palace e due isolati dalla spiaggia. La camera è in ordine, pulita, con aria condizionata, tv via cavo e frigobar (appeso alla parete, simpatico) ma soprattutto il vero motivo che mi ha spinto a scegliere questo Hotel: connessione wireless in tutte le camere, per di più con accesso internet illimitato compreso nel prezzo!
Oramai è quasi mezzanotte e la stanchezza si fa sentire…. 2 mail veloci, una chiamata con Skype a casa e via a letto!

Alle 7.30 sono già in piedi, il termometro indica 29°, colazione (a buffet, incluso nel prezzo, semplice, completo ed abbondante) e veloce vado verso il mare. Si! Finalmente ci sono! Copacabana!


Il tempo di togliere la maglietta tuffarmi e…. dimenticavo che qui siamo nell’oceano! Acqua freddissima!
Ripresomi dallo schock inizio la camminata sulla spiaggia più famosa del mondo. Merita veramente la sua fama perchè è bellissima, larghissima e molto curata, sono 5 km di puro paradiso! Si vedono benissimo sia il Corcovado sia il Pan di Zucchero e, dopo pranzo, decido di iniziare proprio da lì il mio tour!

Pan di Zucchero

Taxi fino alla stazione della funivia (8 R$) biglietto (35 R$) e su… su… su… eccomi qui, con la città più bella del mondo ai miei piedi! Non ci sono parole per descrivere il panorama (specie in una giornata serena come questa), neanche le foto viste e riviste rendono l’idea….. UNICO! Decido così di aspettare il tramonto comodamente seduto al bar, chiaccherando con multietnici turisti in lingue dalla grammatica astratta… E poi eccolo…. il tramonto…. lento… bellissimo! Le prime spiagge a perdere le luci del sole sono Ipanema e Copacabana, poi via via Botafogo… Flamengo… e le luci della notte si accendono in un istante a mostrare un nuovo volto a noi osservatori privilegiati….
Poche ore dopo di nuovo a Copa, è l’ora del Jogging! Certo, correre sulla Beira Mar di Fortaleza è bello, ma vuoi mettere Copacabana? L’unico posto al mondo dove tutti, e intendo veramente tutti, la sera prima di cena vanno a farsi una bella corsetta! Però…. 10 km così facilmente non li avevo mai fatti… miracoli di Rio!
Per la cena scelgo il piccolo bar sotto l’albergo, specializzato in spremute di ogni frutto esistente sulla terra… Maracujà, Goiaba, Ata, Acerola sono i più strani… ed i più gustosi…. alla fine mi accorgo di aver bevuto solo succhi e non aver toccato cibo… vabbè… erano così buoni!
Passeggiata a Copacabana…. pochi turisti…. bassa stagione…. locali dall’inequivocabile genere aperti e simpatiche signorine che hanno tanta voglia di imparare l’italiano… però anche qui con discrezione… non c’è quell’assalto al turista già visto altre volte in giro per il mondo… Opps! Oramai è tardi! Domani mattina mi aspetta il Cristo Redentor, il Corcovado! Nanna, e di corsa!

