La magia di San Andres

Racconto di viaggio in Colombia

Viaggio spesso da sola e mi sono sempre trovata benissimo, però spesso devo optare per i classici pacchetti volo+villaggio, non volendo avere tanti problemi da risolvere da sola.

Perciò armata della mia attrezzatura sub sono partita per la volta di questa splendida isoletta poco conosciuta dal turismo italiano e sperduta nel mar dei Caraibi.

Arrivata alle 16 dopo 12 ore di volo vengo accolta all’aeroporto dalla guida e portata nel mio albergo (splendido tra l’altro).
Durante il tragitto aeroporto-albergo inizio a guardarmi in giro e la città subito mi affascina: pochi turisti in giro, molti islegni che ti salutano e un sole fortissimo che scalda il mio freddo corpo!

Noi turisti italiani veniamo accolti in albergo da due animitrici/conigliette e da un animatore rasta che a suon di musica latino americana cantano e ballano.
Il complesso è a 3 piani in legno bianco con uno splendido giardino tropicale al centro.
Rimango delusa però dalla spiaggia che è piccolissima e da lì il mare sembra una palude!

L’unico vantaggio è che proprio di fronte a noi c’è El Acquario, una splendida isoletta dove il mare sembra una piscina. L’unica pecca è che c’è davvero tantissima gente.

Il ristorante del complesso offre ogni sera una “serata” diversa: cinese, internazionale, colombiana etc…
La sera c’è la solita animazione che però offre uno spettacolo danzante veramente carino.

Il 2° giorno decidiamo di fare il classico “giro dell’isola” con una “chiva” (un pulmino tutto aperto) che ci rifila il tour operator, giusto per vedere cosa c’è intorno a noi e poi decidere cosa visitare.

Nonostante la guida spericolata dell’autista (sono davvero pazzi! le strade sono piene di buche, loro non fanno caso ai motociclisti o ai pedoni e adottano una velocità da Formula Uno!) riusciamo a vedere spiagge stupende e incontaminate (soprattutto nella zona di S. Luis), la Picinita (dove ci si può tuffare per ammirare un sacco di pesci tropicali), el ojo soplador (una cavità scavata nella roccia), la cueva di Henry Morgan (dove dicono sia ancora nascosto il tesoro del pirata), le favelas, la splendida chiesa battista e tante altre bellezze dell’isola.

Le giornate successive proseguono tra immersioni durante la mattina e relax in spiaggia nel pomeriggio.

Il centro di San Andres è molto caratteristico: si va dalle piccole bancarelle sul lungomare gestite da rasta che vendono di tutto ai negozi che vendono moderni hi-fi!

Consiglio vivamente di andare al bar rasta sulla spiaggia di fronte al Decameron San Luis gestito da Chela (non so come si scrive …), che sicuramente vi offrira un’ottima pina colada e … altro … e da “Manolo” vicino al Decameron Acquario in centro, dove regna una splendida atmosfera caraibica.

Sulla spiaggia di San Luis conoscerete sicuramente “El General”: lo noterete sicuramente ha una lunga barba bianca e un bastone. Sarà per voi un’ottima guida e cercherà di aiutarvi in tutti i modi.

Una discoteca molto “in” nel centro è il Blue Deep frequentata da turisti e locali, ma non stupitevi se a mezzanotte accendono tutte le luci e smettono di suonare per una mezz’oretta: è il segnale che tutti i minorenni devono lasciare la discoteca. Oltretutto non servono alcolici fino a quell’ora proprio per l’eventuale presenza di minorenni.

Intorno all’isola vi sono un sacco di atolli, dove potrete vivere un’atmosfera da sogno: solo sole, palme, sabbia e un mare turchese favoloso. Tutto questo però non nei periodi di maggior affluenza turistica!

Ilturismo è prevalentemente americano e canadese ma, purtroppo, l’ultimo volo da/per l’Italia è stato il mio (10 gennaio).
Da quella data non vi è più nessun tour operator operante sull’isola e sarà molto difficile, se non impossibile, avere il permesso di soggiornarvi per i cittadini (credo si tratti di una questione politica).

Perciò se volete visitare questa splendida isola dovrete arrivarci tramite Montego Bay, informandovi prima però sulle formalità per la richiesta del visto.

Comunque, credetemi, ne vale proprio la pena

di Barbara Guarino
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