Viaggio in Perù

Racconto di viaggio in Perù

Garua, la nebbia che viene dal Pacifico,ci accolse al nostro arrivo Lima.
Elena ed io,dopo quindici ore di volo,eravamo finalmente in Perù: un viaggio solo sognato che stava diventando realtà.
Lo smarrimento dei nostri bagagli, rimasti a Madrid, e la denuncia dell’accaduto,ritardò il nostro andare in albergo,ma risolto il disguido più nulla ci impedì di prendere “possesso” della accogliente stanza e di immergerci nella più grande vasca da bagno mai vista. L’ammollo durò ad oltranza e di lì all’enorme lettone il passo fu breve. Il giorno seguente, di buon’ora, era prevista l’andata a Cuzco; questa cittadina ci incantò: la gente del luogo era abbigliata con indumenti tipici e tutti i colori del mondo sembrava si fossero dati appuntamento lì; nei volti di queste persone leggevo una serenità autentica anche se sapevo di quel tanto poco che avevano per vivere.

Cuzco

La sosta a Cuzco durò due giorni: ci si doveva in qualche modo abituare all’altezza ed al clima dei luoghi che avremmo percorso durante il trekking che dovevamo affrontare. Due giorni e tanto camminare alla scoperta del posto caratterizzato da viuzze contorte, ripide, a volte da vertigine e che i taxisti improvvisati percorrevano con estrema disinvoltura, e su quali automobili ! piccole e non si sa di quale marca. In quei due giorni ci furono finalmente recapitati i nostri bagagli: l’Inca trail, quello duro, stava per cominciare. In genere questo tipo d’avventura si compie in gruppo ed il nostro era formato da Elena e me, due donne alla soglia dei cinquant’anni, sole!
A nostra disposizione c’era una guida, espertissima, un cuoco ed un aiuto cuoco. Siam partiti e giunti in una località immersa nella pampa, ci raggiunge un uomo con quattro cavalli che avrebbero viaggiato al nostro seguito portando in sella viveri,bagagli e attrezzature per l’accampamento.
Salite, discese, fiumi, sentieri ed una vegetazione rigogliosa: ogni giorno si scarpinava per otto, nove ore, godendo degli scenari mozzafiato, della bellezza intatta dei luoghi. A sera, i portatori allestivano il campo e in silenzio, sorridendo,montavano due tende: una per noi,l’altra per la guida; per loro una copertura arrangiata: ci chiedevamo, Elena ed io, come reggessero al freddo della notte e notammo il colore viola delle loro mani; il freddo a quelle altezze si faceva sentire.
Giungemmo nella zona preamazzonica dopo giorni di cammino faticoso; il clima si fece più mite, il percorso risultò più semplice. Piccole case tutto intorno e nugoli di bambini dallo sguardo dolcissimo, a cui regalavamo caramelle; piantagioni di caffé e di banane, e fiori di tutte le specie, orchidee, begonie e bromilie cresciute spontaneamente: come un dipinto o in un’istantanea, queste immagini sono impresse nella memoria così come quelle al calar del sole, quando milioni di lucciole illuminavano la foresta.

La “ città perduta” Machu Picchu

Al quarto giorno, il nostro percorso a piedi era terminato;arrivammo con vari mezzi ad una ferrovia,salimmo su un curioso trenino che ci avrebbe portato su,fino ad Aguas Calientes, percorrendo a zig zag la strada ferrata in un gioco di saliscendi. Con un autobus poi raggiungemmo la “ città perduta” Machu Picchu, il regno Incas incastonato tra le montagne, con le sue rovine millenarie. Al tramonto andino s’accompagnava il mio grazie per essere lì, affascinata da quelle meraviglie pregne di storia. Mi sentivo fortunata e leggera tanto da desiderare di spiccare un volo, forte nello spiegare ali d’aquila che attraversano il sole e scrutavano orizzonti e cime impenetrabili: come respirare l’universo intero nella grazia di quello che questo viaggio mi ha dato.
Il viaggio in Perù mi ha permesso di vivere grandi emozioni suscitate dalla magia, e dalla storia di questo meraviglioso paese, tutto questo racchiuso in un indimenticabile ricordo che sarà mio per sempre.

Anna Vinella
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