Corcovado

Ore 7.00 sveglia!!!!!!!! Colazione e via verso il Corcovado. Scelgo, consigliato da un amico, di non andare fin lassù in taxi anche se è sicuramente più veloce, bensì di farmi lasciare alla stazione del vecchio trenino a cremagliera che si arrampica fino ai piedi del Cristo. Mai scelta fu più azzeccata! Il costo del biglietto andata e ritorno è intorno ai 30 R$ ai quali ne vanno aggiunti 15 di taxi per arrivare fino alla stazione (ed un’oretta di coda per le vie di Rio se scegliete come me l’ora in cui tutti vanno a lavorare), il trenino è proprio caratteristico, la corsa dura una decina di minuti ma la pendenza è davvero notevole!
Una volta in cima le emozioni sono le stesse del Pan di Zucchero…. senza fiato! Veramente qualcosa di indescrivibile…. la sensazione di avere la città intera sotto controllo…. e così lo sguardo si sposta velocemente sui vari quartieri…. le spiaggie… la baia…. i laghi… il porto turistico di Botafogo…. il parco di Flamengo…. il centro…. il Maracanà…. gli aeroporti…. le decine di isole…. le favelas…. tutto è a disposizione dello sguardo… basta scegliere e sognare…..
Nel frattempo il termometro indica 38° ed in effetti il sole è a picco… a malincuore si torna verso il trenino…
Una volta arrivato alla stazione decido di evitare i mezzi di trasporto e mi faccio una bella passeggiata verso il centro… così incontro i ragazzi che escono da scuola, ognuno con la sua bella divisa tipo college americano, alcuni uomini d’affari sempre di corsa… e una marea di persone che vanno e vengono…
Un panino veloce e poi ancora vie del centro…. negozietti…. foto.. tante foto…. le vecchie chiese, splendide nel loro esser vive in mezzo ai grattacieli che le sovrastano… la metropolitana, semplice ed efficiente…. fino a ritrovarmi al parco di Flamengo, stremato da una giornata sotto il sole. A questo punto un bel taxi e in 5 minuti (questa volta invece di Schumacher devo aver beccato Alonso!) sono in camera….. stanco… ma il computer è più forte…così via a scaricare le foto, metterle su mail e invia… invia…. invia…. gli amici moriranno di invidia, loro a fare il merendino del 25 Aprile sui soliti prati ed io qui….. invia….. invia…. invia….

L’ora di cena!

Cena? NO! Sono a dieta! Così di nuovo la mia tenuta da Jogging e…. cambio spiaggia, oggi si corre ad Ipanema!!!!!!!!
Un paio d’ore dopo di nuovo nel mio bar preferito… questa volta un bel trancio di pizza e poi ancora succhi di frutta…. incredibilmente buoni….
Sonno…. tanto sonno…. ahmmm…. a domani….

SVEGLIA!!!

7.00, oggi gran giorno… giorno di visita al santuario del calcio, il Maracanà!
Solita abbondante colazione e subito sull’autobus in direzione stadio.
A questo punto vorrei aprire una parentesi sugli autobus di Rio: tantissimi, comodi, mai sovraffollati. Hanno una particolarità, come in molti altri posti del Brasile e del mondo non esiste biglietto cartaceo: si paga all’entrata (generalmente 2 R$ ma può variare a seconda dell’autobus) al bigliettaio e, una volta scesi, sul successivo si paga nuovamente. Inoltre hanno chiaramente riportate nella parte anteriore, oltre al capolinea, le fermate principali. Economici quindi… ma ricordate una cosa: TENEVI FORTE! L’autista ha un solo imperativo, correre! Non è minimamente interessato ne al vostro confort ne alla vostra sicurezza, accelera e frena quasi al livello di un pilota di Moto GP!
Però che emozione…. L’estate scorsa, era il 9 Luglio, Berlino…. Una tensione seguita da una gioia indescrivibile…. Ora, dopo pochi mesi, mi sto avvicinando al tempio del Football, la “Bomboneira” come lo chiamano i “cariocas”….. Ed eccolo, dietro un angolo mi si para innanzi…. Ma…. Come….. NOOOOOOO!!
E’ tutto fasciato!
Impalcature ovunque e squadre di operai al lavoro! Ho beccato in pieno i lavori di ristrutturazione in vista dei giochi Panamericani di Luglio ’07! Che dire… decido di scendere ugualmente e fare un giro, magari il museo è aperto.
Per una delle innumerevoli applicazioni della legge di Murphy (ricordiamolo: l’unica legge che vale ovunque nel mondo e che non conosce distinzioni di razze culture religioni e latitudini) la mia fermata è esattamente dalla parte opposta rispetto all’entrata principale! Così, con la mia maglietta nera (ma perché al mattino non ragiono prima di vestirmi?) sotto il sole cocente e 38° inizio il periplo dello stadio….
– Prima sorpresa: esattamente sotto lo stadio c’è una mensa “Popular” dove con 1 R$ (!), signori ho detto ben 40 centesimi di euro, si può mangiare a selfservice. Certo la clientela non è proprio di lusso, probabilmente la vicina favela annovera alcuni tra i migliori avventori del posto, però….
– Seconda sorpresa: il museo è aperto, anche se solo in parte, e si può entrare a vedere le tribune ma non sul prato.
Investo 20 R$ e compro il biglietto. In un attimo l’ascensore mi porta al 6° piano ed una volta aperte le porte ecco il mito, l’unico stadio al mondo capace di contenere 200.000 persone!
Mentre la macchina fotografica implora pietà inizio una simpatica chiacchierata con un ragazzo che lavora nel negozio di Souvenir dello stadio, parla benissimo italiano (meno male perché se dovevamo contare sul mio portoghese….) e mi chiede notizie del calcio in Italia, di Moggi, di Materazzi, del Milan del suo Kakà…. Insomma tutto il peggio che abbiamo sotto il Tricolore calcistico!
Una mezz’oretta fila via liscia e si avvicina l’ora di pranzo, consigliato anche dal mio nuovo amico “brasilero” decido di provare il ristorante “Popular”. Che dire…. Ho mangiato in abbondanza (riso e carne), bevuto acqua minerale, la qualità era discreta ed all’uscita, prima di una porta girevole il caffè distribuito a tutti!
Ciao Maracanà…. Anche in ristrutturazione sei splendido!

Le due del pomeriggio e, pensandoci bene, ho fatto tutto quello che mi ero prefissato come d’obbligo: Pan di Zucchero, Corcovado, Copacabana, Ipanema, Maracanà, il centro… ora posso dare libero sfogo alla fantasia, inizio un bel gioco che adoro fare nelle grandi città: salire a caso su un autobus senza sapere dove va, starci un po’, poi scendere e prenderne un altro e così via…. Nel frattempo fotografare dal finestrino tutto quello che mi capita a tiro. Divertente ed istruttivo! In un pomeriggio ho visto veramente molti aspetti di Rio che non immaginavo.

Poco prima del tramonto riaccendo il cervello e prendo l’autobus per la spiaggia di Botafogo, dove c’è anche il porticciolo turistico. Scatto ancora un po’ di foto mentre gli aerei in atterraggio all’aeroporto cittadino passano radenti tra il Pan di Zucchero e la spiaggia. Che bello il tramonto visto anche da qui….

Le prime luci della sera avanzano ed è l’ora dello shopping: centro commerciale Rio Sul, 7 piani di puro consumismo a metà strada tra Botafogo e Copacabana. Non manca niente, ci sono tutti…. I soliti marchi che vediamo nei nostri centri commerciali più qualcuno brasiliano a me sconosciuto…. Negozi per surfer…. Ciabattine ovunque…. Agenzie di viaggio…. Bar e ristoranti etnici…. Insomma, di tutto di più.
Ma adesso è ora di rientrare in albergo, c’è la valigia da preparare, il conto da saldare (mamma mia, ho svuotato il frigobar!), un po’ di chat e molte foto da mandare via mail. Prima però una bella corsetta… e dove? Manca solo il parco del quartiere di Flamengo! Così in un attimo indosso le scarpe e sono sul taxi in direzione Flamengo. In effetti a quest’ora(20.30) non è consigliabile girovagare per questa zona da soli ma insomma, sono grande e grosso e sto correndo… se vuoi prendermi devi correre più di me! Poi altri hanno avuto la mia stessa idea e si procede senza problemi.
Un’ora e mezzo dopo sono in camera stremato attaccato al pc che in un attimo mi porta su queste righe…. Mamma mia quanto ho scritto… sono le 2 di notte! E tra cinque ore la sveglia, si parte per Iguacù, le cascate più belle del mondo!
Ma quella sarà un’altra avventura e, spero, un altro racconto di viaggio.

Ciao Rio, un pezzo del mio cuore rimarrà qui con te!

Considerazione finale:

Rio non è pericolosa! Almeno non più di Milano o Roma (fatte le debite proporzioni sul numero di abitanti).
Ho girato in lungo ed in largo, con qualsiasi mezzo, spesso con la macchina fotografica in mano e sempre da solo e non ho avuto mai problemi, non ho mai neanche visto o sentito cose sospette ne ai miei danni ne ai danni di qualsiasi turista incontrato. La gente è cordiale e se può non nega un’informazione ed un aiuto (certo, bisogna chiedere con educazione….).
La polizia nel caso servisse è ovunque ed è disponibilissima, i tassisti idem e se avete qualche problema con la lingua dite che siete italiani, ci adorano e faranno di tutto per farsi capire!

Alla prossima.
Racconto di Filippo

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